Emma è passata dall'essere smemorata, sconcentrata e distratta al fare liste per ogni cosa, è cresciuta in provincia di Ravenna e ora vive a Torino, si definisce queer e soprattutto sa cosa vuol dire uscire, o meglio, fare coming out.
Credo che trenta giorni sia il tempo giusto per abituarsi alle cose, tra l'altro questa cosa sarà in qualche modo nel romanzo e quindi, come sempre, torna tutto.
Gaia sta facendo un'infinita triennale in psicologia e la sua professione è la sugar baby, è nata e cresciuta a Torino e soprattutto sa cosa vuol dire prostituire.
La cosa più assurda è che dopo aver messo il telefono il modalità aereo per non essere disturbata mi ha chiamata proprio la persona di cui vi racconto nella seconda parte dell'episodio, è una coincidenza?