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Il Cagliari Calcio e Eye Sport presentano la nuova third kit 2026/27, una maglia che unisce tecnologia, design e territorio attraverso il progetto “To the Future – Beyond Time”. La nuova divisa rappresenta un dialogo tra passato e futuro, con un forte legame con la Sardegna e con uno dei patrimoni archeologici più importanti dell’Isola.
La realizzazione del progetto è stata possibile anche grazie al supporto della Fondazione Mont’e Prama, con ambientazioni che coinvolgono gli spazi del Museo Civico Giovanni Marongiu e gli scenari della Penisola del Sinis, luoghi simbolo della storia e dell’identità sarda.
La nuova terza maglia del Cagliari si distingue per una palette cromatica caratterizzata dai toni sabbia e nero. Il design è costruito attraverso elementi grafici tono su tono, con un motivo a spirale sviluppato sul corpo della maglia e un particolare pattern geometrico sulle maniche.
Quest’ultimo è composto da triangoli interconnessi, entrambi realizzati attraverso una lavorazione in sublimazione. Una scelta estetica che richiama movimento, evoluzione e continuità, in linea con il concept “To the Future – Beyond Time”.
Dal punto di vista tecnico, la maglia è stata progettata per garantire leggerezza e massima funzionalità durante l’attività sportiva. Il corpo frontale utilizza un tessuto Dimple, mentre il dorso è realizzato in Round Mesh, una soluzione pensata per aumentare la traspirabilità e favorire il comfort degli atleti.
La combinazione dei materiali permette una migliore gestione della ventilazione, adattandosi alle esigenze dei calciatori durante le competizioni.
Un elemento distintivo della nuova divisa riguarda anche il luogo di produzione. La third kit 2026/27 viene infatti realizzata in Sardegna, nello stabilimento Eye Sport di Cagliari.
Un aspetto che rafforza ulteriormente il legame tra il club rossoblù, il territorio e il marchio tecnico che accompagna la squadra.
Il progetto nasce dall’incontro tra elementi apparentemente lontani: la tradizione millenaria della Sardegna e la ricerca tecnologica applicata allo sport. Il riferimento alla Fondazione Mont’e Prama permette alla nuova maglia di inserirsi in un percorso narrativo che collega il calcio alla memoria storica dell’Isola.
La terza divisa diventa così non soltanto un capo tecnico, ma anche un simbolo del rapporto tra il Cagliari e il territorio che rappresenta.
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Si chiude la lunga carriera di Mauricio Isla. Il laterale cileno ha annunciato il proprio ritiro dal calcio professionistico a 38 anni, affidando ai social una lettera con cui ha ripercorso quasi vent’anni trascorsi sui campi di tutto il mondo.
La data scelta non è casuale. Era il 7 settembre 2007 quando Isla debuttò con la Nazionale maggiore del Cile contro la Svizzera. Esattamente diciannove anni più tardi ha deciso di fermarsi. Nel messaggio di addio ha spiegato di aver preso la decisione per rispetto e amore verso la propria famiglia, ricordando il percorso compiuto dal ragazzo che inseguiva il sogno di diventare calciatore fino ai più importanti palcoscenici internazionali.
Nella lunga geografia calcistica del “Huaso” c’è anche la Sardegna. Isla arrivò al Cagliari nell’estate 2016, acquistato a titolo definitivo dalla Juventus, firmando inizialmente un contratto triennale. Per la squadra di Massimo Rastelli, appena tornata in Serie A, rappresentava uno degli innesti di maggiore esperienza internazionale insieme a giocatori come Bruno Alves e Simone Padoin.
La sua parentesi rossoblù durò una sola stagione, ma fu intensa: 34 presenze e un gol in Serie A, alle quali si aggiunse una gara in Coppa Italia.
Quell’unica rete arrivò il 19 febbraio 2017 a Marassi, contro la Sampdoria. Isla portò avanti il Cagliari dopo appena sei minuti con una potente conclusione, prima del definitivo 1-1 firmato da Fabio Quagliarella.
La storia europea di Isla era cominciata molto prima. Dopo la formazione nell’Universidad Católica, fu l’Udinese a portarlo in Italia e a lanciarlo nel grande calcio. Nel 2012 arrivò la Juventus, con la quale conquistò gli Scudetti del 2012-13 e 2013-14, oltre a due Supercoppe italiane. Seguirono le esperienze con Queens Park Rangers, Olympique Marsiglia, Cagliari e Fenerbahçe.
In seguito il ritorno oltreoceano con Flamengo, Universidad Católica, Independiente e infine Colo Colo, ultima tappa della carriera.
Ma è soprattutto con il Cile che Isla entra nella storia: 144 presenze con la Roja e due Copa América, conquistate nel 2015 e nel 2016 con quella Generación Dorada capace di scrivere una delle pagine più importanti del calcio cileno.
A 38 anni cala dunque il sipario su un percorso lunghissimo. E dentro quella carriera, tra Mondiali, titoli e trasferte intercontinentali, resta anche una stagione in rossoblù e quel numero 3 indossato a Cagliari.
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Ancora un ginocchio, ancora un legamento crociato anteriore. La diagnosi arrivata per Mattia Felici dopo l’infortunio riportato contro il Lecce aggiunge un nuovo capitolo a una sequenza particolarmente dolorosa nella storia recente del Cagliari. Gli esami effettuati a Villa Stuart hanno evidenziato la rottura del crociato del ginocchio destro, con intervento chirurgico previsto nei prossimi giorni.
A rendere il colpo ancora più duro è la storia recentissima dell’esterno rossoblù. Nel dicembre 2025, durante Napoli-Cagliari di Coppa Italia, Felici aveva lesionato il crociato del ginocchio sinistro, rendendo necessarie la ricostruzione del legamento e la sutura del menisco mediale. Era rientrato gradualmente e soltanto ad agosto raccontava di sentirsi finalmente vicino alla condizione migliore.
Questa volta, dunque, non ha ceduto l’articolazione già operata. È stato il ginocchio sano, il destro, a fermarlo nuovamente.
Soltanto nella scorsa stagione il Cagliari ha dovuto fare i conti con tre rotture del crociato. Il 28 settembre 2025 il club comunicò la lesione del crociato anteriore del ginocchio sinistro di Andrea Belotti, un infortunio che avrebbe poi inciso anche sul mancato proseguimento del rapporto con l’attaccante.
A dicembre arrivò il primo grave stop di Felici. Nel marzo 2026 toccò invece a Riyad Idrissi, anche lui vittima della lesione del crociato anteriore del ginocchio sinistro e successivamente sottoposto a ricostruzione chirurgica.
Nella stessa annata anche Zé Pedro dovette fermarsi per un problema al ginocchio, sebbene di natura e gravità differenti: il portoghese fu sottoposto a meniscectomia artroscopica selettiva del menisco esterno del ginocchio sinistro nel novembre 2025.
Andando indietro negli anni, alcuni casi sono rimasti impressi nella memoria dei tifosi. Federico Melchiorri ruppe il crociato anteriore del ginocchio destro nell’aprile 2016. Tornò, segnò nuovamente e sembrò essersi lasciato il peggio alle spalle. Nel dicembre dello stesso anno arrivò invece la ricaduta sulla medesima articolazione e una seconda ricostruzione.
Ancora più celebre il calvario di Leonardo Pavoletti. Nell’agosto 2019, alla prima giornata contro il Brescia, riportò la lesione del crociato anteriore e del menisco esterno del ginocchio sinistro. Quando il rientro sembrava ormai vicino, nel febbraio 2020 lo stesso crociato si lesionò nuovamente.
Il percorso di Marko Rog è stato persino più tormentato. Il croato ruppe il crociato del ginocchio destro nel dicembre 2020 e, appena rientrato, si infortunò nuovamente allo stesso legamento nell’amichevole contro l’Augsburg del luglio 2021.
Nel luglio 2023 arrivò un terzo dramma: questa volta a cedere fu il crociato anteriore del ginocchio sinistro. Non quindi una terza recidiva sulla stessa articolazione, ma il coinvolgimento dell’altro ginocchio, proprio come accaduto ora a Felici dopo il precedente stop alla gamba opposta.
Gli infortuni gravi fanno parte dello sport e nessuna squadra ne è immune. Sarebbe improprio cercare un’unica spiegazione medica o tecnica dietro episodi avvenuti in anni differenti, con allenatori, preparatori e dinamiche diverse.
Resta però il dato emotivo e storico. Melchiorri, Pavoletti, Rog, Belotti, Felici, Idrissi, oltre ad altri casi che hanno interessato in misura differente le ginocchia dei calciatori rossoblù: la lista è diventata lunga. Anche Lucas Castro, nel novembre 2018, vide la propria stagione compromessa dalla rottura del crociato anteriore sinistro.
E il nuovo stop di Mattia Felici fa particolarmente male proprio per questo. Aveva appena terminato una rincorsa durata mesi. Ora dovrà ricominciare, ancora una volta, dall’intervento e dalla riabilitazione. Per il Cagliari è l’ennesima pagina di una storia che, quando si parla di ginocchia, negli ultimi dieci anni ha assunto contorni fin troppo familiari.
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Sarà Alberto Ruben Arena a dirigere Atalanta-Cagliari, incontro valido per la quarta giornata della Serie A 2026-27, in programma sabato 12 settembre alle ore 20:45. La designazione è stata ufficializzata dall’Associazione Italiana Arbitri. Il fischietto di Torre del Greco sarà coadiuvato dagli assistenti Daniele Bindoni e Marcello Rossi. Il quarto ufficiale sarà Gianluca Manganiello, mentre in sala VAR opererà Matteo Gariglio, assistito all’AVAR da Antonio Giua.
Per Arena sarà un nuovo appuntamento nel massimo campionato dopo una carriera cresciuta rapidamente negli ultimi anni. Nato a Torre del Greco il 12 aprile 1992, è laureato in Scienze motorie ed è figlio d’arte: il padre Francesco fece parte della CAN A-B negli anni Novanta. Promosso in Serie C nel 2019, Alberto Ruben Arena ha compiuto il salto nella CAN A-B nel 2024. Il debutto in Serie B è arrivato il 18 agosto dello stesso anno in Reggiana-Mantova, mentre la prima direzione in Serie A risale al 27 aprile 2025, quando arbitrò Como-Genoa, terminata 1-0.
Quello di Bergamo sarà il terzo incrocio tra Arena e la prima squadra del Cagliari. Il bilancio, per il momento, è positivo: una vittoria e un pareggio, senza sconfitte.
Il primo precedente risale al 5 ottobre 2025, quando Arena diresse Udinese-Cagliari al Bluenergy Stadium. La partita terminò 1-1: i rossoblù passarono in vantaggio al 25° con Gennaro Borrelli, al primo gol in Serie A, mentre nella ripresa Christian Kabasele firmò il pareggio friulano. Nel finale il Cagliari riuscì a difendere il punto anche grazie agli interventi di Elia Caprile.
Ancora più significativo il secondo incontro, datato 17 maggio 2026. All’Unipol Domus il Cagliari superò il Torino per 2-1. Dopo il vantaggio granata realizzato da Álvaro Obrador, la squadra di Fabio Pisacane ribaltò il risultato nel giro di pochi minuti grazie a Sebastiano Esposito e Yerry Mina. Quella vittoria sancì anche la salvezza matematica dei rossoblù.
C’è inoltre un piccolo capitolo legato al settore giovanile. Arena aveva già arbitrato due incontri della Primavera del Cagliari: il successo per 3-0 sul Chievo Verona nel gennaio 2020 e la sconfitta per 5-3 contro la Roma nel maggio 2021.
Anche con l’Atalanta Arena conta due precedenti, entrambi nella Serie A 2025-26 e curiosamente entrambi terminati 1-1.
Il primo fu Atalanta-Pisa del 24 agosto 2025, gara della prima giornata conclusa in parità. Il secondo arrivò il 25 ottobre 2025 allo Zini, quando Cremonese-Atalanta terminò ancora 1-1, con il vantaggio di Vardy e il pareggio bergamasco di Brescianini.
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La sfida contro il Cagliari potrebbe segnare una piccola svolta nella costruzione della nuova Atalanta di Maurizio Sarri. Sabato 12 settembre alle 20:45, alla New Balance Arena, i nerazzurri ospiteranno la formazione rossoblù nella quarta giornata di Serie A.
Uno degli interrogativi principali riguarda l’utilizzo dei numerosi rinforzi arrivati durante il mercato estivo. Secondo quanto riportato dai colleghi di CalcioAtalanta, Jonathan Rowe, Franck Kessie, Thomas Kristensen ed Eljif Elmas sono tra i giocatori che potrebbero guadagnare maggiore spazio proprio contro il Cagliari.
A modificare necessariamente almeno una scelta di Sarri sarà l’assenza per squalifica dell’ex rossoblù Gianluca Gaetano. Una casella che potrebbe aprire le porte soprattutto a Franck Kessie, finora impiegato per appena 11 minuti.
L’ex centrocampista di Atalanta e Milan è ancora alla ricerca della migliore condizione dopo gli anni trascorsi in Arabia Saudita, ma esperienza, fisicità e capacità di interpretare più posizioni in mezzo al campo lo rendono una soluzione particolarmente interessante.
C’è curiosità soprattutto attorno a Jonathan Rowe, ancora fermo a zero minuti ufficiali con l’Atalanta. L’esterno inglese sta aumentando progressivamente i carichi di lavoro e contro i rossoblù potrebbe finalmente arrivare il suo esordio, dall’inizio oppure a gara in corso.
Torna invece nelle rotazioni Thomas Kristensen, rallentato da una distorsione alla caviglia dopo i 64 minuti disputati contro l’Hapoel. Il difensore danese può insidiare Kossounou per un posto accanto a Scalvini. Più avanti cerca continuità anche Eljif Elmas, che tra i nuovi ancora in fase di inserimento è quello con il minutaggio maggiore, 108 minuti.
Contro il Cagliari, dunque, Sarri potrebbe iniziare a mostrare un’Atalanta più vicina a quella immaginata dopo il mercato. Per diversi nuovi arrivati, la notte di Bergamo può rappresentare il vero punto di partenza della stagione.
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Il Cagliari continua a far conoscere ai propri tifosi i protagonisti della rosa 2026-27. Questa volta davanti ai microfoni del club c’è Yukinari Sugawara, uno degli ultimi innesti messi a disposizione di Fabio Pisacane durante il mercato estivo. Il difensore giapponese è arrivato dal Southampton con la formula del prestito con diritto di riscatto, andando a completare il reparto sulla corsia destra.
Classe 2000, nato a Toyokawa, Sugawara porta in Sardegna un curriculum già particolarmente ricco. Cresciuto nel Nagoya Grampus, nel 2019 ha intrapreso l’avventura europea con l’AZ Alkmaar, dove è diventato un elemento di primo piano: in cinque stagioni ha totalizzato 198 presenze, 14 reti e 29 assist considerando tutte le competizioni.
Nel 2024 il trasferimento al Southampton gli ha permesso di confrontarsi con la Premier League, nella quale ha disputato 35 partite nella prima stagione inglese. Successivamente è arrivata l’esperienza in Germania con il Werder Brema: 31 presenze nella Bundesliga 2025-26 e sei assist.
Numeri che raccontano bene il profilo del nuovo rossoblù. Sugawara nasce terzino destro, ma può agire anche più avanti sulla fascia e, se necessario, da centrale. Velocità, capacità di accompagnare l’azione e qualità nel cross rappresentano alcuni dei suoi tratti distintivi. Lo stesso Pisacane ha sottolineato come il giapponese possa dare al Cagliari caratteristiche differenti, compresa la possibilità di partecipare alla costruzione anche in zone più interne del campo.
“Molto bello essere qui. Mi sono informato sulla Sardegna, anche sul cibo. Sono orgoglioso di rappresentare il Giappone in Serie A, dove sono passati alcuni miei connazionali come Nagatomo, Honda, Nakata. Ho dovuto prendere questa decisione molto rapidamente, di fatto a due giorni dalla chiusura del mercato estivo. Tuttavia è stato molto facile dire di sì. Quando il Cagliari mi ha cercato, ho accettato subito. Il Cagliari rappresenta tutta la Sardegna, costituisce uno dei simboli principali di questa terra. Il club conta tanti tifosi, anche lontano dall’Isola“.
“Ogni giorno qui c’è il sole, i tifosi mi hanno già manifestato il loro affetto. L’ex giocatore del Cagliari Pantelis Hatzidiakos, con cui condividiamo l’agente, mi ha consigliato di accettare il trasferimento in rossoblù dicendomi solamente cose positive. Prima di arrivare non ho avuto modo di parlare con il Mister Pisacane, troppo poco il tempo a disposizione per la velocità del trasferimento“.
“Sono un terzino a cui piace partecipare alle due fasi: credo di saper gestire il pallone in fase di costruzione. Posso giocare sulla fascia o più internamente, offrendo cross e ultimo passaggio ai compagni. Mi piace lottare sempre per la squadra e cercare la vittoria. Se l’allenatore mi chiederà di ricoprire altri ruoli o compiti, sarò a disposizione“.
“Mi piace molto correre, però ci sono degli aspetti che devo migliorare. Ho la fortuna di poter dire che l’Italia è il quarto Paese diverso in cui giocherò. Una circostanza che mi ha arricchito anche a livello culturale e linguistico. Disputare i Mondiali è il sogno di ogni bambino: entrando in campo contro l’Olanda è stata l’emozione più grande della mia carriera, finora“.
“Voglio fare bene, in ogni allenamento, tutti i giorni. Le gesta di Hidetoshi Nakata sono ancora molto vive negli appassionati di calcio giapponesi. Lui ce l’ha fatta ed è normale avere la stessa ambizione. So che attorno a me c’è grande interesse, non solo da parte dei media del mio Paese. Il nome del Cagliari sta diventando molto conosciuto in Giappone. Ajò, forza Cagliari!“.
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Adesso non ci sono più ostacoli regolamentari. Alessandro Romano può indossare la maglia della Nazionale italiana. Nelle scorse ore è infatti arrivato il via libera della FIFA alla richiesta di cambio di associazione del centrocampista del Cagliari, nato in Svizzera ma in possesso anche della cittadinanza italiana.
Il provvedimento rappresenta l’ultimo passaggio necessario per consentire al classe 2006 di rispondere a un’eventuale convocazione azzurra. La FIFA dispone di una piattaforma pubblica dedicata proprio ai calciatori autorizzati a cambiare associazione: i nominativi vengono pubblicati soltanto dopo che la relativa decisione è diventata definitiva e vincolante.
Romano è nato il 17 giugno 2006 a Winterthur, nel Canton Zurigo, e ha svolto tutto il proprio percorso internazionale giovanile con la Svizzera, vestendo le maglie delle varie selezioni elvetiche fino all’Under 20. La sua famiglia, però, ha forti radici italiane e il giocatore possiede il passaporto italiano.
Nelle ultime settimane la possibilità di un cambio di Nazionale era diventata sempre più concreta. Il ct Roberto Mancini aveva seguito personalmente Romano, assistendo anche a Parma-Cagliari, gara decisa proprio da uno splendido gol del centrocampista rossoblù. Successivamente era arrivato un contatto diretto con il giocatore, che aveva manifestato la propria disponibilità verso l’Italia.
Il definitivo assenso della FIFA trasforma ora quella disponibilità in una possibilità concreta. Romano, protagonista di un brillante avvio di stagione con il Cagliari, entra dunque a tutti gli effetti nel bacino dei calciatori selezionabili dall’Italia.
Una scelta importante anche simbolicamente: dopo anni trascorsi rappresentando il Paese in cui è nato e cresciuto, il ventenne centrocampista ha deciso di legare il futuro internazionale alle proprie origini italiane. Adesso la pratica burocratica è chiusa. La prossima mossa, eventualmente, spetterà a Mancini.
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È arrivato il via libera tanto atteso per Yukinari Sugawara. Il calciatore giapponese ha infatti ottenuto il permesso di soggiorno ed è stato regolarmente tesserato dal Cagliari. Si chiude così l’iter burocratico che, nelle ultime settimane, aveva impedito al nuovo acquisto rossoblù di essere utilizzato nelle gare ufficiali.
L’aggiornamento, riportato dal Corriere dello Sport, rappresenta una buona notizia per Fabio Pisacane in vista del prossimo impegno di campionato.
Sugawara aveva già cominciato ad allenarsi con il resto della squadra, entrando progressivamente nei meccanismi del gruppo. A frenare il suo debutto, però, era stata esclusivamente la questione amministrativa legata al completamento della documentazione necessaria per il tesseramento.
Ora l’ostacolo è stato superato e il giapponese è finalmente a disposizione. Il suo nome potrà quindi entrare nelle valutazioni dell’allenatore per la trasferta sul campo dell’Atalanta, in programma sabato.
Il recupero di Sugawara amplia le possibilità a disposizione dello staff tecnico rossoblù. In una sfida particolarmente impegnativa come quella di Bergamo, il Cagliari potrà dunque contare anche sul nuovo arrivato, pronto a giocarsi le proprie chance dopo aver finalmente ricevuto il via libera definitivo.
Per Sugawara si apre così la possibilità concreta di vivere il primo appuntamento ufficiale con la maglia del Cagliari.
The post Sugawara, via libera al tesseramento: il giapponese a disposizione contro l’Atalanta appeared first on Calcio Casteddu.
Dopo la retrocessione, il Pontedera riparte dalla Serie D con un progetto profondamente rinnovato. Il club toscano ha scelto di puntare soprattutto su giovani calciatori da valorizzare, costruendo una rosa con risorse limitate ma con l’ambizione di creare le basi per un percorso di crescita nel tempo.
A occuparsi della ricostruzione della squadra è stato il direttore sportivo Simone Quintieri, che ha cercato di trovare il giusto equilibrio tra prospetti emergenti e giocatori capaci di mettere esperienza al servizio del gruppo.
Tra i volti più importanti del nuovo Pontedera c’è Victor Ibarbo. L’attaccante colombiano, ex Cagliari, rappresenta uno dei profili di maggiore esperienza all’interno della rosa e potrebbe diventare un punto di riferimento per i tanti giovani presenti in squadra.
Quintieri ha sottolineato proprio la necessità di affiancare ai ragazzi alcuni elementi più esperti: «Sappiamo benissimo che far crescere i calciatori più giovani in un contesto con delle persone più esperte è fondamentale. Io dico sempre che ne serve una per reparto. Noi abbiamo Garcia dietro, Ibarbo e Bryan in mezzo al campo».
Per Ibarbo, intanto, si avvicina il momento dell’esordio con la nuova maglia. Il dirigente del Pontedera ha spiegato che l’iter burocratico per il trasferimento è ormai alle battute finali.
«Per il transfer di Ibarbo dovremmo esserci e oggi lui per noi è una garanzia. Sabato dovrebbe essere a disposizione», ha spiegato Quintieri.
Per il colombiano si apre dunque una nuova parentesi nel calcio italiano. Dopo l’esperienza vissuta con il Cagliari, Ibarbo è pronto a rimettersi in gioco con il Pontedera, mettendo a disposizione del gruppo la propria esperienza e il bagaglio accumulato nel corso della carriera.
Il suo inserimento potrebbe rivelarsi particolarmente importante in una squadra giovane, chiamata a ricostruire dopo la retrocessione e a trovare rapidamente una nuova identità in Serie D.
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L’Atalanta vuole lasciarsi immediatamente alle spalle la sconfitta rimediata all’Olimpico contro la Roma. Il 2-1 incassato dalla squadra di Gian Piero Gasperini ha interrotto il percorso iniziale dei nerazzurri, capaci di conquistare i tre punti nelle prime due giornate contro Sassuolo e Bologna.
La formazione di Maurizio Sarri punta quindi a ritrovare subito la vittoria e a rilanciarsi nelle zone alte della classifica. Di fronte ci sarà un Cagliari in fiducia, reduce dal successo per 1-0 contro il Lecce e intenzionato a dare seguito alle buone indicazioni delle ultime uscite.
La sfida della quarta giornata di Serie A è in programma sabato 12 settembre alle 20.45 alla New Balance Arena di Bergamo.
Sarri dovrebbe affidarsi ancora al consueto 4-3-3. Al centro dell’attacco è previsto Scamacca, con De Ketelaere e Raspadori ai suoi lati. Quest’ultimo parte favorito nel ballottaggio con Elmas e Rowe.
A centrocampo, complice la squalifica di Gaetano, Ederson dovrebbe agire davanti alla difesa. Ai suoi lati spazio a Pasalic, in vantaggio su Kessié, e Samardzic.
In porta conferma per Carnesecchi, mentre la coppia centrale potrebbe essere formata da Kossounou e Scalvini. Zappacosta e Kolasinac completerebbero il reparto sulle corsie esterne.
Anche Fabio Pisacane potrebbe scegliere un sistema speculare, con un assetto orientato alla solidità e alla capacità di sfruttare gli spazi in ripartenza.
Davanti a Caprile, la linea difensiva dovrebbe vedere Zé Pedro e Obert sugli esterni, con Deiola e Rodriguez a completare il reparto centrale.
In mezzo al campo dovrebbe essere Winks a dettare i tempi della manovra rossoblù. Ai suoi lati sono attesi Adopo e Alessandro Romano, chiamati a garantire dinamismo e inserimenti.
In avanti, invece, Pisacane potrebbe puntare su Daniel Maldini e Fazzini alle spalle di Mendy. L’obiettivo è confermare quanto di buono mostrato nella vittoria contro il Lecce e provare a tornare dalla trasferta di Bergamo con un risultato positivo.
ATALANTA (4-3-3): Carnesecchi; Zappacosta, Kossounou, Scalvini, Kolasinac/Bernasconi; Pasalic, Ederson, Samardzic; De Ketelaere, Scamacca, Raspadori. Allenatore Sarri.
CAGLIARI (4-3-3): Caprile; Zé Pedro, Deiola, Rodriguez, Obert; Adopo, Winks, Romano; Maldini, Mendy, Fazzini. Allenatore Pisacane.
La sfida tra Atalanta e Cagliari della New Balance Arena sabato 12 settembre alle ore 20.45 verrà trasmessa in diretta su DAZN.
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