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Oggi arriva un primo importante passo verso il recupero di Mattia Felici. L’esterno rossoblù è stato infatti sottoposto nella giornata odierna a un intervento chirurgico al ginocchio destro, resosi necessario dopo il serio infortunio riportato dal calciatore contro il Lecce.
La società ha comunicato ufficialmente che l’operazione è perfettamente riuscita. Felici è stato operato presso la clinica Villa Stuart di Roma, struttura di riferimento nel campo della traumatologia sportiva.
Nel dettaglio, Mattia Felici è stato sottoposto alla ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Contestualmente sono state effettuate anche le suture del menisco laterale e del menisco mediale. A eseguire l’intervento è stato il professor Pier Paolo Mariani.
Si chiude così la prima, delicata fase successiva all’infortunio. Una notizia certamente positiva nell’ambito di una situazione che costringerà il giocatore a un percorso riabilitativo lungo e graduale. Il Cagliari, nel proprio report medico, non ha indicato una tempistica precisa per il ritorno all’attività agonistica. Considerando il recente passato del ragazzo, già colpito nella scorsa stagione da un altro grave infortunio al ginocchio sinistro, il suo campionato 2026-27 potrebbe essersi già concluso.
Per Felici sono ora previsti alcuni giorni di riposo prima dell’inizio dell’iter riabilitativo. Sarà proprio l’evoluzione del recupero, sotto la supervisione dello staff medico e dei professionisti che seguiranno il giocatore, a scandire le successive tappe verso il ritorno in campo.
Per il Cagliari si tratta di un’assenza significativa all’interno delle rotazioni offensive. Le caratteristiche di Felici, capace di offrire accelerazione, uno contro uno e soluzioni sulle corsie, rappresentano infatti una risorsa importante per la squadra.
In questa fase, però, il campo passa inevitabilmente in secondo piano. La priorità è il completo recupero del calciatore, con il primo ostacolo rappresentato dall’intervento chirurgico ormai superato con successo. Da qui comincia un nuovo percorso: meno visibile rispetto alle domeniche di campionato, fatto di terapie, lavoro quotidiano e piccoli progressi. L’obiettivo finale resta quello di riconsegnare Mattia Felici al Cagliari nelle migliori condizioni possibili.
In bocca al lupo, ragazzo.
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Il mondo rossoblù si stringe attorno a Roberto Muzzi, attuale dirigente ed ex attaccante del Cagliari, colpito nelle scorse ore dalla scomparsa del padre Franco. Un lutto familiare che riporta alla memoria anche una pagina tenera, curiosa e profondamente umana della storia calcistica di Muzzi, fatta di sacrifici, ostinazione e di un rapporto padre-figlio che, prima di accettare il pallone come destino, passò anche attraverso un’officina.
Franco Muzzi faceva il carrozziere e, almeno inizialmente, avrebbe voluto vedere il figlio seguire la stessa strada. Il calcio, per Roberto, era una passione incontenibile, ma non ancora un mestiere da prendere per certo. Così il padre cercava di responsabilizzarlo, portandolo con sé in officina e facendogli conoscere il valore del lavoro quotidiano, prima di concedergli nel pomeriggio la libertà di rincorrere quel pallone che occupava tutti i suoi pensieri.
Roberto, però, non mollò. Stringeva i denti, lavorava e continuava a giocare, alimentando giorno dopo giorno quel sogno che sembrava troppo grande per essere lasciato in un cassetto. Alla fine fu il campo a dargli ragione e, con il tempo, anche papà Franco poté rendersi conto che quel ragazzo di Morena aveva davvero qualcosa in più.
C’è poi un dettaglio che restituisce perfettamente il carattere del giovane Muzzi. Roberto era infatti tifoso della Lazio e portava al collo una catenina con un’aquila biancazzurra ben visibile.
Un particolare decisamente singolare per un ragazzo che stava crescendo nel settore giovanile della Roma.
Muzzi, però, non aveva alcuna intenzione di rinunciare al simbolo della propria fede calcistica. La questione diventò abbastanza curiosa da richiedere l’intervento di una figura che nella storia romanista rappresenta quasi una divinità laica: Bruno Conti. Fu lui, alla fine, a risolvere la faccenda.
Un piccolo episodio, quasi cinematografico, che racconta bene quanto fosse forte già allora la personalità di Muzzi.
Di strada, quel ragazzo, ne avrebbe fatta parecchia. La sua carriera lo avrebbe portato anche a Cagliari, dove sarebbe diventato uno degli attaccanti più amati dal pubblico rossoblù, costruendo un legame che resiste ancora oggi, a più di trent’anni di distanza.
Per questo, nel giorno del dolore, il ricordo di Franco Muzzi porta con sé anche un frammento importante della storia personale e sportiva di Roberto: l’officina, il lavoro, il pallone, le prime resistenze di un padre e poi la consapevolezza che quel sogno meritava davvero di essere inseguito.
A Roberto Muzzi e alla sua famiglia va il cordoglio più sentito. E, insieme, un abbraccio ideale a uno dei volti che continuano a rappresentare una parte autentica della memoria rossoblù.
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È iniziato il percorso di recupero di Mattia Felici. L’attaccante del Cagliari è stato sottoposto oggi a un intervento chirurgico a Roma, presso la clinica Villa Stuart, per la ricostruzione del legamento crociato anteriore e la sutura dei menischi laterale e mediale del ginocchio destro.
Il giocatore rossoblù ha voluto aggiornare personalmente i tifosi sulle proprie condizioni attraverso una stories pubblicata su Instagram, comunicando di aver superato l’operazione e mostrando determinazione in vista della lunga fase riabilitativa che lo attende.
Poche parole, ma cariche di significato, quelle scelte dall’attaccante del Cagliari per accompagnare il suo aggiornamento sui social: “Intervento finito. Da oggi inizia la discesa, forza e coraggio”.
Un messaggio che testimonia la voglia di lasciarsi rapidamente alle spalle questo momento difficile e concentrarsi sul ritorno in campo. L’inizio di un percorso lungo e impegnativo, nel quale saranno fondamentali riabilitazione, lavoro atletico e pazienza.
Per il Cagliari si tratta di una perdita importante sul piano tecnico, considerando il contributo che Felici può offrire nel reparto offensivo. Ora l’obiettivo principale sarà accompagnare il giocatore nel suo percorso di recupero, senza forzare i tempi e permettendogli di tornare alla piena condizione fisica.
Il primo passo è stato compiuto: l’intervento è terminato. Da oggi, come scritto dallo stesso Felici, comincia la “discesa”. Un percorso che il calciatore affronterà con forza e coraggio, sostenuto dall’affetto dei tifosi rossoblù.
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Un filo lungo tredici anni collega Simon Laner, il Cagliari e Raphael Kofler. L’ex centrocampista rossoblù, oggi procuratore, ha raccontato a SportNews.bz le proprie impressioni sul giovane difensore approdato in Sardegna durante l’estate, individuando nel classe 2005 uno dei talenti altoatesini con le caratteristiche giuste per ritagliarsi uno spazio importante in Serie A.
La storia presenta diverse coincidenze. Laner è stato infatti l’ultimo calciatore altoatesino a partire titolare in una gara della massima serie italiana: accadde il 30 ottobre 2013, quando vestiva la maglia dell’Hellas Verona nella vittoria per 2-0 contro la Sampdoria. Da allora nessun giocatore proveniente dall’Alto Adige aveva più iniziato dal primo minuto una partita di Serie A. Manuel De Luca sarebbe successivamente tornato nel massimo campionato, ma soltanto da subentrato.
La coincidenza più interessante riguarda proprio il Cagliari. Laner disputò complessivamente 22 partite in Serie A, 18 delle quali con la formazione sarda e quattro con l’Hellas Verona. Oggi è Kofler a provare a costruire il proprio percorso nel massimo campionato con la maglia rossoblù.
Laner ha ricordato con particolare trasporto la propria esperienza nell’Isola, sottolineando quanto il club rappresenti non soltanto la città ma un riferimento identitario per l’intera Sardegna. Un contesto nel quale, secondo l’ex centrocampista, il calcio viene vissuto con una partecipazione particolarmente intensa.
Il parallelismo continua anche sul fronte internazionale: entrambi hanno infatti fatto parte della Nazionale italiana Under 20. Kofler, cresciuto nel settore giovanile del Südtirol, è arrivato al Cagliari dopo 74 presenze e quattro reti con il club altoatesino. Il suo trasferimento è stato definito attraverso un prestito con obbligo di riscatto legato a determinate condizioni sportive, con contratto fino al 30 giugno 2032.
Più che gli aspetti tecnici, Laner ha voluto mettere l’accento sulla personalità del giovane difensore. Secondo l’ex rossoblù, Kofler possiede già una delle qualità determinanti per riuscire nel calcio di alto livello: la mentalità.
Laner lo considera un giocatore dotato della serenità e della struttura fisica adatte al calcio moderno, capace di affrontare senza timori il salto di categoria. Un passaggio non banale, soprattutto quando dalle realtà della Serie B si arriva negli stadi e nelle atmosfere di Milano, Napoli o Roma.
Il percorso del ventunenne è già cominciato. Kofler ha trovato spazio nelle prime settimane della stagione e il 3 settembre è stato schierato dal primo minuto nella gara di Coppa Italia contro l’Hellas Verona, formando la linea difensiva insieme a Juan Rodríguez e Giuseppe Aurelio.
In campionato ha invece raccolto minuti contro Inter e Lecce, con la stampa altoatesina che ne ha sottolineato soprattutto l’approccio ordinato e privo di timori.
Il prossimo gradino ha quindi un valore anche simbolico: conquistare una maglia da titolare in Serie A. Se dovesse riuscirci, Kofler raccoglierebbe idealmente il testimone proprio da Laner, tredici anni dopo quel lontano Verona-Sampdoria.
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Il Cagliari ha ufficializzato la lista dei convocati per la trasferta di Bergamo contro l’Atalanta. Sono 26 i giocatori chiamati da Fabio Pisacane per il prossimo impegno, con alcune importanti novità che ampliano le possibilità a disposizione dell’allenatore rossoblù.
Le notizie più positive arrivano dai rientri di Yerry Mina e Kevin Carlos, entrambi aggregati nuovamente al gruppo. La presenza del difensore colombiano rappresenta un rinforzo importante per il reparto arretrato, mentre l’attaccante offre a Pisacane un’ulteriore alternativa nel settore offensivo.
Da sottolineare anche la convocazione di Yukinari Sugawara, alla sua prima chiamata con il Cagliari. Il giocatore giapponese ha concluso l’iter burocratico che ne aveva finora impedito l’impiego e potrà quindi iniziare a entrare concretamente nelle rotazioni della squadra.
Out, purtroppo, Mattia Felici dopo il grave infortunio al ginocchio riportato nell’ultima di campionato. Ai box anche Riyad Idrissi.
Portieri: Caprile, Radunovic, Sherri.
Difensori: Aurelio, Kofler, Mina, Obert, Rodríguez, Sugawara, Zé Pedro.
Centrocampisti: Adopo, Akarakiri, Ciervo, Deiola, Fazzini, Gagliardini, Liteta, Massolin, Romano, Sulev, Winks.
Attaccanti: Ciervo, Fadera, Kevin Carlos, Maldini, Mendy, Sugamele.
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C’era una volta in cui l’Atalanta, nell’Europa del pallone, era definita come il “dentista”. Lo aveva fatto Pep Guardiola, dopo un Atalanta-Manchester City del 2019 giocata a San Siro per l’indisponibilità europea dello stadio di Bergamo. “Come sanno le squadre italiane, giocare contro l’Atalanta è durissima, è come andare dal dentista” aveva dichiarato Pep.
“Il messaggio forte di questa prima giornata della fase a gironi è che prima era l’Atalanta il dentista della Champions League, adesso è il Como” ha sentenziato Fabio Caressa, nel commentare il roboante 4-1 che ha ottenuto la squadra di Cesc Fabregas nell’esordire in Champions League contro il Lipsia.
Con sei punti ciascuna dopo tre giornate entrambe le squadre hanno avviato bene la stagione in Serie A, anche se i bergamaschi hanno visto interrompersi il loro percorso perfetto nell’ultima giornata. Avendo vinto le prime due gare di campionato andando controtendenza rispetto all’andamento del gioco, l’Atalanta ha quasi ripetuto l’impresa lo scorso fine settimana, nella trasferta all’Olimpico contro la Roma. Oltre ai sei punti in Serie A, la squadra ha superato senza problemi i playoff di Conference League e aprirà presto la fase a campionato in casa contro il Pafos. Nonostante un bilancio storico negli scontri diretti molto negativo, il Cagliari ha vinto l’ultimo precedente tra le due squadre, disputato alla fine di aprile, dove esplose Mendy
“Sarà una partita tra squadre con obiettivi diversi. Loro hanno un organico forte ma vogliamo fare a nostra gara senza complessi e presunzione. Ci aspettiamo una partita di cartello nella quale la difficoltà è dietro l’angolo. IL nostro gioco? La maggior rapidità è una richiesta specifica che parte da lontano. Quest’anno abbiamo anche il lavoro dello scorso anno e sappiamo quando accelerare o rallentare, poi chiaro che la qualità dei singoli fa la differenza. Il gruppo? La famiglia è un concetto che ci impone il nostro simbolo. Il senso di appartenenza dobbiamo farlo arrivare anche ai nuovi e le dimostrazioni d’affetto ricevute da Trepy e Kevin Carlos ci dicono che siamo sulla buona strada”.
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Tra i temi trattati oggi in conferenza stampa da Fabio Pisacane in vista di Atalanta-Cagliari anche l’assenza per squalifica dell’ex Gaetano e l’arrivo in rossoblù di Winks.
“Gaetano? Lo scorso anno abbiamo creduto in lui in un ruolo nuovo. Aveva entusiasmo e aveva il piede e l’intelligenza per fare quel ruolo. Merito suo per la chiamata dell’Atalanta. Dispiace non sia della partita, avrei voluto salutarlo, è un professionista serio. Ora abbiamo un play autentico come Winks. Il nostro centrocampo oggi ha caratteristiche diverse che si avvicinano di più alla nostra idea di calcio. Quanto perde l’Atalanta senza Gaetano va chiesto a Sarri, ma sicuramente era il giocatore meno sostituito della sua rosa”.
Domenica scorsa, alla vigilia della gara contro il Lecce, Fabio Pisacane aveva speso parole importanti nei confronti dell’ex nazionale inglese. “Ha le caratteristiche per diventare il play che manca da anni al Cagliari”, affermò dando un’investitura significativa, soprattutto considerando quanto il ruolo del regista sia stato centrale nelle riflessioni tattiche del Cagliari negli ultimi anni. Come ha scritto il nostro Fabio Ornano in un approfondimento di martedì scorso “Winks non è ancora necessariamente al massimo della condizione o dell’inserimento nei meccanismi della squadra, ma la direzione appare chiara”.
Nato il 2 febbraio 1996 a Hemel Hempstead, in Inghilterra, il centrocampista ha avuto una carriera legata soprattutto al Tottenham, club nel quale è entrato giovanissimo completando tutto il percorso nel settore giovanile. Con gli Spurs è riuscito ad arrivare fino alla prima squadra, conquistando spazio e vivendo anche esperienze di alto livello nelle competizioni europee. Il centrocampista inglese si è affermato come un giocatore affidabile, capace di interpretare il ruolo con ordine e disciplina tattica. Winks non è un giocatore basato su fisicità o numeri offensivi, ma un centrocampista capace di dare ordine alla manovra. La sua principale qualità è la gestione del possesso: lettura delle situazioni, precisione nei passaggi e capacità di dettare i tempi della squadra. Un interprete che raramente cerca la giocata spettacolare, ma che lavora per aumentare equilibrio e fluidità del gioco. Nel progetto tecnico del Cagliari potrebbe ricoprire il ruolo di regista davanti alla difesa oppure quello di mezzala con compiti di costruzione, adattandosi alle esigenze tattiche della squadra.
L’arrivo di Winks rappresenta quindi un investimento su un giocatore con esperienza internazionale e conoscenza della Serie A. Dopo gli anni al Tottenham, il passaggio dalla Sampdoria e la parentesi al Leicester, il centrocampista inglese è pronto a una nuova sfida in rossoblù. Il Cagliari punta forte su di lui per dare stabilità alla propria mediana e accompagnare la squadra nella nuova stagione.
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“L’US Città di Pontedera comunica di aver perfezionato l’ingaggio del calciatore Victor Ibarbo. L’attaccante classe 1990 porta in granata un curriculum notevole: oltre 100 presenze in Serie A vestendo le maglie di Cagliari e Roma, 15 presenze con la nazionale colombiana prendendo parte ai Mondiali 2014 e alla Coppa America 2015.
Per il club retrocesso in D al termine dello scorso campionato di C, l’attaccante colombiano, ex Cagliari, rappresenta uno dei profili di maggiore esperienza all’interno della rosa e potrebbe diventare un punto di riferimento per i tanti giovani presenti in squadra. Ora per lui si apre dunque una nuova parentesi nel calcio italiano. Dopo l’esperienza vissuta con il Cagliari, Ibarbo è pronto a rimettersi in gioco, mettendo a disposizione del gruppo la propria esperienza e il bagaglio accumulato nel corso della carriera. Il suo inserimento potrebbe rivelarsi particolarmente importante in una squadra giovane, chiamata a ricostruire dopo la retrocessione e a trovare rapidamente una nuova identità in Serie D.
Víctor Ibarbo (nome completo Segundo Víctor Ibarbo Guerrero) è nato a San Andrés de Tumaco il 19 maggio 1990, in Colombia. Gioca sia da centrocampista che attaccante. Ha un fisico possente ed è abile nel gioco aereo. Inoltre possiede un discreto tiro. Con l’Atlético Nacional fece il debutto nel massimo campionato colombiano nel febbraio 2008. L’allora presidente del Cagliari Cellino, lo porta in rossoblù nel luglio 2011, pagandolo 2.300.000 dollari (bruciando la concorrenza dell’Udinese) definendolo un diamante grezzo. Pochi mesi dopo (dicembre) segna il suo primo gol col Cagliari al Catania, al termine di un’azione personale: Nella stagione 2013-2014 riveste un ruolo fondamentale nelle tattiche prima di Diego López e poi di Ivo Pulga, chiudendo quella stagione con 30 presenze (4 gol e 3 assist). Ad agosto 2014 rinnova il contratto con il Cagliari fino al 2017, ma il Il 1º febbraio 2015 passa alla Roma, con la formula del prestito oneroso di 2,5 milioni con diritto di riscatto a fine stagione fissato a 12,5 milioni di euro.
Per Ibarbo al Pontedera era tutto fatto da settimane. C’era da attendere la burocrazia legata al suo status di extracomunitario, ma una volta arrivato il via libera dalla questura, il colombiano ha finalmente potuto mettere la firma sul tesseramento. Sarà quindi a disposizione di Mascara nel match contro la Pro Patria, fissato per le 15 di domani allo stadio Mannucci. Una sfida che per il Pontedera ha il sapore del riscatto dopo l’amarissimo esordio in casa della Castellanzese, dove è arrivato il ko per 3-1, al termine di una prova opaca. L’arrivo di Ibarbo chiude il mercato in arrivo dei toscani.
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La Serie A prosegue il suo percorso inziale. Che da stasera a lunedì prevede la quarta giornata. Nella scorsa (la terza) domenica notte vi era stato lo scossone in casa Fiorentina, con l’esonero di Grosso, con la squadra a zero punti e il ritorno in panchina di Vanoli.
Stasera
Ore 15 Genoa-Frosinone Dazn
Ore 18 Lazio-Milan Dazn
Ore 20.45 Atalanta-Cagliari Dazn e Sky
Ore 15 Lecce-Monza Dazn
Ore 18 Napoli-Bologna Dazn e Sky
Ore 20.45 Sassuolo-Juventus Dazn
Ore 18.30 Como-Parma Dazn
Ore 18.30 Torino-Roma Dazn
Ore 20.45 Inter-Udinese Dazn e Sky
The post Serie A 2026/2027, quarta giornata: stasera il ritorno in panchina di Vanoli con la Fiorentina da ex a Venezia appeared first on Calcio Casteddu.
Il campionato Primavera 1 2026/27 (che in settimana ha visto la Lega Calcio annunciare anticipi e posticipi fino alla giornata numero 11) torna protagonista con la quarta giornata, in programma da venerdì 11 a lunedì 14 settembre. Saranno dieci le partite distribuite nell’arco di quattro giorni, con un calendario ricco di incroci interessanti e sfide che iniziano già a pesare nella costruzione della classifica. Messe in archivio i primi tre turni, adesso il torneo inizia ad entrare dove si capiranno i primi valori, ma anche ambizioni e difficoltà delle squadre, con ogni punto che comincia ad assumere un peso maggiore, soprattutto per chi vuole restare nelle zone alte o trovare continuità dopo un avvio complicato.
Si parte alle 17 con Parma-Genoa, match che si annuncia interessante tra due squadre chiamate a confermare quanto mostrato nelle prime settimane. Nello scorso torneo entrambe sono state anche in vetta, con i ducali che hanno retto fino alla fine, contendendo nella finale play-off lo scudetto alla Fiorentina: un successo odierno gli emiliani andrebbero infatti provvisoriamente in vetta.
Si disputeranno cinque partite delle totali dieci in calendario. ad iniziare alle 11 con Juventus-AlbinoLeffe e Monza-Lecce, mentre alle 13 si giocherà invece Hellas Verona-Milan e, alle 15 in contemporanea Cesena-Lazio e Sassuolo-Bologna.
Tre invece le gare previsti. Via alle 11 con Atalanta-Torino, quindi alle 13 il derby toscano tra Fiorentina-Empoli. Alle 15:00, invece, sarà il turno di Inter-Cagliari, altra sfida di grande interesse, dal pronostico non scontato.
Il programma si completerà alle 15 con Roma-Como, ultimo appuntamento del turno. Una gara che metterà di fronte due squadre con caratteristiche differenti e che chiuderà quattro giorni intensi di calcio giovanile.
“Non posso avere paura di far debuttare un giovane. L’anno scorso anche io ero spaventato alla prima partita, ma la scena la prende chi accetta il rischio. Sugamele se l’è meritato, sono soddisfatto della sua gara. Complimenti alla società all’area scouting per il lavoro che fanno e permettono a tanti giovani di venire a Cagliari”.
The post Primavera 1, l’anticipo Parma-Genoa apre la quarta giornata appeared first on Calcio Casteddu.
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