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Un fine mattinata e un inizio di pomeriggio per il futuro della Federcalcio al Coni. Che ha visto il presidente della FIGC Giovanni Malagò, essere il commissario di se stesso. Questo si è deciso nell’incontro tra lo stesso Malagò e il presidente del CONI Buonfiglio. Uno strano caso dunque, con un presidente che diventa commissario in poche ore. Nel primo pomeriggio le dichiarazioni dei due presidenti, con una comprensibile tensione di fondo.
“Penso che chi ha seguito la vicenda sia in grado di valutare se io sia uno sconfitto o un vincitore. Magari non c’è uno sconfitto o un vincitore. Dire che ci sono state incomprensioni con Buonfiglio mi pare che sia affettuosamente eufemistico. Ho ricevuto una chiamata da Buonfiglio che mi ha chiesto di incontrarlo, c’è stata una proposta che mi sento di condividere in pieno, come confermato prima da tutti i colleghi di Giunta, nessun escluso, senza che nessuno sia stato condannato a non esprimersi, poi anche dal Consiglio nazionale. L’ok alla nomina a commissario? L’ho fatto per amore dello sport, del Coni, dei miei colleghi di Giunta e Consiglio, per evitare imbarazzi perché per molti sarebbe stato complesso. L’ho ritenuto una cosa giusta. Lo sport autonomo dalla politica? Ora mi sento tranquillo, in questo senso ci sono stati dei ragionamenti di buon senso. Io penso sia una vittoria del buon senso, della logica delle cose. Mi sento più responsabilizzato, ritrovarsi commissario senza alcun tipo di vice, con un mandato molto chiaro.. Mi sembra che la prima data fattibile sia il 14 dicembre. Si andrà a elezioni, non perdiamo del tempo”.
“Il calcio sempre dalla mia parte? Non so come si possa pensare che non lo sia. È stata una vicenda difficile, imbatazzante ma così è la vita. È confermato che ho la schiena dritta. Se Diana Bianchedi tornerà capo delegazione? Il presidente Buonfiglio mi ha anticipato questa sua volontà e ha fatto richiesta espressa in Giunta, dice che mi manderà una lettera. Gli ho detto che è un tema che si potrà affrontare ma credo sia una cosa che dovrà affrontare il presidente, non il commissario. Domani vado a Berlino e sto tre giorni in Uefa, vedrò Ceferin. Sono molto felice del percorso della Nazionale, vedo anche gli italiani felici. Ci saranno momenti difficili ma mi darete atto che ho partecipato a molte conferenze stampa, praticamente non ho mai dormito. C’è un progressivo entusiasmo. Ieri la partita ha avuto il 40% di share, 8 milioni di persone, con quasi 4 milioni di italiani che hanno seguito i commenti dopo la partita. Penso che il merito sia di Mancini, dei ragazzi, di Claudio Ranieri”.
Per Malagò due appuntamenti, tra gli altri, all’orizzonte. La risoluzione del caso-Bianchedi, con il possibile reintegro in Figc e le elezioni per il presidente della Federcalcio, a cui Malagò dovrebbe presentarsi da candidato unico. C’è una prima data ipotetica: lunedì 14 dicembre.
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Nei giorni scorsi David Alaba era sbarcato in Serie A da svincolato dopo la fine della sua esperienza con il Real Madrid. Ad accoglierlo è stata l’Udinese, club dove il nazionale austriaco, 34 anni, vorrà far capire di essere ancora competitivo ed aiutare i bianconeri allenati da Runjaic a migliorare il rendimento degli anni passati.
“Mi avete fatto sentire a casa fin da subito, vi ringrazio per questa accoglienza. Ho parlato principalmente con mister Runjaic, mi ha convinto del progetto che c’è qui. Mi sono preso del tempo per prendere una decisione, con il tempo mi sono convinto che questo forse il percorso giusto. Credo sia lo step giusto per la mia carriera. Mi sento bene e mi sento pronto a giocare, ho cominciato già ad allenarmi con la squadra da circa una settimana e mi sono allenato duramente nei mesi scorsi. Ho parlato spesso con Runjaic del mio ruolo, ho giocato spesso come difensore centrale, mi sento a mio agio lì, ma ho giocato anche in altre posizioni ma principalmente mi sento bene come difensore centrale. Sui club posso dire che sì, ho parlato con altri club italiani”.
“Questa è una società storica della Serie A, so tante cose dell’Udinese e conoscevo già il club. Ho parlato anche con amici e calciatori che giocano qui in Italia, ho pensato tanto alla mia scelta e l’ho presa consapevolmente. Ho fatto i colloqui con le persone giuste e ho preso questa decisione. So che giocatore sono e sono qui per giocare a calcio, sono qui per scrivere le prossime pagine di storia da calciatore. Ho tanta esperienza e voglio metterla a disposizione della squadra. Delle voci mi interesso meno. Ho deciso di venire qui non sulla base del mio passato ma perché sono ambizioso e voglio sempre di più. E’ un progetto importante e penso sia un passo giusto per la mia carriera. Non devo dimostrarmi nulla, ma sono venuto qui per costruire un nuovo capitolo della mia carriera, per aiutare la squadra con la mia qualità ed esperienza”.
Nato a Vienna il 24 giugno 1992, David Alaba, è cresciuto nel settore giovanile dell’Austria Vienna. A 16 anni viene acquistato dal Bayern Monaco, club con il quale si è affermato come uno dei migliori interpreti del ruolo a livello internazionale, conquistando un palmarès eccezionale che comprende numerosi campionati nazionali, coppe e successi europei. Nel corso della sua carriera ha vestito le maglie di club di assoluto prestigio, distinguendosi per rendimento, professionalità e continuità. Con il Bayern Monaco ha collezionato decine di trofei (2 Champions League, 2 mondiali per club, 2 Supercoppe europee, 10 Bundesliga 6 coppe di Germania, 5 Supercoppe di Germania) contribuendo da protagonista ai trionfi dei bavaresi con cui è sceso in campo 431 volte segnando 33 gol tra il 2010 e il 2021. Successivamente, dal 2021 al 2026, ha confermato il proprio valore anche al Real Madrid, aggiungendo ulteriori titoli nazionali e internazionali (2 Champions League, 1 mondiale per club, 1 Supercoppa europea, 2 Liga, 1 Copa del Rey e 2 Supercoppe di Spagna) a una bacheca già straordinaria.
David Alaba è sia capitano che punto di riferimento della Nazionale austriaca da oltre un decennio (117 presenze e 15 reti segnate con 2 partecipazioni agli Europei ed una all’ultimo Mondiale), Alaba porta in Italia e nell’Udinese esperienza, personalità e una mentalità vincente maturata sui più grandi palcoscenici del calcio mondiale
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Con 15 voti su 15 il via libera della Giunta Coni al Commissariamento della Figc secondo le indicazioni del Presidente Buonfiglio che ha assegnato a Giovanni Malagò il ruolo di Commissario. Lo stesso Consiglio Nazionale ha ratificato Malagò Commissario Figc all’unanimità
“Si è tenuta questa mattina, alle 13, al Foro Italico a Roma la 1177ª riunione della Giunta Nazionale CONI. Il Presidente Buonfiglio ha proposto alla Giunta il Commissariamento della Federazione Italiana Giuoco Calcio nella persona di Giovanni Malagò, affinché si proceda a celebrare nuove elezioni entro e non oltre il 31 gennaio 2027.”
Ci saranno nuove elezioni per la presidenza Figc in 60-90 giorni, in cui Malagò sarebbe probabilmente l’unico candidato. Al primo scrutinio, il 22 giugno, l’ex presidente del Coni prese il 68,58% delle preferenze, con Giancarlo Abete fermo al 29,17%. Il commissariamento, insomma, non arriverebbe ai sei mesi previsti come tempo massimo.
Il passaggio decisivo è maturato nel corso dell’incontro tra i due presidenti. Buonfiglio ha proposto a Malagò di assumere personalmente l’incarico di commissario, affidandogli così la gestione della transizione fino allo svolgimento di nuove elezioni, che dovranno essere organizzate nel rispetto delle procedure e senza i problemi formali emersi nella precedente consultazione. Secondo quanto riportato da Calciomercato.com, Malagò era arrivato alle ore 12 a Palazzo H proprio per incontrare il numero uno del CONI e definire il percorso da seguire prima del voto previsto all’interno della Giunta del Comitato olimpico. Un faccia a faccia che ha consentito alle parti di arrivare rapidamente a una soluzione capace di tenere insieme le diverse esigenze istituzionali.
Le parole del presidente del CONI Bonfiglio
“Oggi ho visto che era come l’incontro del G7: un’attenzione per una cosa che dovrebbe essere normale, ma il calcio è il calcio. Ieri sera alla fine chi è che non ha gioito. Rendiamoci conto di questo, l’importante è saperlo gestire con serenità. Penso di essere attrezzato, e questo mi aiuta molto, non solo l’esperienza sportiva ma anche quella lavorativa, per la quale devo rispondere nei confronti dell’azienda e del risultato aziendale di quello che fai. Il mondo dello sport deve essere un esempio del rispetto etico e morale delle regole. Per me non c’è un vincitore o un perdente. Malagò vittima di un malfunzionamento. Spero vengano respinte le dimissioni di Bianchedi“.
Come riporta l’ANSA nei suoi quasi 130 anni di storia, la Figc si è trovata spesso alle prese con questa situazione. Da Francesco Mauro, reggente prima e durante la Grande Guerra, a Roberto Fabbricini nel 2018. In mezzo Bruno Zauli (dopo la fallita qualificazione dell’Italia al Mondiale in Svezia) Franco Carraro (1986) e Raffaele Pagnozzi (1996). Seguirono il presidente del Coni Gianni Petrucci (2000-2001) ed il giurista Guido Rossi (2006) che gestì il caos post-calciopoli. Rossi si dimise e lasciò la poltrona a Luca Pancalli. Fabbricini fu chiamato dopo le dimissioni di Giancarlo Tavecchio per la mancata qualificazione al Mondiale 2018 in Russia.
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Si avvicina Cagliari-Juventus e cresce anche la corsa al biglietto. A pochi giorni dalla sfida della sesta giornata di Serie A, in programma domenica alle 20.45 all’Unipol Domus, la disponibilità per i tifosi rossoblù è sempre meno
A fine mattinata, tra abbonati e biglietti staccati, si sfiora quota 16.000 e nei prossimi giorni si arriverà al tutto esaurito, il secondo stagionale dopo Cagliari-Inter della seconda giornata. 250 i tagliandi staccati per il Settore Opisti. i
La prevendita era iniziata il giovedì scorso 1° ottobre con la fase riservata agli iscritti alla membership Islanders, mentre dal giorno successivo è scattata la vendita libera. In merito la piattaforma di vendita segnala ormai la dicitura “ultimi posti” in numerose zone dello stadio. La disponibilità è limitata nella Tribuna Centrale Rossa Sud, nelle Tribune Centrali e Laterali Blu e nei vari settori dei Distinti.
Quelli dal costo più elevato sono la Tribuna Centrale Rossa Sud (dove i tagliandi arrivano fino a 208 euro) mentre per la Tribuna Centrale Blu Nord e le Tribune Laterali Blu si va indicativamente da 128 a 158 euro. Anche nei Distinti è molto ridotta. I biglietti per le diverse aree hanno prezzi che possono arrivare a 128 euro, a seconda del settore e della tipologia di posto. Il dato conferma dunque il forte interesse del pubblico cagliaritano per una delle sfide più attese della stagione, con la Domus destinata a presentarsi davanti alla Juventus in un’atmosfera particolarmente calda.
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Niente illusioni, anche se il miglioramento in 11 giorni con quattro gare di Nations League per l’Italia c’è stato. Se si pensa al ko interno col Belgio, e le relative negatività, i successivi incontri con Turchia (andata e ritorno) e con la Francia hanno messo in evidenza la voglia di essere di nuovo la squadra che tutti aspettiamo dopo tre mondiali di fila (Russia 2018, Qatar e Usa, Canada e Messico 2026) saltati con l’unica perla l’Europeo vinto nel 2021.
Il ritorno di Mancini come CT ha portato alle convocazioni di (da esordiente di Romano) al ritorno di Maldini e alla certezza di Barella nella spina dorsale composta principalmente (oltre che da lui) anche da Donnarumma in porta, Tonali a centrocampo e Kean in attacco. Ieri Romano , criticato oltre il dovuto contro il Belgio) è stato invece grana protagonista giocando davanti alla difesa e offrendo tanta generosità nelle chiusure. Con l’ingresso di Tonali, Mancini lo sposta a sinistra, cercando ma non trovando il gol, che però favorisce l’assist per la terza rete di Pio Esposito. “Romano mi è piaciuto, ha solo bisogno di disputare questo tipo di partite per continuare a migliorare”, ha affermato a fine gara Mancini.
Meno appariscente Maldini, che in verità come ala sinistra si è visto poco anche perchè lo sviluppo azzurro era spesso ’ dall’altra parte, senza dimenticare che il suo ruolo è quello di seconda punta che da più certezze. Ballerina invece la prova del cagliaritano doc Barella. Il quale ha certamente personalità ed esperienza, ma che ieri (pur giocando bene) ha messo in campo meno estrosità del suo standard nell’Inter e i nazionale. A suo favore il pallone per imbeccare Calafiori che ha siglato il momentaneo 2-1. Giocata che permette a Barella di consolidare ulteriormente i suoi numeri sotto la gestione Mancini, come certificato da Opta, che scrive di 14 partecipazioni al gol, frutto di 8 reti e 6 assist. Un dato che lo porta alla pari con Lorenzo Insigne, alle spalle del solo Immobile.
Dopo quattro delle sei partite giocate la squadra azzurra è seconda e certa di evitare il quarto e ultimo posto del Gruppo 1 di Lega A e pronta a giocarsi le proprie chance di qualificazione ai quarti di finale del torneo. Attenzione però perchè se dovesse andare male col Belgio, il terzo posto del girone non vorrebbe dire in automatico salvezza. Anche le due peggiori terze entreranno nel sistema di spareggio promozioni/retrocessioni. Sarà, quindi, importante migliorare il nostro punteggio da qui alla fine della fase a gironi. Il regolamento prevede che accedano ai quarti di finale le 4 vincitrici dei gironi di Lega A e le 4 seconde classificate. L’ordine di classifica è, ovviamente, importante: le prime saranno teste di serie al sorteggio dei quarti di finale (e affronteranno una seconda classificata) e giocheranno le partite di ritorno dei quarti in casa.
Ieri la partita trasmessa in diretta da Rai 1 ha avuto il 40% di share, 8 milioni di persone, con quasi 4 milioni di italiani che hanno seguito i commenti dopo la partita. Il match alle 24 è andato in differita anche su Sky Sport.
12 novembre, ore 20.45 Italia-Francia
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Buone notizie per la Juventus in vista della trasferta contro il Cagliari, in programma domenica 11 ottobre all’Unipol Domus. Le condizioni di Kerim Alajbegovic avevano destato preoccupazione dopo l’uscita anticipata con la Bosnia contro la Svezia, ma gli accertamenti hanno escluso problemi seri.
Gli esami strumentali non hanno infatti evidenziato lesioni né sovraccarichi muscolari. Il fastidio accusato dal giovane bianconero sarebbe riconducibile soprattutto a crampi e affaticamento, tanto che la sostituzione è stata interpretata come una scelta precauzionale.
Alajbegovic non ha poi preso parte alla successiva sfida della Bosnia-Erzegovina contro la Polonia, con lo staff della Nazionale che ha preferito non correre rischi.
Il giocatore dovrebbe quindi rientrare a Torino e riprendere regolarmente il lavoro con la Juventus, con l’obiettivo di essere a disposizione di Luciano Spalletti per la partita contro il Cagliari.
Per il tecnico bianconero si tratta di una notizia importante, considerando le numerose situazioni da monitorare nel reparto offensivo. Alajbegovic rappresenta infatti una delle alternative più interessanti sulla trequarti e sugli esterni, grazie alla sua capacità di creare superiorità e attaccare gli spazi.
La prudenza resterà comunque d’obbligo durante i primi allenamenti della settimana.
Allo stato attuale, dunque, la presenza del bosniaco contro il Cagliari appare probabile. La Juventus valuterà la risposta del giocatore alla ripresa degli allenamenti, ma l’allarme sembra sostanzialmente rientrato.
Per Pisacane, quindi, un’altra possibile arma bianconera da mettere nel dossier della sfida di domenica sera.
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Per generazioni di tifosi del Cagliari, quel passaggio verso Sant’Elia ha rappresentato molto più di un semplice collegamento pedonale. Le storiche passerelle sul canale di San Bartolomeo, costruite tra il 1988 e il 1990 in vista del campionato del mondo di Italia ’90, uniscono infatti la Cittadella dello Sport di Monte Mixi all’area dello stadio, oggi sede dell’Unipol Domus che ospita le gare casalinghe del Cagliari Calcio. Ora quel percorso entra in una nuova fase.
Sono partiti nelle scorse ore i cantieri per una riqualificazione completa delle due strutture, ormai segnate dal tempo, dalla salsedine e dalle infiltrazioni. L’intervento rientra nel più ampio piano di rigenerazione urbana di Sant’Elia ed è cofinanziato con fondi europei del PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027.
Le strutture principali in acciaio e cemento armato saranno recuperate, mentre i vecchi rivestimenti lasceranno spazio a un involucro in alluminio bianco traforato, pensato per far filtrare la luce naturale e ridurre l’effetto tunnel. Previsti anche un nuovo impianto di illuminazione LED e un sistema di videosorveglianza, oggi assente.
Di notte, le passerelle potranno perfino cambiare colore in occasione di partite, concerti ed eventi.
Una delle due passerelle vedrà inoltre il potenziamento della pista ciclabile a doppio senso, collegata ai percorsi già esistenti tra Su Siccu, Parco dei Nervi, Parco degli Anelli e Monte Mixi.
Il valore simbolico resta forte: quello che per tanti tifosi è da decenni il ponte verso lo stadio diventerà una vera infrastruttura urbana quotidiana, utile non soltanto nei giorni delle partite del Cagliari, ma anche per residenti, runner e famiglie.
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Nuovo contrattempo per Alen Sherri durante la sosta internazionale. Il portiere del Cagliari non prenderà parte alla gara odierna tra Albania e San Marino, dopo aver saltato l’ultimo allenamento della Nazionale per problemi fisici.
La sua assenza arriva pochi giorni dopo la complicata serata contro la Finlandia, nella quale Sherri era subentrato nel primo tempo e si era trovato coinvolto negativamente nelle due reti realizzate dagli avversari, entrambe su calcio di punizione diretto.
Con Sherri indisponibile e il titolare Etrit Berisha squalificato, questa sera il posto tra i pali dell’Albania sarà affidato a Mario Dajsinani, estremo difensore dell’Egnatia.
Una scelta obbligata per il commissario tecnico Rolando Maran, ex allenatore del Cagliari, che dovrà dunque rinunciare a due delle principali opzioni per la porta nella sfida contro San Marino. Il selezionatore, nel corso dell’ultima conferenza stampa, ha affermato che Sherri ha riportato contro la Finlandia un infortunio muscolare.
L’attenzione si sposta ora inevitabilmente sulle condizioni di Sherri. Al momento non sono emersi dettagli precisi sulla natura del fastidio che gli ha impedito di prendere parte alla rifinitura.
Il Cagliari attenderà quindi ulteriori aggiornamenti con il rientro del giocatore in Sardegna, soprattutto considerando la ripresa imminente del campionato.
La finestra internazionale era iniziata bene per Sherri, titolare nel 3-0 contro San Marino a Serravalle e capace di mantenere la porta inviolata. Poi sono arrivati la difficile prestazione contro la Finlandia e adesso questo stop fisico.
Per il portiere rossoblù l’obiettivo diventa quindi recuperare rapidamente e tornare a disposizione di Fabio Pisacane, lasciandosi alle spalle una sosta che, dopo un buon avvio, ha preso una piega decisamente più complicata.
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Il Cagliari attende Yael Trepy. Il giovane attaccante rossoblù si avvicina sempre di più al ritorno in campo dopo un avvio di stagione profondamente condizionato dal noto incidente extra campo, dal quale si è fortunatamente ripreso completamente.
Superata la fase più delicata, Trepy sta portando avanti il normale percorso di riatletizzazione, necessario per ritrovare ritmo, condizione e confidenza con il lavoro ad alta intensità.
Per il giocatore il ritorno sul terreno di gioco avrebbe inevitabilmente anche un valore simbolico. Dopo mesi difficili, poter tornare a disposizione significherebbe chiudere definitivamente una parentesi pesante e concentrarsi soltanto sul calcio.
Anche i tifosi aspettano quel momento. L’idea di rivederlo in campo rappresenta quasi un abbraccio collettivo, oltre che il recupero di una pedina che potrebbe ampliare in maniera concreta le soluzioni offensive di Fabio Pisacane.
Prima dello stop, Trepy aveva già lasciato intravedere qualità interessanti durante il precampionato. In particolare, aveva mostrato una buona intesa con Mendy, formando una coppia capace di muoversi con complementarità e di creare problemi alle difese avversarie.
Proprio quelle indicazioni avevano acceso curiosità attorno al suo percorso, prima che gli eventi estivi interrompessero bruscamente la sua crescita.
Un Trepy in piena condizione può diventare una risorsa preziosa per il Cagliari. Rapidità, profondità e capacità di attaccare gli spazi possono offrire a Pisacane un’alternativa diversa rispetto agli altri interpreti del reparto.
Non c’è fretta, e sarebbe controproducente averne. Ma il conto alla rovescia è ormai iniziato. Trepy continua a lavorare, il Cagliari lo aspetta e il campo, dopo tutto quello che è successo, può diventare il posto migliore per ricominciare davvero.
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La vittoria per 3-1 dell’Italia sulla Turchia in Nations League ha avuto un significato particolare anche per il Cagliari. Alessandro Romano e Daniel Maldini sono infatti partiti entrambi dal primo minuto, offrendo una buona prestazione e riportando il club sardo dentro una pagina di storia della Nazionale.
Non accadeva da oltre sedici anni che due giocatori tesserati contemporaneamente per il Cagliari venissero schierati titolari nell’Italia maggiore.
Bisogna tornare al 5 giugno 2010, pochi giorni prima del Mondiale in Sudafrica. A Ginevra, nell’amichevole premondiale contro la Svizzera, furono Federico Marchetti e Andrea Cossu a rappresentare il Cagliari nell’undici iniziale azzurro.
Marchetti rimase tra i pali per l’intera partita, mentre Cossu disputò il primo tempo. Un’immagine rimasta legata a una delle fasi più felici del Cagliari di quegli anni e alla straordinaria ascesa del fantasista sardo fino alla Nazionale.
Ora quel filo si riannoda con Romano e Maldini. Due giocatori diversi per caratteristiche e percorso, ma entrambi protagonisti dell’ottimo avvio rossoblù e capaci di conquistarsi spazio nelle scelte di Roberto Mancini.
Per Romano, giovane centrocampista ormai entrato nel giro azzurro, è un’altra conferma della crescita rapidissima degli ultimi mesi. Per Maldini rappresenta invece un ulteriore tassello nel percorso con la Nazionale, accompagnato dalle buone prestazioni offerte con il Cagliari.
Il dato non porta punti in classifica, ma racconta qualcosa del momento vissuto dal club. Dopo Marchetti e Cossu nel 2010, il Cagliari torna ad avere due propri calciatori contemporaneamente titolari con l’Italia.
Sedici anni dopo, i protagonisti hanno altri nomi: Alessandro Romano e Daniel Maldini. Un frammento di storia azzurra che, questa volta, parla nuovamente rossoblù.
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