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“Non può essere ateo chi ama Dio, chi lo cerca con cuore sincero”. Così Papa Leone risponde, citando Sant’Agostino a Rocco di Reggio Calabria che ha inviato una lettera alla rivista “Piazza San Pietro”, edita dalla Basilica Vaticana. Il Pontefice, sul numero di febbraio, ringrazia per la poesia di Rocco che chiede un aiuto e domanda se è possibile definirsi ateo e allo stesso tempo amare Dio. “Credo di non credere, assolutamente certo del nulla continuo a bramare Dio. Il mio dramma – aggiunge Rocco nella sua poesia – è Dio! La mia inquietudine è Dio!”. “Quello che Lei afferma – è la risposta del Papa – mi ha fatto subito ritornare alla mente quanto scrive il mio amato padre sant’Agostino nelle Confessioni: ‘Tu eri dentro di me, e io fuori. E là ti cercavo’”. Una citazione che ben mette in luce come la ricerca di Dio sia desiderio. “Il vero problema della fede – prosegue Leone XIV – non è credere o non credere in Dio, ma cercarlo! Lui si lascia trovare dal cuore che lo cerca e, forse, la giusta distinzione da fare non è tanto quella tra credenti e non credenti, ma tra cercatori e non cercatori di Dio”. E allora il Papa aggiunge che si può pensare di essere credenti senza cercare il volto di Dio e quindi senza amarlo, al contrario si può essere convinti di non credere e invece “essere ardenti cercatori del suo volto, amarlo – conclude rivolgendosi a Rocco – come fa Lei. Ecco, siamo tutti desiderosi d’Amore, dei cercatori di Dio. E qui risiede la dignità e la bellezza della nostra vita” (da Vatican News, 24-02-2026).
Claudio Coppini e Roberto Vacca hanno commentato questo scambio tra il Papa e un ateo con Fulvio Ferrario, teologo evangelico e docente alla Facoltà valdese di teologia di Roma.
Foto:© Prazis| Dreamstime.com
La voce Cercatori di Dio? è stata pubblicata per la prima volta su HopeMedia Italia.
By HopeMedia Italia“Non può essere ateo chi ama Dio, chi lo cerca con cuore sincero”. Così Papa Leone risponde, citando Sant’Agostino a Rocco di Reggio Calabria che ha inviato una lettera alla rivista “Piazza San Pietro”, edita dalla Basilica Vaticana. Il Pontefice, sul numero di febbraio, ringrazia per la poesia di Rocco che chiede un aiuto e domanda se è possibile definirsi ateo e allo stesso tempo amare Dio. “Credo di non credere, assolutamente certo del nulla continuo a bramare Dio. Il mio dramma – aggiunge Rocco nella sua poesia – è Dio! La mia inquietudine è Dio!”. “Quello che Lei afferma – è la risposta del Papa – mi ha fatto subito ritornare alla mente quanto scrive il mio amato padre sant’Agostino nelle Confessioni: ‘Tu eri dentro di me, e io fuori. E là ti cercavo’”. Una citazione che ben mette in luce come la ricerca di Dio sia desiderio. “Il vero problema della fede – prosegue Leone XIV – non è credere o non credere in Dio, ma cercarlo! Lui si lascia trovare dal cuore che lo cerca e, forse, la giusta distinzione da fare non è tanto quella tra credenti e non credenti, ma tra cercatori e non cercatori di Dio”. E allora il Papa aggiunge che si può pensare di essere credenti senza cercare il volto di Dio e quindi senza amarlo, al contrario si può essere convinti di non credere e invece “essere ardenti cercatori del suo volto, amarlo – conclude rivolgendosi a Rocco – come fa Lei. Ecco, siamo tutti desiderosi d’Amore, dei cercatori di Dio. E qui risiede la dignità e la bellezza della nostra vita” (da Vatican News, 24-02-2026).
Claudio Coppini e Roberto Vacca hanno commentato questo scambio tra il Papa e un ateo con Fulvio Ferrario, teologo evangelico e docente alla Facoltà valdese di teologia di Roma.
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