Il docente di arti visive, fortemente legato al sistema cinema di Busto Arsizio, spiega la sua proposta di candidare la città all'Unesco grazie ai quattro pilastri che la reggono: la storia ultraventennale del BA Film Festival, l'istituto cinematografico Michelangelo Antognoni, la presenza di quattro sale d'essai sparse per la città e di un multisala, la presenza di due archivi dedicati al cinema (quello di Max Croci e quello gestito dallo stesso Paolo Castelli)