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Una storia di calcio che attraversa quasi un secolo. Jacopo Fazzini, nuovo centrocampista del Cagliari, ha raccontato durante la conferenza stampa di presentazione a Ponte di Legno un particolare legame familiare che rende ancora più speciale il suo trasferimento in Sardegna.
Il giovane centrocampista ha infatti scoperto, dopo la firma con il club rossoblù, di aver seguito un percorso già tracciato dal proprio bisnonno materno Mario Baldini, protagonista della storia della Fiorentina e successivamente passato proprio al Cagliari.
Fazzini ha raccontato come la famiglia abbia aspettato il momento giusto prima di rivelargli il particolare retroscena. “Mio bisnonno materno Mario Baldini segnò un secolo fa il primo gol nella storia della Fiorentina, poi militò nel Cagliari. Incredibile come, così tanto tempo dopo, abbia ripercorso le sue tracce“.
A Radiolina poi ha spiegato: “L’ho saputo dopo aver firmato con il Cagliari. Mia mamma non mi aveva detto niente, forse per non condizionarmi. Poi mi ha detto che anche il nonno aveva giocato nella Fiorentina e nel Cagliari. Poi aveva smesso ed è venuto a mancare. Praticamente ho fatto lo stesso trasferimento cento anni dopo”.
Una coincidenza che il centrocampista ha accolto come un segnale particolare, soprattutto considerando il percorso compiuto dal suo antenato.
Mario Baldini è ricordato negli annali della Fiorentina per essere stato il primo giocatore capace di segnare un gol con la maglia del club. La rete arrivò nel 1926, anno della nascita della società viola, entrando così nella storia della formazione toscana. Successivamente Baldini proseguì la propria carriera trasferendosi al Cagliari, creando quel collegamento che oggi si rinnova con l’arrivo di Jacopo Fazzini in Sardegna.
Il centrocampista ha spiegato di non conoscere ogni dettaglio della carriera del bisnonno, vista la distanza temporale, ma di aver approfondito la sua storia grazie ai racconti della famiglia. “Non conosco tutti i dettagli perché sono passati tanti anni, ho cercato qualcosa su interner e mia mamma mi ha raccontato la sua storia. È sicuramente un segno del destino”, ha raccontato.
Durante la conferenza, Fazzini ha parlato anche delle motivazioni che lo hanno spinto ad accettare la proposta rossoblù. Il centrocampista ha sottolineato il ruolo determinante avuto dal progetto tecnico presentato dalla società e dal confronto con il direttore sportivo Pietro Accardi e con l’allenatore Fabio Pisacane.
“Mi hanno voluto fortemente, c’è stato un interesse concreto nei miei confronti: sono sicuro che sia la scelta giusta, sono felice di questi primi giorni da giocatore del Cagliari. Non vedo l’ora che cominci il campionato“, ha spiegato.
The post Fazzini e la curiosa storia del bisnonno: “Cento anni dopo al Cagliari come lui” appeared first on Calcio Casteddu.
Dal nostro inviato a Temù (Brescia)
La seduta pomeridiana rossoblù ha preso il via, come di consueto, alle ore 17 presso il campo comunale di Temù. Nuovamente protagonista il pallone, all’interno di esercitazioni con l’utilizzo di sagome sull’uscita dalla difesa.
Dopo i primi trequarti d’ora, gruppo diviso in due parti. Nella metà campo di sinistra, Pisacane e il vice Murelli con questo gruppo schierato somigliante a un ipotetico undici titolare: Zappa, Deiola, Rodríguez, Obert; Adopo, Romano, Liteta; Di Paolo, Esposito; Mendy.
Nella metà destra del terreno, con Battilana, Styk e un portiere a rotazione tra i pali: Raterink, Zé Pedro, Wieteska, Grandu; Winks, Prati, Akarakiri (Felici); Cavuoti, Fazzini; Kingstone (Borrelli). Veroli, Trepy e Sulev non hanno preso parte alle partitelle, dedicandosi ad esercizi differenziati.
Tanto pallone, dunque, sebbene sia stato utilizzato con un’intensità inferiore al lavoro svolto la mattina. Nel finale di seduta Cavuoti, Adopo, Mendy, Obert, Akarakiri e Raterink si sono divertiti in un torello.
Per domattina, in cui ci sarà l’unica seduta della giornata, è prevista la rifinitura in vista della seconda – e ultima – amichevole prevista in Val Camonica, contro il Modena (ore 17).
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Il ritiro del Cagliari a Ponte di Legno regala anche momenti di leggerezza fuori dal campo. Protagonista di una scena diventata rapidamente virale tra i tifosi sui social è stato Adam Obert, impegnato con i compagni in un bagno nelle acque della Val Camonica.
La squadra rossoblù, al lavoro in Trentino per la preparazione alla nuova stagione, ha approfittato di un momento di relax durante la doppia seduta di allenamento per concedersi una pausa rinfrescante.
In un video pubblicato sui canali social ufficiali del Cagliari Calcio, il difensore slovacco è stato ripreso mentre si trovava immerso insieme ad alcuni compagni.
Quando la telecamera del club lo ha inquadrato, Obert ha commentato infreddolito la situazione con una frase emblematica del momento: “frisca frisca”.
L’espressione, utilizzata per sottolineare il freddo dell’acqua, ha accompagnato il simpatico siparietto del giocatore rossoblù, alle prese con una temperatura decisamente distante dal caldo estivo che sta caratterizzando la Sardegna. In Val Camonica, invece, il clima è decisamente più fresco e il bagno completo nel fiume, anche alla fine di luglio, rappresenta una prova di coraggio.
Tra i tifosi però non sono mancate le tirate d’orecchie ai compagni, che in un contesto suggestivo in mezzo alla natura si sono fatti “pizzicare” tutti con lo sguardo sui propri cellulari. Uno sfondo al siparietto di Obert segno dei tempi che avanzano.
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Un cosa è certa: Andrea Pirlo non sarà il nuovo ct della Nazionale, lo ha confermato l’ex campione azzurro e ora la Figc di Giovanni Malagò dovrà affrontare il primo problema della nuova gestione.
“La rinuncia di Pirlo alla panchina azzurra? È una notizia che si commenta da sola, è una situazione che avremmo voluto differente con una tempestività e anche con una comunione di intenti che non si è manifestata. Adesso c’è da recuperare una brutta figura”.
“Il CT? Da questa mattina sto ricevendo tantissimi messaggi. Parlerò con tutti il prima possibile, come è giusto che sia. “Per il nostro recupero in termini di credibilità agonistica a livello di vertice, dove nulla è scontato, devi lavorare su ragazzi che oggi hanno dai 13 ai 16 anni. Per questo devi modificare tutta la filiera sotto il profilo della formazione, della cultura e questo implica anche l’allenatore. E’ una questione di semina, le idee sono molto chiare. “Lo stiamo facendo, anche tra mille complessità, perché c’è da fare una trasformazione. C’è da tenere conto che siamo un Paese prima che era calciocentrico, oggi invece, mentre ora non lo siamo più perché ci sono anche tanti altri sport”, ha aggiunto. “Sto lavorando, un nome arriverà entro breve. Abodi parla di brutta figura? Bisogna vedere chi l’ha fatta“, ha affermato il numero uno della FIGC, ospite de Il Sole24Ore nel commentare la classifica della 20/a edizione dell’Indice di Sportività, realizzato da PTS Sport e pubblicato dallo stesso quotidiana, a proposito della situazione legata alla nomina del nuovo commissario tecnico della nazionale
“A breve sapere tutto… entro domani. Il nostro recupero di credibilità in termini agonistici non è scontato. Puoi avere una squadra molto forte, ma in questi Mondiali qualcuna è andata fuori al primo turno. Bisogna lavorare sui giovani, su chi ha oggi 15, 16 o 17 anni. E per costruire questo devi modificare tutta la filiera, anche sotto il punto di vista della didattica, dell’insegnamento e della cultura: è un discorso di semina, come un campo nel quale poi vai a raccogliere. Le idee sono molto chiare, c’è da tenere conto anche del fatto che prima il Paese era calciocentrico, ora invece ci sono molte discipline che hanno portato via potenzialmente tante persone. Dobbiamo riorganizzarci tra diverse complessità ed è difficile fare una trasformazione. Il mondo dello sport, e del calcio in particolare, ha una sua presenza che allarga non solo la parte agonistica ma ha anche una funzione sociale che è sotto gli occhi di tutti“.
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Dal nostro inviato al BluHotel Acquaseria – Ponte di Legno (Brescia)
L’estremo difensore del Cagliari Elia Caprile ha risposto alle domande dei media presenti, a cavallo tra i due allenamenti odierni.
“Rappresento il Cagliari, una squadra storica. Il mercato? Sono concentrato esclusivamente sul Cagliari, il resto non mi interessa ma a prescindere non mi distraggono eventuali voci“.
“Ho 25 anni, ho ancora tutto da imparare dentro e fuori dal campo, per crescere ulteriormente. So che in tanti mi osservano, per ciò che cerco di trasmettere in campo. Devo ampliare i miei orizzonti, come uomo e come calciatore“.
“Una delle mie caratteristiche principali è la grande personalità. Devo imparare a gestirla, perché è necessario indirizzarla. Persone più grandi di me mi stanno insegnando come diventare un leader all’interno del gruppo, tra compagni e Mister, poi il preparatore Luca Bucci che mi sta aiutando parecchio“.
“Esposito? Uno dei leader della squadra. Il suo unico pensiero è quello di allenarsi con il Cagliari, lo fa bene tutti i giorni e sa cosa significa rappresentare il Cagliari. Ci aiutiamo reciprocamente“.
“Il ruolo di padre è la cosa più bella che possa accadere nella vita, una responsabilità importante. Cerco di scindere sempre le due cose: in campo sono Caprile, a casa sono papà Elia“.
“Alzare l’asticella comporta un percorso, lavorare sodo tutti insieme. L’obiettivo è la salvezza, da raggiungere il prima possibile“.
“La Nazionale è il sogno di ogni bambino: non voglio perderlo. Tutto passa dal mio rendimento con il Cagliari, così da avere più chance per meritarmi una nuova chiamata in azzurro“.
“I nuovi arrivati mi hanno fatto una bella impressione: mi aspetto che lavorino sodo, si sono applicati fin da subito. Da parte nostra, dei ragazzi già presenti, c’è il desiderio di aiutarli dentro e fuori dal campo“.
“Il rapporto con Pisacane? In quest’anno entra più a gamba tesa. Il nostro rapporto si è costruito nel tempo, è un Mister vecchio stampo. Mi ha responsabilizzato in campo e fuori, mi ha trasmesso la fiducia nei miei confronti“.
“Il ruolo di portiere sta cambiando, non è più come quando io ho cominciato. Oggi devi essere più partecipe nell’azione, un esempio è lo spagnolo Unai Simón. Cito anche Kobel, portiere della Svizzera“.
The post Caprile: “Mercato? Non mi interessa. Penso solo al Cagliari” appeared first on Calcio Casteddu.
“La rinuncia di Pirlo alla panchina azzurra? È una notizia che si commenta da sola, è una situazione che avremmo voluto differente con una tempestività e anche con una comunione di intenti che non si è manifestata. Adesso c’è da recuperare una brutta figura”. È stato questo il telegrafico commento di Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, parlando del caso Pirlo a margine della presentazione dell’Hub Rete di Piacenza.
“Senza una certezza del sì avrei tenuto nascosta la pista Guardiola. In una situazione come questa o hai una ragionevole percentuale di certezza di arrivare al risultato, oppure è meglio tenerla in maniera discreta. Mi sembrano alternative talmente distanti tra loro che probabilmente è stato un azzardo tirarlo fuori Mi auguro Pirlo possa portare i risultati sperati, sapendo che si tratta di un percorso. Lui, poi, ha un suo percorso da allenatore e mi auguro possa incrementarlo ulteriormente. Sicuramente il campo dirà se questa sarà stata una scommessa o una scelta lungimirante. Io resto il primo supporter del CT e della nazionale che per me è la squadra del cuore”.
“Ho appreso ieri sera di non essere più candidato alla panchina della nazionale italiano. ritengo doveroso chiarire alcuni aspetti. Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di Commissario tecnico della Nazionale italiana. Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono. “Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato. Conosco la loro competenza, la loro serietà e l’amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano. Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico – conclude Pirlo – che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono. L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre”.
La decisione del presidente della Figc Giovanni Malagò è arrivata dopo le pesanti pressioni arrivate dalla politica per il caso Fonbet, l’agenzia russa di cui Pirlo era testimonial. La scelta del presidente federale ha aperto inevitabilmente un’altra crisi, quella con il dt Paolo Maldini e l’advisor Leonardo, che dopo aver provato a ingaggiare Guardiola e Ancelotti, avevano ripiegato sull’ex Juventus. Se i due dovessero dimettersi, Malagò dovrebbe individuare un nuovo direttore tecnico. Tra i nomi usciti alla ribalta in queste ore ci sarebbero Giorgio Chiellini e Claudio Ranieri. L’interesse dei tifosi però riguarda soprattutto il prossimo CT. Sono in risalita le quotazioni di Roberto Mancini, che fino a un mese fa sembrava il favorito. Restano in ballo in nomi di Antonio Conte (al momento non contattato) e Stefano Pioli, entrambi attualmente senza contratto.
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Resta aperta la situazione legata a Sebastiano Esposito, uno dei temi più caldi di queste ore. L’attaccante del Cagliari è da ieri al centro di una situazione ancora da definire, con il mercato che potrebbe aprire scenari inattesi dopo le difficoltà emerse sul fronte del rinnovo contrattuale. Va però ricordato che, Esposito nelle scorse settimane, aveva dato disponibilità a proseguire il proprio percorso in Sardegna, accettando l’idea di rinnovare e adeguare il proprio contratto in virtù della considerazione ricevuta dal Cagliari. La società, però, avrebbe preso tempo senza arrivare alla definizione dell’intesa. Ieri sera l’esperto di mercato Nicolò, questa situazione avrebbe portato l’entourage del giocatore a valutare una possibile separazione: “Così l’agente del classe 2002 ha chiesto la cessione”. Ieri il giornalista, non aveva esclusa la possibilità che l’attaccante possa iniziare ad allenarsi separatamente in attesa di chiarire definitivamente il proprio futuro., ma stamattina Esposito si è allenato regolarmente in gruppo.
Esposito guadagna poco più di un milione di euro l’anno. La cifra richiesta dovrebbe aggirarsi sui 20 milioni di euro, anche in considerazione del 40% sulla futura rivendita detenuto dall’Inter dopo il ricatto a 4 milioni di euro.
il club di De Laurentiis monitora il ragazzo da diverso tempo, ma prima di poter pensare a qualsiasi operazione è necessario che gli azzurri facciano posto in rosa. Attualmente, infatti, Allegri ha Hojlund, Lukaku e Lucca: almeno uno fra il belga e l’ex Udinese dovrà uscire per permettere al Napoli di abbozzare l’affondo su Esposito, sempre che lasci il Cagliari.
Nato a Castellamare di Stabia, classe 2002, nonostante la sua giovane età vanta già delle importanti esperienze tra i professionisti, maturate anche a livello internazionale. Si mette subito in evidenza nel Settore giovanile dell’Inter: con l’U17 segnerà 33 reti in 40 gare, contribuendo in maniera decisiva alla vittoria del campionato 2018/19 e della Supercoppa di categoria. Autentico predestinato, entra ben presto nell’orbita della prima squadra con cui debutta a soli 16 anni in Europa League contro il Francoforte. La stagione successiva fa il suo esordio in Champions League, diventando il più giovane esordiente dell’Inter nella storia moderna della competizione. Di record in record: con i nerazzurri segna il suo primo gol in Serie A il 21 dicembre 2019, nel 4-0 casalingo contro il Genoa, alla sua prima da titolare. A 17 anni, 5 mesi e 19 giorni è così il più giovane calciatore nerazzurro ad aver segnato a San Siro, tra i marcatori più giovani in assoluto nella storia del Club. Dalla stagione successiva inizia ad andare in prestito: si trasferisce prima alla Spal in B, a gennaio passa al Venezia con cui centra la promozione in A, artefice di 2 reti e altrettanti assist in 19 gare. Il suo percorso di crescita – professionale e umana – prosegue all’estero: nella stagione 2021/22 è tra le fila del Basilea, dove lascia il segno con 7 reti e 9 assist in 34 partite, incluse quelle disputate in Conference League. Gioca in Belgio, nell’Anderlecht (21 presenze e 2 gol), per poi ritornare nel gennaio 2023 in Italia, al Bari con cui va subito in gol all’esordio in campionato nella vittoria per 4-3 contro la Spal, in trasferta. In 15 gare realizzerà 4 reti e 2 assist, dando così il suo sostanziale contributo alla squadra, arrivata con lui sino alla finale playoff promozione contro il Cagliari. La stagione 2023/24 è a Genova, sponda Samp, dove continua ad essere protagonista: in 23 gare 6 gol e 6 assist. Si guadagna così la possibilità di giocare in Serie A, lo ingaggia l’Empoli e non delude le attese: con i toscani segna 10 reti, impreziosite anche da 2 assist, in 37 partite tra campionato e Coppa Italia. Ha chiuso la stagione con i nerazzurri con cui ha giocato a giugno il Mondiale per Club negli Stati Uniti, totalizzando 4 presenze. Esposito è un attaccante prestante fisicamente, duttile, capace di ricoprire più ruoli del reparto avanzato grazie alle sue qualità, impiegato sia da seconda punta che da centrale. Ambidestro, dotato di una buona tecnica di base, abile nel dribbling, è veloce e rapido: ama svariare in avanti per non dare punti di riferimento agli avversari, liberarsi dalla marcatura per servire – in virtù anche di una buona visione di gioco – il passaggio vincente al compagno o cercare la conclusione dalla distanza.
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Il Cagliari ha iniziato una nuova settimana di preparazione nel ritiro della Val Camonica, tornando al lavoro sul terreno del campo comunale di Temù. La squadra guidata da Fabio Pisacane ha svolto la prima delle due sedute previste nella giornata, proseguendo il percorso di crescita fisica e tattica in vista della prossima stagione.
Il programma mattutino è cominciato con una fase dedicata al lavoro in palestra, utile per l’attivazione muscolare e il potenziamento. Successivamente i rossoblù si sono trasferiti sul campo, dove lo staff tecnico ha predisposto una serie di esercitazioni con il pallone.
Il cuore dell’allenamento è stato rappresentato da un lavoro specifico sul possesso palla, svolto in spazi ridotti e con ritmi particolarmente elevati. La squadra è stata divisa in quattro gruppi, impegnati in brevi sessioni durante le quali veniva richiesto di spingere al massimo.
L’obiettivo delle esercitazioni era aumentare la velocità di pensiero e di esecuzione, migliorando la qualità del controllo, dei passaggi e degli smarcamenti. L’utilizzo di porzioni di campo limitate ha costretto i giocatori a prendere decisioni rapide e a mantenere alta l’attenzione in ogni fase dell’azione.
Pisacane e i suoi collaboratori hanno seguito da vicino il lavoro, intervenendo per correggere posizionamenti, distanze e tempi di pressione. L’intensità resta una delle parole chiave del ritiro rossoblù, con il tecnico intenzionato a costruire una squadra aggressiva, dinamica e capace di muovere il pallone con continuità.
Terminata la seduta mattutina, l’attenzione si sposterà a Ponte di Legno. Alle ore 16, nella sala congressi del BluHotel Acquaseria, sarà il portiere Elia Caprile a rispondere alle domande dei giornalisti presenti.
La conferenza offrirà l’occasione per approfondire le sensazioni del numero uno rossoblù, il rapporto con il nuovo staff tecnico e gli obiettivi del Cagliari per la stagione 2026-2027. Caprile potrà inoltre raccontare il lavoro svolto durante il ritiro e le indicazioni ricevute da Pisacane nella costruzione della manovra dal basso.
La giornata del Cagliari si concluderà nuovamente a Temù. A partire dalle ore 17.30, la squadra tornerà sul campo di via Saletti per la seconda sessione di allenamento.
Dopo il lavoro intenso della mattina, la seduta pomeridiana potrebbe essere maggiormente orientata agli aspetti tecnico-tattici e alle situazioni di gioco. CalcioCasteddu seguirà i diversi appuntamenti della giornata, raccontando in tempo reale il lavoro della squadra e le dichiarazioni di Elia Caprile dal ritiro rossoblù.
Restate collegati!
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Esclusiva: #Bowie, il #Sassuolo vuole aumentare offerta. Il #Cagliari, sempre interessato, ma per ora alla finestra https://t.co/Rwkk5RUUVM
— Alfredo Pedullà (@AlfredoPedulla) July 27, 2026
Kieron Bowie è seguito dal Sassuolo, ma lo vuole anche il Cagliari. La valutazione che fa l’Hellas del suo cartellino parte da una base minima di 10 milioni. E nei colloqui, allora, ci sarebbe pure Mulattieri. Uno che la B ha imparato a conoscerla bene e che l’ha vinta per due volte, con il Frosinone e con lo stesso Sassuolo. Ecco che per il Verona diventa molto più di un’idea, sempre avendo la lente rivolta ai piani per Bowie, 4 gol in 14 partite in A, da febbraio a maggio. Il club rossoblù offre cash e Borrelli, ma per ora c’è il no dei veneti,
La trattativa p aperta con l’Atalanta, disposta a concedere l’esterno l’obbligo di riscatto davanti alla chiusura tra le parti per un prestito abbastanza alto. Il Cagliari (come vi abbiamo scritto ieri) sta tentando di limarle. Sull’obbligo a 8 milioni, invece ci sarebbe l’intesa tra i club, con i rossoblù che puntano ad inserire la permanenza in Serie A della squadra e 10 reti da parte del figlio e nipote d’arte. Il Caglia ha pensato anche a Strefezza, ma al momento non pare per vari motivi, essere una pista realmente percorribile. Concreto l’interesse per Geubbels e Ivanović. Il primo è attaccante francese di proprietà del Paris FC. Classe 2001, è un centravanti dotato di fisicità e capacità di attaccare la profondità, caratteristiche che lo rendono un’opzione interessante per il nuovo progetto guidato da Pisacane. Il secondo è un giocatore di prospettiva (anch’esso attaccante) serbo di 21 anni attualmente al Millwall. Di fatto una vera e propria scommessa che rispecchia la filosofia inaugurata dal Cagliari: investire su giovani con ampi margini di crescita, valorizzandoli all’interno del Cagliari.
La ricerca del nuovo numero nove prosegue su più tavoli, ma la direzione appare chiara. Il Cagliari vuole affiancare qualità e prospettiva, individuando un centravanti che possa garantire rendimento nell’immediato senza rinunciare a un importante potenziale di crescita.
ACQUISTI: Esposito (cen, Inter RIS), Prati (cen, Torino, FP), Luvumbo (att, Mallorca, FP), Veroli (dif, Palermo, FP), Radunovic (por, Spezia, FP), Romano (cen, Roma, D), Akariki (cen, Everton, D), Fazzini (cen, Fiorentina, P), Winks (cen, Leicester, D)
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Dal nostro inviato a Ponte di Legno
La riunione dei tifosi del Cagliari a Ponte di Legno, in occasione dell’evento “Grande Festa Rossoblù” che ha avuto luogo sabato con la squadra di Pisacane protagonista sul palco, ha visto arrivare tanti sostenitori dalle province vicine (se non addirittura da altre regioni). Tra questi, ha catturato l’attenzione del cronista un gruppetto composto da madre, padre e due gemellini provenienti da Bergamo. Capaci di portare una ventata rossoblù sana e piacevole. Abbiamo fatto conoscenza con loro e scambiato qualche battuta con il capofamiglia, Elio.
“Mi chiamo Elio Porcedda, abito a Bergamo da ormai più di vent’anni. Sono sardo, nato a Cagliari e i miei figli Diego e Gioele sono nati a Bergamo. Ma come si può vedere sono tifosi del Cagliari! Mia moglie Giusy Cavallaro è siciliana, ma è pure lei una supporter del Cagliari. Abbiamo saputo dell’evento rossoblù a Ponte di Legno e quindi ne abbiamo approfittato per fare una bella passeggiata in montagna con i bambini“.
“La nuova stagione e il mercato? Mi sembra che la società stia facendo bene. Sono fiducioso nel lavoro di Pisacane e reputo che per ora abbia fatto un ottimo lavoro, riuscendo a valorizzare i giovani: un modus operandi consolidato, questo che riguarda il Cagliari, provando a partire dai giocatori più giovani per formare la squadra. Secondo me si tratta di un’ottima strada da percorrere“.
“Per quanto concerne l’ingresso di nuovi soci nella proprietà del Cagliari, sono ottimista. Anche perché mi piace pensare che la presenza di un socio di origine sarda – Maurizio Fiori, ndr – sia indice di interesse sincero. Va anche detto, però, che non sia ancora ben chiaro quale sarà il prossimo assetto societario, se Tommaso Giulini cederà completamente il Cagliari o se resterà una compartecipazione. Mi sembra di capire che sia importante in questo discorso anche il progetto riguardante il nuovo stadio. Tutto sommato, come detto, resto fiducioso. Sostengo che una realtà come Cagliari meriti delle persone serie che possano valorizzare il club, che cerchino di portarlo sempre al massimo di ciò che si possa fare. Sappiamo di essere una provinciale, però attendo – come tutti i tifosi rossoblù – un’evoluzione positiva nel prossimo futuro“.
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