Calcio Casteddu

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  • Darmian riparte dal Bologna, in estate era stato accostato a lungo al Cagliari

    Dopo la conclusione dell’esperienza con l’Inter, Mattia Darmian riparte dalla Serie A. Il difensore è ufficialmente un nuovo giocatore del Bologna, che ha annunciato l’accordo fino al 30 giugno 2027.

    Il trasferimento consegna a Raffaele Palladino un elemento di grande esperienza, chiamato a dare una mano a una squadra protagonista di un avvio di stagione complicato.

    Darmian, una settimana di lavoro prima dell’esordio

    Prima di essere ufficializzato, Darmian ha trascorso una settimana a Casteldebole, lavorando tra test fisici e atletici e allenamenti con il gruppo.

    Ora per il nuovo acquisto rossoblù arrivano i primi test ufficiali sul campo. La prima occasione potrebbe essere già domenica a Lecce, dove il difensore sarà aggregato ufficialmente alla squadra. Palladino potrà così contare su un giocatore abituato a ricoprire diversi ruoli e a gestire situazioni di pressione.

    L’arrivo di Darmian si è reso particolarmente importante dopo il grave infortunio subito in Nazionale da Emil Holm durante la sosta. Per il giocatore svedese si prospetta uno stop di circa 4-6 mesi, lasciando libero uno dei due slot sulla corsia destra.

    Darmian rappresenta quindi un’alternativa a Nadir Zortea, ex Cagliari che ora avrà spazio per il rilancio dopo una stagione non semplice, andando a coprire una posizione diventata improvvisamente più delicata per il Bologna.

    Un curriculum ricco di trofei

    Il nuovo difensore del Bologna porta con sé un curriculum particolarmente ricco. Con la Nazionale italiana ha collezionato 46 presenze e due gol, mentre in Serie A ha raggiunto quota 301 partite. Nel suo palmarès figurano tre Scudetti, tre Coppe Italia e tre Supercoppe italiane, conquistati durante la lunga esperienza nel calcio italiano.

    A questi trofei si aggiungono quelli ottenuti in Inghilterra con il Manchester United, dove ha conquistato una FA Cup, una Community Shield e un’Europa League nella stagione 2016/17.

    In estate era stato accostato al Cagliari

    Il nome di Darmian era circolato anche in ottica Cagliari durante l’estate. Il difensore era stato accostato più volte ai rossoblù, soprattutto con l’addio di Gabriele Zappa, che aveva aperto la necessità di individuare una nuova soluzione sulla fascia.

    Il Cagliari ha però deciso di seguire un’altra strada, puntando con maggiore decisione sul giapponese Sugawara. Darmian ha quindi scelto Bologna, dove Palladino potrà ora contare sulla sua esperienza per affrontare la seconda parte del percorso stagionale e compensare l’assenza prolungata di Holm.

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  • Desogus, il ds Obbedio: “AlbinoLeffe l’ambiente giusto per il salto di qualità”

    L’AlbinoLeffe ha scelto di puntare su Jacopo Desogus, talento cresciuto nel settore giovanile del Cagliari e oggi impegnato in una nuova fase della propria carriera. A parlare della scelta è stato il direttore sportivo Antonio Obbedio, ospite della trasmissione A Tutta C, in onda su TMW Radio e iL61.

    Il dirigente ha spiegato le ragioni che hanno portato il club a investire sul giocatore, individuando nelle sue caratteristiche tecniche un profilo particolarmente adatto alla filosofia della squadra.

    La scommessa dell’AlbinoLeffe

    Desogus, oggi 24enne, ha lasciato da tempo il percorso iniziato nelle giovanili del Cagliari per cercare maggiore spazio e continuità nelle categorie inferiori. L’opportunità di approdare all’AlbinoLeffe è arrivata dopo che il giocatore non è più rientrato nei piani del Cittadella.

    Per Obbedio, la decisione di puntare sull’attaccante è maturata rapidamente. “Quando ho saputo che non rientrava nei piani del Cittadella ho pensato subito che potesse essere molto funzionale al nostro gioco”, ha raccontato il direttore sportivo.

    Obbedio ha evidenziato soprattutto le qualità tecniche di Desogus, spiegando però che il suo percorso non gli avrebbe sempre consentito di esprimersi al meglio. “Parliamo di un ragazzo che possiede qualità tecniche importanti ma che, a mio parere, nel corso della carriera non sempre ha trovato il contesto giusto per esprimerle”, ha dichiarato.

    “È un ragazzo molto sensibile e bisogna sapersi approcciare nel modo corretto”, ha spiegato. “Con lui servono fiducia e pazienza”, ha ribadito Obbedio, indicando così la strategia che l’AlbinoLeffe intende adottare per favorire la crescita del giocatore.

    La volontà di Desogus

    Un altro elemento considerato importante dal dirigente è stata la determinazione mostrata dal giocatore nel trasferirsi a Bergamo. “Ha fatto di tutto per venire qui”, ha sottolineato Obbedio.

    Una volontà che, secondo il direttore sportivo, può rappresentare una base importante per il nuovo percorso. L’AlbinoLeffe considera infatti l’arrivo di Desogus una scommessa con margini di sviluppo significativi e ritiene che il contesto del club possa consentirgli di esprimere finalmente con maggiore continuità le qualità mostrate nel corso della formazione.

    “Credo abbia trovato l’ambiente ideale per compiere quel salto di qualità che le sue caratteristiche meritano”, ha concluso Obbedio.

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  • Capozucca: “Cagliari e Frosinone le sorprese, felice per Pisacane”

    Il Cagliari è una delle principali sorprese dell’inizio di campionato. Con quattro vittorie nelle prime cinque giornate, la squadra di Fabio Pisacane ha attirato l’attenzione anche degli addetti ai lavori e tra questi c’è Stefano Capozucca, intervenuto ai microfoni di Radio FirenzeViola, durante la trasmissione “Chi si Compra?”.

    L’ex direttore sportivo rossoblù è stato chiamato in causa soprattutto in vista della sfida tra Fiorentina e Genoa, prossime avversarie tra loro, ma non ha mancato di dedicare un passaggio alla partenza del Cagliari.

    Capozucca promuove Pisacane

    Parlando delle sorprese di questo avvio di Serie A, Capozucca ha indicato proprio i rossoblù. “Frosinone e Cagliari sono le sorprese, merito di Alvini e Pisacane. Sono molto felice per loro”, ha dichiarato.

    Il riferimento è all’ottimo avvio delle due squadre e al lavoro svolto dai rispettivi allenatori. Il Cagliari, in particolare, ha raccolto quattro vittorie nelle prime cinque partite, costruendo una partenza che lo ha portato rapidamente nelle zone alte della classifica.

    Il giudizio sulla Fiorentina

    Capozucca ha poi analizzato la situazione della Fiorentina, che secondo le aspettative iniziali avrebbe dovuto occupare una posizione differente in classifica. “Dalla Fiorentina ci aspettavamo tutti tanto dopo un mercato in cui ha speso molto”, ha spiegato.

    Lo stesso direttore sportivo ha ammesso di aver creduto che i nuovi acquisti potessero rappresentare un elemento decisivo per cambiare il rendimento della squadra. “Anche io credevo che i nuovi giocatori potessero dare una svolta. E invece i risultati son venuti meno”, ha aggiunto.

    Il “suo” Genoa

    Capozucca ha parlato anche del Genoa, altra squadra che sta attraversando un momento complicato e a cui è legatissimo da importanti esperienze lavorative. “Per quanto riguarda il Genoa, non sta facendo bene, ma la società ha avuto la forza di mantenere l’allenatore”, ha osservato.

    Il riferimento è a Daniele De Rossi, confermato dalla società nonostante i risultati. Capozucca ha espresso apprezzamento per questa scelta: “Sono contento perché secondo me De Rossi non meritava di essere esonerato”.

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  • Bellini: “Il Cagliari ha trovato l’assetto giusto, centrocampo di qualità”

    Il conto alla rovescia verso Cagliari-Juventus prosegue e, a pochi giorni dalla sfida dell’Unipol Domus, arriva anche il ricordo di chi ha vissuto alcune delle pagine più significative della storia rossoblù. Giuseppe Bellini, ex centrocampista del Cagliari, è intervenuto ai microfoni di Radiolina, durante la trasmissione “Il Cagliari in diretta”, parlando del passato e del presente della squadra.

    Tra i temi affrontati c’è anche il confronto con la Juventus, una sfida che Bellini ha già vissuto da protagonista e nella quale è riuscito anche a trovare la via del gol.

    Il gol alla Juventus davanti a 60 mila spettatori

    Bellini ha ricordato una rete realizzata contro i bianconeri durante gli anni vissuti al Cagliari. “Segnai alla Juventus, feci gol nel finale di partita, ma molti non lo videro perché la gente se ne andava 3-4 minuti prima”, ha raccontato.

    “In quel Sant’Elia c’era un pubblico enorme e ci volevano 3-4 ore per lasciare lo stadio”, ha ricordato Bellini. Un confronto significativo con il presente: “Oggi il pienone della Domus è 15mila, negli anni ’80 c’erano forse 60mila persone, erano pieni anche i gradini”.

    Il Cagliari degli anni ’80

    L’ex centrocampista ha poi ripercorso l’esperienza della squadra di cui faceva parte, ricordando un gruppo capace di ottenere risultati importanti dopo la promozione dalla Serie B.

    Bellini ha citato anche il centrocampo composto da Quagliozzi, Marchetti e Casagrande. “Era una squadra forte, eravamo appena saliti dalla B e abbiamo fatto due anni con un sesto posto e un settimo posto”, ha spiegato.

    Secondo l’ex rossoblù, la forza di quella formazione era soprattutto nell’equilibrio tra i vari giocatori. “Eravamo una squadra assortita bene, abbiamo dimostrato tanto. Poi perdevamo punti con le più piccole, ma con le grandi sempre ottime partite”, ha ricordato.

    Bellini promuove il Cagliari di Pisacane

    Passando all’attualità, Bellini ha espresso un giudizio positivo sulla squadra allenata da Fabio Pisacane. Tra i giocatori che stanno attirando la sua attenzione c’è Daniel Maldini, che secondo l’ex centrocampista può esprimersi a Cagliari senza una pressione eccessiva. “Maldini? Qui può giocare senza stress”, ha dichiarato Bellini.

    Nella sua valutazione positiva rientrano anche Fazzini, Winks e Alessandro Romano, indicati come acquisti particolarmente importanti nel reparto centrale. “Anche Fazzini, Winks e Romano sono stati acquisti eccezionali, c’è molta qualità a centrocampo”, ha spiegato.

    “Manca l’attaccante da 15 gol”

    Bellini individua però anche un aspetto sul quale, a suo giudizio, il Cagliari deve ancora crescere. “L’unica cosa che ci manca è forse l’attacco”, ha osservato. “Speriamo che i giovani come Mendy e Trepy possano crescere. Manca l’attaccante da 15 gol”, ha aggiunto.

    “Obert mi piace, i giovani devono giocare”

    Tra i giovani promossi da Bellini c’è anche Adam Obert. Il difensore slovacco viene apprezzato soprattutto per le qualità tecniche e per i progressi compiuti.

    “Lui serve, mi piace. Anche perché ha un bel piede, è cresciuto molto”, ha detto Bellini. Il principio indicato dall’ex centrocampista riguarda più in generale la gestione dei giovani: “Si cresce giocando, i giovani vanno fatti giocare e devono sbagliare”.

    La sfida con la Juventus

    Infine, Bellini ha parlato della partita di domenica contro la Juventus. Il momento attraversato dal Cagliari gli fa pensare che ora siano gli avversari a dover prestare maggiore attenzione ai rossoblù.

    “Adesso ci temono, il Cagliari ha vinto 4 partite e ora chi viene qui deve stare attento”, ha dichiarato.

    Sul risultato non ha dubbi: “Non perderemo”. Bellini ha anche espresso un giudizio poco positivo sulla Juventus vista finora: “Ho visto la Juve e non mi è mai piaciuta”. La conclusione riguarda invece il lavoro di Pisacane: “Ha trovato l’assetto giusto ed è meglio non cambiare”.

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  • CRAI Sport Center, Cagliari verso la Juventus: Rodriguez torna in gruppo

    Il Cagliari continua la preparazione in vista della sfida contro la Juventus, in programma domenica 11 ottobre alle 20.45 all’Unipol Domus. La squadra di Fabio Pisacane ha svolto una nuova seduta al CRAI Sport Center, proseguendo il lavoro in vista della ripresa del campionato.

    L’allenamento è iniziato in palestra, prima del trasferimento sul terreno di gioco. La parte sul campo è stata caratterizzata soprattutto da esercitazioni con il pallone, attraverso giochi di posizione e gare a tema.

    Maldini e Romano di nuovo in gruppo

    Tra le notizie positive per Pisacane c’è il ritorno al lavoro completo di Daniel Maldini e Alessandro Romano. I due giocatori erano stati impegnati con la Nazionale italiana durante la sosta e, dopo il lavoro di scarico effettuato nei giorni precedenti, hanno svolto regolarmente la seduta insieme ai compagni.

    Un passaggio importante in vista della sfida contro la Juventus, soprattutto considerando il ruolo avuto dai due giocatori nel percorso azzurro dell’ultima settimana e in questo inizio di stagione col Cagliari.

    Ultimi rientri

    Nel gruppo è tornato anche Juan Rodríguez, rientrato in Sardegna dopo la tournée asiatica con la Nazionale uruguaiana. Il difensore classe 2005 ha appena vissuto una parentesi particolarmente significativa con la Celeste, culminata con la sua prima presenza nella Nazionale maggiore. Il suo ritorno permette quindi a Pisacane di riavere a disposizione un altro elemento importante del reparto difensivo.

    Ha invece svolto un lavoro di scarico Adam Obert, reduce dagli impegni con la Slovacchia. Il difensore è stato impegnato nelle ultime settimane con la propria Nazionale e seguirà quindi un programma specifico per recuperare le energie in vista della ripresa del campionato.

    Ha svolto un lavoro individuale in palestra Alen Sherri. Il portiere deve smaltire un fastidio agli adduttori della coscia destra, accusato durante gli impegni con l’Albania. Le sue condizioni continueranno a essere monitorate dallo staff rossoblù nei prossimi giorni.

    Ancora lavoro personalizzato per Deiola e Kevin Carlos

    Prosegue infine il percorso individuale di Alessandro Deiola e Kevin Carlos. Entrambi continuano a svolgere un lavoro personalizzato, mentre il resto del gruppo prosegue la preparazione verso il delicato appuntamento contro la Juventus.

    Il Cagliari tornerà ad allenarsi domani, venerdì 9 ottobre, con una nuova seduta fissata al mattino.

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  • Rodriguez, debutto con l’Uruguay e una nuova grande amicizia con Nandez

    La sosta internazionale ha regalato una nuova conferma della crescita di Juan “Juanchi” Rodriguez. Il difensore classe 2005 del Cagliari ha infatti raggiunto un traguardo importante: la prima presenza con la Nazionale maggiore dell’Uruguay.

    Per il giovane centrale si tratta di un ulteriore riconoscimento al percorso compiuto negli ultimi mesi, durante i quali ha progressivamente conquistato spazio e fiducia sia con il club rossoblù sia con la propria selezione nazionale.

    Rodriguez sempre più protagonista

    Con la maglia del Cagliari, Rodriguez ha assunto un ruolo sempre più importante nella squadra, riuscendo a imporsi tra gli elementi più importanti della rosa di Pisacane.

    La crescita riguarda non soltanto il minutaggio, ma anche la personalità e il rendimento, due aspetti che hanno accompagnato il percorso del difensore durante questa prima parte di stagione. Il debutto con l’Uruguay rappresenta quindi una nuova tappa di un processo di crescita che lo ha portato rapidamente dall’esperienza con il club alla ribalta internazionale.

    L’amicizia con Nandez

    La parentesi con la Celeste ha regalato a Rodriguez anche un altro elemento particolare. Nel gruppo dell’Uruguay è infatti tornato Nahitan Nandez, ex centrocampista del Cagliari e giocatore rimasto particolarmente nel cuore dei tifosi rossoblù.

    Tra Nandez e Rodriguez sembra essersi sviluppato un rapporto positivo. I due erano già comparsi insieme alla partenza per gli impegni internazionali, ma una nuova fotografia sui social ha catturato l’attenzione al termine della sosta.

    Nello scatto pubblicato dai due su Instagram, El Leon appare insieme a Rodriguez e a Santi Mouriño, giovane difensore del Villarreal. L’immagine ha immediatamente attirato l’attenzione dei sostenitori del Cagliari. Tra i commenti sono comparsi infatti diversi messaggi dedicati a un possibile ritorno di Nandez in Sardegna, questa volta accanto allo stesso Rodriguez.

    Una sosta da ricordare

    Per Rodriguez il bilancio della pausa internazionale resta comunque particolarmente positivo. Il giovane difensore ha conquistato la prima presenza con l’Uruguay, continuando parallelamente il proprio percorso di crescita con il Cagliari.

    Dai primi passi nel calcio professionistico alla titolarità in rossoblù, fino alla chiamata della Celeste: per Rodriguez il salto di livello è arrivato rapidamente. E il prossimo obiettivo sarà confermare sul campo quanto costruito finora.

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  • Falco su Ranieri: “Entrava prima nell’uomo, poi nel calciatore”

    A distanza di oltre tre anni, la promozione del Cagliari in Serie A nella stagione 2022-23 continua a regalare retroscena. A raccontarne uno particolarmente significativo è Filippo Falco, ex attaccante rossoblù oggi 34enne e svincolato da 15 mesi, intervenuto a Pro Football Podcast.

    Falco ha ricordato le difficoltà iniziali di una squadra reduce dalla retrocessione e chiamata a convivere con grandi aspettative. L’arrivo di Claudio Ranieri, secondo l’ex rossoblù, cambiò soprattutto il clima: “Ha tranquillizzato un po’ l’ambiente e abbiamo remato tutti dalla stessa parte“.

    La notte di Bari

    Il cuore del racconto resta la finale playoff del San Nicola. Il Bari era a un passo dalla Serie A, sospinto da uno stadio già pronto a festeggiare, quando arrivò il gol di Leonardo Pavoletti nel recupero.

    Falco, allora in panchina dopo un intervento al menisco, ricorda quella notte come qualcosa di irripetibile: vincere in pieno recupero, davanti a circa sessanta mila spettatori, trasformò in pochi secondi una partita che sembrava ormai compromessa.

    Il retroscena su Ranieri

    Il passaggio più gustoso riguarda gli ultimi istanti. Mentre Pavoletti stava entrando, Ranieri continuava a predicare calma. Falco, dentro di sé, pensava invece che il tempo fosse ormai scaduto.

    Il tecnico insistette: mantenere la serenità, far girare il pallone. E aggiunse, con una sicurezza quasi profetica: “Adesso facciamo gol”. Pochissimo dopo arrivò la rete che riportò il Cagliari in Serie A.

    Prima l’uomo, poi il calciatore

    Falco ha infine riassunto quello che, a suo giudizio, rendeva speciale Ranieri. Non necessariamente il migliore sotto ogni aspetto tecnico-tattico, ma “un allenatore capace di entrare nella persona prima che nel calciatore” e ottenere così il massimo dai propri uomini.

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  • Juventus verso Cagliari: rientra Nico González

    La Juventus entra nella fase decisiva della preparazione verso la sfida contro il Cagliari, in programma domenica sera all’Unipol Domus. Nella seduta mattutina al JTC, Luciano Spalletti ha potuto lavorare con un gruppo ormai quasi al completo dopo il rientro degli ultimi giocatori impegnati con le rispettive Nazionali.

    Tra questi c’è anche Nico González, tornato a Torino dopo il lungo viaggio internazionale. Per l’esterno argentino è stato predisposto un programma di scarico, scelta legata soprattutto alla necessità di recuperare energie dopo trasferte e minutaggio accumulato.

    Cabal fa un passo avanti

    La notizia più incoraggiante riguarda però Juan Cabal, tornato a lavorare con i compagni. Il colombiano ha partecipato alla seduta sul campo, compiendo un ulteriore passo nel proprio percorso di recupero.

    La sua situazione continuerà comunque a essere gestita con prudenza, senza forzare i tempi.

    Verso le scelte per l’Unipol Domus

    Con quasi tutti i nazionali nuovamente a disposizione, Spalletti può ora concentrarsi maggiormente sugli aspetti tattici e sulle scelte di formazione per il match contro il Cagliari. Restano da valutare soprattutto le condizioni di chi ha affrontato viaggi lunghi e partite ravvicinate.

    La sensazione è che le prossime sedute serviranno soprattutto a capire chi potrà partire dal primo minuto e chi, invece, verrà gestito inizialmente dalla panchina.

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  • Cagliari, laboratorio azzurro della Serie A: nessuno ha utilizzato più italiani

    Nel dibattito sullo spazio concesso ai calciatori italiani in Serie A, il Cagliari emerge come una delle realtà più significative del campionato. Secondo l’analisi di TuttomercatoWeb, nelle prime cinque giornate sono stati 122 i giocatori convocabili dalla Nazionale italiana utilizzati complessivamente nel massimo torneo. Tra le venti squadre, quella rossoblù è la formazione che ne ha schierati di più: 13.

    Alle spalle del Cagliari ci sono Frosinone e Monza con 12, mentre Atalanta e Bologna si fermano a otto. Un dato che fotografa con chiarezza l’impronta data alla rosa e alle scelte tecniche.

    Romano, Deiola e Caprile colonne italiane

    Il minutaggio racconta anche quanto alcuni italiani siano diventati centrali nel progetto di Fabio Pisacane. Elia Caprile ha giocato tutti i 450 minuti, seguito da Alessandro Romano con 445 e Alessandro Deiola con 443. Poco più indietro Daniel Maldini, già a quota 369 minuti.

    Numeri tutt’altro che simbolici: quattro italiani occupano stabilmente posizioni importanti nell’undici rossoblù.

    Tredici giocatori, dalla titolarità ai giovani

    La lista comprende inoltre Jacopo Fazzini con 241 minuti, Raphael Kofler con 68, Mattia Felice con 37, Gennaro Borrelli (ora in Turchia) con 36, Gabriele Zappa (ceduto al Verona) con 24, Roberto Gagliardini con 21, Alessandro Sugamele con 16, Riccardo Ciervo con 7 e Giuseppe Aurelio con 3. In totale fanno 2.160 minuti giocati da calciatori italiani.

    Non solo quantità

    Per minutaggio complessivo il Cagliari non guida la Serie A, ma resta nelle zone alte: davanti ci sono Frosinone (3.459 minuti), Monza (2.813) e Atalanta (2.288).

    Il dato più interessante resta però la profondità del contributo italiano. A Cagliari non c’è soltanto un piccolo nucleo tricolore: l’ossatura nazionale attraversa portiere, difesa, centrocampo e attacco, coinvolgendo titolari affermati, nuovi arrivi e giovani in crescita. Un tratto identitario che, dopo appena cinque giornate, distingue nettamente il progetto rossoblù nel panorama della Serie A.

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  • Cagliari, Mina pronto per una delle “sue” sfide preferite

    La ripresa del campionato mette subito il Cagliari davanti a una sfida ad alta intensità: domenica all’Unipol Domus arriva la Juventus. Tra i rossoblù più attesi c’è senza dubbio Yerry Mina, che ha sfruttato la sosta internazionale per lavorare con continuità ad Assemini e migliorare la propria condizione.

    Per il centrale colombiano il punto non è soltanto tornare al centro della retroguardia, ma farlo con quella continuità che può trasformarlo nuovamente nel riferimento assoluto del reparto.

    La fascia sul braccio

    Con Alessandro Deiola ancora in fase di recupero dopo l’intervento al ginocchio, contro i bianconeri la fascia da capitano finirà sul braccio di Mina.

    Un’investitura che sembra cucita sulle caratteristiche del colombiano: personalità, aggressività agonistica, capacità di trascinare i compagni e presenza nei momenti di maggiore pressione.

    La Juventus, una partita da Mina

    Ci sono gare che sembrano accendere determinati giocatori più di altre. Quella contro la Juventus – così come quando i sardi affrontano una delle cosiddette “grandi” – appartiene perfettamente alla categoria delle partite capaci di esaltare Mina.

    Davanti al pubblico dell’Unipol Domus, il difensore sarà chiamato a guidare la linea arretrata contro un avversario di grande peso tecnico, mettendo in campo esperienza, fisicità e letture difensive.

    Il Cagliari cerca il suo leader

    Per Fabio Pisacane poter contare su un Mina vicino alla migliore versione possibile significa recuperare non soltanto un difensore, ma un vero leader emotivo.

    Contro la Juventus servirà resistenza, concentrazione e capacità di soffrire. Tutti ingredienti che il colombiano conosce bene.

    La sosta gli ha restituito giorni preziosi di lavoro. Ora arriva il banco di prova più naturale: una grande partita, la fascia al braccio e il compito di difendere il Cagliari con autorità.

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