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Michel Ndary Adopo vede nel Cagliari una squadra con un’identità sempre più definita. Il centrocampista sottolinea la continuità del lavoro svolto e la capacità del gruppo di consolidare quanto costruito nella stagione precedente.
“È il secondo anno con il mister e abbiamo ancora più identità, un’idea di gioco chiara”, ha spiegato Adopo a Sky Sport. Il gruppo, rimasto in larga parte invariato, ha accolto alcuni nuovi elementi che stanno contribuendo alla crescita collettiva. L’obiettivo resta quello di costruire una squadra difficile da affrontare, capace soprattutto di non concedere gol.
Adopo ha poi evidenziato il rapporto con Fabio Pisacane, sottolineando quanto il lavoro settimanale permetta ai giocatori di arrivare alle partite con compiti e idee ben precise.
“Crediamo molto in lui. Ci spiega tutto in settimana, prima della partita e così, quando scendiamo in campo, sappiamo esattamente tutto quello che dobbiamo fare”, ha raccontato il centrocampista.
Una chiarezza che, secondo Adopo, permette alla squadra di giocare con maggiore sicurezza. E proprio la giovane età del gruppo rappresenta, allo stesso tempo, un margine di crescita importante per il futuro.
La filosofia del Cagliari resta legata alla capacità di soffrire e di lottare su ogni pallone. Adopo considera questo il punto di partenza imprescindibile, anche quando la squadra vuole esprimere le proprie qualità offensive.
“Abbiamo ancora tanti margini di crescita. Secondo me questa squadra può fare molto bene, non dobbiamo però mai dimenticare la base: non prendere gol, lottare sempre su ogni pallone”.
Infine, il centrocampista rossoblù ha indicato due giocatori della Serie A ai quali guarda con particolare interesse: Scott McTominay e Adrien Rabiot.
Adopo ne apprezza soprattutto la completezza e la capacità di incidere in entrambe le fasi: “Sono completi, riescono a fare le due fasi, incidono sulla partita. Fanno gol, sanno cambiare il verso di una gara”.
Un modello che riflette anche le caratteristiche che Adopo vuole continuare a sviluppare nel proprio percorso con il Cagliari.
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È di nuovo tempo di Nations League per l’Italia, chiamata questa sera alle 20.45 a Bologna a misurarsi con la Turchia. Dopo il 4-1 di Bursa e l’1-1 conquistato a Parigi contro la Francia, gli azzurri cercano un altro risultato positivo per proseguire la corsa e puntare al secondo posto.
Roberto Mancini prepara alcuni cambi e vuole chiudere questa fase confermando i segnali arrivati dalle ultime prestazioni. Il Corriere dello Sport parla di quota sette come obiettivo del ct, mentre la Gazzetta invita la Nazionale a non fermarsi. Tuttosport sottolinea invece l’entusiasmo ritrovato e la volontà di continuare a divertire. Kean è indisponibile, mentre Vergara viene indicato nel tridente azzurro.
Non gioca soltanto la Nazionale maggiore. Alle 18.15 l’Under 21 affronta la Polonia a Pescara, con Pisilli e Cissé tra i giocatori sui quali punta Baldini: in palio c’è il pass per la fase finale dell’Europeo.
Grande attenzione anche sulla Juventus. Luciano Spalletti racconta a Tuttosport alcuni retroscena del suo lavoro in bianconero. Il tecnico indica in Zhegrova un giocatore sul quale intervenire per creare il contesto adatto a esprimerne il talento e parla anche di McKennie e delle soluzioni studiate per valorizzarlo. Su Adzic, invece, arriva un paragone importante con Alajbegovic.
Il mercato coinvolge anche la Roma: Endrick resta un obiettivo, con il via libera di Mourinho e i contatti per un possibile prestito. Il Napoli, invece, prepara il proprio piano di rilancio: Allegri punta a risalire sia in campionato sia in Champions, aspettando il ritorno di Meret e valutando interventi sul mercato.
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L’Italia di Roberto Mancini si prepara alla sfida contro la Turchia, in programma lunedì sera al Dall’Ara di Bologna, con l’obiettivo di dare continuità ai risultati ottenuti contro le due avversarie precedenti.
Dopo il netto 4-1 conquistato in Turchia e il prezioso 1-1 contro la Francia a Saint-Denis, gli Azzurri affrontano l’ultimo appuntamento di questo intenso periodo prima della ripresa dei campionati. Il commissario tecnico sembra orientato verso un turnover mirato, con l’intenzione di distribuire le energie e coinvolgere l’intero gruppo a disposizione.
Tra i pali non dovrebbe esserci alcuna novità. Donnarumma resta infatti il punto di riferimento della Nazionale e dovrebbe partire nuovamente titolare. In difesa, sulla corsia destra Di Lorenzo è favorito su Kayode, dopo le buone prestazioni offerte dal capitano nelle ultime uscite. Al centro, al fianco di Bastoni, dovrebbe tornare dal primo minuto Mancini, in vantaggio su Scalvini. Sulla fascia sinistra, invece, Ruggeri potrebbe prendere il posto di Calafiori, permettendo a quest’ultimo di rifiatare dopo gli ultimi impegni ravvicinati.
Le rotazioni potrebbero essere particolarmente evidenti a centrocampo. Nicolò Barella dovrebbe tornare titolare nel ruolo di mezzala destra, prendendo il posto di Frattesi.
In cabina di regia, invece, Tonali potrebbe osservare un turno di riposo dopo aver giocato tutte le partite precedenti. La sua eventuale assenza aprirebbe nuovamente le porte ad Alessandro Romano. Il centrocampista del Cagliari, classe 2006, è infatti indicato come favorito su Ricci per una maglia dal primo minuto. Per Romano si tratterebbe di una nuova occasione dopo il debutto contro il Belgio e il successivo ingresso nella ripresa contro la Turchia.
Rotazioni quasi complete anche nel reparto offensivo. I fratelli Pio e Sebastiano Esposito potrebbero infatti partire dalla panchina, dopo essere stati protagonisti nelle precedenti gare della Nazionale. Al centro dell’attacco dovrebbe trovare spazio Gianluca Scamacca, candidato a sostituire Pio Esposito.
Non sarà invece disponibile Moise Kean. L’attaccante del Como è alle prese con alcuni problemi fisici e il commissario tecnico ha preferito rispedirlo al club di appartenenza, escludendolo anche dalla sfida di Bologna. Sulle fasce, le prove generali della vigilia indicano Daniel Maldini a sinistra e Vergara a destra.
L’Italia dovrebbe quindi scendere in campo con il 4-3-3: Donnarumma; Di Lorenzo, Mancini, Bastoni, Ruggeri; Barella, Romano, Doumbia; Vergara, Maldini, Scamacca.
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L’Italia di Roberto Mancini vuole chiudere nel migliore dei modi questa lunga finestra internazionale. Dopo il pareggio ottenuto a Parigi contro la Francia, gli Azzurri sono attesi domani sera a Bologna dalla sfida contro la Turchia, appuntamento nel quale il commissario tecnico potrebbe cambiare diversi interpreti.
Alla vigilia della gara di Nations League, Mancini ha parlato in conferenza stampa delle condizioni della squadra, della particolare durata del raduno e delle possibili novità nell’undici iniziale.
Il commissario tecnico ha sottolineato il buon rapporto creatosi all’interno del gruppo durante queste settimane. “Sono stato bene con i ragazzi in queste settimane, penso anche loro si siano divertiti, ma dobbiamo chiudere in bellezza domani”, ha dichiarato Mancini.
Il ct ha però evidenziato anche la fatica accumulata dai giocatori durante una sosta particolarmente lunga e caratterizzata da numerosi impegni. “Se devo parlare della sosta lunga è troppo faticosa, soprattutto per i giocatori”, ha spiegato.
Mancini ha dedicato attenzione anche alla formazione turca, descrivendola come una squadra dotata di qualità tecniche importanti. “È un’ottima nazionale, formata da giocatori bravi tecnicamente”, ha dichiarato il commissario tecnico.
Secondo Mancini, la Turchia sta attraversando un momento complicato, ma il lavoro svolto da Vincenzo Montella resta positivo. “Sta attraversando un momento difficile, ma credo che Montella abbia fatto un ottimo lavoro riportandola al Mondiale”, ha aggiunto.
La principale indicazione arrivata dalla conferenza riguarda la formazione. “Sì, vedrete una squadra con più di un interprete diverso”, ha annunciato Mancini.
Tra le novità potrebbe esserci Gianluca Scamacca, candidato a prendere il posto di Pio Esposito nel reparto offensivo. Mancini ha inoltre confermato che Moise Kean, non al meglio, farà ritorno a casa.
Tra le possibili novità c’è anche Alessandro Romano. Il centrocampista del Cagliari, classe 2006, potrebbe avere una nuova opportunità dopo il debutto da titolare contro il Belgio. “Nuova occasione per Romano? Ci sta”, ha dichiarato Mancini.
Dopo essere rimasto a Coverciano per la sfida contro la Francia, il giovane rossoblù potrebbe quindi tornare protagonista nel nuovo corso della Nazionale. La sfida di Bologna contro la Turchia potrebbe rappresentare per Romano una nuova occasione per dimostrare le proprie qualità e confermare la fiducia ricevuta dal commissario tecnico.
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Nicolò Barella guarda alla sfida contro la Turchia con la consapevolezza di un gruppo chiamato a ritrovare energie e fiducia. Alla vigilia della partita di Nations League, il centrocampista cagliaritano della Nazionale è intervenuto ai microfoni di Sky Sport, affrontando diversi temi legati al nuovo corso azzurro.
Il calendario intenso ha inevitabilmente lasciato qualche segno sulla condizione dei giocatori. “Il raduno è stato lungo e faticoso, con tante partite ravvicinate. C’è un po’ di stanchezza”, ha spiegato Barella, sottolineando però l’importanza di affrontare gli impegni internazionali con la massima disponibilità.
Secondo il centrocampista, il nuovo gruppo azzurro sta mostrando caratteristiche positive, a partire dalla personalità. “L’Italia che sta nascendo è una squadra di personalità, con voglia di ritrovarsi. Quello che bisogna fare è ritrovare l’entusiasmo”, ha dichiarato.
Un passaggio fondamentale per una squadra che vuole costruire un nuovo percorso dopo alcune stagioni caratterizzate da risultati deludenti.
Barella ha parlato anche del rapporto con Roberto Mancini, tornato alla guida della Nazionale. “Mancini è sempre lo stesso, a cui piace tanto lavorare con i giocatori”, ha spiegato il centrocampista. “Dobbiamo liberare la testa dopo le delusioni di questi anni per riprenderci quello che vogliamo”, ha aggiunto.
Barella ha poi ricordato il particolare percorso vissuto dalla Nazionale negli ultimi anni. “Quando inizi la carriera in nazionale vincendo un Europeo e poi non centri due volte la qualificazione al Mondiale, sai che le critiche arrivano e devi trovare la forza per reagire”, ha raccontato.
Il centrocampista ha ammesso che il periodo successivo alla seconda mancata qualificazione è stato particolarmente difficile, ma ha ribadito la necessità di guardare avanti. “Quella notte e i mesi dopo sono stati difficili, ma nella vita e nel calcio bisogna sempre andare avanti”, ha spiegato.
Barella ha infine affrontato anche il tema della panchina nella partita contro la Francia. Negli ultimi anni il centrocampista è stato spesso titolare, soprattutto negli appuntamenti più importanti, ma ha sottolineato di essere pronto ad accettare qualsiasi scelta dell’allenatore. “Questo è uno sport di squadra e l’Italia non è Barella”, ha dichiarato.
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Cagliari-Juventus potrebbe rappresentare qualcosa di più di una semplice sfida di campionato per Alessandro Romano. Il centrocampista rossoblù, protagonista di un ottimo avvio di stagione, sarebbe infatti finito sotto osservazione della società bianconera, particolarmente attenta alle opportunità offerte dal mercato italiano.
La gara dell’Unipol Domus potrebbe quindi diventare anche un’occasione per osservare da vicino il classe 2006, che in pochi mesi ha attirato l’attenzione grazie alle prestazioni con il Cagliari e alla prima esperienza con la Nazionale italiana.
La società bianconera sta programmando il futuro del proprio centrocampo e, in questo scenario, Romano rappresenterebbe un profilo interessante per età e margini di crescita.
Il mercato italiano resta infatti uno dei territori osservati dalla Juventus, anche nell’ottica di costruire un nuovo gruppo di giocatori italiani destinati a diventare protagonisti della rosa. Romano rientrerebbe in questa strategia come possibile investimento per il futuro.
La Juventus non è però l’unica grande società interessata al giocatore del Cagliari. Sul centrocampista c’è anche l’Inter, che ha inserito Romano tra i profili da monitorare soprattutto nell’eventualità di un mancato rinnovo di Hakan Calhanoglu.
La concorrenza potrebbe quindi aumentare nei prossimi mesi, soprattutto se il rendimento del classe 2006 dovesse mantenersi sugli stessi livelli.
Molto dipenderà dalla posizione che il Cagliari deciderà di assumere davanti alle eventuali offerte. Secondo le valutazioni di oggi, il valore del cartellino di Romano si aggirerebbe intorno ai 20-25 milioni di euro.
Una cifra che, però, potrebbe crescere sensibilmente nel corso della stagione. In particolare, l’ipotesi prospettata è che a giugno la valutazione possa addirittura raddoppiare, qualora il centrocampista dovesse continuare a confermare le proprie qualità.
Per questo motivo un eventuale trasferimento già a gennaio appare complicato, salvo che uno dei club interessati non decida di anticipare la concorrenza con un’offerta particolarmente importante.
La sfida dell’11 ottobre all’Unipol Domus potrebbe dunque avere un osservatore in più per Romano. Il centrocampista sarà chiamato a confermare quanto mostrato nelle prime giornate con la maglia del Cagliari, mentre le grandi società italiane iniziano a seguirne con maggiore attenzione la crescita.
Per ora il futuro del classe 2006 resta in Sardegna e un trasferimento a gennaio appare difficile. La prossima estate, invece, potrebbe aprire scenari differenti, soprattutto se la valutazione del giocatore dovesse continuare a salire.
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Tre settimane di pausa rappresentano una situazione da gestire con cautela per una squadra che aveva trovato un ritmo eccezionale nelle prime giornate. Il Cagliari ha utilizzato la sosta per lavorare sulla condizione e prepararsi alla ripresa, ma ora Fabio Pisacane vuole ritrovare rapidamente lo stesso entusiasmo mostrato prima dell’interruzione.
Il prossimo appuntamento sarà particolarmente impegnativo: domenica 11 ottobre all’Unipol Domus arriverà la Juventus di Luciano Spalletti, reduce da un avvio non esaltante e chiamata a sfruttare la pausa per ritrovare equilibrio e convinzioni.
Dopo il test di Madrid contro il Rayo Vallecano, terminato con la vittoria rossoblù ai rigori, Pisacane ha spiegato come è stato gestito questo particolare periodo.
L’allenatore del Cagliari ha sottolineato soprattutto la necessità di verificare le condizioni dei giocatori al ritorno dalle rispettive Nazionali. “La sosta così lunga è stata una novità. Siamo curiosi di riaccogliere i nazionali, dovremmo capire in che stato fisico arriveranno”, ha dichiarato Pisacane.
“Quando si hanno tante partite ravvicinate, è difficile lavorare con dei carichi importanti come abbiamo fatto noi. Abbiamo lavorato anche con dei carichi personalizzati, a seconda delle esigenze dei singoli calciatori”, ha spiegato il tecnico, sottolineando quindi come i giocatori rimasti ad Assemini abbiano potuto lavorare con maggiore intensità rispetto ai nazionali.
La sosta non ha comunque significato interrompere completamente il percorso della squadra. Pisacane ha infatti ribadito che il gruppo ha continuato a lavorare pensando alla ripresa del campionato e alla lunga parte di stagione ancora da affrontare.
“Non abbiamo mai staccato del tutto, sappiamo tutti molto bene che dopo la sosta inizierà un altro campionato di 33 partite e dovremo farci trovare pronti”, ha detto. Un nuovo inizio, dunque, con la necessità di mantenere quanto costruito nelle prime giornate.
Il tecnico rossoblù ha poi posto l’accento sul rapporto tra squadra e tifosi. “La squadra si è guadagnata questo entusiasmo e dovrà meritarselo partita dopo partita”, ha sottolineato Pisacane. Il tecnico ha infatti voluto ringraziare i sostenitori rossoblù che hanno seguito la squadra fino a Madrid. “Ringrazio i tifosi che si sono sobbarcati un’altra trasferta impegnativa, dobbiamo essere all’altezza di questa passione ed è per noi un mantra da tenere bene a mente”, ha concluso.
Il Cagliari avrà quindi poco tempo per ritrovare il ritmo competitivo quando il campionato riprenderà. All’Unipol Domus, domenica 11 ottobre, arriverà una Juventus che punta a presentarsi dopo la sosta con una condizione differente rispetto alle prime uscite.
Per Pisacane e i suoi giocatori sarà il primo vero banco di prova dopo tre settimane senza gare ufficiali. L’obiettivo sarà ripartire senza perdere quella spinta che aveva accompagnato il Cagliari nella prima parte della stagione.
The post Pisacane avverte: “Dopo la sosta inizia un altro campionato” appeared first on Calcio Casteddu.
Un gol che non ha portato punti in classifica, ma che può rappresentare molto per M’Bala Nzola. L’attaccante angolano ha trovato a Madrid la sua prima rete con la maglia del Cagliari, contribuendo al pareggio contro il Rayo Vallecano e mettendo il primo mattone della sua nuova esperienza in rossoblù.
La rete è arrivata in un’amichevole e non entrerà probabilmente tra i momenti più importanti della carriera del centravanti, ma assume comunque un valore significativo perché coincide con l’inizio concreto del suo percorso in Sardegna.
Dopo la partita, Nzola ha voluto ringraziare Fabio Pisacane e il suo staff per la fiducia ricevuta. “Ringrazio il Mister e lo staff per la fiducia che mi stanno dando e per come mi stanno gestendo”, ha dichiarato l’attaccante.
Nzola ha poi parlato dell’ambiente trovato al Cagliari, sottolineando la qualità del gruppo. “Non vedo l’ora di dare il mio contributo, sono arrivato in un gruppo molto sano e forte, con tanti ragazzi validi”, ha spiegato.
Alcuni compagni erano già conosciuti, mentre altri rappresentano nuove conoscenze maturate durante le prime settimane in rossoblù.
L’attaccante ha inoltre chiarito quanto fosse forte la volontà di intraprendere questa nuova esperienza. Nzola ha scelto il Cagliari con l’obiettivo di aggiungere al proprio percorso un’esperienza di alto livello, sia dal punto di vista calcistico sia personale.
“Sono contento di vivere la realtà di Cagliari che ho scelto alla fine della scorsa estate perché animato fortemente dalla volontà di aggiungere un’esperienza di alto livello e significativa in tutto e per tutto nel mio bagaglio calcistico e nella mia storia italiana”, ha raccontato. Un messaggio che conferma le motivazioni con cui l’attaccante è arrivato in Sardegna.
Il percorso per conquistare una maglia da titolare, però, non sarà semplice. Davanti a Nzola nelle gerarchie iniziali c’è Paul Mendy, che ha avuto un impatto importante nelle prime partite e ha già attirato l’attenzione di diversi club. C’è poi anche Kevin Carlos con cui fare i conti, anche se lo spagnolo ha subito un nuovo stop.
Il Cagliari, però, ha scelto di puntare anche sull’esperienza dell’attaccante angolano, chiamato a portare gol, fisicità e conoscenza del campionato. Il primo passo è arrivato a Madrid, dove Nzola ha sfruttato l’occasione concessagli da Pisacane per lasciare immediatamente il segno.
La storia recente del Cagliari racconta di diversi attaccanti capaci di trovare in Sardegna nuovi stimoli e continuità. Tra i nomi più significativi ci sono Marco Borriello, Leonardo Pavoletti e Gianluca Lapadula. Anche Andrea Belotti, prima dell’infortunio che ne ha condizionato il percorso, aveva mostrato segnali importanti con la maglia rossoblù.
Nzola può quindi provare a inserirsi in questa tradizione di centravanti rilanciati dall’esperienza a Cagliari. La motivazione dell’attaccante è chiara. “Ribadisco: voglio fare una grande stagione e voglio farla col Cagliari, senza dubbio. Questo mi ha spinto ad accettare la chiamata del Club”, ha dichiarato.
Il gol contro il Rayo Vallecano rappresenta così il primo segnale concreto del nuovo percorso. Ora Nzola dovrà trasformare questo primo passo in continuità, cercando di scalare le gerarchie e conquistare spazio nella squadra di Pisacane. La prima campanella è suonata: la stagione di Nzola al Cagliari può davvero cominciare.
The post Nzola, primo gol col Cagliari: a Madrid parte la sua nuova avventura appeared first on Calcio Casteddu.
La ripresa del campionato dopo la sosta internazionale proporrà subito una sfida dal grande peso storico: Cagliari-Juventus, in programma domenica 11 ottobre alle 20:45.
Quello dell’Unipol Domus sarà il 101° confronto ufficiale tra le due società. I primi cento incroci hanno prodotto un bilancio nettamente favorevole alla Juventus: 52 vittorie bianconere, contro i 16 successi del Cagliari e 32 pareggi.
Numeri che raccontano la differenza di tradizione e risultati tra i due club, ma anche una storia attraversata da alcune giornate rimaste scolpite nella memoria rossoblù.
Particolarmente curiosa è la graduatoria dei migliori marcatori nella storia della sfida. In testa, con 8 reti ciascuno, figurano Cristiano Ronaldo e Alessandro Matri.
Il dato relativo a Matri contiene però una particolarità quasi perfetta: l’attaccante ha realizzato i propri otto gol dividendoli equamente tra le due maglie, quattro con il Cagliari e quattro con la Juventus.
Un piccolo cortocircuito statistico che racconta bene la carriera di un calciatore diventato protagonista su entrambe le sponde del confronto.
La gara di domenica avrà inoltre il sapore di una nuova partenza. Dopo la lunga pausa dedicata alle Nazionali, Fabio Pisacane e Luciano Spalletti dovranno ritrovare rapidamente equilibri e ritmo partita.
Il Cagliari proverà a confermare quanto di buono mostrato nell’avvio di stagione, mentre la Juventus arriverà in Sardegna con l’obiettivo di riprendere subito la propria corsa.
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