Zbigniew Boniek, una delle icone del calcio polacco e protagonista della Juventus anni ’80, è tornato a parlare del suo passato in bianconero e del club di oggi in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Le sue parole, come sempre, non sono passate inosservate: tra nostalgia, aneddoti e riflessioni, l’ex numero 11 ha offerto uno sguardo privilegiato sulla Vecchia Signora di ieri e di oggi.
“Alla Juve era tutto diverso: campioni ovunque e regole ferree”
Boniek ricorda con affetto e lucidità il suo approdo a Torino: arrivava dalla Polonia da giocatore già affermato, ma l’impatto con la Juventus fu comunque impressionante. “La Juve era una delle squadre più forti del mondo, piena di campioni veri: gente come Vialli e Baggio, giocatori che hanno scritto pagine di storia”, spiega l’ex bianconero, sottolineando come il livello tecnico e carismatico del gruppo di allora fosse difficilmente replicabile.
L’atmosfera era completamente diversa da quella odierna, anche nei dettagli più curiosi. Boniek ha raccontato, sorridendo, l’attenzione maniacale di Giampiero Boniperti: “Chiamava mia moglie: Tutto bene, signora? Dica a suo marito che deve tagliarsi i capelli”. Un aneddoto che fotografa perfettamente lo stile Juve di quegli anni.
“Oggi è una Juve come le altre”
L’ex fantasista non si nasconde quando gli viene chiesto un giudizio sulla Juventus attuale: vede buoni giocatori, ma non più quella dimensione iconica che il club aveva nei suoi anni in campo.
“Una volta chiunque voleva vendere un calciatore chiamava la Juve per prima”, ricorda. “Oggi è una squadra come le altre”.
Una riflessione che racconta non solo l’evoluzione della Juventus, ma anche i cambiamenti del calcio moderno, sempre più globalizzato e sempre meno legato ai vecchi equilibri di potere.
Agnelli, lo scudetto e il confronto col passato
Boniek ha commentato anche un episodio legato ad Andrea Agnelli, presente in campo a parlare ai tifosi dopo uno scudetto:
“L’avvocato (Gianni Agnelli, ndr) si sarà rigirato nella tomba. Non che quel gesto sia sbagliato, ma ormai lo fanno tutti. Una volta la Juve non aveva bisogno di certe scenografie”.
Pur non volendo “parlare male di nessuno”, l’ex juventino rimarca la differenza tra le epoche, tra un club che dettava lo stile e uno che oggi segue mode ormai diffuse.
Platini, l’amicizia e l’ingiustizia subita
Inevitabile un passaggio su Michel Platini, compagno d’attacco e leggenda bianconera.
Boniek chiarisce però un punto: “Non eravamo veri amici, solo due stranieri molto diversi”. A unirli furono soprattutto le rispettive compagne, diventate amiche durante gli anni torinesi.
Sul caso che ha coinvolto Platini in Uefa, Boniek è netto: “Ha subito un’ingiustizia. È una persona onesta, brava, buona”.
Un attestato di stima importante che conferma il rispetto reciproco costruito negli anni.
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