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La Coppa Italia torna protagonista e stasera alla Unipol Domus va in scena la sfida tra Cagliari ed Hellas Verona. Una partita che vale l’accesso agli ottavi di finale, dove ad attendere la vincente ci sarebbe la Roma.
Entrambe le formazioni hanno dovuto ricorrere ai calci di rigore per superare il primo ostacolo della competizione: i rossoblù hanno eliminato l’Arezzo grazie al penalty decisivo di Alessandro Deiola, mentre gli scaligeri hanno avuto la meglio sulla Virtus Entella dal dischetto.
Per la squadra di Fabio Pisacane la Coppa Italia rappresenta anche un’occasione per reagire dopo la sconfitta casalinga rimediata contro l’Inter in campionato.
Il Cagliari, reduce dal quattordicesimo posto della passata Serie A, vuole sfruttare il fattore campo e la spinta del proprio pubblico per conquistare il passaggio del turno. La squadra è ancora alla ricerca del miglior equilibrio, anche alla luce di un mercato che ha modificato in parte l’organico, e la gara contro il Verona può offrire indicazioni preziose sul piano tattico e della condizione.
Dall’altra parte ci sarà un Verona chiamato a invertire la rotta dopo un inizio di stagione tutt’altro che semplice. Gli scaligeri, appena retrocessi in Serie B, hanno superato il primo turno di Coppa Italia contro la Virtus Entella soltanto ai rigori.
Anche in campionato sono arrivati risultati poco convincenti: prima la sconfitta contro l’Ascoli, poi il pareggio con il Padova. La priorità resta naturalmente il ritorno immediato in Serie A, motivo per cui il tecnico Marco Baroni potrebbe affidarsi al turnover. La Coppa, però, resta un’occasione importante per ritrovare fiducia.
CAGLIARI (4-3-3): Caprile; Ze Pedro, Kofler, Obert, Aurelio; Romano, Gagliardini, Liteta; Fadera, Carlos, Felici. All. Pisacane.
HELLAS VERONA (4-2-3-1): Perilli; Zappa, Korac, Edmundsson, Bradaric; Bernede, Le Borgne; Compagnon, Kastanos, Sarr; Mulattieri. All. Baroni.
Il Cagliari parte con i favori del pronostico, forte della categoria superiore e del fattore campo. I rossoblù possono contare su una rosa costruita per affrontare la Serie A e sulla spinta della Unipol Domus, mentre il Verona arriva all’appuntamento in una fase di assestamento dopo la retrocessione.
La partita potrebbe comunque riservare insidie, soprattutto qualora entrambe le squadre decidessero di ruotare diversi elementi. Il Cagliari resta però la formazione con maggiori possibilità di imporsi e di conquistare il pass per gli ottavi, dove troverebbe una sfida di grande prestigio contro la Roma.
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La notizia principale delle prime pagine dei quotidiani sportivi riguarda l’Inter e la separazione da Piero Ausilio, storico direttore sportivo nerazzurro. Dopo 28 anni di collaborazione, il dirigente lascia il club al termine di una lunga esperienza caratterizzata da numerose operazioni di mercato e successi sportivi.
Secondo quanto riportato, la società avrebbe proposto un nuovo accordo con durata annuale, mentre Ausilio avrebbe valutato una soluzione differente. Al suo posto è indicato Dario Baccin, chiamato a raccogliere il testimone all’interno dell’area sportiva. Anche Giuseppe Marotta ha commentato la scelta, sottolineando il rapporto costruito negli anni con Ausilio.
In casa Juventus continua invece il lavoro per costruire una squadra con una nuova identità. Il protagonista delle copertine è Jhon Lucumí, difensore colombiano presentato come un elemento scelto per aumentare solidità e personalità del reparto arretrato. Il giocatore ha raccontato il suo entusiasmo per il progetto bianconero e il rapporto con l’allenatore Luciano Spalletti, descritto come un tecnico esigente alla ricerca della perfezione.
Grande attenzione anche per Nick Woltemade, nuovo attaccante della Juventus, che ha parlato delle proprie caratteristiche e dell’ispirazione ricevuta da Zlatan Ibrahimović. Il centravanti tedesco ha spiegato di puntare su intelligenza di gioco, capacità di segnare e di creare assist per i compagni.
Il mercato resta al centro delle strategie dei club. La Juventus viene indicata tra le società più attive, mentre l’Inter lavora sulla nuova organizzazione dopo il cambio dirigenziale.
Le prime pagine riportano anche aggiornamenti sulle altre squadre di Serie A. La Roma continua a valutare il proprio organico, con particolare attenzione al reparto offensivo, mentre il Torino festeggia il passaggio del turno in Coppa Italia dopo l’eliminazione del Monza.
Tra le operazioni di mercato viene inoltre evidenziata la spesa del Manchester City per il centrocampo, con investimenti importanti su nuovi interpreti del reparto.
Il calcio italiano entra così in una fase di preparazione alla stagione con grandi cambiamenti societari, nuovi protagonisti e strategie rinnovate.
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L’Hellas Verona ha diramato l’elenco dei convocati per la trasferta di Cagliari, dove domani affronterà i rossoblù all’Unipol Domus nei Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sono 23 i giocatori scelti da Marco Baroni per la sfida alla formazione guidata da Fabio Pisacane. Tra le novità spicca la presenza immediata di Edoardo Iannoni, uno degli ultimi rinforzi arrivati dal mercato estivo: il centrocampista è stato inserito nella lista e sarà quindi a disposizione del tecnico gialloblù.
Non figura invece tra i convocati Caleb Ekuban, altro acquisto concluso dal Verona nelle battute finali della sessione estiva. Baroni dovrà fare a meno anche di diversi elementi già indisponibili.
Assente Pawel Dawidowicz, ancora alle prese con il problema alla caviglia accusato prima della partita contro il Padova. Non partiranno per la Sardegna neppure Domagoj Bradaric e Vermesan, oltre ai lungodegenti Mosquera e Serdar.
Tra i difensori convocati compare naturalmente Gabriele Zappa, protagonista di un curioso incrocio con il proprio recentissimo passato. L’esterno ha infatti lasciato il Cagliari soltanto negli ultimi giorni del mercato e avrà subito la possibilità di tornare all’Unipol Domus da avversario.
Un ritorno particolare per un calciatore che ha trascorso numerose stagioni in rossoblù e che conosce perfettamente ambiente, stadio e diversi dei giocatori che giovedì si troverà di fronte.
Portieri: Leali, Toniolo, Perilli.
Difensori: Zappa, Edmundsson, Slotsager, Tagne, Calabrese, Korac, Cham, De Battisti.
Centrocampisti: Le Borgne, Kastanos, Harroui, Lella, Bernede, Iannoni.
Attaccanti: Sarr, Compagnon, Livramento, Mulattieri, Cerbone, Sezonienko.
Nonostante le defezioni, il Verona si presenterà in Sardegna con diverse possibilità soprattutto nel reparto offensivo. Sarr, Livramento e Mulattieri rappresentano le principali opzioni centrali, mentre Compagnon può offrire caratteristiche differenti.
Il confronto dell’Unipol Domus sarà una gara senza appello: trattandosi di un turno a eliminazione diretta, Cagliari e Verona si giocheranno in una sola serata l’accesso alla fase successiva della Coppa Italia.
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Il Cagliari ha cambiato profondamente volto senza aprire il portafoglio quanto buona parte delle concorrenti. È questo uno degli aspetti più interessanti che emerge dalla classifica relativa alle spese del calciomercato estivo 2026 delle venti società di Serie A.
Secondo la graduatoria riportata da Transfermarkt, i rossoblù occupano infatti l’ultimo posto con 7,9 milioni di euro investiti, una cifra lontanissima da Milan e Juventus. Eppure poche squadre hanno vissuto una trasformazione dell’organico paragonabile a quella costruita dal direttore sportivo Pietro Accardi.
A dominare la classifica è il Milan con 165 milioni, appena davanti alla Juventus, ferma a 164,3. Terza la Fiorentina con 150,3 milioni, quindi Roma a 124,5 e Inter a 101.
Più distanziato il Napoli, con 71,2 milioni, seguito dal Como a 64. Nella seconda parte della graduatoria gli investimenti scendono progressivamente sino ad arrivare ai 7 milioni del Cagliari, preceduto dal Lecce a quota 9 e dal Sassuolo con 13,5.
Una forbice impressionante: il Milan avrebbe investito sul mercato oltre venti volte quanto il club rossoblù.
Ed è proprio qui che il dato diventa interessante. Il Cagliari è ultimo per denaro investito sui cartellini, ma certamente non per attività sul mercato.
Accardi ha lavorato su prestiti, diritti e obblighi di riscatto, parametri zero e operazioni capaci di diluire gli eventuali investimenti nel tempo. Nel giro di poche settimane sono arrivati, tra gli altri, Harry Winks, Jacopo Fazzini, Daniel Maldini, Giuseppe Aurelio, Alieu Fadera, Kevin Carlos, Riccardo Ciervo, Yanis Massolin, Roberto Gagliardini, Yukinari Sugawara e M’Bala Nzola.
Parallelamente sono state completate numerose uscite, trasformando quasi completamente il gruppo che Fabio Pisacane aveva portato in ritiro in Val Camonica.
Il punto, quindi, è distinguere la spesa immediata dal valore complessivo della campagna trasferimenti.
Il Cagliari ha scelto un mercato finanziariamente prudente, sfruttando formule che consentono di contenere l’esborso nell’estate 2026. Una strategia che presenta evidenti vantaggi, perché riduce il rischio economico e permette di valutare alcuni giocatori prima di impegnarsi definitivamente, ma che sposta eventualmente parte dei costi sulle stagioni successive.
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Sono 25 i calciatori convocati da Fabio Pisacane per Cagliari-Hellas Verona, gara valida per i Sedicesimi di finale di Coppa Italia in programma giovedì 3 settembre all’Unipol Domus. La lista ufficializzata dal club rossoblù presenta diverse novità legate agli ultimi giorni di mercato e offre qualche indicazione sulle scelte a disposizione dell’allenatore.
Spiccano soprattutto le prime convocazioni di Roberto Gagliardini e Yanis Massolin, due degli ultimi rinforzi consegnati a Pisacane. Il centrocampista italiano indosserà la maglia numero 21, mentre il francese ha scelto il 79.
Entrambi hanno già lavorato con il gruppo al CRAI Sport Center e potranno dunque essere utilizzati contro il Verona. La partita di Coppa potrebbe rappresentare la prima occasione per vedere all’opera almeno una parte del Cagliari ridisegnato dal mercato estivo, anche alla luce della necessità di gestire il terzo impegno nel giro di pochi giorni.
Pisacane aveva già anticipato la volontà di effettuare qualche cambiamento, senza però stravolgere la squadra, parlando di opportunità piuttosto che di semplice turnover.
La principale sorpresa della lista arriva dal settore giovanile. È stato infatti convocato anche Alessandro Sugamele, attaccante dell’Under 20, che indosserà il numero 35.
Presenti inoltre diversi giovani già inseriti nel giro della prima squadra, tra cui Liteta, Akarakiri, Sulev e Grandu.
Non compare invece Yukinari Sugawara. Pisacane aveva spiegato nelle ore precedenti che il giapponese non sarebbe stato utilizzabile in attesa del completamento dell’iter relativo al visto. Fuori dalla lista anche M’Bala Nzola, che ha appena svolto i primi lavori ad Assemini dopo il trasferimento dalla Fiorentina.
Assenti, come previsto, Yerry Mina e Gennaro Borrelli, entrambi impegnati in un programma personalizzato, oltre a Kevin Carlos, in Spagna con un permesso per motivi familiari.
Tra i tre portieri figurano Caprile, Sherri e Radunovic. Proprio quest’ultimo partirà titolare contro il Verona, come annunciato direttamente da Pisacane alla vigilia.
La Coppa offrirà così spazio anche a calciatori meno utilizzati nelle prime uscite stagionali, pur mantenendo un obiettivo inequivocabile: superare il turno e proseguire il cammino nella competizione.
Portieri: Caprile, Radunovic, Sherri.
Difensori: Aurelio, Grandu, Kofler, Obert, Rodríguez, Zé Pedro.
Centrocampisti: Adopo, Akarakiri, Deiola, Fazzini, Gagliardini, Liteta, Massolin, Romano, Sulev, Winks.
Attaccanti: Ciervo, Fadera, Felici, Maldini, Mendy, Sugamele.
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Il Cagliari si avvicina all’appuntamento di domani con l’Hellas Verona, valido per i Sedicesimi di Finale di Coppa Italia. Alla vigilia della gara dell’Unipol Domus, in programma giovedì 3 settembre alle ore 21, la squadra di Fabio Pisacane ha sostenuto una nuova seduta al CRAI Sport Center di Assemini.
Un allenamento particolarmente interessante anche per la presenza di diversi protagonisti dell’ultima, movimentata fase del calciomercato rossoblù.
La sessione è iniziata con una fase di attivazione, prima di lasciare spazio al lavoro tattico. Lo staff tecnico ha concentrato una parte importante dell’allenamento su una serie di sviluppi di gioco, in vista di una partita che non ammetterà errori: contro il Verona, infatti, il passaggio del turno si deciderà in gara secca.
Buone indicazioni arrivano soprattutto dai nuovi arrivati. Roberto Gagliardini, Yanis Massolin e Yukinari Sugawara hanno lavorato regolarmente insieme ai compagni.
Per Pisacane si tratta di un passaggio importante nel processo di inserimento degli ultimi rinforzi, arrivati in Sardegna al termine di una campagna trasferimenti che ha modificato profondamente la fisionomia della rosa.
La giornata ha segnato anche il primo contatto con il centro sportivo rossoblù per M’Bala Nzola. L’attaccante, ultimo rinforzo per il reparto offensivo del Cagliari, ha svolto i suoi primi lavori insieme ai compagni al CRAI Sport Center.
Le sue condizioni verranno naturalmente valutate dallo staff, considerando il pochissimo tempo trascorso insieme alla nuova squadra. Pisacane aveva già anticipato che l’impiego dei nuovi arrivati sarebbe stato deciso tenendo conto sia dello stato di forma sia dei giorni di allenamento accumulati con il gruppo.
Proseguono invece con un programma differenziato Yerry Mina e Gennaro Borrelli. Entrambi hanno svolto lavoro personalizzato e non sono quindi rientrati nella normale attività collettiva.
Per Mina l’assenza contro l’Hellas Verona era già stata anticipata dallo stesso Pisacane: il colombiano è vicino al recupero, ma non verrà rischiato nella sfida di Coppa Italia. Continueranno invece le valutazioni quotidiane sulle condizioni di Borrelli.
Il Cagliari completerà la preparazione nella mattinata di domani, quando ad Assemini è prevista la rifinitura.
Sarà l’ultimo passaggio prima di trasferire l’attenzione sull’Unipol Domus, dove in serata i rossoblù si giocheranno contro il Verona l’accesso al turno successivo della Coppa Italia. Una sfida che arriva immediatamente dopo la chiusura del mercato e che potrebbe offrire a Pisacane le prime occasioni per iniziare a inserire concretamente alcuni dei nuovi tasselli della sua rinnovata rosa.
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Il Cagliari archivia il mercato e torna a concentrarsi esclusivamente sul campo. Alla vigilia della sfida contro l’Hellas Verona, valida per i Sedicesimi di finale di Coppa Italia e in programma giovedì 3 settembre alle ore 21 all’Unipol Domus, Fabio Pisacane ha tracciato la rotta attraverso i canali ufficiali del club.
Il tecnico rossoblù parte dalla sconfitta contro l’Inter, dalla quale vuole conservare soprattutto l’atteggiamento mostrato dalla squadra.
Per Pisacane non può esserci soddisfazione dopo una sconfitta, ma il confronto con i nerazzurri ha comunque consegnato alcuni segnali incoraggianti. Il Cagliari è rimasto dentro la gara sino alla fine, mostrando ordine, sacrificio e personalità contro un avversario di livello elevato.
Il passo successivo dovrà però essere concreto: migliorare la gestione delle situazioni dopo il recupero del pallone e diventare maggiormente incisivi negli ultimi metri. Il concetto espresso dall’allenatore è netto: “Le buone prestazioni devono diventare risultati”.
Con la chiusura della sessione estiva termina anche una fase particolarmente movimentata per la costruzione della rosa. Gli ultimi innesti, Yukinari Sugawara e M’Bala Nzola, vengono indicati da Pisacane come elementi capaci di completare il gruppo con caratteristiche differenti.
Il giapponese garantisce qualità, corsa ed esperienza sulla fascia, mentre Nzola aggiunge forza fisica, profondità e presenza offensiva.
Adesso, però, le etichette devono sparire. “Non esistono più nuovi o vecchi: esiste il Cagliari“, ha sottolineato Pisacane, consapevole che dopo una campagna acquisti profondamente rivoluzionaria il problema principale sarà accelerare la costruzione degli automatismi.
La Coppa Italia non concede margini. Contro l’Hellas servirà quindi un Cagliari immediatamente dentro la partita.
Pisacane si aspetta un Verona verticale, fisico e aggressivo, capace di attaccare bene gli spazi. Il fattore campo rappresenterà un elemento importante, ma il passaggio del turno dovrà essere conquistato attraverso la prestazione.
L’obiettivo dichiarato è quello di imporre progressivamente l’identità rossoblù, senza aspettare l’avversario e con un approccio caratterizzato da attenzione e intensità.
La partita avrà inevitabilmente anche un contenuto emotivo: il ritorno a Cagliari di Gabriele Zappa, appena trasferitosi al Verona dopo diverse stagioni in Sardegna.
Pisacane non nasconde il piacere di ritrovare il suo ex giocatore, ricordandone il lungo percorso in rossoblù e il segno lasciato nel club. Dal fischio d’inizio, però, ogni legame verrà momentaneamente accantonato: “Ognuno difenderà la propria maglia“.
Le tre partite concentrate nell’arco di otto giorni porteranno inevitabilmente a qualche cambiamento. Pisacane evita però la parola turnover, preferendo parlare di opportunità per una rosa nella quale tutti dovranno sentirsi coinvolti.
Una scelta è già stata annunciata: Boris Radunovic giocherà dal primo minuto in porta.
Non ci sarà invece Yerry Mina. Il difensore colombiano è ormai vicino al pieno recupero, ma non verrà rischiato contro il Verona. Ancora lavoro individuale per Gennaro Borrelli, le cui condizioni continuano a essere valutate quotidianamente.
Assente anche Kevin Carlos, che ha ricevuto un permesso ed è attualmente in Spagna per motivi familiari.
Niente esordio immediato, infine, per Yukinari Sugawara. Nonostante sia uno degli ultimi arrivati del mercato rossoblù, il laterale giapponese non potrà essere impiegato contro l’Hellas Verona perché il club è ancora in attesa del visto necessario.
Diverso il discorso per gli altri nuovi innesti, compreso Nzola: Pisacane valuterà sino all’ultimo il loro grado di condizione e soprattutto il limitato tempo trascorso con il gruppo.
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Altro che mercato di ritocco. Il Cagliari che oggi Fabio Pisacane si ritrova tra le mani assomiglia solo in parte a quello salito in Val Camonica poco più di un mese fa. Il gong italiano delle ore 20 di ieri ha consegnato gli ultimi due acquisti, Yukinari Sugawara e M’Bala Nzola; questa mattina è arrivata anche l’appendice svizzera, con Kingstone Mutandwa al Servette in prestito con diritto di riscatto e obbligo condizionato. Prima di partire, lo zambiano ha rinnovato fino al 2030.
Il numero delle operazioni rende bene l’idea: nel riepilogo pubblicato oggi dal club figurano 14 entrate e 17 uscite riguardanti la prima squadra, senza contare i movimenti del settore giovanile e i rientri o le partenze legate ai prestiti terminati. Trentuno caselle mosse sulla scacchiera da Pietro Accardi, alla prima estate da direttore sportivo rossoblù.
Più che una campagna estiva, una rivoluzione.
La fotografia più eloquente risale al 23 luglio. Nell’amichevole di Temù contro la Sampdoria Pisacane schierava Caprile; Zé Pedro, Deiola, Rodríguez e Obert; Adopo, Winks, Romano e Fazzini; davanti Sebastiano Esposito e Kingstone. Gli ultimi due oggi non appartengono più alla rosa a disposizione del tecnico.
Durante quella preparazione c’erano inoltre Zappa, Prati, Di Paolo, Albarracín, Cavuoti, Wieteska, Veroli e altri calciatori successivamente ceduti. Parallelamente sono arrivati, tra la fine del ritiro e settembre, Kofler, Maldini, Aurelio, Kevin Carlos, Fadera, Ciervo, Massolin, Gagliardini, Sugawara e Nzola.
Ecco perché parlare semplicemente di “rosa rinforzata” sarebbe riduttivo: Accardi ha modificato caratteristiche e profondità praticamente in ogni zona del campo.
Il reparto meno toccato è anche quello che offriva meno motivi per intervenire. Elia Caprile resta il titolare e una delle principali certezze tecniche della squadra. Alle sue spalle figurano Alen Sherri e Boris Radunovic, mentre sono usciti Giuseppe Ciocci, a titolo definitivo allo Spezia, e Velizar-Iliya Iliev, destinato al Cosenza.
È probabilmente il settore con meno interrogativi: un titolare definito e alternative conosciute. Qui Accardi ha soprattutto sfoltito.
La cessione che pesa maggiormente in termini di continuità è quella di Gabriele Zappa. Dopo sei stagioni, 215 presenze e un rapporto ormai consolidato con l’ambiente, l’esterno è passato al Verona in prestito con obbligo condizionato.
Per sostituirlo il Cagliari ha aspettato praticamente il gong, scegliendo Yukinari Sugawara. È un cambio di interprete ma anche, potenzialmente, di filosofia. Il giapponese arriva dal Southampton con diritto di riscatto ed è un laterale più portato alla costruzione, alla rifinitura e alla spinta. Il curriculum europeo, comprese le 198 presenze con l’AZ Alkmaar, ne fa uno degli acquisti più intriganti dell’intera campagna.
La struttura formata da Zé Pedro, Mina, Rodríguez e Obert è stata completata dal giovane Raphael Kofler. Giuseppe Aurelio, acquistato definitivamente dallo Spezia fino al 2029, aggiunge una soluzione naturale a sinistra.
La luce è evidente: più alternative e maggiore duttilità. L’ombra riguarda il tempo necessario per ricostruire automatismi che Zappa garantiva quasi a memoria.
È in mezzo che il lavoro di Accardi assume i contorni più interessanti. Harry Winks, acquistato definitivamente dal Leicester, ha portato immediatamente qualità nella gestione del pallone. Alessandro Romano è già passato da scommessa a protagonista, mentre Jacopo Fazzini offre inserimenti e tecnica tra le linee.
A questo nucleo si sono aggiunti nelle ultime ore Roberto Gagliardini, parametro zero con un contratto annuale più opzione, e Yanis Massolin, 197 centimetri ma caratteristiche tutt’altro che da semplice incontrista: può giocare mezzala e trequartista.
Sono rimasti inoltre Adopo e Deiola, aumentando enormemente le possibilità di scelta. Pure in altri reparti, grazie alla loro duttilità.
Ma anche qui il prezzo della rivoluzione è evidente: Gianluca Gaetano è stato ceduto definitivamente all’Atalanta e Matteo Prati è andato al Racing Santander, con obbligo di riscatto condizionato.
Il Cagliari ha sacrificato una parte della propria precedente identità tecnica per costruirne un’altra. Sulla carta il reparto appare più profondo, fisico e internazionale, forse il più completo della rosa. Il problema, semmai, sarà trasformare l’abbondanza in gerarchie.
È davanti che il mercato rossoblù diventa più difficile da giudicare.
In poche settimane sono usciti Luvumbo, Esposito, Albarracín, Di Paolo e infine Kingstone. Quest’ultimo rappresenta un caso emblematico: controriscattato dopo i 16 gol e 4 assist in Austria, protagonista del precampionato e autore del gol contro il Modena a Temù, è stato infine mandato al Servette.
Al loro posto il Cagliari ha costruito un reparto quasi nuovo.
Daniel Maldini porta qualità tra le linee; Alieu Fadera e Riccardo Ciervo velocità e uno contro uno sulle corsie; Kevin Carlos struttura fisica e profondità. Infine M’Bala Nzola, arrivato a titolo definitivo dalla Fiorentina proprio sul gong, rappresenta il tentativo di inserire un centravanti che conosca davvero la Serie A.
Ed è proprio Nzola uno dei grandi temi della stagione. Il suo passato dice che può segnare: con lo Spezia ha realizzato 11 gol in una stagione di Serie A e 13 in un’altra. Il presente racconta però numeri meno brillanti: nella scorsa annata ha segnato tre volte col Pisa e una col Sassuolo.
Accanto a lui ci sono Carlos, Borrelli, Mendy, Trepy (in recupero), oltre agli esterni e a Maldini. Il reparto è persino sovrabbondante nelle caratteristiche, ma manca una certezza assoluta da quindici gol.
Questa è probabilmente l’ombra principale del mercato.
Giudicare oggi questa campagna con un voto secco sarebbe quasi un esercizio al buio.
Le luci sono numerose. È rimasto Caprile. La struttura centrale della difesa non è stata smontata. Sugawara alza il tasso tecnico sulla destra. Il centrocampo presenta Winks, Romano, Fazzini, Adopo, Gagliardini e Massolin, un ventaglio di soluzioni che poche settimane fa era impensabile. Davanti Pisacane dispone di giocatori molto differenti tra loro.
Ma esistono anche ombre precise.
La prima è l’attacco, dove la quantità deve ancora trasformarsi in gol. La seconda riguarda l’altissimo numero di cambiamenti: integrare tanti giocatori in poche settimane significa inevitabilmente concedere tempo agli automatismi. La terza è rappresentata dalle formule. Numerosi innesti sono arrivati in prestito con diritto o obblighi condizionati: una strategia che limita il rischio immediato e offre flessibilità, ma rinvia a giugno molte decisioni patrimoniali.
C’è infine una questione meno misurabile: il Cagliari ha salutato diversi calciatori che conoscevano perfettamente ambiente e meccanismi, su tutti Zappa e Gaetano. Inserire talento è una cosa; trasformare rapidamente tanti individui nuovi in una squadra è un’altra.
Pietro Accardi aveva raggiunto il gruppo in Val Camonica mentre Pisacane stava ancora studiando una squadra in costruzione. Il 23 luglio, dopo il test con la Sampdoria, lo stesso tecnico spiegava che la società sapeva dove intervenire e che non bisognava essere frenetici.
Quarantuno giorni dopo, il quadro è quasi capovolto.
Il direttore sportivo non si è limitato a intervenire: ha aperto il cofano e cambiato buona parte del motore. Adesso Pisacane ha più alternative, più concorrenza e una rosa adattabile a diversi sistemi, ma anche il compito complicato di darle un’identità in tempi rapidissimi.
Il Cagliari 2026-27 nasce dunque da un mercato coraggioso, aggressivo e per certi versi sorprendente. Non mancano operazioni affascinanti e non mancano scommesse. La sensazione è che il potenziale complessivo sia aumentato, soprattutto a centrocampo e nelle alternative offensive. Ma la differenza tra una rivoluzione riuscita e un enorme puzzle di giocatori la stabiliranno due elementi: i gol degli attaccanti e la capacità di Pisacane di trovare rapidamente un undici, o almeno un nucleo, attorno al quale costruire certezze.
Alle 20 di ieri si sono chiuse le porte del mercato italiano. Questa mattina Kingstone ha preso la strada di Ginevra. Ora, finalmente, la rosa non può più cambiare.
E per il Cagliari comincia la parte più interessante: capire che squadra è diventato.
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Ieri si è conclusa la finestra di calciomercato estivo in Italia e negli altri cinque principali campionati europei, ma in altri Paesi c’è ancora tempo per definire delle operazioni in uscita. Come ha fatto il Cagliari questa mattina, cedendo Kingstone Mutandwa agli svizzeri del Servette.
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