Calendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento

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By Fondazione Gramsci Emilia-RomaHistory
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Calendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento episodes

  • 25 novembre - Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne
    Retoriche della violenza. Oltre le immagini e l'immaginario di genere
    di Cristina Gamberi Università di Bologna
    25 novembre | Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne 

    Calendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna 


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    Il 25 novembre è la data designata dalla Nazioni Unite nel 1999 come giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Viene approvata dall'Onu (risoluzione 54/134), con l'obiettivo di invitare governi, istituzioni, organizzazioni internazionali e non governative a promuovere in occasione di questa data delle attività per sensibilizzare l'opinione pubblica. Questa giornata corrisponde al 25 novembre del 1960, in cui vennero uccise tre giovani donne che si opposero alla dittatura di Rafael Trujillo e che furono impegnate nella lotta clandestina insieme ad altre persone. Si tratta delle tre sorelle Mirabal: Minerva Maria Teresa e Patria, che nella Repubblica Dominicana vennero catturate in un’imboscata dai servizi segreti militari, torturate e uccise.

    È con il movimento femminista che questa data viene riattivata, quando nel 1981 a Bogotà si tiene il primo incontro femminista latino-americano e del Caribe, che ne riconosce il valore simbolico, oltre che politico, di un momento fondamentale per la lotta contro la violenza sulle donne. Questa data è stata capace di parlare in modo straordinario al nostro presente e di diventare una data catalizzatrice di uno dei principali terreni politici della contemporaneità, che non è solo quello della violenza contro le donne ma è quello della libertà delle donne e delle loro lotte per contrastare una forma una violenza che è al contempo la causa ma anche il risultato di una storica disuguaglianza fra gli uomini e le donne.

    Si prenderanno in prestito le riflessioni di tre di tre figure, di tre voci femministe che negli ultimi anni hanno contribuito a formulare concetti e strumenti per capire le origini, l'articolazione e la continua permanenza della violenza in un orizzonte che non si ferma alla semplice commemorazione simbolica, ma si nutre di un costante impegno anche intellettuale, e che talvolta nasce da una sofferenza personale. Si tratta di Rita Laura Segato, Michela Murgia ed Elena Cecchettin.
    31 min
  • 7 ottobre 2023 - Un anno dopo l'attacco di Hamas a Israele
    7 ottobre un anno dopo. Quale bilancio?
    di Arturo Marzano Università Roma Tre
    07 ottobre 2023 | Attacco terroristico di Hamas in Israele

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    L’intervento del prof. Marzano proverà a concentrarsi su quattro punti. Intanto su cosa è avvenuto e cosa è successo esattamente. Il secondo punto riguarda le motivazioni: che cosa ha spinto Hamas a compiere il gesto terribile del 7 ottobre? Si proverà a definire il contesto entro cui questi attacchi hanno avuto luogo, fermo restando che cercare di comprendere le motivazioni non vuol dire assolutamente giustificare questo atto terroristico che non ha alcun tipo di giustificazione. Il terzo tema riguarda le conseguenze nel medio periodo su Gaza, sulla Palestina, su Israele, sul contesto regionale e poi in ambito internazionale.

    Nessuno si aspettava che a circa un anno di distanza la guerra sarebbe stata ancora in corso e addirittura si sarebbe estesa anche a sud del Libano. Infine, si proverà, con una certa cautela, a comprendere che tipo di aspettativa possiamo avere in termini di futuro, ovvero cosa potrebbe accadere e cosa possiamo aspettarci dai prossimi mesi.

    L'intervento è stato registrato il 27 settembre 2024, prima dell'attacco iraniano contro Israele.
    28 min
  • 8 settembre 1943 - Armistizio di Cassibile
    8 settembre 1943: un giorno a lungo invisibile. La complicata relazione fra il cinema italiano e l'Armistizio
    di Giacomo Manzoli Università di Bologna
    8 settembre 1943 | Armistizio di Cassibile 

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    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il cinema italiano comincia a rappresentare gli eventi storici legati al conflitto. All’epoca, esso era il principale mezzo di comunicazione di massa, in quanto medium audiovisivo capace di influenzare il dibattito pubblico. Tuttavia, fino agli anni '50, i film che trattano l'Armistizio sono pochi, poiché questo evento costituisce un motivo di imbarazzo per le istituzioni e le forze armate italiane. Negli anni '60, con il mutare del clima politico e l'allentamento della censura, il cinema trova maggiore libertà di espressione. La rappresentazione dell'8 settembre è stata oggetto di diversi tentativi di mascheramento, censura e manipolazione, legati alla necessità di riconciliazione, normalizzazione e, in alcuni casi, deresponsabilizzazione, aspetti che emergono nella narrazione cinematografica di quel periodo. Calendario civile. Approfondimenti sulle date che hanno segnato la storia del Novecento Un percorso di approfondimenti tematici e di brevi lezioni sul calendario civile contemporaneo, per trasmettere l’atmosfera e le riflessioni che hanno caratterizzato la storia del Novecento.
    33 min
  • 2 agosto 1980 - Strage di Bologna
    Le stragi di Bologna. Memorie di guerra e di pace
    di Toni Rovatti Università di Bologna
    02 agosto 1980 | Strage della Stazione di Bologna 
    04 agosto 1974 | Strage del Treno Italicus 

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    Alle 10.25 di sabato 2 agosto 1980 un ordigno ad altissimo potenziale esplode nella sala d'aspetto di seconda classe della Stazione ferroviaria di Bologna. Quello che avviene nello sguardo degli osservatori è una sovrapposizione, anche dei ricordi, con la strage del 1974.  L'attentato al Treno Italicus e la bomba alla Stazione sono stragi che avvengono in un contesto di pace, ma che prendono forma nello sguardo di una generazione di adulti, che ha ancora negli occhi e mantiene vivida la memoria a distanza di 35-40 anni, della violenza di guerra che ha segnato il tessuto sociale e urbano di Bologna.

    Una generazione che guarda alla nuova violenza degli anni '70, attraverso la lente dei propri ricordi e attraverso questi legge il presente, sovrapponendo le immagini della violenza e definendo stratificazioni di memoria. Un richiamo alla violenza fascista, incardinata nelle radici della memoria di guerra della città.
    37 min
  • 4 luglio 1994 - Genocidio dei Tutsi in Rwanda
    Storicizzare la conflittualità in Africa. Il caso del Rwanda
    di Karin Pallaver Università di Bologna
    04 luglio 2024 | Trentesimo anniversario della fine del genocidio in Rwanda

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    Il 4 luglio del 1994 quando le truppe del Fronte patriottico ruandese guidato da Paul Kagame entravano nella capitale del Rwanda , Kigali, ponendo fine alle violenze che erano iniziate il 7 aprile del 1994 e che in 100 giorni avevano causato l'uccisione di circa un milione di Tutsi e Huto moderati.

    Anniversari come questi sono sempre momenti in cui si fanno dei bilanci, e questo in Rwanda significa una riflessione sul lungo processo di riconciliazione che ha interessato il paese dopo un trauma di tali proporzioni, ma anche una riflessione su quelle che sono state le scelte politiche ed economiche fatte dopo il genocidio
    23 min
  • 10 giugno 1924 - Giacomo Matteotti
    Matteotti a Bologna
    di Mirko Grasso
    10 giugno 1924 | Assassinio di Giacomo Matteotti 

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    Il delitto è celebre, ormai è stato indagato ogni istante a partire da quel 10 giugno, però resta ancora in ombra l’importante produzione storiografica di Matteotti sul regime fascista e la sua complessa figura di intellettuale. Bisogna quindi porsi alcune domande che trovano risposta anche soffermandosi sulla città di Bologna e sull’Università. Giacomo Matteotti diventa l’oppositore del regime perché sa indagare alcuni campi e alcune politiche fasciste, possiede gli strumenti della statistica, dell’economia e ha una profonda formazione giuridica.
    Questa formazione la costruisce a Bologna, laureandosi il 7 novembre 1907 in Giurisprudenza su una tematica molto particolare: la recidiva.
    26 min
  • 4 giugno 1989 - Rivolta in Piazza Tien'anmen
    Il massacro di piazza Tian'anmen e le radici del neoliberismo autoritario
    di Gaia Perini Università di Bologna 
    04 giugno 1989 | Massacro di Piazza Tian'anmen

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    Il massacro di piazza Tian'anmen è una data che non viene ricordata in Cina pubblicamente, ed è quasi più commemorata nei paesi occidentali per una serie di ragioni politiche. Nella Repubblica popolare viene ricordata dai cinesi in contesti privati, ma mai in un contesto pubblico e spesso, visto che il 4 giugno è una parola tabù, lo si chiama "35 maggio", un modo ironico e scherzoso ma che restituisce esattamente la cifra stilistica di come sia possibile aggirare la censura per la popolazione cinese su Internet.

    Il 4 giugno 1989 fu un vero e proprio eccidio in cui si stima abbiano perso la vita circa 3000 persone, morti che si innestano anche su un processo di crescita economica e di adozione del neoliberismo per cui non c'è nessuna discrepanza, anzi c'è una piena continuità, tra l'autoritarismo politico e dall'altra parte il lancio delle riforme.
    24 min
  • 1° maggio - Festa dei lavoratori
    La solidarietà nel lavoro
    di Marica Tolomelli Università di Bologna
    1° maggio 2024 | Festa dei lavoratori 

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    Andando alle origini di questa festività dobbiamo ricordare che il 1° maggio nasce fin da subito con una duplice valenza esplicita: come manifestazione di lotta e di festa, a cui va aggiunta una connotazione politica-simbolica. L’indizione di quella giornata diede forma al valore prioritario su cui il movimento operaio si stava affermando nella storia: la solidarietà: solidarietà di classe, solidarietà internazionale o universale espressa nel concetto di unione operaia o nella parola d’ordine 𝘰𝘱𝘦𝘳𝘢𝘪/𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘪 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘮𝘰𝘯𝘥𝘰 𝘶𝘯𝘪𝘵𝘦𝘷𝘪!

    Il Primo maggio non è solo il risultato di una lunga storia ma 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝘀𝗲́ 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗻𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗶 𝗲̀ 𝗱𝗼𝘃𝗲𝗿𝗼𝘀𝗼 𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗳𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼.
    21 min
  • 25 aprile - Festa della Liberazione
    25 aprile. Un nuovo inizio
    di Luca Baldissara, Università di Bologna
    25 aprile 1945 | Liberazione dell'Italia

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    Oggi siamo ormai a 80 anni di distanza dal 25 aprile 1945, dopo decenni di polemiche, di manipolazioni, di distorsioni e di falsificazioni è giunto il momento di riflettere sul significato storico di quella data e di restituire ad essa un senso politico e civile che ha portato a celebrarla fin dall'inizio del dopoguerra. Bisogna quindi chiedersi se ancora quella data del passato ci può interrogare sul presente. Il 25 aprile ha sempre avuto un forte significato, ovvero quello di fare i conti con la storia italiana, con il fascismo e con alcune caratteristiche di fondo della formazione delle classi dirigenti. Possiamo pensare che il 25 aprile possa sganciarsi completamente da questa storia?

    Può il nostro paese fare i conti oggi con la storia del Fascismo e delle responsabilità del Fascismo nello scoppio della Seconda Guerra Mondiale nelle forme più tragiche e sanguinose? Il 25 di aprile fu in qualche modo una festa che assunse il significato anche in relazione a ciò che era successo prima, ai lutti e alle tragedie. Una festa che celebrava la fine della guerra, la festa di un nuovo inizio, dell'inizio della democrazia italiana.

    Intervento a partire da "25 aprile. La storia politica e civile di un giorno lungo ottant'anni. È ancora una data fondamentale per l'Italia di oggi?" di Luca Baldissara (Bologna, Il Mulino, 2024)
    1 hr 16 min
  • 8 marzo - Giornata internazionale della donna
    Il corpo delle donne e la sua rappresentazione mediatica 
    di Roberta Sassatelli, Università di Bologna
    8 marzo | Giornata internazionale della donna

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    L'intervento parte dalla considerazione che fin dall'antichità greco-romana, quello femminile è stato immaginato come la variante particolare, tipicamente subordinata e accessoria, del corpo umano per eccellenza, come il suo «altro da». Gli studi di genere hanno mostrato che il corpo e la sua rappresentazione sono stati uno dei luoghi fondamentali dell'oppressione delle donne. Il corpo femminile è stato a lungo oggettivato nella rappresentazione mediatica: le donne sono state definite dal loro guardare se stesse essere guardate e sono spesso state rappresentate come il polo passivo di una dicotomia che le vedeva oppose agli uomini come polo attivo e dominante.

    Un'analisi delle pubblicità dagli anni Sessanta del Novecento ad oggi ci mostra come si sono andati mescolando i codici di genere: oggi le immagini pubblicitarie affiancano a codici di genere tradizionali nuove modalità di rappresentazione del femminile che strizzano l'occhio a sensibilità post-femministe e arrivano a proporre ibridazioni tra i codici maschili e femminili, accogliendo tensioni verso il superamento dei binarismi. Nel così detto femvertising il discorso sull'empowerment, l'autonomia e la scelta è dominante, ma altrettanto lo è l'individualizzazione e il trionfo del consumo che spesso dimenticano le condizioni strutturali della diseguaglianza di genere.
    17 min

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