Il Comitato Nazionale dell’Associazione Italiana Arbitri, nel rispetto delle disposizioni introdotte dalla recente riforma associativa e in attuazione dell’art. 10-bis del Regolamento Associativo, ha individuato in DomenicoMessina il nuovo Direttore Tecnico dell’AIA. Inizierò il suo lavoro dal prossimo primo luglio
La nota
“Tale attività si inserisce nel percorso di rinnovamento organizzativo dell’Associazione e consentirà di garantire il tempestivo avvio delle attività attribuite alla nuova figura tecnica a partire dal 1° luglio 2026. L’individuazione di Domenico Messina è avvenuta con grande senso di responsabilità, nella consapevolezza dell’importanza strategica che il Direttore Tecnico rivestirà per lo sviluppo, il coordinamento e la valorizzazione del patrimonio tecnico arbitrale nazionale. Il profilo di Messina rappresenta una sintesi di esperienza internazionale, competenza tecnica e profonda conoscenza del sistema arbitrale italiano, maturate nel corso di una carriera che lo ha visto protagonista ai massimi livelli.
Con questa scelta, il Comitato Nazionale conferma la volontà di affidare la nuova struttura tecnica associativa a una figura di assoluto prestigio, capace di accompagnare l’Associazione Italiana Arbitri nelle sfide future, garantendo continuità, competenza e una visione orientata alla crescita tecnica dell’intero movimento arbitrale.
La scheda di Messina
Arbitro CAN dal 1995 al 2007 (192 presenze in Serie A e due finali di Coppa Italia 1999 e 2006)
Arbitro Internazionale dal 1998 al 2007 (Top Class dal 2001 al 2005)
Componente CAN PRO nella stagione 2009/2010
Componente CAN B nella stagione 2010/2011
Responsabile CAN B dal 2011/2012 al 2013/2014
Responsabile della CAN dal 2014/2015 al 2016/2017
Componente CAN nella stagione 2022/2023
Osservatore UEFA dal 2010
Osservatore CAN e CON Prof dal 2008
Premio Giorgio Bernardi 1996
Premio Giovanni Mauro nel 2001
Premio Claudio Pieri 2021
Percorso estero
Negli ultimi anni Domenico Messina ha guidato le commissioni arbitrali delle Federazioni di Cipro e Serbia.
Indagini ancora in corso
Secondo Gazzetta.it prosegue il caos per gli arbitri. Infatti, parallelamente all’inchiesta del pm Ascione (che ha indagato l’ex designatore Rocchi e altri quattro arbitri) è stato aperto anche un altro filone, relativo alle dismissioni degli arbitri. Sarebbe infatti emerso un passaggio poco chiaro del regolamento riguardo al conteggio degli anni di anzianità dei direttori di gara. Com’è noto, gli arbitri che raggiungono un cumulo di 10 stagioni tra serie A e B possono essere confermati in organico soltanto se terminano la stagione entro il 25esimo posto nella graduatoria di merito finale. Su questo poggia appunto il caso-Dionisi con il relativo esposto, secondo il quale ci sarebbero state scelte sospette sugli osservatori e sui voti che avrebbero garantito al “decenne” Rapuano il 25esimo posto penalizzando Ferrieri Caputi e condannando indirettamente Dionisi (che sarebbe l’ultimo dei dismessi per graduatoria in caso di permanenza nei ruoli di Rapuano). L’altro dismesso sarebbe Massimi, ultimo in graduatoria.
Una normativa più volte cambiata
Sempre secondo il portale della rosea, non è detto che Rapuano non si sarebbe salvato a prescindere. E non è detto che non si salvino a questo punto anche Abisso e Pezzuto, altri due che avrebbero raggiunto la fatidica soglia delle 10 stagioni e che a quanto risulta sarebbero fuori dai primi 25. Va ricordato che, nel 2023 si stabilì che fini dell’anzianità di servizio non venissero considerate le stagioni 2021-22 e 2022-23 e si riprendesse il conteggio dalla stagione 2023-24: una sorta di “cuscinetto”. Così, alcuni arbitri – tra cui Rapuano – arriverebbero a dieci anni. E fin qui tutto chiaro. C’è però un problema, non da poco. La normativa è stata ulteriormente cambiata l’anno scorso, lasciando sorgere molti dubbi e a due diverse correnti. Una che non considera il cuscinetto – e secondo cui gli arbitri che superano i dieci anni d’anzianità sarebbero dismessi – e una per cui entrando in vigore il nuovo regolamento dal 1° luglio 2025, le stagioni “congelate” diventerebbero quattro, e si riprenderebbe a contare da quella appena conclusa. Quattro anni di stop possono fare tutta la differenza del mondo.
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