Calcio Casteddu

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  • Maldini negativo al test sulle sostanze stupefacenti: è il momento delle querele

    Ieri la notizia più bella riguardante Daniel Maldini. In merito alla vicenda dell’incidente stradale avvenuto a Milano che lo ha coinvolto all’alba del giorno dopo il suo gol col Cagliari in casa dell’Atalanta. L’attaccante è infatti risultato negativo alle sostanze stupefacenti negli accertamenti effettuati all’ospedale meneghino di Niguarda.

    Il momento delle vie legali

    L’avvocato Danilo Buongiorno, che difende il figlio e nipote d’arte, poco dopo la divulgazione della notizia, in una nota stampa aveva scritto “di avere appreso da notizie apparse sul web della mancanza assoluta di qualsivoglia sostanza stupefacente e ciò contrariamente a quanto più volte pubblicato fino a domenica dai media”. A questo punti, annuncia il legale “Daniel Maldini, si riserva «di tutelarsi presso le opportune sedi a fronte delle gravi lesioni alla propria immagine ed alla propria persona subite ingiustamente da un particolare accanimento ed ingiustificato attacco mediatico da parte di più testate giornalistiche. Il motivo è ovvio e riguarda “le note gravi accuse allo stesso attinenti l’uso di sostanze stupefacenti”, riporta l”Unione Sarda oggi in edicola.

    Cagliari Calcio sempre dalla parte di Maldini

    Fin da subito il Club si è schierato, come vi abbiamo raccontato. Le ultime dichiarazioni, in ordine di tempo, sono state ieri quelle del presidente del Cagliari Tommaso Giulini e del tecnico Fabio Pisacane. Il primo ha parlato a Radio Anch’io Sport, affermando: “La posizione resta quella del genitore, quando si esce a bere qualcosa è sempre meglio non prendere la macchina“, il secondo invece a a Lissone, dove era presente all’incontro col designatore Daniele Orsato. “Mi fido di lui perchè possiede dei valori importanti. E non ho neanche dovuto dirgli chissà cosa: lui stesso mi ha detto come stavano le cose, cosa era successo e quale era il suo stato d’animo. Mi dispiace per quello che è successo dal punto di vista mediatico. Avrei voluto vedere cosa sarebbe successo se si fosse chiamato Pisacane e non Maldini“.

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  • Cagliari, Festa applaude i rossoblù: “Godiamoci questo momento”. E su Pisacane: “Parlano i risultati”

    Cinque giornate di campionato hanno regalato al Cagliari un inizio di stagione difficile da immaginare alla vigilia. I rossoblù hanno conquistato una posizione di classifica che alimenta entusiasmo e fiducia in vista del prosieguo del campionato. Un rendimento che ha colpito anche Gianluca Festa, ex difensore del Cagliari e dell’Inter, intervenuto in una lunga intervista concessa a La Nuova Sardegna.

    Festa non nasconde la sorpresa per quanto fatto dalla squadra di Fabio Pisacane, invitando però l’ambiente a vivere il momento con entusiasmo ma senza perdere equilibrio.

    “Un inizio di campionato di questo genere sembrava poter far parte solo dei sogni dei tifosi più accaniti. Invece è tutto vero e la prima cosa da fare è godersi il momento”.


    La forza del gruppo

    Alla base del rendimento rossoblù, secondo Festa, c’è soprattutto la compattezza della squadra. Un elemento che permette al Cagliari di affrontare le difficoltà delle singole partite senza perdere solidità e lucidità.

    “C’è da una parte la compattezza del gruppo che permette di avere solidità in campo e testa per affrontare i momenti difficili”, ha spiegato l’ex difensore.

    Un atteggiamento che, in questa fase della stagione, può diventare particolarmente importante. Per Festa, infatti, quando i risultati arrivano è fondamentale sfruttare il momento favorevole per accumulare più punti possibile: “Quando le cose girano nel verso giusto devi pensare a mettere più fieno in cascina per sfruttare tutto nei momenti più difficili”.


    “Il primo obiettivo resta la salvezza”

    L’attuale posizione in classifica permette inevitabilmente di guardare con ambizione alle prossime settimane, ma Festa invita a non modificare prematuramente gli obiettivi stagionali.

    Il sistema dei tre punti può infatti cambiare rapidamente gli equilibri: “Con i tre punti in palio il filotto di vittorie ti porta a schizzare in alto, in una posizione fantastica”.

    L’ex rossoblù considera la classifica attuale un risultato importante anche per la fiducia del gruppo: “Ovviamente si tratta anche di una classifica inattesa, che però porta tanti benefici sui giocatori sotto il profilo psicologico e che è un buon viatico per il proseguo del campionato”.

    La priorità, però, rimane chiara: «Il primo obiettivo è infatti la salvezza».


    Festa promuove Pisacane

    Tra gli artefici dell’avvio del Cagliari c’è inevitabilmente Fabio Pisacane. Festa guarda con attenzione al lavoro svolto dal tecnico, sottolineandone non soltanto i risultati ma anche l’atteggiamento mostrato davanti ai microfoni.

    “Per lui parlano i risultati. Dopo aver fatto bene con la Primavera, nella scorsa stagione ha portato la squadra alla salvezza. Ora c’è questa bella conferma con una fantastica partenza sprint”.

    Secondo Festa, uno degli aspetti più interessanti è proprio la capacità dell’allenatore di mantenere equilibrio nonostante il momento positivo: “Fabio mi piace anche perché, sentendo le interviste che rilascia, ha sempre un tono pacato. Non si fa trascinare dal momento ma dà l’esempio agli altri”.


    “Esaltarsi troppo sarebbe un errore”

    Il messaggio conclusivo dell’ex difensore rossoblù è dunque rivolto soprattutto alla gestione dell’entusiasmo. Il Cagliari può godersi la posizione conquistata dopo le prime cinque giornate, ma senza lasciarsi condizionare da una classifica che potrebbe ancora cambiare molto nel corso della stagione.

    “Esaltarsi troppo significherebbe solo darsi la zappa sui piedi”, ha concluso Festa, indicando nella capacità di mantenere concentrazione e umiltà uno degli aspetti fondamentali per dare continuità alla partenza del Cagliari.

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  • Udinese, Nani: «Il Cagliari? Se avessimo giocato altre dieci volte avremmo vinto dieci volte»

    La sconfitta contro il Cagliari ha allungato il momento negativo dell’Udinese, ma in casa bianconera non c’è intenzione di lasciarsi condizionare eccessivamente dagli ultimi risultati. Gianluca Nani, group technical director del club friulano, è intervenuto a Udinese Tonight su TV12 invitando a mantenere lucidità nell’analisi del percorso.

    Il dirigente ha sottolineato come, a suo giudizio, la squadra abbia raccolto meno di quanto prodotto nelle ultime giornate. «I dirigenti devono fare analisi al di là del risultato. Il mio obiettivo è quello di arrivare il prima possibile a 40 punti e poi guardare oltre, ma al momento non farei drammi».

    Nani ha quindi ripercorso le ultime partite: «Con il Como abbiamo pareggiato ma meritavamo di vincere, contro l’Inter ci mancavano tre giocatori fondamentali e siamo stati sfortunati, col Cagliari avremmo dovuto vincere. Non vedo situazioni di allarme. Siamo tranquilli, non facciamo drammi e continuiamo il percorso».


    Il ko contro il Cagliari e l’errore decisivo

    Nani ha anche analizzato più nello specifico la gara persa contro i rossoblù. Secondo il dirigente friulano, l’Udinese avrebbe avuto le occasioni e il controllo della partita per portare a casa il risultato, venendo invece punita da un episodio.

    «Il Cagliari non credo abbia mai tirato in porta, giocandola altre dieci volte l’avremmo vinta dieci volte. Ci siamo fatti gol da soli e ora commentiamo una sconfitta», ha dichiarato Nani.

    Sul gol decisivo di Daniel Maldini, il dirigente ha ricondotto la rete a una disattenzione difensiva, inserendola però nel normale processo di crescita di una squadra giovane: «Ogni volta che si subisce un gol è perché si commette un errore. Quando si ha una squadra giovane spesso si pensa a cosa si poteva fare meglio nei dettagli».

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  • Giuffredi: «Gaetano play? Un’intuizione di Angelozzi. Esposito? La trattativa più difficile»

    Mario Giuffredi torna a parlare dell’estate di Sebastiano Esposito. L’agente dell’attaccante è intervenuto al R Star Palermo Football Meeting, soffermandosi anche sulla lunga vicenda che ha accompagnato la separazione dal Cagliari e il successivo trasferimento al Sassuolo negli ultimi giorni di mercato.

    Giuffredi ha scelto di non entrare nei dettagli della trattativa, ma ha sottolineato quanto sia stato complicato il percorso per il suo assistito. Parole interessanti anche su Gianluca Gaetano, altro suo assistito.


    «Non scelgo in base ai soldi»

    Nel corso dell’evento, Giuffredi ha spiegato quali siano i criteri che considera prioritari quando deve indirizzare la carriera di un calciatore. Il procuratore ha messo in secondo piano l’aspetto economico, indicando invece nel rapporto con i dirigenti uno degli elementi decisivi.

    «Non i soldi, che mi hanno fatto fare le scelte sbagliate. Sono una cosa che non prendo in considerazione. Per me la cosa più importante è avere un dirigente serio di fronte a me, che vuole fare le cose fatte per bene».

    Il concetto è stato poi ribadito con un riferimento alla scelta della destinazione: «Se dall’altra parte trovo un dirigente che non stimo, può anche darmi più soldi, ma una persona intelligente indirizza il suo calciatore verso il dirigente più serio».


    Il caso Esposito: «La trattativa più difficile»

    Tra le operazioni che hanno maggiormente impegnato l’agente c’è proprio quella relativa a Esposito. Giuffredi ha definito la vicenda come la trattativa più difficile, precisando però che le problematiche non riguardavano il campo.

    «Le trattative sono tutte difficili. Sicuramente quella di Sebastiano Esposito, ma non per cose calcistiche».

    Sui motivi che hanno portato alla separazione dal Cagliari, il procuratore ha invece preferito mantenere il riserbo: «Preferisco non parlarne, è acqua passata. Mi dispiace che nella vicenda chi ha sofferto di più è stato il calciatore, ma alla fine la situazione si è risolta nel miglior modo possibile».


    Il retroscena Napoli

    Giuffredi ha poi svelato un retroscena di mercato: durante l’estate aveva provato a portare Esposito al Napoli. Un’ipotesi dal forte valore affettivo per l’attaccante, originario della città partenopea.

    «Quest’estate volevo mandare Sebastiano Esposito a Napoli, poi per mille cose non si è riuscita a fare. Mi è dispiaciuto, perché per un napoletano come Sebastiano andare a Napoli sarebbe stato il sogno da bambino che avrebbe realizzato».

    Con il passare del tempo, però, l’agente ha cambiato valutazione sulla possibile destinazione, arrivando a considerare il mancato trasferimento come un’opportunità per il giocatore: «Mi sono reso conto che per il giocatore poteva essere la scelta più sbagliata che potessi fare. E non potevo fare scelta migliore che mandarlo a Sassuolo».


    Il ruolo di Angelozzi nella crescita

    Infine, Giuffredi ha attribuito a Guido Angelozzi una parte importante nella crescita di Esposito durante l’esperienza al Cagliari. Il dirigente era stato infatti tra coloro che avevano puntato sull’attaccante e, secondo il suo agente, lo aveva sostenuto nel corso della stagione.

    «Deve ringraziare una sola persona, ossia Guido Angelozzi. Era il direttore che l’ha voluto a Cagliari, si è speso tantissimo per lui anche durante l’anno. E il direttore bravo è quello che ti sostiene».

    Per Giuffredi, il lavoro svolto in Sardegna ha contribuito alla maturazione del giocatore: «A fine campionato Sebastiano era un giocatore migliorato e questo grazie a lui».


    «Gaetano altra intuizione di Angelozzi»

    «Gaetano è un’altra idea vincente di Guido Angelozzi. Era già a Cagliari prima che arrivasse lui, ma era stato utilizzato in altri ruoli. Angelozzi ha avuto la lungimiranza di suggerire al suo allenatore di arretrarlo a play. Per il campionato che ha fatto meritava di fare un passo in avanti e per le sue caratteristiche non poteva esserci niente di meglio che essere allenato da Sarri». 

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  • Nicola Riva esalta il Cagliari: «Pisacane ha qualità innate, Maldini può diventare leader»

    Il grande avvio di stagione del Cagliari ha riportato entusiasmo nell’ambiente rossoblù. A sottolinearlo è Nicola Riva, Club Ambassador della società, intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva. Riva ha evidenziato soprattutto la soddisfazione di vedere la squadra nelle zone alte della classifica e di poter regalare una gioia importante ai propri tifosi.

    «È bellissimo stare lassù e occupare quelle posizioni in classifica – ha raccontato Riva –. Soprattutto è bello dare questa gioia ai tifosi. Vedere il Cagliari nella parte sinistra è sempre una grande soddisfazione».

    Un avvio che, come ammesso dallo stesso Riva, non era facilmente pronosticabile. La lunga sosta rappresenterà però un nuovo punto di partenza: «Nel calcio sappiamo che tutto può cambiare. Dopo la sosta sarà quasi come cominciare un nuovo campionato. Noi sappiamo quello che vogliamo fare e quali sono i nostri obiettivi. Il percorso di crescita è iniziato già l’anno scorso».


    Riva: «Pisacane, un allenatore di grande spessore»

    Una parte importante delle parole di Riva è stata dedicata a Fabio Pisacane. Il Club Ambassador ha sottolineato non soltanto le qualità tattiche del tecnico, ma anche la sua capacità di trasmettere al gruppo il significato di indossare la maglia del Cagliari.

    «Fabio si è rivelato subito un grande allenatore. È uno studioso di calcio, ma possiede anche qualità umane importantissime: è una grandissima persona».

    Secondo Riva, il passato da calciatore rossoblù ha permesso a Pisacane di comprendere fino in fondo la particolarità dell’ambiente: «Allenare il Cagliari è qualcosa di particolare. Fabio aveva già vissuto cosa significasse la sardità, rappresentare un popolo intero e non soltanto una squadra. Sta trasferendo tutto questo al gruppo».

    Da qui anche l’auspicio di una lunga permanenza sulla panchina rossoblù: «Ha delle doti innate, speriamo di tenerlo il più a lungo possibile con noi».


    Lo spirito di sacrificio alla base del rendimento difensivo

    Il rendimento della retroguardia è uno degli elementi che stanno caratterizzando l’avvio di stagione del Cagliari. Riva, però, preferisce concentrarsi sul comportamento collettivo più che sui semplici numeri.

    «Vorrei sottolineare lo spirito di sacrificio della squadra, inculcato dall’allenatore. È qualcosa che ti permette di resistere anche nei momenti di maggiore difficoltà durante una partita o nell’arco del campionato».

    Per il Club Ambassador, proprio la capacità di non arrendersi nelle fasi complicate può fare la differenza: «Se sei capace di resistere, poi qualcosa di buono arriva sempre. Dobbiamo avere questo spirito in ogni partita, perché quando vengono meno concentrazione e determinazione possono arrivare dei problemi».


    Il progetto giovani e la crescita di Maldini e Romano

    Nell’intervista Riva ha parlato anche della strategia del Cagliari, sempre più orientata sulla valorizzazione dei giovani e dei talenti italiani. Un percorso nel quale inserisce anche Daniel Maldini e Alessandro Romano.

    Su Maldini, Riva ha sottolineato la necessità di trovare continuità e responsabilità: «Ho sempre pensato che fosse tra i giovani calciatori italiani più talentuosi. Aveva bisogno di trovare la piazza giusta e di essere tra i leader. Le qualità tecniche non sono in discussione, il punto è la continuità».

    Il Cagliari, secondo Riva, può rappresentare proprio l’ambiente nel quale completare questo percorso: «Diventare leader in una squadra ed essere responsabilizzato può aiutarlo a crescere anche a livello personale».

    Infine, parole importanti anche per Romano, classe 2006: «Ha tutto per togliersi tante soddisfazioni e diventare uno dei migliori giocatori italiani. È una bella persona e si è messo subito a disposizione. Prima ancora di arrivare in Sardegna si è informato sulla storia del Cagliari e su chi fosse Gigi Riva».

    Un atteggiamento che, secondo il Club Ambassador, rappresenta uno degli elementi fondamentali per entrare nella famiglia rossoblù: «Conoscere la storia e le radici del Cagliari aiuta a dare qualcosa in più e a crescere».

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  • Quotidiani sportivi: le prime pagine di oggi

    Le aperture dei principali quotidiani sportivi italiani dedicano ampio spazio alle vicende del calcio di Serie A, con particolare attenzione alla Juventus, alle discussioni arbitrali e al ricordo di una leggenda come Sandro Mazzola.

    La Juventus è protagonista della prima pagina di Tuttosport, che apre sulla situazione legata agli infortuni in casa bianconera. “Juve, sembra scherzi a parte” è il titolo scelto dal quotidiano torinese, con il riferimento alle difficoltà fisiche della squadra. Al centro dell’attenzione c’è Jonathan David, attaccante francese già operato, mentre il tecnico Luciano Spalletti viene indicato come intenzionato a gestire la situazione con prudenza. Il giornale sottolinea inoltre il problema di Khephren Thuram e il timore per ulteriori stop in un momento delicato della stagione.

    Sempre Tuttosport dedica spazio al saluto del mondo del calcio a Sandro Mazzola, storica bandiera dell’Inter. La prima pagina evidenzia l’omaggio ricevuto dall’ambiente nerazzurro e il ricordo di una figura considerata centrale nella storia del club milanese.

    Sul Corriere dello Sport il tema principale riguarda invece il confronto sul sistema arbitrale e sul Var. Il titolo di apertura è dedicato a Daniele Orsato, con il designatore arbitrale che difende la linea adottata dopo le prime proteste stagionali. Secondo quanto riportato dal quotidiano, durante un incontro con gli allenatori sarebbe emersa la volontà di proseguire senza modificare l’impostazione attuale. Il bilancio citato riguarda gli errori arbitrali nelle prime giornate e il confronto con la stagione precedente.

    Ampio spazio viene inoltre riservato al Napoli e alle difficoltà successive alla sconfitta contro il Milan. Massimiliano Allegri, secondo il Corriere dello Sport, avrebbe espresso forte insoddisfazione dopo la prestazione della squadra, con l’obiettivo di sfruttare la sosta per ritrovare energia e recuperare alcuni giocatori.

    Tra gli altri temi presenti nelle prime pagine c’è anche la nazionale italiana. Roberto Mancini, intervistato da Tuttosport, parla del percorso degli azzurri e della necessità di riconquistare entusiasmo e risultati attraverso il lavoro.

    Le aperture sportive della giornata fotografano quindi un calcio italiano concentrato su infortuni, gestione tecnica, arbitraggi e memoria storica, con Juventus, Napoli e Inter al centro delle principali notizie.

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  • La giornata rossoblù su CalcioCasteddu: il riassunto

    Quotidiani sportivi: le prime pagine di oggi

    Caprile: “Questo gruppo dona felicità. Piedi per terra”

    Giulini/1: “Esposito chiedeva un ingaggio maggiore: degnamente sostituito da Maldini”

    Giulini/2: “Pisacane uomo perbene. Ora dovremo essere bravi a gestire questo momento”

    Cagliari, Maldini negativo al test sulle sostanze stupefacenti

    Romano e due concetti base: preparazione e approccio

    Pavoletti, nuova vita dopo il calcio: “Mi sto ricostruendo”

    Pisacane: “Stiamo andando oltre tutte le aspettative. Campionato duro, ma restiamo equilibrati e compatti”

    Felici, dieci giorni dopo l’intervento inizia la riabilitazione

    Italia, Mancini: “Non sono in credito per la vittoria degli Europei. Dobbiamo ritornare protagonisti”

    Serie A 2026/2027, rivivi la quinta giornata con la sintesi delle 10 partite giocate

    Maldini, la rivelazione di Giulini: “Anni fa provai a prenderlo per mandarlo in prestito all’Olbia”

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  • Italia, primo allenamento per Maldini e Romano

    La Nazionale italiana è entrata nel vivo della preparazione in vista dell’esordio in Nations League contro il Belgio, in programma venerdì a Roma. Dopo il raduno di ieri sera a Coverciano, gli azzurri hanno svolto il primo allenamento sotto la guida del commissario tecnico Roberto Mancini, che ha iniziato a delineare le prime idee tattiche per la nuova fase del percorso.

    Mancini parte dal 4-3-3

    Durante la seduta odierna il ct ha lavorato soprattutto sul 4-3-3, modulo provato con particolare attenzione nei movimenti senza palla. Non si tratta ancora di una scelta definitiva, considerando che Mancini aveva spiegato di non aver ancora deciso il sistema di gioco da utilizzare nelle quattro partite di questa finestra internazionale.

    Il primo allenamento, però, ha fornito un’indicazione precisa: il 4-3-3 rappresenta al momento una delle soluzioni principali. La squadra è stata coinvolta in esercitazioni tattiche con diversi giocatori provati in più ruoli, così da memorizzare i movimenti richiesti soprattutto nella fase difensiva.

    Lavoro sulla linea a quattro

    Mancini ha guidato personalmente la parte tattica. Prima dell’inizio della seduta, inoltre, il gruppo aveva svolto una riunione nell’Aula Magna del centro tecnico, con una prima analisi teorica del lavoro da svolgere sul campo. Il tecnico ha poi testato i movimenti della linea difensiva a quattro contro una fase offensiva composta da due centravanti e due esterni.

    Tra i temi più interessanti di questo raduno ci sono i nuovi volti chiamati da Mancini. Grande curiosità riguarda giocatori come Kouadio, Doumbia e il rossoblù Romano, alla prima convocazione con la Nazionale maggiore. Per loro si tratta della prima occasione per lavorare a stretto contatto con il gruppo azzurro e con lo staff tecnico. Non è una novità invece Daniel Maldini, che però torna dopo un lungo periodo difficile sciolto solo con uno strepitoso avvio di stagione con il Cagliari.

    Cambi

    L’unico assente iniziale è stato Ruggeri, che si unirà al gruppo nelle prossime ore dopo la chiamata arrivata per sostituire l’infortunato Dimarco. Lo stop dell’esterno dell’Inter porterà Mancini a valutare Calafiori come possibile soluzione nel ruolo di terzino sinistro nella linea a quattro, con Ahanor come alternativa.

    A centrocampo, invece, è stato convocato Ricci al posto dell’infortunato Cristante. La sfida contro il Belgio è ormai vicina e Mancini avrà a disposizione soltanto pochi allenamenti per definire le scelte.

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  • La Juventus cerca un portiere, ipotesi svincolati: anche Cragno si candida

    L’infortunio di Kamil Grabara ha cambiato i piani della Juventus per il reparto portieri. Lo stop del numero uno polacco, costretto a restare lontano dai campi per diversi mesi, ha lasciato scoperta la posizione di secondo portiere e spinto la società bianconera a valutare una soluzione immediata per completare la rosa a disposizione di Luciano Spalletti.

    La dirigenza juventina sta quindi analizzando diversi profili tra gli estremi difensori svincolati, alla ricerca di un giocatore con esperienza e affidabilità.

    La Juventus cerca un portiere esperto

    L’obiettivo del club non sarebbe quello di individuare un nuovo titolare, ma un elemento capace di ricoprire il ruolo di vice e garantire sicurezza nel periodo di assenza di Grabara.

    La scelta dovrebbe ricadere su un portiere abituato a gestire situazioni di pressione e con un percorso internazionale alle spalle. La Juventus valuta quindi con attenzione le opportunità disponibili sul mercato degli svincolati, cercando una soluzione che possa inserirsi rapidamente negli equilibri della squadra.

    Neto in vantaggio su Sergio Rico

    Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, tra i nomi presi in considerazione ci sono soprattutto Neto e Sergio Rico.

    Il giornalista di Sky Sport ha spiegato che le prossime ore potrebbero essere decisive per la scelta definitiva. Neto, portiere brasiliano con una lunga esperienza in Serie A e in campo internazionale, sarebbe attualmente leggermente favorito rispetto a Sergio Rico.

    La situazione, però, non sarebbe ancora definita e la Juventus starebbe valutando tutti gli aspetti prima di procedere con l’accordo.

    Tra le opzioni anche Alessio Cragno

    Tra i profili accostati alla Juventus figura anche Alessio Cragno. L’ex portiere del Cagliari, attualmente svincolato, è tornato disponibile dopo il recupero dal grave infortunio al tendine d’Achille che lo aveva fermato nei mesi scorsi.

    Cragno rappresenterebbe una soluzione con esperienza in Serie A e una conoscenza approfondita del campionato italiano. Dopo il lungo stop, il portiere classe 1994 è alla ricerca di una nuova opportunità per tornare protagonista.

    La decisione nelle prossime ore

    La Juventus vuole chiudere rapidamente il discorso per completare il reparto portieri e mettere a disposizione di Spalletti una rosa adeguatamente coperta.

    L’infortunio di Grabara ha modificato le strategie iniziali, ma il club punta ora a individuare un profilo in grado di garantire affidabilità fino al recupero del portiere polacco.

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  • Udinese-Cagliari, giovani tifosi insieme: scambio di sciarpe tra i bambini

    Il calcio vissuto dai più piccoli può diventare un momento di incontro e condivisione. In occasione di Udinese-Cagliari, i giovani tifosi delle due squadre hanno vissuto una giornata speciale all’insegna del rispetto e dei valori sportivi.

    Prima del match, i bambini delle due società si sono incontrati per uno scambio simbolico delle sciarpe, gesto che ha rappresentato l’inizio di un’esperienza comune sugli spalti.

    L’iniziativa è stata comunicata dai due club attraverso i rispettivi canali social e ha avuto come obiettivo quello di trasmettere ai più giovani un modo diverso di vivere la partita.

    Tifare con passione, rispettando l’avversario

    La giornata ha visto Udinese e Cagliari impegnate nel promuovere una cultura del tifo positivo, insegnando ai bambini a sostenere i propri colori con entusiasmo ma anche con rispetto verso chi indossa una maglia diversa.

    I piccoli sostenitori delle due squadre hanno condiviso il momento della gara, vivendo l’avversario non come un nemico, ma come una parte dello stesso gioco. Un messaggio che punta a valorizzare gli aspetti educativi dello sport e il ruolo del calcio come strumento di aggregazione.

    Il progetto Curva Futura del Cagliari

    L’iniziativa si inserisce nel percorso portato avanti dal Cagliari con il progetto Curva Futura, uno dei primi esempi in Italia dedicati al coinvolgimento diretto dei giovani tifosi.

    Da anni il club rossoblù riserva infatti un intero settore dello stadio ai soli bambini, creando uno spazio pensato per avvicinare le nuove generazioni al calcio attraverso partecipazione, entusiasmo e valori positivi. La Curva Futura rappresenta un modello di tifo giovanile nel quale il sostegno alla squadra si unisce alla formazione di una nuova cultura sportiva.

    Un messaggio oltre il risultato

    La sfida tra Udinese e Cagliari è diventata così anche un’occasione per ricordare che il calcio non è soltanto competizione.

    Attraverso gesti semplici come lo scambio delle sciarpe e la condivisione degli spalti, i due club hanno voluto sottolineare l’importanza del rispetto reciproco e della passione vissuta in modo sano.

     

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