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By Radio PopolareNews
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  • Il cambiamento climatico è una emergenza sanitaria: bisogna agire oggi
    Dichiarare il cambiamento climatico una "emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale", superando le regole attuali concepite solo per epidemie temporanee, è un allarme che ha a che fare molto con l’Europa, ci spiega Paola Mercogliano, climatologa, ricercatrice del Centro euro-meditterraneo per i cambiamenti climatici: “Ci stiamo scaldando del 20% più velocemente degli altri continenti e vediamo l’impatto, ad esempio, del caldo che sta arrivando come estate che crea significativi problemi sanitari, anche la siccità e la mancanza d’acqua hanno impatti sulla salute”. “Il cambiamento climatico non è un problema ambientale è una questione sanitaria, non è un allarme ma una condizione stabile e presente, serve intervenire oggi e non domani”. Le priorità: il verde, le persone fragili, sistemi d’allerta per prevenire. “Ci vogliono politiche sociali perché il cambiamento climatico non è uguale per tutti, e poi l’energia è un tema fortemente collegato”. “La mitigazione è l’unica arma reale che abbiamo per contenere gli impatti che già oggi sono importanti”. L'intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia per la trasmissione Presto Presto. (Foto: la secca del lago di Garda a Sirmione)
    7 min
  • Cuba accusa gli Usa di inventare false minacce per intervenire nel Paese
    Dopo l’Iran, come lo stesso Donald Trump ha più volte detto, il prossimo obiettivo dell’amministrazione Usa potrebbe essere Cuba. Oggi il viceministro degli Esteri cubano, Carlos Fernández de Cossío, ha accusato gli Stati Uniti di inasprire la campagna contro l'isola dopo un rapporto della stampa su una presunta minaccia legata ai droni militari. Al riguardo ha affermato: "Lo sforzo anticubano allo scopo di giustificare senza alcuna scusa un'aggressione militare si intensifica di ora in ora, con accuse sempre più inverosimili". Le notizie ipotizzano che il governo statunitense stia valutando la capacità militare cubana proprio in materia di droni, oltre a una presunta collaborazione con Iran e Russia. Una strategia non nuova per la politica estera Usa in America Latina. Ascolta Alfredo Somoza.
    4 min
  • Dal girare videoclip al fare musica propria: Scar racconta il suo debutto con “Esordienti 1994”
    In attesa del suo concerto di venerdì all’Idroscalo, su uno dei palchi del Mi Ami Festival, è oggi passato a trovarci Scar, musicista pugliese trapiantato a Milano che ha da poco pubblicato ’Esordienti 1994’. “E’ il mio anno di nascita, ho ormai 32 anni e mi approccio al mondo della musica relativamente tardi per gli standard dell’industria discografica. - racconta Scar a Volume - Lavoravo nel mondo dei videoclip musicali, poi come molti mi sono ammalato di questa cosa che si chiama musica”. Un disco d’esordio, appunto, che si muove tra cantautorato classico e indie pop moderno, con grande attenzione per le melodie e una scrittura per immagini intrisa di nostalgia e romanticismo. Ascolta l’intervista e MiniLive di Scar.
    24 min
  • Lo scrittore Michel Jean svela la deportazione dei bambini innu nel Québec francese
    Virginie, Marie e Charles hanno quattordici anni quando, insieme a decine di giovani innu, vengono strappati alle famiglie e deportati in un collegio su un’isola remota del Nord del Canada, a quasi mille chilometri da casa. Settant’anni dopo, Audrey Duval, giovane avvocata in carriera di Montréal, scopre che migliaia di ragazzi hanno subito sevizie e crudeltà atroci, segregati in più di cento collegi. Quando il governo canadese delibera il risarcimento dei sopravvissuti e delle loro famiglie, Audrey inizia un’indagine per scoprire cosa è accaduto veramente sull’isola di Fort George. Michel Jean è nato ad Alma, in Québec. Giornalista d’inchiesta e scrittore pluripremiato, ha esplorato la storia e la cultura degli indigeni canadesi, che conosce da vicino essendo lui stesso un innu della comunità di Mashteuiatsh. I suoi romanzi sono stati pubblicati con successo in molti Paesi. Michel Jean che ha parlato con Ira Rubini a Cult.
    23 min
  • Medio Oriente senza pace: Israele bombarda Gaza e Libano e prepara l'assalto alla Flotilla
    Israele torna a bombardare il sud del Libano e la Striscia di Gaza, in evidente violazione degli accordi di cessate il fuoco stretti con Beirut e con Hamas: solo ieri si sono registrate 7 morti in Libano, e 8 a Gaza, compresi 3 operatori umanitari che distribuivano cibo a Deir al Balah.
    Intanto, la stampa israeliana avverte che la marina si starebbe preparando ad assaltare la Global Sumud Flotilla; questa la testimonianza che Dario Salvetti, sindacalista ed ex Gkn, è riuscito a mandarci poco fa da una delle nave della Flotilla.
    4 min
  • Ucraina, pesanti raid russi e molte vittime. Domani lutto nazionale
    In Ucraina almeno 8 persone sono morte nel bombardamento della scorsa notte su Kiev. Il sindaco della capitale ha annunciato che domani sarà una giornata di lutto nazionale. Ieri un altro massiccio attacco russo aveva colpito il Paese, causando almeno 14 vittime. Nelle prossime ore potrebbe esserci una risposta militare ucraina: il presidente Zelensky ha fatto sapere di aver ordinato all'esercito di prepararsi a rispondere. Ascolta l’intervista a Piero Meda, responsabile Paese in Ucraina per la ong WeWorld.
    2 min
  • Libano, il cessate il fuoco che non c’è e i bambini come prime vittime
    In Libano, dall’entrata in vigore del cessate il fuoco imposto da Trump a Netanyhau, almeno 10mila edifici sono stati danneggiati o distrutti dai raid israeliani. La tregua entrata in vigore il 17 aprile non è mai stata davvero rispettata: secondo gli ultimi dati forniti dalle autorità di Beirut, da quella data si contano almeno 380 vittime: e tra queste molti sono bambini, come denuncia l’Unicef. Ascolta l’intervista al portavoce italiano Andrea Iacomini.
    3 min
  • Futilità armata dal razzismo: Taranto si interroga dopo l’omicidio di un bracciante maliano
    Un corteo silenzioso si è snodato ieri sera per le vie della città vecchia di Taranto, al termine della messa in ricordo di Sako Bakary, il 35enne maliano ucciso a sangue freddo all’alba di sabato da un gruppo di ragazzini, quasi tutti minorenni. Dall'altare il parroco ha parlato di "futilità armata dal razzismo" e ha poi proposto ai fedeli una riflessione durissima: "Non riesco a spiegarmi come sia possibile che non si condanni all'unanimità quanto è accaduto. Esseri amici dei nostri ragazzi coinvolti non può significare difenderli dando ignominiosamente le spalle al morto per terra".
    Al termine della funzione religiosa i partecipanti hanno portato fiori sul luogo dell’omicidio. Per domani, invece, gruppi e organizzazioni antirazziste del territorio hanno convocato un presidio. Enzo Pilò, presidente dell’associazione tarantina Babele, al microfono di Diana Santini.
    6 min
  • Migranti, l’annuncio dall’Albania: “Il patto con l’Italia terminerà nel 2030”
    Stamattina il ministro degli Esteri albanese ha detto che l’accordo con l’Italia sull’immigrazione non sarà rinnovato oltre il 2030, motivando la cosa con il fatto che allora il Paese sarà entrato nell’Unione europea. Questo almeno secondo il ministro. Dopo le sue parole le opposizioni sono tornate a contestare l’operazione voluta dal governo Meloni, parlando in particolare di spreco di soldi pubblici. Cecilia Strada è un’eurodeputata del Pd e ha visitato quelle strutture. Le abbiamo chiesto una valutazione delle dichiarazioni del ministro albanese.
    4 min

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