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Il Cagliari continua a concentrare gran parte del lavoro sul mercato per il reparto offensivo. La richiesta di Fabio Pisacane è chiara: aggiungere alla rosa un attaccante completo, capace di aumentare qualità e peso offensivo della squadra.
Tra gli obiettivi principali resta Kieron Bowie, attaccante scozzese del Verona. Il giocatore rappresenta un profilo gradito al Cagliari anche per la volontà dello stesso calciatore di continuare il proprio percorso in Serie A, evitando una permanenza in Serie B con il club gialloblù.
Il nodo principale resta però la valutazione economica. Il Verona chiede una cifra di almeno 10 milioni di euro per il cartellino dell’attaccante, una richiesta considerata elevata dalla società rossoblù. Il Cagliari non ha comunque abbandonato la pista e continua a mantenere aperto il dialogo con il club veneto, provando anche a sfruttare la volontà del giocatore come elemento favorevole nella trattativa.
Parallelamente, il direttore sportivo Pietro Accardi sta valutando altre possibilità per completare il reparto avanzato. Tra i nomi monitorati ci sono Willem Geubbels del Paris FC e Mihailo Ivanovic del Millwall.
Geubbels, attaccante francese di origine centrafricana, è un classe 2001 che arriva da un’esperienza in Ligue 1 nella quale ha realizzato 5 gol in 24 presenze. In passato ha militato in Svizzera nel San Gallo, dove due stagioni fa ha realizzato 14 reti in campionato.
Ivanovic, invece, è un centravanti serbo che milita nella Championship inglese con il Millwall. Nell’ultima stagione ha totalizzato 9 reti in 44 presenze, in quella precedente 12 gol in 37 presenze. Numeri che hanno attirato l’attenzione di diversi club. Anche in questo caso il Cagliari ha effettuato un sondaggio preliminare, senza però che la trattativa sia entrata in una fase avanzata.
Un’altra soluzione valutata dal club rossoblù porta a Daniel Maldini, talento di proprietà dell’Atalanta. Il classe 2001 è un giocatore conosciuto dal direttore sportivo Accardi e rappresenta un profilo diverso rispetto agli altri obiettivi: meno centravanti puro e più orientato alla qualità tra le linee, alla tecnica e alla capacità di creare superiorità offensiva.
La concorrenza sul giocatore resta comunque elevata e il Cagliari dovrà valutare attentamente la formula dell’eventuale operazione.
La priorità del mercato rossoblù resta quindi evidente: regalare a Pisacane una nuova soluzione offensiva. Il tecnico ha chiesto un giocatore capace di unire partecipazione al gioco e presenza in area di rigore, un elemento in grado di completare un reparto che il Cagliari vuole rendere più competitivo.
Bowie resta il nome più concreto, ma il club continua a muoversi su più tavoli per individuare l’occasione migliore.
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L’avventura di Agustin Albarracin con la maglia del Cagliari sembra essere arrivata a un punto decisivo. Il giovane uruguaiano, arrivato in Sardegna lo scorso gennaio con grandi aspettative, non sarebbe riuscito a convincere Fabio Pisacane e il club sta valutando una soluzione per il suo futuro.
Il classe 2005 non è stato utilizzato nell’unica amichevole disputata contro la Sampdoria, un segnale che confermerebbe le difficoltà del giocatore nel trovare spazio all’interno del nuovo progetto tecnico rossoblù.
Albarracin era approdato al Cagliari con l’idea di rappresentare un investimento per il futuro. La società aveva puntato sulle sue qualità e sulla possibilità di valorizzarlo nel tempo, versando circa 2 milioni di euro al Boston River per assicurarsi il cartellino del giovane talento uruguaiano.
L’accordo prevedeva anche una percentuale significativa sulla futura rivendita: il club sudamericano, infatti, avrebbe mantenuto il 50% degli eventuali proventi derivanti da una futura cessione. Nonostante le prospettive iniziali, il percorso del giocatore non ha preso la direzione sperata.
Il tecnico rossoblù Fabio Pisacane sta costruendo una rosa basata su caratteristiche precise e il giovane attaccante uruguaiano non sembrerebbe rientrare nei piani.
Per questo motivo la società sta lavorando alla possibilità di trovare una nuova destinazione, probabilmente all’estero, dove il giocatore potrebbe rilanciarsi e accumulare maggiore continuità.
Resta ancora da definire la formula dell’operazione: il Cagliari potrebbe valutare un prestito oppure una soluzione che consenta di recuperare parte dell’investimento effettuato.
Albarracin ha un contratto con il Cagliari fino al 2030, con un’opzione per un’ulteriore stagione. Un accordo importante che testimonia la fiducia iniziale riposta dalla società nel talento uruguaiano, ma che ora dovrà essere gestito con attenzione dal direttore sportivo Pietro Accardi. L’obiettivo del club sarà limitare i danni di un’operazione che non ha prodotto i risultati sperati.
Per il giovane uruguaiano resta comunque la necessità di trovare un contesto nel quale poter giocare con maggiore continuità e dimostrare le qualità che avevano convinto il club sardo a investire su di lui.
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Dal nostro inviato al campo comunale di Temù (Brescia)
Dopo la fase di riscaldamento iniziale, la squadra di Pisacane ha iniziato una serie di esercitazioni sul possesso palla all’interno di uno spazio delimitato e ristretto nei pressi del centrocampo.
Gruppo diviso in verdi e arancioni, per provare la fase d’uscita a partire dalla difesa. Pisacane predica “massimo due tocchi“: c’è qualche giocatore leggermente indisciplinato, in tal senso, spronato dal Mister a sforzarsi di ridurre il mantenimento della sfera. Con il passare dei minuti, la qualità delle giocate e della produzione complessiva è decisamente salita: un segnale decisamente incoraggiante.
Verdi (senza portiere): Zappa, Rodríguez, Deiola, Obert; Adopo, Romano, Liteta; Di Paolo, Esposito; Mendy.
Arancioni: Sherri; Zé Pedro, Wieteska, Veroli, Grandu; Winks, Prati, Sulev; Albarracín, Fazzini; Kingstone.
Verdi (senza portiere): Zé Pedro, Wieteska, Veroli, Grandu; Adopo, Winks, Fazzini; Felici, Esposito; Borrelli.
Arancioni: Caprile; Zappa, Deiola, Rodriguez, Obert; Romano, Prati, Sulev; Albarracin, Cavuoti; Kingstone.
Winks il più ordinato; Zappa il crossatore più assiduo; Esposito senza risparmio; Deiola il consigliere ad alta voce; Mendy pungente (anche un gol per lui nella partitella), soprattutto con i gomiti; Romano, sempre a testa alta per prevenire la giocata; Cavuoti, autore di un bellissimo gol con una botta secca dalla lunga distanza che ha battuto Kehayov; Kingstone a segno di testa. La seduta si è conclusa con un gran gol di Grandu.
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Sono ore importanti per il futuro di Sebastiano Esposito. L’attaccante del Cagliari è al centro di una situazione ancora da definire, con il mercato che potrebbe aprire scenari inattesi dopo le difficoltà emerse sul fronte del rinnovo contrattuale.
Il club rossoblù valuta il giocatore intorno ai 20 milioni di euro, cifra che testimonia il valore attribuito dalla società al classe 2002. Tuttavia, secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Nicolò Schira, il mancato rinnovo dell’accordo avrebbe modificato il quadro.
Esposito, nelle scorse settimane, aveva dato disponibilità a proseguire il proprio percorso in Sardegna, accettando l’idea di rinnovare e adeguare il proprio contratto in virtù della considerazione ricevuta dal Cagliari. La società, però, avrebbe preso tempo senza arrivare alla definizione dell’intesa.
Secondo Schira, questa situazione avrebbe portato l’entourage del giocatore a valutare una possibile separazione: “Così l’agente del classe 2002 ha chiesto la cessione”. Sempre secondo il giornalista, non è esclusa la possibilità che l’attaccante possa iniziare ad allenarsi separatamente in attesa di chiarire definitivamente il proprio futuro.
In un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, il numero 94 rossoblù aveva espresso il proprio forte legame con il Cagliari e la volontà di avere un ruolo sempre più importante all’interno del gruppo. L’attaccante aveva raccontato di aver chiesto maggiore responsabilità alla società, non soltanto dal punto di vista tecnico ma anche umano.
“Dopo un colloquio con la società ho chiesto di essere più responsabilizzato. Voglio essere un leader, come Deiola e Caprile”, aveva spiegato.
Esposito aveva sottolineato il desiderio di essere un elemento capace di aiutare la crescita dei compagni più giovani, assumendo un ruolo da guida nello spogliatoio. “Mi piace aiutare i più giovani, ma anche richiamarli quando serve. Ho solo 24 anni, ma qualche partita alle spalle ce l’ho”, aveva dichiarato. Parole che avevano delineato il profilo di un giocatore intenzionato a costruire qualcosa di importante in rossoblù, andando oltre il semplice contributo realizzativo.
Ora il Cagliari, se confermata la situazione descritta da Schira, dovrà valutare come gestire la situazione. Da una parte c’è la volontà di trattenere un attaccante considerato importante per il progetto tecnico, dall’altra la necessità di trovare un punto d’incontro sul piano contrattuale.
La valutazione economica fissata dal club e il gradimento del giocatore per la Sardegna lasciano ancora aperta la possibilità di una soluzione positiva. Le prossime ore saranno decisive per capire se Esposito potrà continuare a essere uno dei protagonisti del nuovo Cagliari di Fabio Pisacane oppure se il mercato porterà a una separazione. Il giocatore aveva destato l’interesse di Como, Torino e Lazio.
The post Esposito, Schira lancia la bomba: “L’agente ha chiesto la cessione” appeared first on Calcio Casteddu.
Il futuro di Yerry Mina resta uno dei temi più delicati del mercato del Cagliari. Il difensore colombiano, al momento, non è considerato un giocatore in uscita e il rapporto tra il club rossoblù e il calciatore è assolutamente positivo.
La situazione, però, richiede alcune valutazioni che saranno affrontate nelle prossime settimane, quando Mina terminerà il periodo di vacanza concesso dopo gli impegni con il Mondiale e farà ritorno a disposizione della squadra.
Nella visione tecnica di Fabio Pisacane, il centrale sudamericano rappresenta ancora un elemento fondamentale per la difesa del Cagliari. Esperienza, personalità e capacità di leadership sono caratteristiche che il tecnico considera importanti per guidare il reparto arretrato anche nella prossima stagione.
La principale incognita riguarda però l’approccio del giocatore al nuovo campionato. Nella passata stagione una delle motivazioni principali di Mina era arrivare nelle migliori condizioni possibili all’appuntamento Mondiale. Ora, senza quell’obiettivo immediato, il club dovrà capire quale sarà il livello di motivazione e coinvolgimento del difensore nel nuovo percorso rossoblù.
Oltre agli aspetti tecnici, il Cagliari dovrà valutare anche elementi più concreti legati alla sostenibilità della permanenza. Mina ha 31 anni e un contratto valido fino al 2028. Il suo ingaggio rappresenta un investimento importante per il club, soprattutto considerando la necessità di gestire con attenzione il suo impiego.
Fin dal suo arrivo in Sardegna, durante la gestione di Claudio Ranieri, il difensore è stato utilizzato con cautela, dosando gli sforzi per evitare problemi muscolari. Una strategia che ha permesso al colombiano di essere disponibile per gran parte delle gare disputate, anche se i fastidi fisici non sono completamente spariti.
Con il passare degli anni, il rapporto tra minuti giocati, rendimento e costo dell’ingaggio potrebbe diventare un fattore determinante nelle valutazioni della società.
Il Cagliari non ha intenzione di mettere Mina fuori dal progetto e considera il difensore ancora una risorsa importante.
Allo stesso tempo, il club non avrebbe intenzione di chiudere completamente alla possibilità di una cessione qualora arrivassero offerte considerate soddisfacenti sia dal punto di vista economico sia per le ambizioni dello stesso giocatore.
La decisione finale dipenderà quindi dall’incontro tra società e calciatore, nel quale verranno analizzati obiettivi e prospettive future.
Le riflessioni su Mina si inseriscono anche nella costruzione del nuovo reparto difensivo. Per questo motivo Pisacane sta lavorando sulla possibilità di utilizzare Alessandro Deiola anche come centrale, soluzione già sperimentata e ritenuta interessante dal tecnico per la duttilità del capitano rossoblù.
Parallelamente, il direttore sportivo Pietro Accardi continua a seguire Raphael Kofler del Sudtirol, profilo individuato per aumentare le alternative in difesa. Il possibile arrivo del difensore potrebbe concretizzarsi indipendentemente dalla permanenza o meno di Mina, proprio nell’ottica di costruire una rosa più profonda e competitiva.
Il futuro del colombiano resta dunque aperto: da una parte la centralità nel progetto tecnico, dall’altra le valutazioni economiche e fisiche che il Cagliari dovrà affrontare.
The post Mina, tra motivazioni e mercato: al Cagliari è centrale, ma futuro incerto appeared first on Calcio Casteddu.
Un’altra squadra dice addio al prossimo campionato di Serie D. Si tratta del Sangiuliano City, che si aggiunge a Valnontone e sora.
“FC Sangiuliano City comunica di aver deciso di non presentare ricorso per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie D. La decisione è maturata al termine di un’attenta riflessione da parte della proprietà. Dopo anni vissuti con grande passione, ricchi di soddisfazioni ma anche di momenti particolarmente complessi, è stato ritenuto opportuno fermarsi, concedersi una pausa e intraprendere un nuovo percorso. Nei prossimi giorni verrà resa nota la categoria nella quale sarà iscritta la Prima Squadra per la stagione sportiva 2026/2027, in base a quanto verrà definito con gli organi federali competenti. Contestualmente, Andrea Luce ha rassegnato le dimissioni dalla carica di Presidente dell’FC Sangiuliano City. Dopo anni di intenso impegno alla guida del club, ha scelto di dedicarsi a un periodo di riflessione personale. Nei prossimi giorni verrà ufficializzato il nuovo Presidente, carica che sarà ricoperta da Gino Luce, al quale sarà affidata la guida del club in questa nuova fase”.
Con la mancata iscrizione di Sora e Valmontone e Sangiuliano City, con il Foggia riammesso in Serie C e con un altro posto vacante, al momento sono quattro gli slot liberi per i ripescaggi, in attesa dei controlli della Co.Vi.So.D, i quali potrebbero escludere altre squadre dal campionato di Serie D della stagione 2026/2027. Ricordiamo che con l’esclusione del Rimini dalla serie C nel precedente campionato in corso, i posti liberi sono 6. Come ricorda il suto specializzato nel calcio regionale sardo, in base ai calcoli ufficiosi il Grassina è davanti all’Ilvamaddalena per una differenza di 4-6 punt, con il club toscano che prevale nel “Volume Attività Giovanile” potendo contare su punteggi doppi avendo squadre Allievi sia U17 che U16 e squadre Giovanissimi U15 e U14 mentre in Sardegna, come fa notare il club isolano, non ci sono i campionati U16 e U14.
In relazione a questo campionato, in relazione alle notizie circolate a mezzo stampa. la Lega Nazionale Dilettanti ritiene utile fornire un quadro esplicativo della materia. È doveroso ricordare che l’eventuale ammissione di società non aventi diritto avviene esclusivamente attraverso l’applicazione di procedure oggettive e vincolanti, prive di qualsiasi margine di discrezionalità decisionale da parte dei vertici della LND per garantire trasparenza e rispetto delle regole.
“A tal proposito, si evidenziano i seguenti punti normativi: l’integrazione dell’organico si attua qualora si verifichi un’effettiva vacanza di posti rispetto al format previsto di 162 squadre. Verificatasi questa eventualità, si procederà ad integrare l’organico attingendo dalla graduatoria in cui sono inserite le società che hanno presentato domande di ammissione entro i termini stabiliti dal Comunicato Ufficiale del Dipartimento Interregionale n. 144 del 4 giugno 2026. L’ordine di ripescaggio è determinato in via automatica mediante l’attribuzione dei punteggi stabiliti dalle tabelle indicate nei C.U. LND n° 213 e C.U. Dipartimento Interregionale n. 56 del 5 dicembre 2025. L’inserimento formale nella graduatoria è subordinato al parere vincolante della Co.Vi.So.D. circa la regolarità della documentazione presentata dai club. Tutte le società interessate hanno ricevuto l’attribuzione numerica dei punteggi e hanno contestualmente potuto presentare le loro osservazioni. In virtù di tanto, si ribadisce come l’intero iter sia disciplinato da un meccanismo normativo strettamente codificato senza alcuna possibilità discrezionale”.
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Dal nostro inviato al BluHotel Acquaseria – Ponte di Legno (Brescia)
Il nuovo centrocampista del Cagliari Jacopo Fazzini ha incontrato i giornalisti pochi minuti fa, durante il ritiro precampionato in Val Camonica, offrendo le prime indicazioni sulle proprie ambizioni e sul ruolo che potrà ricoprire nella squadra guidata da Fabio Pisacane.
Il calciatore originario di Massa rappresenta uno degli innesti più interessanti della nuova rosa rossoblù. Pur essendo ancora giovane, Fazzini possiede già una discreta esperienza nel calcio italiano e arriva in Sardegna con il desiderio di ritrovare continuità, fiducia e centralità nel progetto tecnico.
“Mi hanno voluto fortemente, c’è stato un interesse concreto nei miei confronti: sono sicuro che sia la scelta giusta, sono felice di questi primi giorni da giocatore del Cagliari. Non vedo l’ora che cominci il campionato“.
“Posso giocare in tutti i ruoli di centrocampo: il mio ruolo preferito è quello di mezzala destra o sinistra, però mi piace anche giocare più vicino alla porta. Ne ho già parlato con il Mister. Sono migliorato anche nella fase difensiva“.
“Mio bisnonno materno Mario Baldini segnò un secolo fa il primo gol nella storia della Fiorentina, poi militò nel Cagliari. Incredibile come, così tanto tempo dopo, abbia ripercorso le sue tracce“.
“La mia voglia di riscatto è altissima: la scorsa stagione non è andata come speravo. Nei momenti difficili bisogna trovare sempre il modo per cambiare l’inerzia, sono qui per questo“.
“Ho un bellissimo rapporto con il direttore sportivo Pietro Accardi dai tempi di Empoli, è stato molto importante in questa scelta“.
“Cercheremo di essere aggressivi nel possesso palla, ma pure di essere cinici sotto porta. Stiamo lavorando in questa direzione“.
“Ho scelto Cagliari perché mi hanno fatto sentire desiderato e al centro del progetto“.
“Cagliari rappresenta una città, un popolo. Un motivo di orgoglio per me indossare questa maglia: da avversario ho sentito tanto il calore del tifo cagliaritano. Non vedo l’ora di giocare e debuttare magari con una vittoria“.
“Ho finito il liceo e mi sono iscritto all’Università telematica, facoltà di Scienze Motorie: mi sono laureato l’anno scorso al termine del corso triennale“.
“Devo ancora scegliere il nuovo numero, ma è presto per tutti, arriveranno sicuramente altri compagni. Il 10? Vedremo…“.
“Pisacane, fin dai primi giorni, mi è sembrato una persona molto empatica. Un allenatore ancora giovane, lo vedo in questa squadra come un fratello maggiore che sa essere concentrato, serio, ma pure scherzoso fuori dal campo“.
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Dal nostro inviato a Ponte di Legno (Brescia)
Alle ore 16, nella sala congressi del BluHotel Acquaseria di Ponte di Legno, sarà il momento di Jacopo Fazzini. Il nuovo centrocampista del Cagliari incontrerà i giornalisti durante il ritiro precampionato in Val Camonica, offrendo le prime indicazioni sulle proprie ambizioni e sul ruolo che potrà ricoprire nella squadra guidata da Fabio Pisacane.
Il calciatore originario di Massa rappresenta uno degli innesti più interessanti della nuova rosa rossoblù. Pur essendo ancora giovane, Fazzini possiede già una discreta esperienza nel calcio italiano e arriva in Sardegna con il desiderio di ritrovare continuità, fiducia e centralità nel progetto tecnico.
Il primo valore aggiunto di Fazzini è certamente la duttilità tattica. Può essere impiegato in più posizioni, partendo dalla linea mediana per poi avanzare sulla trequarti o muoversi alle spalle dell’attaccante.
Questa capacità di adattamento può diventare una risorsa preziosa per Pisacane, soprattutto in una squadra ancora alla ricerca del proprio assetto definitivo. Fazzini può giocare da mezzala, da centrocampista offensivo o da elemento libero di inserirsi tra le linee, offrendo diverse soluzioni sia nella costruzione sia negli ultimi metri.
Non si tratta soltanto di occupare più ruoli. Il nuovo acquisto può permettere al Cagliari di cambiare volto anche nel corso della stessa partita, senza ricorrere necessariamente alle sostituzioni.
Tra le caratteristiche principali di Fazzini spiccano la qualità tecnica, la rapidità nelle giocate e la tendenza a cercare immediatamente la profondità. Il centrocampista ama ricevere tra le linee, orientarsi verso la porta e accompagnare l’azione offensiva.
La sua presenza può aumentare il ritmo della manovra rossoblù, riducendo i passaggi orizzontali e favorendo uno sviluppo più diretto. In una squadra che vuole costruire un’identità dinamica, la capacità di accelerare con una conduzione o con un passaggio verticale può rappresentare un’arma importante.
Fazzini può inoltre contribuire negli inserimenti senza palla, attaccando gli spazi lasciati liberi dagli attaccanti e creando superiorità nella zona centrale del campo.
L’esperienza alla Fiorentina non gli ha regalato la continuità e le soddisfazioni sperate. Proprio per questo, il trasferimento al Cagliari assume il significato di una nuova partenza.
Il centrocampista arriva con una forte voglia di riscatto e con la necessità di dimostrare il proprio valore all’interno di un progetto che potrebbe garantirgli spazio e responsabilità. La stagione 2026-27 sarà per lui un passaggio importante, utile per trasformare le qualità potenziali in rendimento costante.
Il ritiro di Ponte di Legno rappresenta il primo laboratorio nel quale costruire l’intesa con i nuovi compagni e assimilare le richieste di Pisacane. La conferenza stampa servirà anche a conoscere meglio le sue sensazioni, i motivi della scelta rossoblù e gli obiettivi personali.
Il Cagliari si aspetta da Fazzini fantasia, energia e coraggio nelle giocate. Lui, dal canto proprio, cerca il luogo giusto per rimettere in moto il proprio talento.
Secondo voi, in quale ruolo potrebbe risultare maggiormente utile al Cagliari 2026-27?
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Il 25 luglio 2006 è una data che ogni tifoso della Juventus ricorda perfettamente. È il giorno in cui arrivò la sentenza di Calciopoli: retrocessione in Serie B, revoca degli ultimi due Scudetti e una penalizzazione destinata a cambiare la storia del calcio italiano. A distanza di vent’anni, però, il dibattito è ancora apertissimo. Sia per quanto concerne la vicenda giudiziaria, sia sul significato che quella sentenza continua ad avere per il calcio italiano.
L’estate del 2006 fu una delle più turbolente nella storia della Serie A. Mentre la Nazionale stava andando a conquistare il Mondiale in Germania, in Italia esplodeva il caso Calciopoli. La Juventus fu ritenuta il principale protagonista del sistema emerso dalle intercettazioni telefoniche e il 25 luglio arrivò la decisione destinata a entrare nella storia: Serie B, penalizzazione e due Scudetti revocati. Per una società abituata a vincere fu un terremoto sportivo senza precedenti.
Ancora oggi, quella sentenza divide tifosi, addetti ai lavori e opinionisti. Da una parte c’è chi sostiene che la giustizia sportiva abbia applicato le regole disponibili in quel momento, colpendo il club ritenuto maggiormente responsabile. Dall’altra, invece, molti tifosi bianconeri continuano a parlare di una punizione sproporzionata, evidenziando come negli anni successivi siano emersi nuovi elementi, intercettazioni e vicende che hanno coinvolto anche altre società senza produrre conseguenze paragonabili. È proprio questo uno dei motivi per cui Calciopoli resta uno degli argomenti più discussi nella storia del calcio italiano.
Al di là delle opinioni, c’è un dato oggettivo: la Juventus non cercò scorciatoie sul campo. Disputò il campionato di Serie B, conquistò immediatamente la promozione con Deschamps e pose le basi per uno dei cicli più vincenti della propria storia. Dopo Ranieri, Zaccheroni, Ferrara e Delneri, l’arrivo di Antonio Conte in panchina diedi il via ai nove Scudetti consecutivi, che trasformarono quella che sembrava essere una fine in un nuovo inizio. Per molti tifosi proprio quella rinascita rappresenta la risposta più forte alla sentenza del 2006.
Forse il lascito più importante di quella giornata non è soltanto la Serie B. È il fatto che, a quasi vent’anni di distanza, nessun argomento riesce ancora a dividere il calcio italiano quanto Calciopoli. La Juventus è riuscita a tornare a vincere, ha ricostruito il proprio prestigio e ha scritto nuove pagine di storia. Eppure, il 25 luglio rimane una data impossibile da ignorare.
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In corso da quasi un mese la campagna trasferimenti estiva iniziata lunedì 29 giugno, Ovviamente c’è ancora del tempo fino alle 20 di martedì 1 settembre per intervenire per rafforzare o sfoltire la rosa. In tema di Calciomercato, va rimarcato che la Lega Calcio ha voluto mantenere la struttura dello scorso anno.
Il fischio d’inizio della prossima stagione è fissato per l’ultimo weekend di agosto: le squadre scenderanno in campo tra sabato 22 e domenica 23 agosto 2026. Come da tradizione, il torneo prenderà il via nel pieno dell’estate, offrendo subito grandi emozioni ai tifosi che tornano ad affollare gli stadi. La maratona calcistica si concluderà sul finire della primavera. L’ultima e decisiva giornata è stata infatti calendarizzata per domenica 30 maggio 2027. Una data che segnerà l’epilogo di un’altra intensa stagione, con l’assegnazione dello Scudetto e la definizione dei verdetti europei e delle retrocessioni.
ATALANTA
BOLOGNA
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