
Sign up to save your podcasts
Or


(Nella Chips di oggi ti racconto una storia. Meno didattica più cuore. Per i contenuti consultare le altre Chips in archivio :-) )
Questo mese ho tenuto una lezione Pokertalk all’interno di un Master in Risorse Umane. Mi sono sentito un po’ come Ulisse quella volta che usò il Cavallo di Troia.
Perché dico così?
Ad oggi non sono mai riuscito a portare un’attività Pokertalk in Azienda se il mio interlocutore erano le Risorse Umane. Non mi hanno mai comprato. O meglio, direi che non mi hanno praticamente mai cercato. Ma lo capisco. Al sol sentirla la parola Poker ancora spaventa. Riporta a un’immaginario da anni 50, da film di Celentano, da “scantinato fumoso e puzzoso dove la gente bara e si gioca la casa”.
(prosegue dopo la slide)
Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.
Perché dico così?
Perché è così che mi rispondono la maggior parte delle persone quando chiedo “Che cos’è il Poker?”. E ciò mi costringe ad aprire ogni attività Pokertalk con una intro inevitabile in cui spiego “Cosa non è il Poker” per poi descrivere “Cosa è il Poker” e dimostrare quanto possa tornarci utile come strumento a livello formativo.
È faticoso, ma sì, fa parte del gioco. Il problema è che con le HR spesso non arrivo nemmeno alla porta dell’ufficio. Però ci sta dai. Immagino magari un HR Director un po’ old style, magari da anni in un’azienda, con le sue certezze, i suoi fornitori, e poca voglia di rischiare.
Più fortuna ho quando parlo con un Manager di linea, un CEO, o come dicono quelli bravi, un C-Level. Magari più arrembante, meno ingessato, più curioso di provare e far provare al suo Team qualcosa di diverso.
Ma da bravo statistico non voglio fare statistica, non sono dati è solo un racconto di quanto mi sia capitato fino ad oggi.
(prosegue dopo la quote della settimana)
E ‘sto cavallo?
E, niente, l’altra mattina ho sfondato quella porta. Il vostro Prof a un Master in Risorse Umane. Ma la cosa bella è che dall’altra parte ho trovato sì una convinzione di partenza errata figlia del retaggio culturale celentanesco, ma un’apertura mentale e voglia di capire perché un matto over 40 ex prof di Matematica e Statistica vagamente rispettabile abbia deciso di mollare tutto per portare avanti quest’attività basata sul Poker brutto e cattivo. E soprattutto quanto questo potesse essere utile e di interesse per il loro percorso di studi avanzati in Risorse Umane e temi affini.
Ma del resto forse è proprio il mio profilo da Prof col mio CV a dare credito a quello che faccio, altrimenti le persone, alla parola Poker, scapperebbero e basta. Un po’ come dice Marracash, il rapper, nella canzone Body Parts intro dell’album Persona: "Giro senza guardie del corpo, il rispetto è la guardia del corpo, quello che ho scritto è la guardia del corpo".
Ecco, potrei dire “Il Dottorato di Ricerca è la mia guardia del corpo”. Altrimenti difficilmente con l’idea Pokertalk avrei ricevuto credito e lavorato.
(prosegue dopo la foto)
Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diverso
Ti lascio con questa piccola gag. Durante un’altra recente attività Pokertalk che ho costruito per un team di American Express nella splendida cornice di Casa Xiaomi, il fotografo mi ha catturato in questa posa da meme salviniano. Il famoso “Ah no, ah non posso?”. Mi ha fatto molto ridere. Ma posso utilizzarla per chiudere il tema di oggi diventando meme a mia volta e dire:
“"Ah no? Non posso insegnare principi di Economia, Finanza e Gestione del Rischio usando il Poker?"
Ecco, sicuramente da oggi nel mondo ci saranno degli HR che mi ci vogliono un pochino di bene. E io anche.
Matteo | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.
Nessuna AI è stata utilizzata per questo post.
Sono arrivate le statistiche di fine anno di Spotify e questo mi ricorda che, innanzitutto un altro anno è finito e approfitto di questa chips extra per augurarti un grande 2024, e poi che quest’anno abbiamo lanciato un nostro primo piccolo Podcast che a quanto pare ha riscosso un buon successo di interesse e di pubblico.
A marzo infatti è uscito Value | L’Equity delle Parole il cui sottotitolo dice tutto “Parole che raccontano storie, dentro e fuori dal tavolo”. Un buon modo per avvicinarsi ai temi Pokertalk con dei piccoli racconti tra il serio e il divertente dove le parole che si usano al tavolo diventano strumenti per spiegare concetti fondamentale nella Teoria delle Decisioni buona per risolvere questioni personali e professionali.
Se te lo sei perso te lo lascio qui di seguito:
Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.
E se sei un amante dei Podcast ti spoilero che da pochi giorni anche Chipcount, questa newsletter che già puoi ascoltare in cuffia direttamente dalla tua mail, è disponibile su Spotify e le piattaforme di streaming.
(prosegue dopo la foto)
La classifica di Spotify però mi dice anche che l’episodio che più è stato apprezzato è quello dedicato alla Posizione. Ed è un bene che sia così! Perché il concetto di posizione, e se segui Pokertalk l’avrai visto mille volte, è probabilmente il più importante quanto si tratta di prendere decisioni ottime di lungo periodo. Detto papale papale: “parlare in posizione” ossia decidere per secondo, o per ultimo addirittura, ti garantisce un vantaggio competitivo rispetto al tuo interlocutore, che sia un collega, un amico, un venditore, tua mamma, perché, banalmente, hai più informazioni. Sai cosa ha detto, o fatto, l’altro, e puoi agire di conseguenza.
(prosegue dopo il quote della settimana)
“Parlare in posizione” ha una serie di vantaggi strategici:
* Mettere pressione: volenti o nolenti chi decide prima di noi non sa cosa faremo o come reagiremo. Una condizione che può generare pressione, poca fiducia, insicurezza.
* Controllare il ritmo: parlando per ultimo decidi tu se chiudere la questione o riaprirla. Potendo cambiare in corso d’opera.
* Allena l’ascolto: dovendo decidere per ultimo sei costretto ad ascoltare attentamente quanto successo prima. Non farlo potrebbe essere drammatico e depotenzia la tua decisione a seguire, qualunque essa sia.
* Sei credibile: su questo punto vorrei sapere il tuo parere, ma io ascolto più volentieri una persona che mi ha ascoltato a sua volta piuttosto che uno che arriva, parla e se ne va come se fosse tutto lui. A mia volta mi piace l’idea di influenzare positivamente la percezione degli altri, facendo considerare il mio punto di vista come più riflessivo e ben ponderato.
* Ti adatti: un altro degli insegnamenti che il Poker ti da è quello di capire se e come adattarsi al tavolo e agli altri giocatori. Beh, decidere per ultimo ti consente di capire se e come adattarsi agli altri e alla situazione in corso. Fuori dal tavolo risulta ancora più evidente e determinante.
(prosegue dopo il notes)
Questi sono solo alcuni dei vantaggi strategici che il decidere per ultimo ti garantisce. Sdrammatizzando un po’ immagina quanto possa essere meglio vendere un prodotto se sai già quanto l’acquirente sia disposto a spendere o negoziare il tuo stipendio senza che l’azienda sappia quanto già prendi o quanto vorresti prendere o immagina quante discussioni potresti evitare in famiglia se potessi sapere in anticipo come pensa, agisce e reagisce la tua compagna o fidanzato, mamma o fratello.
Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diverso
Questi sono alcuni degli aspetti che il concetto di Posizione aggiunge alla discussione sui Processi Decisionali dentro e fuori dal tavolo. Ti lascio anche qui sotto una clip sul tema estratta da Poker Model, il video corso gratuito che trovi sul nostro sito, che ti racconta i segreti del Poker per prendere decisioni profittevoli al tavolo, al lavoro e nella vita di ogni giorno.
Vediamo se Spotify ci premierà anche l’anno prossimo.
✏️ Matteo | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale e professionale every chip counts.
Entri nel club, vedi una bella ragazza al bancone. È un'occasione. Lanci un'occhiata al barman e le fai arrivare un calice di Gout de Diamants. La tua Amex segna -250€.
Poi ti avvicini, sorridi e attacchi bottone. E scopri che lei è: fidanzata, antipatica e non avete niente in comune.
Ah, averlo saputo prima. Già.
Avresti risparmiato tempo, soldi e una brutta figura.
Ma questa storia diventa una lezione se capisci il vero insegnamento: prendere decisioni è una questione di informazioni non di impressioni.
(prosegue dopo il quote della settimana)
Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.
La prima impressione è solo un'altra informazione. Che stai usando male.
L'altro giorno a lezione con un ragazzo che seguo al Pokertalk questo concetto è uscito prepotente. Ma anche molto chiaramente.
AQ, Asso Donna, è una bella mano, appena la guardi. E infatti il ragazzo ha chiamato il barman e fatto un bel rilancio. Poi è successo che un giocatore dopo di lui ha fatto un re-raise (occhio amico che è fidanzata....) e uno dopo ancora un altro re-raise, ancora più grande (amico din din din ma non vedi che è antipatica e non avete niente da spartire?!!). La parola è passata al ragazzo che, fedele alla sua prima impressione, ha reiterato nella sua scelta sbagliata. E ha fatto call.
[Molto sbagliata. Se vedi nel grafico sopra tra le tre opzioni: fold, call, raise, il call è quella fortemente a Valore Atteso negativo, se non conosci il significato di Valore Atteso ti consiglio di accedere a Poker Model e scoprire tutti i segreti del Poker per la vita di tutti i giorni, è gratis ;-)].
Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diverso
Dal punto di vista tecnico pokeristico, come si vede dall'analisi del motore qui in foto sopra, lui avrebbe dovuto fare fold con AQ, ma in realtà, in questa dinamica, avrebbe dovuto fare fold con tutte le mani ad eccezione di AA, Asso Asso (con la quale comunque, come si vede, sarebbe stato preferibile il raise... ma questa è una storia che racconteremo un'altra volta).
Invece ha fatto call perché ha continuato a fare leva sulla sua prima impressione piuttosto che dare ascolto alle informazioni che gli stavano arrivando in faccia.
(prosegue dopo il notes)
Non gratis oltretutto. Errore doppio. E più grave. Perché sbagliare scelta quando non si hanno informazioni è deleterio, ma comprensibile (se avesse conosciuto prima le azioni dei suoi avversari, avrebbe pesato diversamente la sua mano, così come il profilo della ragazza al bancone), ma sbagliare scelta dopo aver visto e conosciuto le intenzioni degli altri è criminale. Diventa una colpa. Che fa perdere soldi a una persona sola. Te.
Poi non dire che sei stato sfortunato.
✏️ Matteo | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale every chip counts.
Extra: di questa Chips esiste anche una versione video. Goditela qui sotto perché io e Luca ci siamo divertiti un sacco a girarla.
Nessuna AI è stata utilizzata per questo post.
«Non mi fermo né al primo, né al secondo, né al terzo ostacolo, perché... come dice quell'antico detto della provincia di Chiavari? "Chi si ferma è perduto!"» Il mitico Totò negli anni 60 aveva già capito quello che chiunque giochi a Poker già sa:
Per continuare a prendere decisioni ottime di lungo periodo non basta quello che già sai.
O, meglio, quello che già sai ti basta nel qui ed ora. Ma tutto si evolve terribilmente in velocità, le dinamiche cambiano, gli standard mutano, le persone migliorano, per cui se vuoi continuare a giocare in maniera profittevole devi migliorare anche tu. E per farlo non serve poi molto: studiare. E continuare a confrontarti.
Altrimenti al tavolo sei morto. Ma se ci pensi vale anche nel tuo lavoro o nella tua vita di tutti i giorni. Quando ti siedi, quando la pigrizia ha la meglio, e continui a fare il lavoro come l'hai sempre fatto, a un certo punto ti trovi superato, meno profitto, meno risultati. Eppure tu sei quello di prima. Ha sempre funzionato. È questo il problema, tu sei quello di prima, ma il mondo è andata avanti. E ciò che era vero ieri, domani può non esserlo perché son cambiate le dinamiche e il peso delle variabili.
Ma la soluzione è quella, ripeto: studiare. E vale sempre, a tutte le età.
Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.
Leggevo infatti in settimana due notizie dal mondo del Poker che però mi hanno risvegliato nel mondo reale:
L'AMATORE. Bartolomeo Tatò (Tatò non Totò, anche se è sintomatico :-) ) arriva secondo al Main Event Eureka dell’EPT di Praga per 249.000€. Ovviamente un'impresa. Se vuoi leggi la sua intervista su Assopoker di cui mi piace condividere questa dichiarazione:
«Non sono abituato a questo tipo di cose! La cosa che più mi rende fiero è essermela giocata con ragazzi molto più giovani di me e con un signor curriculum. Come faccio a saperlo? Prima di questo final day mi sono documentato su buona parte di loro e diversi vantano milioni di vincite. Non sarò un Pro, ma conosco Hendonmob*…»
*Hendonmob per chi non lo sapesse è il data base con i risultati di tutti i giocatori del mondo. Un buon modo per capire chi hai davanti.
(prosegue dopo il notes)
LA LEGGENDA. Doyle Brunson, due volte vincitore del Main Event delle World Series of Poker, morto da poco, a 88 anni decise di mettersi a studiare la GTO.
Per chi non lo sapesse GTO sta per Game Theory Optimal ed è sostanzialmente la massima espressione dell'applicazione matematica al Poker. Una rivoluzione per chi, come Doyle, ha sempre basato il suo gioco su altre variabili e competenze. Ma la forza del vecchio Texas Dolly non è tanto essersi rimesso a studiare per aggiornarsi, bensì capire che non farlo sarebbe stato mortale per il suo gioco, il suo lavoro, il suo "stipendio".
«Sappiamo tutti che la GTO è la strategia più usata da tutti oggi. Ho comprato un libro su di essa e l’ho letto, mi sembra che funzioni bene. La sto ancora assorbendo, ma ho la sensazione che potrà essermi di grosso aiuto».
Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diverso
La matematica applicata alle decisioni (professionale, personali o di business), è una delle tematiche che sviluppiamo qui al Pokertalk all'interno dei nostri programmi per professionisti e aziende. Non è condizione necessaria, né sufficiente. Ma almeno essere consapevoli della sua esistenza ti da un vantaggio competitivo.
La sviluppiamo insieme attraverso il racconto del gioco del Poker per cui se sei a digiuno, ma sei incuriosito, ti consiglio di leggere ABC Poker Maestro la guida gratuita firmata Pokertalk in cui spiego le basi del gioco come un racconto e non come un manuale, evitando tecnicismi, oppure guardando Poker Model il video corso gratuito in cui racconto i segreti del Poker per prendere decisioni profittevoli al tavolo e nella vita di ogni giorno, in modo da cominciare a immergerti nella bellezza di questo gioco, assaporarne la complessità e convincerti che studiandolo posso migliorare come giocatore ma soprattutto posso costruire un mio processo decisionale migliore per lo sviluppo del mio profilo professionale e dei miei progetti.
Fai come Totò o Tatò o Texas Dolly. Non sederti.
Matteo | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale every chip counts.
Nessuna AI è stata utilizzata per questo post.
L'altra sera ho avuto l'ardire di guardare l'esclusiva su Amazon Prime di Acque Profonde. Un thriller psicologico diretto da Adrian Lyne (Flashdance, 9 settimane e mezzo, Proposta indecente) con Ben Affleck e Ana de Armas.
Va beh, il film fa schifo. O, meglio, stroncato dalla critica. Sul mio personalissimo cartellino di spettatore posso solo dire che mi ha tenuto incollato fino alla fine, l'unico problema è che quando è diventato interessante è finito.
Ma cosa c'entra col Pokertalk?
Beh, a inizio film c'è una scena in cui Affleck (vedi clip in pagina), il protagonista, quando la figlioletta di 4 anni gli dice di stare imparando il gioco del Poker insieme alla babysitter, risponde:
"Bene, ti tornerà utile".
Il papà protagonista sa che il gioco del Poker non è un cattivo esempio, anzi, porta con se numerosi stimoli e insegnamenti che possono contribuire a formare la giovane e ricettiva mente della figlia. Come e più degli scacchi di cui abbiamo parlato poche settimane fa e di cui, notizia di ieri, la 8enne Clio Alessi è diventata numero uno al mondo scoprendo gli scacchi all'interno del cartone animato "Masha e Orso".
(prosegue dopo il quote della settimana)
Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.
Ma come fa Ben Affleck a saperlo?
Dai credits non risulta che l'attore californiano sia partecipe della sceneggiatura, ma sono quasi sicuro che qui ci sia il suo zampino. Infatti, per chi non lo sapesse, Ben Affleck è un grande appassionato di Poker. Frequentatore di grandi tornei e anche delle partite private con amatori, celebrities e professionisti che si svolgono regolarmente negli States e in giro per il mondo (raccontate anche dal film, questo, sì, molto bello, Molly's Game) e nelle quali ha preso anche sonore bastonate e importanti lezioni.
(prosegue dopo il notes)
L'attore ha anche partecipato a un film sul tema Poker dal titolo Runner Runner con protagonista Justin Timberlake (film così così... ndr) giusto per soddisfare i suoi desideri. Anche se il più bello tra i film sul tema rimane Rounders con protagonista Matt Damon, amico d'infanzia di Ben Affleck con cui condivide non solo la passione per il cinema (hanno scritto loro Will Hunting - Genio ribelle) ma anche proprio la passione per il gioco del Poker, John Malkovich, il mitico Teddy KGB in scena, e uno strepitoso Edward Norton per un cast stellare. Durante i Pokertalk Workshop uso spesso scene tratte da questo film da commentare insieme ed entrare nelle dinamiche di pensiero dei protagonisti. Un po' cinematografiche per ovvi motivi, ma non così distanti dalla realtà. Ottime per familiarizzare col tema Poker e le sue dinamiche decisionali e piene di spunti di riflessione in ambito professionale. Dalla gestione del rischio, dei soldi, all'analisi del contesto e l'osservazione dell'interlocutore.
Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diverso
Ma tornando al nostro eroe di giornata, troppo spesso ricordato più per la faccia da pesce lesso con cui interpreta tutti i suoi personaggi o per quella mano sul culo di Jennifer Lopez nel 1998, vi svelo che in realtà è una leggenda quello che lo identifica come fratello dell'omonimo Matt Affleck, lui sì strepitoso giocatore professionista da oltre 3 milioni di dollari vinti in carriera e anche lui protagonista durante i Pokertalk Workshop in Azienda, in particolare durante il Call or Fold, un gioco che uso per spiegare il concetto di Equity e Valore Atteso, perché famosissima è una sua mano drammatica giocata alle World Series of Poker del 2010 contro Jonathan Duhamel che racchiude al suo interno tanti insegnamenti di natura matematica, ma anche psicologica, ma anche di attitudine, ma anche di educazione e gestione della sconfitta, di analisi e molto altro. Ma questa è una storia che racconteremo un'altra volta.
Matteo | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale every chip counts.
Nessuna AI è stata utilizzata per questo post.
Oggi voglio condividere una riflessione che ho portato qualche mese fa all'interno della Community di gioco del Pokertalk. Ma avendo come tema l'osservazione è facile capire come l'insegnamento che ho trovato al tavolo sia in realtà basilare anche nella vita personale e professionale di tutti i giorni.
Per prendere una decisione corretta sapere chi ho davanti o di fianco è fondamentale. Una informazione che non posso permettermi di tralasciare. Specie in quelle situazioni in cui non sono sicuro di essere abbastanza preparato. Osservare non costa nulla ed è uno sforzo che posso e devo fare in ogni situazione e contesto.
(prosegue dopo il quote della settimana)
Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.
La riflessione che ho proposta alla Community nasce da un articolo in cui leggevo che Mustapha Kanit (per chi non lo conoscesse 72nd All time Poker Money list, 2nd Italy Poker Money list, con oltre 11 Milioni di Dollari di premi vinti in carriera, probabilmente Top3 Italy MTT Player all time) che in quel momento sta giocando il Main Event delle WSOP dice:
"È raro conoscere qualcuno al tuo tavolo, quindi devi raccogliere più informazioni il più rapidamente possibile sui tuoi avversari per massimizzare le tue possibilità di prendere le decisioni giuste."
Ecco, è questa la bellezza di questo gioco che ogni giorno mi insegna qualcosa: Osservare, raccogliere, rielaborare. Non servono le carte.
(prosegue dopo il notes)
Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diverso
Magari siamo scarsi a giocare, magari non abbiamo l'esperienza e la tecnica. Ma gli occhi ce li abbiamo tutti. Osservare, raccogliere e rielaborare, costa poco, possiamo farlo. Prima di sbufalare, bestemmiare e frignare. E non sto parlando del tavolo da gioco, ma del tuo lavoro, specie quando ti sembra di non ottenere quanto meriti. Dal tuo capo, dai tuoi colleghi, dai tuoi clienti, dai tuoi.
"Il Poker è facile Beppe". E non servono le carte. Figurati nella vita di tutti i giorni dove le carte non ci sono veramente e osservare può essere la nostra arma più facile da usare e tremendamente profittevole. Prova.
Matteo | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale every chip counts.
Nessuna AI è stata utilizzata per questo post.
Allego foto di repertorio. Sono al Victoria Casino di Londra e sto giocando contro quello che legge e quello che mangia, di spalle al tavolo. Come faccio a perdere soldi?
Ricordo che arrivato alla quarta stagione di Lost, la serie che ha cambiato per sempre la storia delle serie in TV, mi ritrovai per caso in un forum dove si discuteva la fine della stagione. In realtà mi resi conto che si discuteva ogni puntata. Ogni settimana. Nell'epoca pre Netflix non avevi tutto e subito, di episodi ne uscivano uno o due a settimana al massimo, quindi c'era tutto il tempo per discutere tra appassionati. E mi resi conto che non avevo capito niente della serie. O, meglio, l'avevo guardata con molto superficialità. Come sempre faccio con musica e film io non mi faccio tante domande sul sottotesto, il non detto, il cosa avrà voluto comunicare il regista, etc.
In quel forum invece c'erano pagine e pagine di riflessione sulla battaglia secolare tra determinismo e libero arbitrio che la serie, non per me ma per i più profondi, andava sviscerando, rappresentati dai vari personaggi come il chirurgo Jack Shephard e la sua nemesi John Locke, ma anche Desmond. Insomma chi ha visto la serie, ricorderà.
(prosegue dopo il quote della settimana)
Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.
Eppure in quegli anni io ero nel pieno della mia formazione e studi in Statistica e quindi mi erano quotidiani temi come determinismo, deterministico, probabilistico eppure c'è voluto poi il Poker a farmi capire il reale rapporto tra determinismo e libero arbitrio se immersi nella mia vita vera. Personale e professionale. È l'ha fatto in maniera geniale.
Sì, perché il Poker si presenta come un gioco di carte. E come tale, determinato. Le carte giocano per te. Le carte scelgono. Pensa a Scala 40 o a rubamazzo. Invece no.
Studiando il Poker capisci che non è un gioco di carte. Le carte sono solo un mezzo per raccontare una storia. Per decidere quella che sarà la tua storia, il tuo successo, il tuo obiettivo.
Il Poker ti allena a capire che le carte sono solo una delle variabili in gioco. Da tenere in considerazione, da osservare, sicuramente importante, ma non più importante di una tonnellata di altri elementi che devi analizzare per prendere la tua decisione al tavolo. Per fare la tua scelta. Ottima. Di lungo periodo. Quella scelta che è solo tua. Quella scelta che, sì, determina il successo tuo, del tuo business, a casa, in azienda.
Non importa che carte ti vengano servite, con quali qualità tu nasca, o quale ruolo ti venga pre assegnato in azienda. Se lasci che siano le carte a giocare per te, sei morto.
Matteo | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale every chip counts.
Nessuna AI è stata utilizzata per questo post.
Il titolo è chiaramente provocatorio, ma la conclusione a cui arrivo ti sorprenderà.
Sentiamo sempre di gente che chiede un aumento di stipendio. Dal calciatore, al tuo collega. Spesso dopo una buona stagione, il calciatore, o un buon risultato, il tuo collega. Anche se più spesso senza un reale motivo, si chiede e basta. Anche solo per il passare del tempo. Ma non ho mai sentito nessuno reclamare una riduzione dello stipendio a seguito di una brutta stagione o di risultati mediocri in Azienda. Eppure il principio è lo stesso. E se fosse l’Azienda a diminuirti lo stipendio perché non hai raggiunto i fantomatici KPI come la prenderesti?
(prosegue dopo il quote della settimana)
Fai Call a Pokertalk Chipcount e non perderti le prossime chips. Direttamente nella tua mail.
Chiaramente è un'iperbole.
Anche se nessuno dipendente/professionista/lavoratore si è mai interrogato sulla cosa, tutti noi diamo per scontato di meritare l'aumento a fine anno, ma mai ci chiediamo se lo meritiamo o se, ancor peggio, lo demeritiamo...
Però la mia conclusione non è che "pensare di meritare, o richiedere, una riduzione dello stipendio" sia un no sense. Ma che essere abituati a subire un impatto economico a seguito di scelte e performance professionali negative è un bell'allenamento.
(prosegue dopo il notes)
Noi cresciuti tra Statistica, Decision Making e Poker grazie agli insegnamenti di David Sklansky siamo abituati che ogni nostra decisione sbagliata ci fa perdere soldi. E ci impegniamo al massimo perché questo non accada, ma soprattutto analizziamo profondamente i motivi di quando succede. Così quando poi arriviamo in Azienda è tutto una passeggiata di salute.
Una slide che uso sempre quando vado in Azienda col Poker Model Live usa questa argomentazione di base del buon David Sklansky che riproduco qui sotto:
Invia questa chips al tuo amico che vorrebbe studiare qualcosa di diverso
Vincere a Poker è così difficile che anche solo giocarlo con coscienza ci dà un'infinità di insegnamenti che possiamo trasportare nella nostra vita personale e professionale. Che in realtà, specie in ottica Aziendale, è tutta tremendamente più facile: puoi lavorare bene, puoi lavorare male, puoi prendere decisioni giuste, puoi prendere decisioni sbagliate, nessuno mai ti toglierà soldi dallo stipendio, anzi.
Col Poker Model impariamo invece che ogni decisione deve essere presa cercando di raggiungere l'ottimo possibile di lungo periodo perché ogni distorsione da tale linea ci costa soldi caro mio. Chi approccia il mondo del lavoro con lo stile Pokertalk ha una marcia in più perché conosce il peso delle decisioni e ha la leggerezza di chi è abituato a cercare di non sbagliare mai.
Matteo | Pokertalk Chipcount: perché nello studio e formazione personale every chip counts.
Nessuna AI è stata utilizzata per questo post.
From the publisher's feed