Calcio Casteddu

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  • La giornata rossoblù su CalcioCasteddu: il riassunto

    Quotidiani sportivi: le prime pagine di oggi

    Pisacane si prende le responsabilità

    Il punto dopo Cagliari-Hellas Verona

    Cagliari-Hellas Verona, vota le pagelle dei tifosi

    Schira: “Cagliari più debole dello scorso anno, voto 5”

    Primavera 1, l’anticipo Lecce-Roma finito 1-1 ha aperto la terza giornata. Domani alle 11 Cagliari-Sassuolo

    L’ultimo è l’appena arrivato Nzola: ma sono sette i giocatori ex Spezia ora al Cagliari

    Cagliari, amarezza di Coppa già alle spalle: si pensa già al Lecce. Nzola in gruppo

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  • Ufficiale- Borrelli passa al Rizespor

    Il Cagliari ufficializza una nuova operazione in uscita. Gennaro Borrelli lascia la Sardegna e si trasferisce al Çaykur Rizespor, club della massima serie turca, con la formula del prestito fino al termine della stagione 2026/2027 con diritto di riscatto.

    Per l’attaccante classe 2000 si apre così il primo capitolo della sua carriera lontano dall’Italia, dopo un percorso costruito tra Serie B e Serie A e una stagione vissuta da protagonista con la maglia rossoblù.

    Il percorso prima del Cagliari

    Nato a Campobasso, Borrelli muove i primi passi nel settore giovanile del Pescara, dove riesce a mettersi in evidenza fino a conquistare il debutto tra i professionisti. Con la formazione Primavera abruzzese si laurea anche capocannoniere del campionato Primavera 2, prima di iniziare un percorso attraverso diverse piazze del calcio italiano.

    Nel corso della sua carriera veste le maglie di Cosenza, Juve Stabia, Monopoli e Frosinone. Proprio in Ciociaria arriva un passaggio importante: Borrelli conquista la promozione in Serie A e debutta nel massimo campionato italiano. Dopo l’esperienza al Brescia, sempre in Serie B, arriva nell’estate 2025 il trasferimento al Cagliari.

    La stagione in rossoblù

    La prima annata in Sardegna è stata significativa. Il debutto con la maglia del Cagliari arriva il 24 agosto, quando viene schierato titolare all’Unipol Domus nella sfida contro la Fiorentina.

    Il primo gol con il club rossoblù arriva il 23 settembre in Coppa Italia contro il Frosinone. Poco dopo, il 5 ottobre, trova anche la prima rete in Serie A, segnando sul campo dell’Udinese. Complessivamente la sua prima stagione in rossoblù si chiude con 30 presenze, 6 gol e 2 assist, numeri che gli hanno permesso di lasciare il segno nel percorso della squadra.

    Anche all’inizio di questa stagione Borrelli è stato utilizzato da Fabio Pisacane, entrando dalla panchina nelle prime due gare di Serie A 2026/2027.

    La nuova sfida in Turchia

    Ora per il centravanti arriva una nuova opportunità. Il trasferimento al Çaykur Rizespor rappresenta la prima esperienza internazionale della carriera per Borrelli, chiamato a confrontarsi con un nuovo campionato e una realtà diversa dal calcio italiano.

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  • Mendy il rapace, pregi e difetti di un diamante ancora grezzo

    Tra gli elementi più interessanti del nuovo Cagliari c’è sicuramente Paul Mendy. Il centravanti classe 2007 rappresenta uno dei profili più particolari della rosa rossoblù, un attaccante ancora in fase di formazione ma già capace di mostrare caratteristiche difficili da trovare in un giocatore della sua età.

    Anche nella sfida di Coppa Italia contro il Verona, nonostante l’eliminazione del Cagliari, Mendy è stato protagonista di una prestazione con luci e ombre, che permette di analizzare diversi aspetti del suo gioco.

    Il lavoro senza palla è una delle sue qualità

    Uno degli elementi più interessanti riguarda il contributo senza palla. Mendy è un attaccante moderno, molto coinvolto anche quando la squadra deve difendere. La sua capacità di muoversi e coprire ampie zone del campo permette al Cagliari di avere un primo riferimento aggressivo nel pressing.

    Non sempre i tempi dell’attacco alla costruzione avversaria sono perfetti e in alcune situazioni dà l’impressione di inseguire il pallone più che indirizzare realmente l’azione degli avversari. Tuttavia, il suo impegno è evidente: il giovane centravanti spende molte energie nel tentativo di disturbare la prima costruzione della squadra rivale.

    Movimento e ricerca dello spazio

    Un altro aspetto positivo riguarda la disponibilità nel farsi trovare dai compagni. Mendy non è un attaccante statico: cerca continuamente soluzioni, alternando movimenti in profondità e tentativi di venire incontro per ricevere il pallone.

    La scelta del movimento corretto deve ancora essere affinata, perché in alcune occasioni deve migliorare la lettura tra attaccare lo spazio alle spalle della difesa o offrire una soluzione corta. Per i difensori avversari, però, resta un giocatore difficile da leggere proprio per questa varietà di movimenti.

    Il limite: proteggere meglio il pallone

    L’aspetto sul quale Mendy deve maggiormente lavorare è la gestione del pallone spalle alla porta. Il Cagliari spesso lo cerca come riferimento offensivo, ma il classe 2007 deve migliorare nella protezione della sfera e nella capacità di far salire la squadra.

    In questo aspetto la differenza rispetto a centravanti già affermati come Pio Esposito è evidente. Prendiamo ad esempio l’attaccante dell’Inter non per fare paragoni, ma per capire cosa si intende. Esposito ha mostrato contro il Cagliari una grande capacità nel difendere il pallone, resistere alla pressione dei difensori e distribuire ai compagni. Tantissime volte i nerazzurri lo hanno cercato e lui ha bloccato il pallone, piantato i piedi al terreno, protetto col corpo senza farsi spostare di un millimetro, per poi smistare ai compagni che nel frattempo guadagnavano metri.

    Mendy, invece, è ancora alla ricerca della giusta sicurezza nello stop e nella gestione dei duelli fisici. Spesso infatti non controlla bene il pallone servito spalle alla porta, se lo allunga, oppure semplicemente non riesce a proteggerlo pur avendolo addomesticato. Ma si tratta di un limite normale per un giocatore così giovane e che potrà essere migliorato attraverso il lavoro quotidiano.

    Il vero talento: il fiuto del gol

    La caratteristica che più colpisce, però, è un’altra: l’istinto sotto porta. Mendy sembra avere una qualità rara, quella di percepire in anticipo dove può arrivare il pallone e farsi trovare nel posto giusto al momento giusto.

    Senza creare paragoni diretti, il suo modo di interpretare alcune situazioni ricorda quello dei grandi rapaci d’area di rigore degli anni a cavallo tra i ’90 e i 2000. Per le movenze che ha in mezzo all’area, e ribadiamo che non è un paragone qualitativo ma solo per esemplificare meglio la tipologia di giocatore, la somiglianza con Pippo Inzaghi è palese.

    La rete contro il Verona in Coppa Italia ne è un esempio: una giocata tecnicamente complessa, frutto di agilità e coordinazione, ma soprattutto una soluzione che nasce dalla capacità di leggere prima degli altri la traiettoria del pallone. Un’altra dimostrazione era arrivata contro il Parma, quando aveva colpito il palo riuscendo a trasformare un pallone rasoterra in una girata pericolosa con grande rapidità.

    Pisacane dovrà valorizzarne le qualità

    Mendy è ancora un giocatore da costruire. Fuori dall’area di rigore deve migliorare diversi aspetti e non è ancora un attaccante che ruba l’occhio palla al piede. La sua forza, però, è quella di riuscire a diventare pericoloso ogni volta che entra nella zona decisiva del campo.

    Per un centravanti questa non è una qualità secondaria. Il compito di Fabio Pisacane sarà ora quello di accompagnarne la crescita, lavorando sui punti deboli senza limitarne l’istinto offensivo. Perché il talento più difficile da allenare, quello del gol, Mendy sembra averlo già dentro.

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  • Belotti può ripartire dal Modena, il Gallo vicino alla firma

    Andrea Belotti è pronto a una nuova sfida. L’attaccante classe 1993 è infatti vicino alla firma con il Modena, formazione attualmente protagonista in Serie B. L’accordo tra il giocatore e il club emiliano sarebbe ormai ai dettagli, con il trasferimento favorito anche da una recente operazione in uscita.

    Il Modena libera un posto in attacco

    Il club gialloblù ha infatti ufficializzato la cessione di Pedro Mendes al Gençlerbirliği, squadra della massima serie turca, campionato nel quale il mercato è ancora aperto.

    La partenza dell’attaccante ha permesso al Modena di liberare uno spazio nel reparto offensivo, che secondo le principali fonti di mercato sarà occupato proprio da Belotti. Il tecnico Daniele Galloppa potrà quindi contare su un giocatore di grande esperienza per affrontare il campionato cadetto.

    La ripartenza dopo il difficile periodo al Cagliari

    Belotti arriva da un periodo complicato. L’attaccante era rimasto senza squadra dopo la sfortunata esperienza al Cagliari, condizionata dalla grave lesione del legamento crociato riportata lo scorso autunno. Il giocatore sembrava destinato a proseguire la propria avventura in Sardegna e a inizio luglio, infatti, era stato trovato un accordo per il rinnovo del contratto. Tuttavia l’esito negativo delle visite mediche aveva fatto saltare l’operazione. Da quel momento il “Gallo” ha iniziato la ricerca di una nuova opportunità.

    Il trasferimento al Modena rappresenta ora una possibilità importante per rilanciarsi. Belotti porta con sé un bagaglio di esperienza costruito attraverso anni ai massimi livelli del calcio italiano, con numerose stagioni in Serie A e la fascia da capitano della Nazionale in passato. La nuova avventura in Serie B potrebbe essere il contesto ideale per ritrovare continuità e condizione fisica.

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  • Cagliari Women, il club presenta il nuovo modello che unisce Calcio a 11 e Futsal

    Il Cagliari Calcio Women apre una nuova fase del proprio percorso con un progetto dedicato alla crescita delle giovani calciatrici, attraverso l’integrazione tra calcio a 11 e calcio a 5. La nuova iniziativa nasce dall’unione tra il ritorno della Prima squadra femminile e l’esperienza maturata dal 2024 nel futsal con la Mediterranea, dando vita a un modello tecnico che punta a valorizzare le caratteristiche delle due discipline.

    Il progetto è stato presentato all’Unipol Domus alle famiglie delle circa 90 atlete dell’Attività di Base rossoblù, comprese tra le categorie Under 10 e Under 15.

    Due discipline, un unico percorso di crescita

    La filosofia alla base del progetto è quella di considerare calcio a 11 e futsal come strumenti complementari, non come percorsi separati. Le metodologie condivise e le attività specifiche permetteranno alle giovani calciatrici di sviluppare un bagaglio tecnico e tattico più completo.

    Le situazioni di gioco tipiche del calcio a 11 e del calcio a 5 entreranno così a far parte di un unico percorso formativo, migliorando capacità decisionali, tecnica individuale e lettura degli spazi. L’iniziativa è seguita con attenzione anche dal Settore Tecnico di Coverciano della FIGC e rappresenta una delle prime esperienze in Italia dedicate allo sviluppo strutturato di un percorso comune tra le due discipline nel settore giovanile femminile.

    L’esperienza della Mediterranea come base

    Il progetto nasce anche dai risultati ottenuti dalla Mediterranea Calcio a 5, il cui percorso ha portato il futsal femminile rossoblù fino alla Serie A e alla qualificazione ai Playoff Scudetto per due stagioni consecutive.

    Da questa esperienza prende forma un progetto più ampio, con l’Attività di Base come elemento centrale per creare una vera filiera del calcio femminile.

    Dall’Under 10 all’Under 15 un percorso comune

    Le giovani atlete delle categorie comprese tra Under 10 e Under 15 potranno partecipare alle attività e alle competizioni federali di entrambe le discipline grazie alla possibilità del doppio tesseramento.

    L’obiettivo è permettere a ogni calciatrice di sviluppare competenze diverse e completare il proprio percorso di crescita. Al termine della fase comune, dopo l’Under 15, ogni atleta potrà scegliere il proprio percorso: continuare nel calcio a 11 oppure dedicarsi al futsal, sempre all’interno del progetto rossoblù.

    Un serbatoio per le prime squadre

    L’Attività di Base diventa così il punto di partenza per alimentare le due principali realtà femminili del club. Da una parte la Prima squadra di calcio a 11, che torna in campo nella stagione in corso, dall’altra la formazione di calcio a 5 impegnata in Serie A. Due strade differenti, ma unite dalla stessa identità e da una formazione condivisa.

    Il progetto sarà coordinato da Max Canzi, direttore del Settore Giovanile del Cagliari Calcio. Al suo fianco lavoreranno Oscar Erriu, coordinatore dell’attività agonistica e pre-agonistica, Anna Piras, coordinatrice tecnica del settore femminile rossoblù, e Corrado Melis, già presidente della Mediterranea Calcio a 5, con un focus specifico sul futsal. Piras seguirà principalmente la Prima squadra e l’Under 17.

    Alla presentazione era presente anche Renato Troffa, CEO di Reach Aut, partner strategico del progetto femminile rossoblù, che affiancherà atlete e staff durante la stagione attraverso RA Consulting. Confermati inoltre per il terzo anno consecutivo i partner Onali Immobiliare e Casa Ortofrutta a sostegno dell’attività giovanile.

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  • Zappa, a Cagliari mai avversario: gli applausi dell’Unipol Domus alla prima da ex

    I ritorni da ex non sono mai banali. C’è chi viene accolto con freddezza, chi con qualche fischio e chi invece riesce a conquistare un riconoscimento raro, quello dell’intero pubblico. È quanto accaduto a Gabriele Zappa durante Cagliari-Verona di Coppa Italia, una gara terminata con l’eliminazione dei rossoblù dalla competizione dopo la sconfitta per 2-1, ma che ha regalato un momento di grande sportività.

    Al minuto 68 il terzino è entrato in campo con la maglia del Verona, pochi giorni dopo aver lasciato il Cagliari per iniziare una nuova esperienza in gialloblù. Ad accoglierlo non sono arrivati fischi, ma un lungo e sentito applauso.

    L’abbraccio dell’Unipol Domus

    L’ingresso di Zappa è stato accompagnato da una vera e propria standing ovation dell’Unipol Domus, con tutto lo stadio pronto a riconoscere il percorso vissuto dal giocatore in Sardegna. Un momento speciale per un calciatore che ha trascorso sei stagioni con la maglia rossoblù, diventando un elemento conosciuto e apprezzato dall’ambiente.

    La separazione dal Cagliari è arrivata dopo una scelta condivisa. Il giocatore aveva compreso che le idee tattiche di Fabio Pisacane non avrebbero garantito lo spazio desiderato e ha deciso di cambiare squadra per ritrovare continuità. Una decisione presa senza tensioni, senza polemiche, senza dichiarazioni roboanti dell’entourage e senza “stress”.

    Proprio il modo in cui è maturato il trasferimento ha contribuito al rapporto positivo tra Zappa e il mondo rossoblù. La società, il tecnico e i tifosi hanno compreso la scelta del terzino, che ha lasciato la Sardegna dopo aver sempre dimostrato disponibilità e attaccamento alla maglia. Nessuna rottura, nessuna porta sbattuta: solo un saluto accompagnato dal rispetto per il percorso compiuto.

    Meritato

    Sui social Zappa ha raccontato l’emozione vissuta. “È stata una serata che porterò con me a lungo…”, ha scritto il giocatore dopo la partita. Anche la moglie Sara ha condiviso su una stories su Instagram il momento del suo ingresso in campo con un cuore dedicato all’Unipol Domus.

    Non è facile ricevere un omaggio del genere da un pubblico come quello sardo, che spesso ha riservato fischi anche a veri e propri figli della propria terra come successo a Nicolò Barella nella sfida contro l’Inter. Il pubblico di Cagliari è particolare e non basta la caratura internazionale o un folto bottino di gol a conquistare gli onori anche da ex. Solo ai giocatori che si distinguono per cuore e attaccamento viene riservato un trattamento così speciale. Zappa ha avuto il merito di entrare in una cerchia molto ristretta di “sardi ad honorem”.

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  • (SONDAGGIO) – Che voto date al mercato del Cagliari?

    Si è chiusa la sessione estiva di calciomercato e il Cagliari ha completato una profonda opera di rinnovamento della rosa affidata a Fabio Pisacane. La società rossoblù ha lavorato su tutti i reparti con l’obiettivo di costruire una squadra più giovane, dinamica e con maggiori alternative a disposizione dell’allenatore.

    La strategia scelta dal club è stata chiara: affiancare giovani prospetti di talento a giocatori già esperti del campionato italiano e internazionale, creando un equilibrio tra futuro e affidabilità immediata.

    Gli acquisti

    Uno degli ultimi tasselli del mercato è stato Yukinari Sugawara, terzino del Southampton e della nazionale giapponese. Sugawara porta qualità, corsa e conoscenza del calcio europeo, caratteristiche che lo rendono un elemento importante per il sistema di Pisacane. In difesa il Cagliari ha inoltre aggiunto Raphael Kofler, giovane centrale arrivato dal Südtirol. Un investimento orientato alla crescita del giocatore, con l’obiettivo di ampliare le soluzioni nel reparto arretrato.

    La zona centrale del campo è stata una delle aree maggiormente rinnovate. Tra i nuovi arrivi spicca Alessandro Romano, arrivato dalla Roma, considerato uno dei profili più interessanti del nuovo progetto rossoblù. Sempre in mediana sono arrivati Yanis Massolin dall’Inter, Jacopo Fazzini dalla Fiorentina, Harry Winks dal Leicester e Roberto Gagliardini svincolato. A completare il settore è arrivato anche Akarakiri, prelevato dall’Everton Under 18, un’operazione rivolta soprattutto alla valorizzazione di un giovane talento.

    Anche il reparto offensivo ha vissuto numerosi cambiamenti. Il Cagliari ha accolto Daniel Maldini dall’Atalanta, giocatore chiamato a trovare continuità e a confermare il proprio talento in Sardegna. Dal Nizza è arrivato Kevin Carlos, mentre dal Como è stato acquistato Alieu Fadera, esterno offensivo già con esperienza in Serie A.

    La società ha inoltre inserito Riccardo Ciervo dal Sassuolo, profilo duttile capace di ricoprire più ruoli nel reparto avanzato. L’ultimo colpo è arrivato nelle ore finali del mercato con Mbala Nzola dalla Fiorentina, attaccante chiamato ad aumentare peso e presenza offensiva.

    Le partenze

    Sul fronte delle uscite, il Cagliari ha salutato diversi protagonisti della precedente rosa. In attacco hanno lasciato la Sardegna Zito Luvumbo, trasferitosi al Maiorca, e Sebastiano Esposito, passato al Sassuolo dopo una stagione positiva in rossoblù.

    Ha salutato anche Gianluca Gaetano, trasferitosi all’Atalanta.

    Tra gli altri addii figurano i giovani Sebastiano Di Paolo all’Avellino, Raterink all’Ado Den Haag e Agustin Albarracin all’Albacete.

    A centrocampo è arrivata la cessione di Matteo Prati al Racing, mentre in difesa ha lasciato dopo una lunga militanza Gabriele Zappa, passato al Verona.

    Un nuovo Cagliari

    A voi la parola: che voto date al mercato del Cagliari?

    Che voto date al mercato del Cagliari?

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  • Avversarie Cagliari. Lazio in testa ma i tifosi restano distanti dalla società, il DS Fabiani: “Tornate allo stadio”

    La Lazio prova a ricucire il rapporto con la propria tifoseria e Angelo Fabiani sceglie di rivolgere un appello diretto al popolo biancoceleste. Dopo mesi di contestazione nei confronti della società e un avvio di stagione caratterizzato da un Olimpico con ampi spazi vuoti, il direttore sportivo chiede ai sostenitori di tornare vicino alla squadra. Il dato degli abbonamenti, fermi sotto quota 4.200, fotografa una distanza ancora enorme tra il club e una parte importante dell’ambiente.

    Il DS Fabiani ai tifosi: “State vicino alla squadra”

    Il messaggio del direttore sportivo è rivolto soprattutto a chi ha deciso di disertare lo stadio come forma di protesta nei confronti della gestione Lotito. Fabiani non entra nel merito delle motivazioni della contestazione, ma prova a separare il piano societario da quello sportivo. Il concetto è chiaro: i calciatori non dovrebbero pagare le conseguenze dello scontro tra tifoseria e proprietà. “La nostra gente stia vicino a questa squadra, non alla società”, è l’appello lanciato dal dirigente. Il DS invita tutte le parti a cercare un punto d’incontro. Secondo Fabiani, in alcuni momenti fare un passo indietro può permettere di compierne due in avanti e soltanto attraverso il dialogo sarà possibile provare a ricompattare l’ambiente. Il nodo principale continua a essere lo stadio. La Lazio ha iniziato bene sul campo, ma il clima attorno alla società rimane pesante. La campagna abbonamenti non ha prodotto la risposta sperata e il rischio è quello di affrontare una parte importante delle gare interne senza il sostegno abituale del pubblico biancoceleste. Fabiani spera che i risultati possano contribuire a modificare gradualmente la situazione. Il dirigente considera il rapporto tra giocatori e tifosi uno degli elementi decisivi per costruire qualcosa di importante e vuole evitare che la protesta contro la proprietà finisca per isolare la squadra.

    Mercato ok

    Il Direttore Sportivo rivendica anche il lavoro svolto durante una sessione particolarmente complicata. La Lazio è stata costretta a muoversi rispettando rigidi parametri economici, lavorando contemporaneamente sulle entrate e sulle uscite. Fabiani sottolinea il peso delle cessioni, a partire dall’operazione Gila, e considera raggiunti gli obiettivi fissati per rafforzare la squadra. Tra gli ultimi innesti c’è stato anche Albert Gudmundsson, arrivato dalla Fiorentina con una formula particolarmente favorevole per il club. Il giudizio definitivo, però, viene rimandato al campo. Soltanto i risultati potranno dire se la rosa costruita durante l’estate sarà realmente all’altezza delle aspettative.

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  • Cagliari, amarezza di Coppa già alle spalle: si pensa subito al Lecce. Nzola in gruppo

    Niente riposo. Con gli impegni che si susseguono il Cagliari è subito tornato al lavoro al CRAI Sport Center per preparare il prossimo match, la gara dell’Unipol Domus contro il Lecce, posticipo della terza giornata del campionato di Serie A, in programma lunedì 7 settembre alle ore 18.30. L’Eliminazione dalla Coppa Italia è già dimenticata.

    La seduta

    “Due i gruppi di lavoro oggi: i calciatori maggiormente impiegati in Coppa Italia ieri sera hanno svolto una sessione di defaticante in palestra; per gli altri tecnica, serie di possessi e una partitella finale. In campo con il gruppo il neo rossoblù Nzola; lavori personalizzati per Mina“, fa sapere il sito ufficiale.  Domani nuovo allenamento fissato al mattino.

    Pisacane dopo la gara di ieri

    “Io in tribuna? Mi sono sentito un leone in gabbia, per come vivo la partita e perché caratterialmente sono molto focoso-È  stato deleterio per me, ma è solo colpa mia. Questa squalifica, dopo la prima espulsione da allenatore contando anche la Primavera, mi dovrà far capire che non deve più capitare. Nel primo tempo non si è visto il furore, che ci deve appartenere sempre. La cattiveria non deve mai mancare, se vogliamo raggiungere l’obiettivo. Al di là delle scelte fatte per la Coppa Italia, che sarebbero alibi, non sono felice per la prestazione e il risultato”. Il tecnico ha poi allargato la responsabilità all’intero gruppo: “La responsabilità è mia, poi di tutti noi perché non abbiamo fatto quello che volevamo”.

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  • L’ultimo è l’appena arrivato Nzola: ma sono sette i giocatori ex Spezia ora al Cagliari

    Probabilmente mai come quest’anno il Cagliari, profuma un po’ di Golfo dei Poeti di La Spezia. Il perchè sta nella rosa a disposizione di Pisacane. Infatti oltre,  a Alessandro Deiola, che dei rossoblu è il capitano(ì (che con lo Spezia ha disputato 31 gare con 1 rete) vi è una vera e propria nidiata di giocatori che hanno indossato la maglia appunto dello Spezia.

    Volti noti e non

    Per fine prestito vi è rientrato Boris Radunovic, letteralmente disastroso nella sua esperienza in maglia bianca contribuendo in maniera determinante alla retrocessione in Serie C dopo quattordici stagioni tra Serie A e Serie B, rientrato per fine prestito in Sardegna dopo 16 presenze con 25 gol subiti inanellando errori su errori, o forse sarebbe meglio dire orrori. Ieri, schierato titolare in Coppa Italia, ha rimediato due gol (il primo incredibile errore) che sono costati l’eliminazione  col Verona. Appena arrivato in rossoblù il centrocampista elvetico Alessandro Romano, che nonostante sia rimasto solo sei mesi allo Spezia aveva già fatto vedere di che pasta è fatto. Grande personalità per il regista subito mostrata fin dalle prime uscite. 19 presenze con un 1 assist in maglia bianca, già 3 “caps” con 1 gol (splendido) da tre punti  col Cagliari. Uno degli ultimi arrivati è Roberto Gagliardini, mediano d’esperienza, rimasto svincolato. Alcuni di voi lo ricorderanno nella stagione 2014/2015 in Serie B con 15 presenze. Qua, molti di quelli che se lo ricordano, ancora si domandano come abbia fatto a vestire in ben 190 occasioni (con 16 gol e 9 assist, Ndr) la maglia dell’Inter, ma va detto che al suo arrivo allo Spezia era ancora molto acerbo. E poi c’è il terzino goleador Giuseppe Aurelio che ha finora trovato le briciole in campo, ma è appena arrivato da Pisacane. In bianco 65 presenze con 11 gol e 3 assist: score niente male per un quinto di sinistra adattato anche a centrale difensivo.  Volto nuovo ed ex Spezia anche Daniel Maldini che proprio in maglia bianca ha mosso i suoi primi passi da professionista dimostrando discreta qualità, ma pessima continuità. 20 presenze, molte da subentrato, e 3 reti per lui nell’annata 2022/2023 di Serie A, si proprio quella del ritorno in Serie B dopo tre anni.

    Ecco Nzola

    L’ultimo arrivo è stato quello di M’Bala Nzola il bomber angolano grande protagonista della promozione in Serie A e dei successivi tre campionati in massima serie per lo Spezia. Arrivò a parametro zero dal Trapani. Non legò assolutamente con Thiago Motta, ma con Italiano e Gotti diede il meglio di sé. 102 presenze con 35 gol e 7 assist e un’importante plusvalenza: la Fiorentina lo pagò 12 milioni e 600.000 € al Club di via Melara!

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