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Lo aveva detto durante la sua presentazione: “Perché rendevo a Monza? Lì mi sentivo importante”. Detto fatto. A Cagliari il talento di Daniel Maldini è stato subito messo al centro del villaggio da Fabio Pisacane, ma anche dalla società e dai tifosi che lo hanno accolto senza badare al cognome. I risultati sono arrivati subito e la carriera dell’attaccante ha ripreso una parabola ascendente.
Il grande inizio di stagione di Daniel Maldini la ha aiutato a ritrovare subito anche il riconoscimento della Nazionale italiana. Il trequartista del Cagliari, protagonista nelle prime giornate di campionato, è stato convocato dal commissario tecnico Roberto Mancini e per il suo allenatore Fabio Pisacane si tratta di una grande soddisfazione.
A margine dell’incontro tra i vertici arbitrali e i rappresentanti dei club di Serie A, svolto nella sala conferenze dell’International Broadcast Center di Lissone, il tecnico rossoblù è intervenuto ai microfoni di Radio TV Serie A e dei media presenti, soffermandosi sul percorso del giocatore.
“Daniel dopo cinque giornate si è tolto la soddisfazione di andare in Nazionale”, ha dichiarato l’allenatore del Cagliari. “Deve avere quella continuità che gli è mancata negli ultimi anni”, ha spiegato Pisacane. “Pensiamo che Cagliari possa essere l’ambiente giusto, ci sono le persone giuste che lo possono accompagnare su questa strada”. fiducia dell’ambiente.
Anche il presidente Tommaso Giulini ha raccontato il percorso del giocatore in Sardegna. Intervenuto nella trasmissione di RAI Radio 1 “Radio Anch’io Sport”, condotta da Filippo Corsini e Guido Ardone, il numero uno del Cagliari ha parlato del talento del classe 2001 e dell’obiettivo del club nei suoi confronti.
“Lo seguivamo già da parecchi anni”, ha raccontato il presidente rossoblù. “Ha un talento pazzesco, magari non è ancora riuscito ad esprimersi al meglio”, ha dichiarato. “La nostra sfida sarà quella di fargli fare quel passo in più che ancora non è riuscito a compiere”, ha aggiunto Giulini.
E poi c’è forse la parte più importante per Maldini, ovvero una piazza che l’ha già adottato. Come fu per Daniele Conti, arrivato in Sardegna con un peso enorme dato dal suo cognome, anche per l’ex Atalanta l’Isola sembra davvero essere l’ambiente giusto per liberare il suo talento da ogni incombenza.
Il caso mediatico sul suo incidente ha dimostrato questo. Ovvero una piazza intera che l’ha difeso e protetto da un assalto mediatico forse eccessivo, quasi alla forzatura dello scandalo. I tifosi non l’hanno giudicato e non l’avrebbero fatto nemmeno nella peggiore delle ipotesi, perché la piazza di Cagliari non l’ha mai fatto, e casi di veri bad boys non sono mancati nella storia rossoblù.
Maldini però è tutt’altro che un bad boy: è un ragazzo molto timido che ha bisogno di sentirsi ben voluto per poter restituire in campo i sentimenti positivi. Cagliari sta riuscendo a dargli questo, trasmettergli calma e fiducia. Che si chiamino Maldini o Conti, a Cagliari l’aspetto umano è sempre venuto prima di tutto.
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Il grande avvio di stagione del Cagliari porta la firma anche delle parate di Elia Caprile. Il portiere rossoblù è diventato uno dei protagonisti principali della squadra allenata da Fabio Pisacane, contribuendo con interventi decisivi ai risultati ottenuti nelle prime giornate di campionato.
A parlare del numero uno del Cagliari è stato il presidente Tommaso Giulini, intervenuto nella trasmissione di RAI Radio 1 “Radio Anch’io Sport”, condotta da Filippo Corsini e Guido Ardone.
Giulini ha raccontato il percorso che ha portato Caprile a confermarsi in Sardegna nonostante l’interesse di altri club. “Per Caprile quest’estate ci sono stati parecchi interessamenti ma Elia era convinto di rimanere a Cagliari”, ha spiegato il presidente rossoblù.
Secondo Giulini, il portiere aveva già percepito le potenzialità del gruppo e la possibilità di vivere una stagione importante. “Sentiva che in questa stagione avremmo potuto fare qualcosa di importante. Per ora i fatti gli stanno dando ragione, sono felice per lui e per noi”, ha aggiunto.
Le prestazioni di Caprile sono state uno degli elementi fondamentali del percorso del Cagliari. Il portiere ha dato sicurezza alla squadra e si è rivelato decisivo in diverse occasioni, confermando le aspettative riposte su di lui.
Per Giulini, il livello raggiunto dall’estremo difensore lo colloca tra i migliori interpreti italiani del ruolo. “Credo che dopo Donnarumma, lui e Carnesecchi siano oggi i portieri più forti in Italia”, ha dichiarato il presidente del Cagliari.
“Ci sta che in Nazionale, quando hai dei titolari inamovibili come Donnarumma, ci possano anche essere logiche diverse”, ha spiegato. Il messaggio per Caprile resta comunque quello di continuare a lavorare. “Elia deve continuare a lavorare, non è detto che magari una convocazione per lui non arrivi al prossimo giro”, ha concluso Giulini.
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Dopo un anno ieri Andrea Belottiè tornato al gol. E lo ha fatto scegliendo una maniera tutt’altro che banale. Andrea Belotti, entrato dalla panchina nella sfida di Serie B tra Modena ed Empoli, ha impiegato appena pochi minuti per lasciare il segno, realizzando in rovesciata la rete del momentaneo pareggio dei gialloblù.
“Presentarsi al Braglia così era quasi un sogno – ha detto Andrea Belotti in sala stampa dopo la marcatura – fare un gol di questa caratura non è da tutti i giorni, per me questo è un gesto importante perché ti può aiutare in tante situazioni della partita, noi attaccanti siamo abituati a dover giocare spalle alla porta, non è facile, e nel corso degli anni ho cercato di perfezionare questo gesto, sono contento di averlo esibito qui in casa “.
“Lo scorso anno con la maglia del Cagliari, purtroppo ho avuto un infortunio particolare e avevo bisogno di ritrovare continuità, non è stato difficile scegliere di scendere di categoria, è stato una scelta ponderata e sono contento di averla fatta. So che c’è ancora da lavorare, non avendo fatto il ritiro non è sempre semplice rientrare in dinamiche di squadra. Ho però avuto la fortuna che durante tutto questo periodo in cui ero a casa ho lavorato più duramente e l’obiettivo mio era arrivare già pronto in una squadra. Poi è chiaro a livello di condizione di 90 minuti non ti lo so dire quando ci arriverò, sono contento che arriva questa sosta di tre settimane per entrare meglio in condizione. Segnando ho provato una grandissima emozione, perchè purtroppo l’anno scorso ho avuto quel brutto infortunio in un momento in cui stavo benissimo, so quello che ho passato, perchè amo questo sport ogni giorno come se fossi ancora un ragazzino. Essere tornato al gol un anno dopo mi ha fatto esplodere di gioia, sono andato a indicare la mia famiglia che mi ha aiutato tantissimo in un momento difficile e questo gol è dedicato loro. L’obiettivo? Mi piace pensare partita per partita, il focus deve essere sul portare tre punti a casa, sono una a cui piace alzare l’asticella volta per volta, non mi piace avere degli obiettivi fissi“
La rete assume un sapore particolare anche guardando agli ultimi mesi del centravanti bergamasco. Nella passata stagione Belotti aveva vestito la maglia del Cagliari, chiudendo la sua esperienza rossoblù con 8 presenze e 2 gol in Serie A. In estate il rapporto con il club sardo non era proseguito e il centravanti aveva poi scelto il Modena per ripartire dalla Serie B. Contro l’Empoli è arrivato finalmente il momento che cercava: panchina, ingresso in campo e gol quasi immediato. Non un semplice tap-in, ma una rovesciata capace di trasformare pochi minuti in una piccola dichiarazione d’intenti.
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Nella trasmissione Radio Anch’io Sport, su Rai Radio 1, nella sua intervista, sono stati vari gli argomenti toccati dai colleghi Filippo Corsini e Guido Ardone col presidente del Cagliari Tommaso Giulini. Uno è stato ovviamente quello inerente Daniel Maldini.
“Daniel lo seguivamo da parecchio. Anni fa, come Cagliari Calcio, avevamo una fortissima collaborazione con la città e con la squadra dell’Olbia, che purtroppo quest’anno non è riuscita a iscriversi (niente Eccellenza dopo la retrocessione dalla D e ripartenza con una una nuova società. Già all’epoca, quando l’Olbia giocava in Lega Pro – ricorda Giulini – avevamo provato, ancor prima che lui iniziasse in Serie A, a provare a prenderlo in prestito appunto per l’Olbia. Quindi sono anni che lo seguiamo e anni che sappiamo che è un talento è un grande è un talento pazzesco, ma che magari ancora non era non era riuscito a esprimersi al meglio. Oggi è la nostra sfida e anche la sua quest’anno, per cercare di fare quello step che in questi anni ancora ancora non era riuscito a fare. Siamo convinti che che ce la possa fare. Ci siamo trovati quest’estate in una situazione un po’ antipatica con un nostro calciatore che che riteneva di di non guadagnare a sufficienza per la maglia del Cagliari e per giocare nel Cagliari e direi che l’abbiamo ottimamente sostituito con Maldini. La bravata della settimana scorsa? Abbiamo agito come dei buoni genitori, ricordandogli che se desidera bere qualche bicchiere, è sempre meglio non mettersi alla guida e farsi accompagnare. Sono contento per la chiamata in Nazionale di Daniel“.
L’attaccante del Cagliari (in gol sabato a Udine dopo aver segnato contro Lecce e Atalanta (sue fresca ex squadra) è risultato negativo alle sostanze stupefacenti negli accertamenti effettuati all’ospedale Niguarda. Il risultato del test è stato al di sotto del limite di cut-off. Gli esiti degli accertamenti disposti dagli investigatori della Polizia locale sono quindi stati definiti «non compatibili» con una condizione di guida in stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti.
È importante tenere distinti i due aspetti della vicenda. Il risultato negativo riguarda infatti esclusivamente le sostanze stupefacenti. Dopo l’incidente, Maldini era invece risultato positivo all’etilometro e la Polizia locale gli aveva ritirato la patente. La documentazione raccolta dagli investigatori sarà trasmessa alla Procura. Nell’incidente erano rimaste lievemente ferite cinque persone.
.@CagliariCalcio, Pisacane: “Maldini? Se si fosse chiamato ‘Pisacane’ avrei voluto vedere cosa sarebbe successo” pic.twitter.com/RU98mW6zge
— Gianluca Di Marzio (@DiMarzio) September 21, 2026
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Il nuovo corso con il rientrante Roberto Mancini è iniziato oggi a Coverciano con la conferenza stampa del CT dell’Italia, in vista dei primi 4 impegni di Nations League, contro Quattro due volte la Turchia, il Belgio e la Francia.
“Ieri quando sono tornato ero molto felice, abbiamo passato momenti molto belli insieme. Per me è un grande piacere. Per vincere devi essere una squadra che gioca bene e si diverte. Questo è il nostro concetto. Per avere una squadra forte in futuro dobbiamo essere veloci nel capire i giocatori che possono darci una mano, specialmente i giovani. Vogliamo vederli sul campo. Diana Bianchedi? Ha fatto la storia di uno sport, la conoscevo da tempo. Cosa porto? Il calcio si evolve, cercheremo di fare qualcosa di positivo, ci vorrà del tempo. Bello avere giocatori come Palestra, Dimarco e Calafiori. Nel 2021 avevamo una Nazionale con giocatori piccoli, ora siamo di livello anche dal punto di vista fisico. Troppi calciatori stranieri? Dobbiamo trovare la soluzione a questo problema. Serve trovare giocatori che abbiano qualità tecniche sperando che possano fare il salto di qualità nei loro rispettivi club. Perchè molti giovani? Non dobbiamo conoscere i big, serve conoscere le potenzialità dei nuovi ragazzi nel gruppo azzurro. Iniziamo subito per farci trovare pronti in queste 4 partite impegnative. Ringrazio Baldini, che ha lasciato un buon terreno alla nostra Nazionale. Vogliamo vedere tutti i giovani senza lasciare nulla al caso. I giocatori esperti devono essere pronti a dare una mano.
“I giovani spero siano spensierati in modo da far riuscire la giocata in partita e durante gli allenamenti. Voglio una squadra dominante, partiamo dalla voglia di vincere. Pensiamo in positivo, qualcosa nei prossimi 4 anni porteremo a casa. Di giocatori ne capisco. Essendo all’inizio ci sono giocatori con differente minutaggio nei vari campionati. Chi ha minuti nelle gambe parte avanti. Valuteremo anche questo aspetto nelle partite che andremo ad affrontare. Onestamente sono convinto che il mix tra esperienza e giovani funziona. Siamo quelli giusti e voglio vincere nuovamente con la Nazionale. “Ho sempre pensato che in Italia si giocasse a un ritmo inferiore per i troppi falli fischiati. Questo nuovo metro di giudizio lo apprezzo molto. Pochi gol? Il fatto che nel nostro campionato sia sparito lo 0-0 è molto più divertente. Sicuramente ci saranno partite senza gol. Tornando alla nazionale, parto per avere una squadra che domina, che gioca bene, che dia sempre il massimo. Non si può sempre vincere ma noi partiremo per fare questo, per vincere. Siamo tutti positivi. Ho parlato col presidente Malagò, è tranquillo ma noi dobbiamo pensare al nostro lavoro a cominciare dalla partita col Belgio”.
Dopo Cristante (sostituito da Ricci) out anche Dimarco dopo la visita medica effettuata in mattinata al Centro Tecnico Federale di Coverciano. Al suo posto il ct ha convocato il difensore dell’Aston Villa Matteo Ruggeri.
Portieri: Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Massimo Pessina (Bologna), Guglielmo Vicario (Juventus);
Quattro impegni importanti per l’Italia in Nations League. Due volte la Turchia, il Belgio e la Francia del neo arrivato Zinedine Zidane.
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La serie A, con le cinque gare giocate ieri (che hanno fatto il paio con l’anticipo di venerdì e i quattro incontri di sabato) si ferma per la lunga sosta delle nazionali. In testa ci sono tre squadre: Inter-Roma, la sorpresa Lazio e la meraviglia Cagliari al quarto poso in piena zona Champions. I rossoblù si godono questo gran momento che (terminerà con gli anticipi di sabato 10 ottobre) e domenica 11, con tre punti di vantaggio, ospiterà alle 20.45 alla Unipol Domus, la Juventus.
Monza-Sassuolo 2-1 (venerdì)
Udinese-Cagliari 0-1 (sabato)
Bologna-Torino 1-1 (ieri)
Roma-Inter 2-2 (sabato)
Venezia-Lazio 0-2 (sabato)
Fiorentina-Napoli 1-1 (ieri)
Frosinone-Como 2-1 (ieri)
Parma-Genoa 2-1 (ieri)
Juventus-Atalanta 2-0 (ieri)
Milan-Lecce 3-0 (ieri)
6^ GIORNATA
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“Dopo l’intervento al ginocchio destro effettuato la scorsa settimana dal Prof. Mariani, @mattiafelici75 ha iniziato il percorso di fisioterapia presso la nostra struttura. L’atleta proseguirà il programma riabilitativo con noi per i prossimi 45 giorni, con un confronto costante con lo staff medico del @cagliaricalcio per monitorare progressi ed evoluzione del percorso”.
L’episodio era accaduto durante la ripresa della sfida tra Cagliari e Lecce. Felici era entrato in campo al posto di Fazzini e, dopo appena una manciata di minuti, è stato costretto a fermarsi per il dolore al ginocchio. Gli esami successivi hanno purtroppo confermato la gravità dell’infortunio.
“Mattia Felici è stato sottoposto alla ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Contestualmente sono state effettuate anche le suture del menisco laterale e del menisco mediale. A eseguire l’intervento è stato il professor Pier Paolo Mariani. Si chiude così la prima, delicata fase successiva all’infortunio. Una notizia certamente positiva nell’ambito di una situazione che costringerà il giocatore a un percorso riabilitativo lungo e graduale. Il Cagliari, nel proprio report medico, non ha indicato una tempistica precisa per il ritorno all’attività agonistica. Considerando il recente passato del ragazzo, già colpito nella scorsa stagione da un altro grave infortunio al ginocchio sinistro, il suo campionato 2026-27 potrebbe essersi già concluso. Per il Cagliari si tratta di un’assenza significativa all’interno delle rotazioni offensive. Le caratteristiche di Felici, capace di offrire accelerazione, uno contro uno e soluzioni sulle corsie, rappresentano infatti una risorsa importante per la squadra. In questa fase, però, il campo passa inevitabilmente in secondo piano. La priorità è il completo recupero del calciatore, con il primo ostacolo rappresentato dall’intervento chirurgico ormai superato con successo. Da qui comincia un nuovo percorso: meno visibile rispetto alle domeniche di campionato, fatto di terapie, lavoro quotidiano e piccoli progressi. L’obiettivo finale resta quello di riconsegnare Mattia Felici al Cagliari nelle migliori condizioni possibili. In bocca al lupo, ragazzo”.
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Questa mattina a Lissone era presente (all’incontro col designatore Daniele Orsato) anche il tecnico del Cagliari Fabio Pisacane. Intercettato dai colleghi di Sportitalia, ha parlato del grande avvio di stagione della sua squadra e di Daniel Maldini.
“Come ho detto a Udine sabato a fine gara, dobbiamo rimanere equilibrati e compatti, dopo la sosta inizia un nuovo campionato. Siamo felici di aver iniziato in questa maniera, ma consapevoli che sarà lunga e e tortuosa, con difficoltà e ostacoli. Il nuovo metodo arbitrale che si sta ora utilizzando indubbiamente piace, perchè ci avviciniamo alla Premier come tempo effettivo: è tanta roba e i complimenti vanno fatti a tutti, soprattutto agli arbitri e al designatore, che ci ha messo del suo. Come è giusto quando le cose non vanno dirlo, è giusto fare un grande applauso agli arbitri perché lo meritano”.
“Daniel dopo 5 giornate si è tolto la soddisfazione di andare a Coverciano. Deve avere la continuità mancata negli ultimi anni, Cagliari è l’ambiente giusto con le persone giuste per accompagnarlo su per accompagnarlo su questa strada”.
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“Gli obiettivi non si descrivono a settembre dopo qualche vittoria, se molliamo la presa adesso poi le cose si fanno difficili, come è successo in Coppa con il Verona. Certamente questa è una vittoria che vale doppio, perché ci sono gare dove dobbiamo essere belli e altre dove bisogna essere forti e siamo stati forti. La sofferenza non mi preoccupa se è organizzata, bisogna avere animo battagliero. Onestamente devo dire che la nostra vittoria non rende giustizia a quanto fatto dall’Udinese, che è stata costruita per altri obiettivi”. Abbiamo vinto su un campo di prima fascia”,
The post Pisacane: “Stiamo andando oltre tutte le aspettative. Campionato duro, ma restiamo equilibrati e compatti” appeared first on Calcio Casteddu.
Il calcio giocato è alle spalle, ma il legame con il Cagliari resta intatto. Leonardo Pavoletti, ospite della Festa dello Sport di Carloforte, ha raccontato a Radio San Pietro il momento che sta vivendo dopo il ritiro dal professionismo, tra nuovi progetti, corsi di formazione e la ricerca di una strada diversa.
Guardando l’ottimo avvio di stagione dei rossoblù, l’ex capitano non nasconde un pizzico di nostalgia. Ha spiegato che gli dispiace non poter vivere da protagonista questo momento, ma allo stesso tempo è “molto felice per il Cagliari e per il campionato che sta disputando“. Adesso, però, la priorità è reinventarsi: “Mi sto ricostruendo“, ha raccontato, sottolineando la volontà di frequentare corsi e acquisire nuove competenze.
Pavoletti ha descritto con serenità il passaggio da calciatore a ex professionista. Una vita diversa, senza allenamenti e partite a scandire ogni giornata, ma anche ricca di possibilità.
La sua curiosità, ha spiegato, rappresenta uno stimolo importante. L’obiettivo è mettersi nuovamente in gioco, costruendo autonomamente un percorso professionale ancora tutto da definire.
Impossibile, infine, non tornare al gol di Bari del giugno 2023, quello che riportò il Cagliari in Serie A e consegnò Pavoletti alla memoria collettiva rossoblù.
L’ex attaccante continua a percepire quotidianamente l’affetto dei tifosi, a Cagliari e nel resto della Sardegna. Essere riuscito a rendere felice un intero popolo resta uno dei ricordi più profondi della sua carriera.
Il pallone non scandisce più le sue giornate, ma Pavoletti e il Cagliari continuano a viaggiare sullo stesso filo emotivo. Ora davanti c’è una nuova partita, forse la più imprevedibile: capire quale sarà il prossimo capitolo della sua vita.
The post Pavoletti, nuova vita dopo il calcio: “Mi sto ricostruendo” appeared first on Calcio Casteddu.
Una decisione maturata senza calcoli, tabelle o valutazioni sulle possibilità di giocare. Alessandro Romano, protagonista di un eccellente avvio di stagione con il Cagliari, ha raccontato al quotidiano svizzero Blick i motivi che lo hanno portato a scegliere definitivamente la Nazionale italiana dopo aver attraversato tutte le selezioni giovanili della Svizzera.
Il centrocampista ha spiegato di aver seguito soprattutto le proprie sensazioni: “L’ho sentito nel cuore“. Nessun confronto tra opportunità sportive, tornei disputati o prospettive di impiego. Romano ha sottolineato come la scelta non sia stata contro la Svizzera, ma a favore dell’Italia, Paese dei suoi genitori e dei suoi nonni e nel quale vive calcisticamente dal trasferimento alla Roma nel 2022. “Mi sono sentito a casa e sicuro in Italia molto rapidamente. I miei genitori hanno fatto tutto il possibile per sostenermi
Nel percorso verso l’azzurro ha avuto un peso anche l’attenzione ricevuta dalla FIGC. Romano ha raccontato che i primi contatti risalgono già al periodo dell’Under 17. Più recentemente è stato Claudio Ranieri, che lo aveva conosciuto alla Roma, a riallacciare i rapporti. Poi è arrivato il coinvolgimento diretto del commissario tecnico Roberto Mancini.
Per Romano, essere seguito personalmente sia da Mancini sia dal ct svizzero Murat Yakin ha rappresentato un motivo d’orgoglio. Entrambi, inoltre, si sono recati a vedere dal vivo alcune partite del Cagliari.
Nell’intervista emerge anche un dettaglio interessante sul suo impatto immediato in Sardegna. Durante le vacanze trascorse a Zurigo, Romano ha lavorato insieme al padre e ha studiato diverse partite del Cagliari per comprendere in anticipo le idee tattiche di Fabio Pisacane.
La preparazione ha dato frutti rapidamente: titolare in Serie A, subito a segno all’esordio e ormai elemento centrale del centrocampo rossoblù.
Ora Romano può concentrarsi completamente sul presente: Cagliari e Nazionale italiana, due strade che in poche settimane hanno preso velocità insieme. Con una marcia in più: “Nel frattempo, ho anche imparato a cucinare da mia madre. La nutrizione è molto importante se vuoi dare il massimo risultato. Il calcio è la mia vita e do tutto per raggiungere i massimi obiettivi possibili“.
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