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A pochi giorni da Cagliari-Juventus, in programma domenica 11 ottobre, arrivano parole significative da Luciano Spalletti. Il tecnico bianconero ha raccontato cosa significhi guidare un club come la Juventus, insistendo soprattutto sul rapporto tra pressione, responsabilità e merito.
Il messaggio è chiaro: alla Juve non basta vincere, bisogna anche dimostrare ogni giorno di essere all’altezza della storia del club. Spalletti ha spiegato che la pressione va quasi imparata a usare, trasformandola da peso in privilegio.
Tra i concetti più forti espressi dall’allenatore c’è quello della conquista quotidiana della fiducia dei tifosi. Secondo Spalletti, la Juventus non concede nulla per diritto acquisito: tutto deve essere meritato sul campo e attraverso il lavoro.
Il tecnico ha ribadito la necessità di costruire una squadra aggressiva, intensa, capace di “consumare il pallone” e di affrontare ogni partita con un atteggiamento feroce. Una dichiarazione che suona già come un manifesto in vista della trasferta in Sardegna.
Spalletti ha poi recuperato una formula già utilizzata in passato, adattandola alla nuova esperienza bianconera: “Sarà sicuramente una stagione di uomini forti“. E sui “destini forti” ha aggiunto che la Juventus si sta attrezzando e lavorando proprio per costruirli.
Parole che raccontano una squadra chiamata ad alzare il livello proprio alla ripresa del campionato. “La Juventus non ti dà diritti e si misura in ciò che sei disposto a dare ogni giorno. Nel calcio puoi vincere con un solo tiro in porta, ma è impossibile conquistarsi la stima dei tifosi senza meritarla“.
Per il Cagliari, dunque, la sfida di domenica si preannuncia ancora più intensa. I rossoblù troveranno una Juventus che Spalletti vuole plasmare su energia, coraggio e responsabilità.
Un avversario che arriverà all’Unipol Domus con un messaggio preciso già stampato addosso: nessuna zona di comfort, nessuna scorciatoia. Solo campo, lavoro e personalità.
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La quarta puntata di “Rossoblù Senza Frontiere” riporta all’estate del 2004, quando il Cagliari appena tornato in Serie A mise sotto contratto Theofanis Katergiannakis. Il portiere greco arrivò in Sardegna con una medaglia pesantissima nel bagaglio: poche settimane prima aveva infatti fatto parte della Grecia campione d’Europa in Portogallo, seppure senza scendere in campo durante il torneo.
Nato a Salonicco nel 1974, Katergiannakis aveva costruito la propria reputazione soprattutto con Aris Salonicco e Olympiakos, con cui conquistò il campionato greco 2002-03.
L’esperienza cagliaritana durò una sola stagione. Katergiannakis disputò 15 partite di Serie A, inizialmente con un ruolo importante nelle gerarchie, prima di lasciare progressivamente spazio a Gennaro Iezzo nella seconda parte dell’annata.
Fu una parentesi breve, inserita però in una stagione rimasta cara ai tifosi: quella del Cagliari di Daniele Arrigoni, capace di proporre in massima serie un calcio brillante e offensivo.
Nell’estate 2005 Katergiannakis lasciò la Sardegna per tornare in patria, vestendo la maglia dell’Iraklis. Successivamente proseguì la carriera con il Kavala, contribuendo anche alla promozione nella massima serie greca.
Si ritirò dal calcio giocato nel 2011, a 37 anni, chiudendo con oltre 270 presenze complessive nei club.
Il filo con i pali non si è mai spezzato. Oggi, a 52 anni, Katergiannakis lavora come preparatore dei portieri della Grecia Under 21, incarico che ricopre ormai da diversi anni. Le banche dati più aggiornate lo indicano ancora nello staff della selezione giovanile ellenica.
Da campione d’Europa a portiere del Cagliari, fino al lavoro con i giovani della sua Nazionale: Katergiannakis ha cambiato prospettiva, ma continua a osservare il calcio dalla posizione che conosce meglio, pochi metri davanti alla linea di porta.
Già pubblicati: Adam Ounas | Moestafa El Kabir | Joe Bizera
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Il Genoa potrebbe presto cambiare assetto nell’area tecnica. Il “Chief of football” Diego Lopez è infatti vicino a lasciare il club rossoblù per accettare la proposta del Burnley, intenzionato ad affidargli un ruolo centrale nel proprio progetto sportivo. La decisione definitiva è attesa a breve, ma in casa Genoa è già cominciata la ricerca di un possibile sostituto. Lo riporta l’emittente genovese TeleNord.
Tra i profili presi in considerazione c’è anche Giovanni Rossi, dirigente con un passato nel Cagliari. Il suo nome si aggiunge a quelli di Nicolas Burdisso, Pantaleo Corvino e Daniele Pradè, formando una lista di candidati molto diversa per caratteristiche ed esperienza.
Rossi può vantare un curriculum costruito attraverso esperienze importanti. Oltre al Cagliari, ha lavorato nell’area tecnica del Sassuolo, nel settore giovanile della Juventus e più recentemente al Marsiglia. Proprio questa conoscenza di realtà differenti potrebbe renderlo un profilo interessante per il club ligure.
La possibile riorganizzazione arriva in una fase tutt’altro che semplice. Il Genoa deve infatti concentrarsi anche sul campo, con gli impegni contro Fiorentina e Roma e una classifica che non consente distrazioni. A questo si aggiungono alcuni problemi offensivi, compreso l’infortunio di Colombo rimediato nell’amichevole contro il Rapid Bucarest.
Per questo la società vorrebbe risolvere rapidamente il nodo dirigenziale.
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Potrebbe arrivare contro la Juventus una grande occasione per Giuseppe Aurelio. Il laterale sinistro del Cagliari è tra i candidati a partire dal primo minuto alla ripresa del campionato, in una gara dal coefficiente di difficoltà elevatissimo.
Il motivo è legato soprattutto alle condizioni di Adam Obert, reduce dagli impegni con la Slovacchia e alle prese con un problema al ginocchio che dovrà essere gestito con particolare attenzione.
Il centrale rossoblù aveva giocato integralmente le prime due partite della Slovacchia in questa finestra di Nations League, accumulando quindi un minutaggio importante nonostante il fastidio.
Convocato anche per il successivo impegno contro le Isole Faroe, Obert è stato però lasciato a riposo dal commissario tecnico Vladimir Weiss. Il selezionatore slovacco ha poi spiegato come il difensore avesse già stretto i denti nelle gare precedenti e come non volesse correre ulteriori rischi, anche considerando la necessità di giocare su erba sintetica.
Il quadro apre inevitabilmente una possibilità per Aurelio. Se lo staff di Fabio Pisacane decidesse di concedere a Obert ulteriore tempo per recuperare completamente, il classe 2000 potrebbe essere scelto sulla corsia sinistra contro i bianconeri.
Per lui si tratterebbe di un appuntamento particolarmente significativo: sarebbe infatti la prima presenza da titolare in Serie A.
Molto dipenderà dalle condizioni di Obert al rientro ad Assemini e dalle risposte degli allenamenti che precederanno la partita.
Il Cagliari non ha alcun interesse a forzare i tempi con uno dei suoi elementi più utilizzati. E così, dietro la prudenza necessaria nella gestione dello slovacco, potrebbe nascondersi una porta spalancata per Aurelio: debuttare dal primo minuto in Serie A proprio contro la Juventus.
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Antonio Langella promuove senza esitazioni il grande avvio di stagione del Cagliari. L’ex attaccante rossoblù, intervistato da La Nuova Sardegna, ha sottolineato come le quattro vittorie ottenute nelle prime cinque giornate non siano frutto del caso, ma il risultato di una squadra che ha mostrato identità e solidità.
Il paragone scelto da Langella è significativo: questo Cagliari gli ricorda quello allenato da Daniele Arrigoni, protagonista di una stagione nella quale i risultati superarono inizialmente le aspettative. Per l’ex attaccante, una parte consistente dei meriti attuali va attribuita a Fabio Pisacane, giudicato autore di un lavoro molto convincente.
Langella ha spiegato di aver seguito le partite e di aver apprezzato soprattutto il modo in cui il Cagliari ha costruito i propri successi.
Il suo giudizio è netto: le vittorie sono meritate e la squadra ha mostrato carattere, organizzazione e personalità. Un entusiasmo che riporta alla memoria un’altra annata rossoblù partita quasi in sordina e poi diventata sorprendente.
“Il Cagliari visto finora mi ricorda quello allenato da Daniele Arrigoni, perché nessuno si attendeva certi risultati: penso che buona parte del merito sia riconducibile a Fabio Pisacane. Sta svolgendo un ottimo lavoro“.
Il rapporto di Langella con Cagliari resta profondo. L’ex attaccante ha ricordato con affetto anche il soprannome “Arrogutottu”, attribuitogli dai tifosi rossoblù, e il grande calore ricevuto durante la propria esperienza in Sardegna.
Nella sua carriera con il Cagliari ha collezionato 136 presenze e 20 gol tra Serie A e Serie B, arrivando anche alla convocazione in Nazionale, indicata dallo stesso Langella come l’emozione più grande vissuta nel calcio.
Oggi continua a seguire con attenzione sia il Cagliari sia la Torres, altra squadra importante nel suo percorso. Ma davanti alla partenza della formazione di Pisacane, il messaggio è chiaro: questo gruppo ha già mostrato di avere qualcosa di speciale.
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Stefano Trinchera promuove il primo scorcio di campionato del Lecce. Il direttore sportivo giallorosso, intervistato da La Gazzetta del Mezzogiorno, ha definito positivamente il bottino di sei punti conquistati nelle prime cinque giornate, pur ribadendo la necessità di non accontentarsi e di alzare quotidianamente il livello.
Trinchera ha sottolineato come il metodo di lavoro del club sia rimasto invariato, in continuità con la politica societaria. A suo giudizio, la Serie A impone però un miglioramento costante, sia negli allenamenti sia durante le partite.
Delle tre sconfitte incassate fin qui, due sono arrivate contro Roma e Milan, squadre considerate dal dirigente nettamente superiori sul piano tecnico. Anche contro avversarie di questo livello, però, Trinchera ritiene che il Lecce debba provare a fare qualcosa in più.
Il ds giallorosso ha infatti indicato la trasferta contro il Cagliari come il vero punto negativo di questo avvio di stagione. Non tanto, o non soltanto, per il risultato, quanto per la qualità complessiva della prestazione.
Secondo Trinchera, la prova offerta in Sardegna è stata tutt’altro che soddisfacente: “L’unico neo vero è costituito dalla trasferta di Cagliari perché, al di là del risultato negativo, la nostra prova ha lasciato molto a desiderare sotto diversi profili diventando così la gara che più di tutte ha lasciato rimpianti e indicazioni sulle quali intervenire“.
Per il Cagliari, la lettura del dirigente salentino rappresenta indirettamente anche un riconoscimento del peso avuto da quella partita: una vittoria che, vista dall’altra parte, continua a essere percepita come la vera occasione mancata di questo primo segmento di campionato.
The post Lecce, Trinchera: “La prova di Cagliari unico neo finora” appeared first on Calcio Casteddu.
Il Cagliari sarà rappresentato da due giocatori nella sfida tra Italia e Turchia. Il commissario tecnico Roberto Mancini ha infatti inserito nella lista gara sia Alessandro Romano sia Daniel Maldini, confermando la fiducia nei confronti dei due rossoblù.
Romano figura tra i centrocampisti insieme a Cambiaghi, Tonali, Fagioli, Doumbia, Frattesi e Barella, mentre Maldini è stato inserito nel reparto offensivo con Pio Esposito, Scamacca, Inacio, Sebastiano Esposito e Vergara.
Per Alessandro Romano si tratta di un’altra tappa importante nel percorso con la Nazionale maggiore. Il giovane centrocampista del Cagliari continua infatti a rimanere stabilmente nel gruppo di Mancini e punta a raccogliere altri minuti dopo le precedenti apparizioni in questa finestra internazionale.
La sua presenza rappresenta anche un riconoscimento del rendimento offerto in maglia rossoblù in questo avvio di stagione.
Confermato anche Daniel Maldini, che resta così pienamente dentro le rotazioni offensive dell’Italia. Il fantasista del Cagliari potrà essere utilizzato nel corso della sfida contro la Turchia, offrendo a Mancini una soluzione tecnica tra le linee o sugli esterni.
Per il club sardo si tratta di un segnale importante: due giocatori contemporaneamente convocati nella Nazionale maggiore alla vigilia della ripresa della Serie A.
Tra i portieri ci sono Donnarumma, Carnesecchi e Vicario. In difesa Kayode, Ruggeri, Calafiori, Bastoni, Scalvini, Di Lorenzo e Mancini.
A centrocampo: Romano, Cambiaghi, Tonali, Fagioli, Doumbia, Frattesi e Barella.
In attacco: Pio Esposito, Scamacca, Inacio, Maldini, Sebastiano Esposito e Vergara.
The post Italia-Turchia, Mancini convoca Romano e Maldini appeared first on Calcio Casteddu.
L’Italia si avvicina alla sfida contro la Turchia con l’esigenza di dosare le energie dopo il fitto calendario della Nations League. Le gare ravvicinate spingono Roberto Mancini a valutare diversi cambi rispetto all’undici utilizzato nelle precedenti uscite.
La partita contro la formazione di Vincenzo Montella diventa così anche un’occasione per dare spazio a giocatori meno utilizzati e permettere al commissario tecnico di ampliare le proprie soluzioni.
Tra i calciatori che potrebbero beneficiare delle rotazioni ci sono anche Alessandro Romano e Daniel Maldini. Secondo l’ipotesi riportata dalla Gazzetta dello Sport, entrambi sono candidati a partire titolari.
Romano potrebbe trovare spazio in mezzo al campo, mentre Maldini è in corsa per una maglia nel reparto offensivo. Una possibile occasione importante per i due giocatori del Cagliari, chiamati a confermare anche in Nazionale quanto mostrato con la maglia rossoblù.
Le indicazioni della vigilia, tuttavia, non rappresentano ancora scelte definitive: Mancini aveva già lasciato aperta la possibilità di modificare l’undici in base alle condizioni dei giocatori.
Al centro dell’attacco dovrebbe esserci Gianluca Scamacca, con Pio Esposito inizialmente destinato alla panchina. L’attaccante del Cagliari potrebbe dunque essere chiamato a subentrare nel corso della gara.
Tra le altre possibili novità figurano Kayode sulla fascia destra e Ruggeri a sinistra, mentre a centrocampo dovrebbe trovare spazio anche Barella. Il turnover è stato studiato soprattutto per distribuire le energie in vista degli impegni ravvicinati.
Se le indicazioni dovessero essere confermate, la sfida contro la Turchia potrebbe regalare una serata particolarmente significativa al Cagliari: Romano e Maldini insieme dal primo minuto con la maglia azzurra.
Per entrambi sarebbe un ulteriore passo nel percorso di crescita internazionale e un’occasione per guadagnare spazio nelle gerarchie di Mancini.
The post Italia-Turchia, i probabili undici di Mancini: Maldini e Romano titolari? appeared first on Calcio Casteddu.
Si avvicina Cagliari-Juventus e cresce anche la corsa al biglietto. A una settimana dalla sfida della sesta giornata di Serie A, in programma domenica 11 ottobre alle 20.45 all’Unipol Domus, la disponibilità per i tifosi rossoblù si è sensibilmente ridotta.
La prevendita è iniziata il 1° ottobre con la fase riservata agli iscritti alla membership Islanders, mentre dal giorno successivo è scattata la vendita libera.
La piattaforma di vendita segnala ormai la dicitura “ultimi posti” in numerose zone dello stadio. La disponibilità è limitata nella Tribuna Centrale Rossa Sud, nelle Tribune Centrali e Laterali Blu e nei vari settori dei Distinti.
I prezzi più elevati riguardano la Tribuna Centrale Rossa Sud, dove i tagliandi arrivano fino a 208 euro, mentre per la Tribuna Centrale Blu Nord e le Tribune Laterali Blu si va indicativamente da 128 a 158 euro.
Anche nei Distinti la disponibilità comincia a farsi ridotta. I biglietti per le diverse aree hanno prezzi che possono arrivare a 128 euro, a seconda del settore e della tipologia di posto.
Il dato conferma dunque il forte interesse del pubblico cagliaritano per una delle sfide più attese della stagione, con la Domus destinata a presentarsi davanti alla Juventus in un’atmosfera particolarmente calda.
Situazione differente per il settore riservato alla tifoseria bianconera, dove la disponibilità viene indicata come media. La vendita è riservata ai possessori della fidelity card della Juventus non residenti in Piemonte e Lombardia, secondo le modalità stabilite per la gara.
The post Cagliari-Juventus, biglietti in esaurimento: restano pochi posti alla Domus appeared first on Calcio Casteddu.
L’Italia si prepara all’ultimo impegno di questa finestra di Nations League, con la sfida alla Turchia in programma stasera al Dall’Ara di Bologna. Roberto Mancini ha fatto il punto sulle condizioni della squadra, annunciando subito l’assenza di Moise Kean.
“Purtroppo Moise Kean non sta bene, non ha recuperato. Lo lasciamo andare a casa stasera”, ha spiegato il commissario tecnico.
Rispetto alla precedente partita, Mancini ha lasciato intendere che ci saranno diverse modifiche nell’undici iniziale. I pochi giorni trascorsi dalla sfida precedente hanno infatti imposto una gestione attenta delle energie.
“Non è che abbiamo trovato un assetto. Stiamo provando diversi giocatori, sono tanti. Tra Parigi e questa ci sono pochissimi giorni, è stato faticoso e cambieremo qualcosa”, ha dichiarato il ct.
Tra le possibilità c’è anche Gianluca Scamacca, che potrebbe prendere il posto di Pio Esposito dal primo minuto: “Sì, potrebbe, nelle caratteristiche non cambia. Ma abbiamo diversi giocatori”.
Il tecnico azzurro ha poi rivolto l’attenzione all’avversario, invitando la squadra a non considerare la sfida come una semplice formalità. La Turchia resta infatti una formazione competitiva e ricca di giocatori di qualità.
“Penso che sia un’ottima squadra, formata da giocatori molto bravi. All’andata siamo stati bravi noi a prenderla di petto subito, ma non sarà così scontata”, ha sottolineato Mancini.
Infine, il commissario tecnico ha spiegato il percorso intrapreso dall’Italia e l’importanza di costruire progressivamente fiducia all’interno del gruppo.
“Per noi la cosa importante era dare ai ragazzi solidità e farli credere in loro stessi. Piano piano ci stiamo riuscendo, ci vorrà ancora un po’ di tempo”, ha concluso Mancini, sottolineando come anche i risultati possano aiutare a restituire entusiasmo alla Nazionale e ai suoi tifosi.
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