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La Juventus inizierà martedì la preparazione alla sfida contro il Cagliari, in programma domenica 11 ottobre alle 20:45. Dopo due giorni di riposo concessi ai giocatori non impegnati con le rispettive Nazionali, Luciano Spalletti ritroverà il gruppo alla Continassa, almeno nella sua versione ridotta.
Il lavoro procederà infatti a ranghi incompleti, considerando che diversi bianconeri termineranno soltanto nei prossimi giorni gli impegni internazionali. Il gruppo dovrebbe ricomporsi progressivamente a ridosso della partenza per la Sardegna.
Il principale punto interrogativo riguarda Francisco Conceição. L’esterno portoghese ha riportato una botta alla coscia durante il ritiro con la propria Nazionale ed è rientrato anticipatamente a Torino.
Le sue condizioni verranno valutate giorno dopo giorno per capire se potrà essere recuperato in tempo per la sfida dell’Unipol Domus. Per Spalletti si tratta di una situazione da seguire con particolare attenzione, vista la capacità del portoghese di creare superiorità nell’uno contro uno e aumentare l’imprevedibilità offensiva.
La settimana che porta a Cagliari-Juventus sarà dunque scandita soprattutto dal rientro dei nazionali e dalla gestione delle energie. Spalletti avrà soltanto pochi giorni per lavorare con l’organico quasi completo, elemento che potrebbe incidere sulle scelte iniziali e sui carichi di allenamento.
Per il Cagliari, intanto, arriva un primo tema da monitorare in casa avversaria: la presenza o meno di Conceição potrebbe rappresentare una delle variabili più importanti della sfida di domenica sera.
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Il Cagliari punta forte su Michel Adopo. Il centrocampista francese è una presenza stabile nell’undici titolare rossoblù e, in questa stagione, ha trovato una nuova collocazione sulla trequarti destra.
Non è il classico interprete del ruolo. Adopo non vive di dribbling, rifiniture nello stretto o conclusioni spettacolari. Il suo calcio nasce soprattutto da corsa, forza fisica e dinamismo, qualità che gli permettono di occupare spazi, rompere le linee avversarie e creare varchi per i compagni.
Proprio questa interpretazione rende Adopo particolare. Più che un rifinitore puro, è una sorta di incursore avanzato, capace di accompagnare l’azione e di garantire equilibrio anche quando il Cagliari perde palla.
Il dato più incoraggiante riguarda gli assist, terreno sul quale il francese ha già mostrato progressi importanti. La sua capacità di leggere il movimento dei compagni e di arrivare nella zona decisiva del campo è cresciuta sensibilmente.
Quello che ancora manca è una maggiore confidenza con la conclusione. Adopo deve imparare a cercare più spesso la porta e ad affinare un fondamentale che, finora, non è stato il suo punto di forza.
Se riuscisse ad aggiungere qualche gol al proprio repertorio, il suo rendimento potrebbe salire di un altro gradino. Un aspetto del gioco in cui forse pecca di coraggio.
Al di là dei margini di crescita, resta però un dato evidente: Adopo è diventato uno dei giocatori più consistenti e affidabili del Cagliari. Corre, lotta, si sacrifica e raramente abbassa l’intensità.
In una squadra che ha iniziato bene la stagione, il suo contributo è diventato prezioso proprio perché meno appariscente e più sostanziale. Il prossimo salto di qualità passa dalla porta avversaria. Tutto il resto, fin qui, lo sta già facendo molto bene.
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Per la terza puntata di “Rossoblù Senza Frontiere” torniamo a metà anni Duemila e a uno dei tanti fili che hanno unito il Cagliari all’Uruguay. Il protagonista è Joe Bizera, difensore centrale classe 1980, arrivato in Sardegna nell’estate 2005 dopo una lunga esperienza al Peñarol.
In rossoblù rimase fino al gennaio 2008, raccogliendo 35 presenze in Serie A e altre apparizioni ufficiali. Il suo rendimento non fu sempre continuo, ma Bizera portava con sé un curriculum già importante: con la Nazionale uruguaiana aveva disputato 23 partite, partecipando anche al Mondiale 2002 e a due edizioni della Copa América.
Dopo Cagliari iniziò una lunga seconda parte di carriera. Prima il prestito al Maccabi Tel Aviv, quindi il trasferimento al PAOK Salonicco. Successivamente arrivarono esperienze con Albacete, Maccabi Petah Tikva, Bella Vista, Libertad, Atlante, un ritorno al Peñarol, poi Villa Teresa e infine Liverpool Montevideo.
Appese gli scarpini al chiodo nel 2016, chiudendo una carriera vissuta tra Uruguay, Italia, Israele, Grecia, Spagna, Paraguay e Messico.
La curiosità più interessante riguarda proprio il presente. Dopo il ritiro, Bizera è rimasto nel calcio. Dal febbraio 2026 ricopre infatti il ruolo di direttore sportivo del CA Artigas, club della sua città natale. In precedenza aveva già lavorato nella stessa società come viceallenatore, entrando nello staff nel marzo 2024.
Una sorta di ritorno al punto di partenza, questa volta dietro una scrivania.
A 46 anni, Joe Bizera ha dunque trasformato l’esperienza accumulata in giro per il mondo in un nuovo mestiere. Non più marcature, duelli aerei e tackle, ma costruzione della squadra e gestione sportiva.
Da Artigas a Cagliari e ritorno, il suo viaggio calcistico ha compiuto un grande cerchio. E oggi, lontano dai riflettori della Serie A, continua a vivere il pallone nel luogo da cui tutto era cominciato.
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Momenti di forte tensione hanno accompagnato il Trofeo de Vallecas disputato tra Rayo Vallecano e Cagliari. Il club spagnolo ha infatti pubblicato un duro comunicato ufficiale per denunciare quanto accaduto durante il primo tempo della partita.
Secondo la ricostruzione del Rayo, un gruppo di persone, in gran parte incappucciate, avrebbe tentato inizialmente di raggiungere la tribuna d’onore dall’esterno degli spalti. Successivamente avrebbe provato a forzare anche una porta laterale e infine l’accesso principale del palco. La sicurezza privata sarebbe quindi intervenuta chiudendo l’ingresso per tutelare le autorità presenti.
Nel comunicato il club madrileno sostiene di aver riconosciuto tra i partecipanti alcuni esponenti dei Bukaneros, storico gruppo ultras del Rayo Vallecano. La società collega inoltre l’episodio alle tensioni già emerse nei mesi precedenti nei confronti del presidente Martín Presa.
Il Rayo usa parole durissime, definendo quanto accaduto una situazione «intollerabile» e ribadendo che nessuno dovrebbe provare paura andando allo stadio. Il club afferma inoltre che non cederà a quelle che definisce forme di pressione e intimidazione.
La società ha infine ringraziato gli addetti alla sicurezza privata e gli agenti della Policía Nacional intervenuti allo stadio, sostenendo che la loro azione abbia evitato conseguenze potenzialmente molto più gravi.
L’episodio ha dunque rappresentato il lato più amaro di una giornata che, sul terreno di gioco, aveva visto il Cagliari conquistare il Trofeo de Vallecas ai calci di rigore dopo l’1-1 dei tempi regolamentari.
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La lunga sosta per le Nazionali entra nella sua fase conclusiva e il Cagliari guarda con attenzione agli ultimi impegni che coinvolgeranno i propri giocatori.
Domani, a Bologna, l’Italia affronterà la Turchia nel quarto appuntamento ravvicinato di Nations League. Daniel Maldini e Alessandro Romano sperano di trovare nuovamente spazio nelle scelte di Roberto Mancini, dopo essere già stati coinvolti nel corso di questa finestra internazionale.
Per entrambi si tratta di un’ulteriore occasione per consolidare la propria posizione all’interno del gruppo azzurro prima del rientro in Sardegna.
Martedì 6 ottobre potrebbe invece tornare protagonista Adam Obert. Il difensore slovacco è rimasto a riposo nell’ultimo pareggio contro le Isole Faroe, dopo aver disputato integralmente i due precedenti incontri.
La Slovacchia chiuderà la propria tornata internazionale a Chisinau, contro la Moldavia, e Obert potrebbe rientrare nell’undici titolare dopo il turno di rotazione concesso dal ct Vladimir Weiss.
Sempre il 6 ottobre sarà una giornata particolarmente significativa per Juan Rodríguez. Il difensore del Cagliari è ancora alla ricerca del debutto con la Nazionale maggiore dell’Uruguay.
La Celeste disputerà a Kolkata contro l’India la terza gara della tournée asiatica. Dopo essere rimasto a disposizione nei precedenti appuntamenti, Rodriguez spera finalmente di poter assaporare i primi minuti con la rappresentativa sudamericana.
Ultimo impegno anche per Alen Sherri, che martedì sarà impegnato a Tirana con l’Albania contro San Marino.
Per il portiere rossoblù sarà l’occasione per lasciarsi alle spalle la complicata gara contro la Finlandia e chiudere con sensazioni positive una finestra internazionale nella quale ha comunque trovato continuità di utilizzo.
Poi, per tutti, sarà tempo di tornare ad Assemini e rimettere la testa sul campionato.
The post Cagliari, gli impegni dei nazionali agli sgoccioli: il dettaglio appeared first on Calcio Casteddu.
Si è conclusa al Nido di Bagazzano la seconda settimana di preparazione del Modena durante la sosta. La squadra di Daniele Galloppa ha disputato un test interno a ranghi misti, terminato sul punteggio di 2-1.
Grande protagonista della partitella è stato Andrea Belotti, autore di entrambe le reti della squadra vincitrice. L’altra marcatura del test porta invece la firma di Giuseppe Ambrosino.
Archiviato il lavoro della seconda settimana, Galloppa ha concesso ai suoi giocatori due giornate di riposo. Una pausa utile per recuperare energie prima di entrare nella fase decisiva della preparazione.
Il Modena tornerà infatti ad allenarsi martedì, quando inizierà ufficialmente l’avvicinamento al prossimo impegno di campionato.
Alla ripresa della Serie B, i gialloblù saranno impegnati al Braglia contro l’Hellas Verona. La sfida è in programma domenica 11 ottobre alle 19.30 e rappresenterà il prossimo appuntamento ufficiale per la formazione di Galloppa.
La settimana che si apre martedì servirà dunque a rifinire la condizione e a preparare nel dettaglio una partita che segnerà il ritorno del Modena alla competizione dopo la sosta.
The post Ex Cagliari, Belotti protagonista nel test in famiglia col Modena: doppietta per lui appeared first on Calcio Casteddu.
Il successo conquistato dal Cagliari a Madrid contro il Rayo Vallecano, con il Trofeo de Vallecas portato a casa dopo i calci di rigore, ha lasciato anche una nota di preoccupazione. Kevin Carlos, infatti, non ha preso parte alla gara a causa di un problema muscolare accusato nella mattinata.
Il fastidio riguarda il retto femorale della coscia, una zona particolarmente delicata per un attaccante. La sua assenza ha impedito a Pisacane di concedergli quei minuti che avrebbero potuto essere importanti nel percorso verso una condizione migliore.
Nel post partita, il tecnico rossoblù non ha voluto anticipare diagnosi o tempi di recupero, limitandosi a spiegare che il giocatore sarà sottoposto alle necessarie valutazioni nei prossimi giorni.
“Mi dispiace non aver potuto utilizzare Kevin Carlos che avrebbe messo minuti nelle gambe, ma ieri mattina ha accusato un fastidio al retto femorale e lo valuteremo nei prossimi giorni”, ha spiegato Pisacane.
Al momento, dunque, non è possibile stabilire l’entità dell’infortunio né ipotizzare con certezza i tempi di rientro. Il quadro sarà più chiaro dopo gli accertamenti dello staff medico rossoblù. Ma secondo quanto riportato oggi dal Corriere dello Sport, si potrebbe trattare di uno stop più lungo del previsto.
La situazione va monitorata con attenzione anche perché Carlos era atteso da un percorso di crescita sul piano atletico e avrebbe dovuto sfruttare l’amichevole internazionale per aumentare il proprio minutaggio.
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Fabio Pisacane ha raccontato il proprio modo di intendere il calcio, partendo anche dal passato da difensore.
Per l’allenatore rossoblù, la cura della fase difensiva non riguarda soltanto il reparto arretrato, ma coinvolge l’intera squadra: dalle distanze tra i reparti alla gestione del pallone fino alla reazione immediata dopo una palla persa.
Tra i giovani sui quali Pisacane sta puntando c’è Alessandro Romano. Il tecnico ha spiegato di aver apprezzato soprattutto la sua capacità di leggere le situazioni di gioco e di vedere margini di crescita ancora importanti.
L’obiettivo, secondo Pisacane, è aiutare il centrocampista a trasformare le intuizioni in soluzioni concrete sul terreno di gioco. Un processo che richiede naturalmente anche la disponibilità del calciatore a imparare e migliorarsi.
Un altro tema centrale nelle parole dell’allenatore è il legame con la maglia rossoblù. Pisacane considera il senso di appartenenza un elemento fondamentale: sentirsi parte di qualcosa, ha spiegato, spinge un giocatore ad assumersi maggiori responsabilità e a sacrificarsi per la squadra.
Un sentimento particolarmente forte a Cagliari, dove il rapporto tra squadra, città e tifoseria rappresenta una componente importante dell’ambiente.
Il lavoro quotidiano serve però a trasformare i valori in comportamenti concreti. Per Pisacane, la risposta della squadra nei momenti complicati rappresenta uno degli aspetti più significativi del percorso.
Il tecnico sta lavorando anche sulla gestione delle diverse fasi della partita: sapere quando accelerare, quando rallentare, avere pazienza nel possesso e riconquistare rapidamente campo dopo aver perso il pallone.
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Il Cagliari ha fatto rientro in Sardegna dopo la trasferta spagnola che ha visto la squadra di Fabio Pisacane impegnata contro il Rayo Vallecano.
L’amichevole è servita a mantenere il ritmo partita durante la lunga pausa per gli impegni delle Nazionali e a permettere al tecnico di valutare la condizione degli elementi rimasti ad Assemini.
Con il test di Madrid ormai alle spalle, l’attenzione si sposta completamente sulla ripresa della Serie A. Domenica 11 ottobre, alla Unipol Domus, il Cagliari affronterà la Juventus nella sesta giornata di campionato, con calcio d’inizio fissato alle 20.45.
Pisacane dovrà però attendere ancora prima di poter lavorare con il gruppo al completo. Sono infatti sette i rossoblù impegnati con le rispettive rappresentative: Alen Sherri, Adam Obert, Alessandro Romano, Daniel Maldini, Alieu Fadera, Joseph Liteta e Juan Rodríguez.
I loro rientri saranno fondamentali per completare la preparazione alla sfida con i bianconeri. Il conto alla rovescia è già cominciato: dopo la parentesi internazionale, il Cagliari si prepara a tornare a fare sul serio.
The post Cagliari, due giorni di riposo poi testa alla Juventus appeared first on Calcio Casteddu.
La Nazionale italiana continua il proprio percorso puntando con decisione sui giovani. Dopo l’1-1 ottenuto contro la Francia a Saint-Denis, Roberto Mancini prepara la sfida di domani contro la Turchia a Bologna con l’intenzione di modificare ancora la formazione.
Il Corriere dello Sport mette in evidenza Kayode, Vergara e Sera Esposito, simboli della nuova linea azzurra. In 64 partite da commissario tecnico, Mancini ha fatto esordire 64 giocatori. Contro la Turchia sono annunciati sei o sette cambi, con il ritorno di Barella. Tuttosport sottolinea invece il crescente entusiasmo intorno alla Nazionale: dopo il 4-1 contro l’Olanda e il pareggio di Parigi, sono già stati venduti 25 mila biglietti per la gara del Dall’Ara.
Il tema principale sul fronte dei club riguarda Kenan Yildiz e la Juventus. Il talento turco è blindato fino al 2030, ma il suo futuro resta al centro dell’attenzione. Secondo il Corriere dello Sport, il Real Madrid continua a seguirlo e potrebbe studiare un’operazione da 100 milioni di euro durante l’estate. Sul giocatore ci sarebbero anche Arsenal e Bayern. Un’eventuale mancata qualificazione bianconera alla Champions potrebbe modificare lo scenario.
Luciano Spalletti, intanto, racconta a Tuttosport il suo rapporto con il mondo Juventus: Yildiz viene definito un leader, mentre l’allenatore sottolinea la responsabilità legata alla guida del club e invita a competere soprattutto con se stessi.
Il mercato coinvolge anche altre squadre. Endrick aspetta la Roma, dopo il tentativo estivo di Gasperini, mentre il Lecce guarda a gennaio e punta Tiago Gabriel per la difesa. Sul fronte Inter, Chivu promette di lasciare il segno e indica la Champions League come obiettivo da conquistare.
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