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By Radio PopolareNews
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  • Pacifisti e ambientalisti contro il raddoppio degli impianti della fabbrica di armi Rwm in Sardegna
    In Sardegna il Movimento Nonviolento insieme a Italia Nostra e a un vasto fronte ambientalista e pacifista si batte contro il raddoppio degli impianti della fabbrica d’armi e munizioni Rwm a Domusnovas-Iglesias che vorrebbe raddoppiare la sua capacità: dopo esposti e proteste i pacifisti provano anche la strada del Tar. “Nella fabbrica si producono bombe per aerei, e per l’artiglieria, ma da un paio d’anni anche droni killer su brevetto israeliano. Dal 2016 la fabbrica vuole allargarsi. E noi consideriamo illegale l’ampliamento”, spiega Carlo Bellisai, insegnante e membro del Movimento Nonviolento. “C’è stato uno spezzatino di autorizzazioni di volta in volta e non c’è mai una visione complessiva di quanto e cosa produce Rvm poi c’è un rischio idrogeologico”. La Regione secondo i pacifisti è ambigua, pur avendo sollevato delle irregolarità non vuole entrare in conflitto con l’annuncio di nuovi posti di lavoro. “Il ricatto occupazionale funge da leva anche per alcuni sindacati ma in tutto ci sono 104 posti fissi e altrettante o più assunzioni a termine, le dimensioni non sono così rilevanti. Chiediamo la conversione della fabbrica a usi civili”. Intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.
    9 min
  • Picture This, dalla contea di Kildare ai sold out nei palazzetti
    I Picture This sono una delle band più amate in Irlanda, hanno pubblicato da poco il loro nuovo singolo "Giants", una collaborazione con il cantautore tedesco Michael Schulte. Il frontman Ryan Hennessy, che oltre a scrivere canzoni sta lavorando al suo secondo libro di poesie, ci racconta la nascita del brano e ripercorre la storia della band: dagli inizi inattesi ad Athy, paesino della contea di Kildare, all'esplosione virale su Facebook con "Take My Hand" nel 2015, con cui sono diventati famosi in pochi giorni. Ascolta l'intervista di Niccolò Vecchia a Ryan Hennessy.
    18 min
  • L'alleanza Iran-Usa-Israele (e Russia) contro l'azione climatica perde all'Onu
    L'assemblea generale dell'Onu la settimana scorsa ha trasformato un parere della Corte Internazionale di Giustizia in politica: “È un obbligo degli Stati fare azione per i clima, decarbonizzazione, abbandonare le fonti fossili, perché è un diritto dei cittadini essere protetti dagli effetti e rimuovere le cause del riscaldamento globale". Caterina Sarfatti, direttrice generale per l'inclusione e la leadership globale di C40 (rete globale di città e sindaci per il clima), ci racconta da dove nasce questa decisione passata con 141 voti a favore e solo 8 contrari, tra cui Usa, Iran, Israele e Russia. "Hanno perso due volte: non solo sulla giustizia climatica ma anche contro il diritto internazionale, visto che l’assemblea dell’Onu dice che bisogna riconoscere le sentenze della Corte Internazionale che sono un precedente giuridico e sono usate poi come leva per obbligare i governi” ad agire. Anche il caldo e la impermeabilità delle città alla fine si basa sulla riduzione dell'uso delle fonti fossili. L'intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.
    7 min
  • Electrolux non ritira il piano di 1700 licenziamenti
    Al tavolo in corso al ministero Electrolux ha confermato il proprio piano di 1.719 tagli di lavoratori con la chiusura di Cerreto d'Esi e il dimezzamento delle altre fabbriche: Porcia, in provincia di Pordenone, passa da 571 dipendenti a 309, Solaro, a Milano, da 615 a 398, Forlì da 683 a 345, Susanega a Treviso da 728 a 418. La multinazionale svedese ha detto che il piano riguarda tutta Europa, a causa dell’alto costo di acciaio, stipendi, energia. Governo, sindacati, e le cinque Regioni coinvolte: Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Marche avevano chiesto all’azienda di ritirare il piano. Il tavolo è stato riconvocato il 15 giugno, fino ad allora l’azienda si è impegnata a non agire unilateralmente. Barbara Tibaldi della segreteria nazionale Fiom al microfono di Massimo Alberti.
    4 min
  • Da autobiografia a racconto universale: il nuovo viaggio musicale di Patrizia Laquidara
    “Una specie di catarsi e un percorso terapeutico in me stessa“: così la musicista e scrittrice Patrizia Laquidara parla di ‘Ti ho vista ieri’, romanzo autobiografico che ora trova nuova linfa in musica nell’album ‘Flòrula’, in uscita venerdì.
    Un disco che tra cantautorato elettronico e world music, offre un racconto corale dell’Italia degli anni ‘70, con protagoniste molte donne e personaggi che hanno fatto parte della vita dell’artista. “E’ stato un modo per parlare di temi, luoghi e personaggi che non potevano andare dimenticati, ho voluto farlo attraverso il linguaggio che mi è più intimo, quello della musica, per rendere tutto più universale”.
    Un grande racconto collettivo che vede anche la partecipazione di una nutrita schiera di ospiti, tra cui Giulia Mei, percussionisti brasiliani provenienti dalla periferia di Recife, il rapper El Coco, Kaballà e Lorenzo Maragoni. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande a Patrizia Laquidara.
    29 min
  • Alla Biennale Teatro di Venezia un grido poetico evoca la sofferenza dei migranti di ogni tempo
    La performance “Cries”, fra le proposte della Biennale Teatro 2026 di Venezia, dà voce alla sofferenza umana, a tutti coloro che hanno vissuto la schiavitù, lo sradicamento e la migrazione nel corso dei secoli ispirandosi alla poesia e al teatro antico e moderno, dal pensiero del rifugiato del poeta Giorgos Seferis e al lamento di Ecuba delle Troianedi Euripide a Brecht, Anagnostakis, Vrettakos, Warsan Shire, fra gli altri. Sono testi e parole, raccolti da Taxiarchis Deligiannis e Vasilis Tsiouvaras, di una memoria collettiva che si intrecciano in un flusso continuo alle musiche originali di Alexandros Drakos Ktistakis, in scena con il suo ensemble insieme alle voci del baritono Georgios Iatrou e dell’attore e regista Christos Stergioglou. L'intervista di Ira Rubini a Christos Stergioglou.
    10 min
  • Khan al Amar, il villaggio palestinese che aspetta l’evacuazione forzata
    Khan Al Ahmar è un villaggio beduino palestinese in Cisgiordania ed è l’unico corridoio rimasto che separa la colonia di Ma'ale Adummim (una delle più grandi con 38mila coloni) a 7 chilometri da Gerusalemme. Nel villaggio è stata costruita vent’anni fa “la scuola di gomma” con l’aiuto della Ong Vento di Terra: “Quella comunità e soprattutto la scuola era diventata il simbolo del diritto all’istruzione dei bambini palestinesi e ha attirato tanta attenzione internazionale e anche diplomatica, purtroppo anche della destra che ha costruito anche battaglie giuridiche sul diritto di queste comunità e sul rischio dei trasferimenti forzati”, spiega Serena Baldini, presidente della Ong ancora attiva in Palestina. Ora il ministro della ultradestra religiosa Smotrich dopo aver appreso di essere indagato dalla Corte penale di giustizia internazionale ha disposto e rivendicato un ordine di evacuazione proprio per il villaggio di Khan Al Ahmar. Come dire: se mi accusate dell’esodo forzato dei palestinesi, lo rivendico. Nel racconto di Serena Baldini la storia della comunità, cosa significa e come ancora prova a operare in Palestina Vento di Terra. Intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.
    10 min
  • “Non abbiate paura di essere ciò che siete”: Judith Owen, New Orleans, e il nuovo album
    E’ da poco uscito ‘Suit Yourself’, quattordicesimo album della musicista gallese Judith Owen.
    Nato da un grande bisogno di “gioia e di vita” derivato dal brutto periodo storico che stiamo vivendo, il disco è stato interamente registrato nella vibrante New Orleans: “è la culla della musica” - racconta Judith - “lì la musica è religione, alcuni la chiamano la città caraibica più a nord, è vero… è una città che sa celebrare il momento in cui ti trovi, perchè non sai dove ti trovi domani. New Orleans mi ha cambiato”.
    Tra jazz, blues e big band, un disco che è come “una festa aperta a tutti”, maturo e luminoso, dotato di quel calore che solo la registrazione dal vivo può trasmettere: “è lì che vive la magia, nella musica dal vivo, è lì che ci sono il cuore e l’anima, a chi importa della perfezione?”
    Ascolta l’intervista di Cecilia Paesante a Judith Owen.
    32 min
  • Al Festival 'Presente Indicativo' il regista Łukasz Twarkowski svela i segreti di Alan Turing
    Matematico, logico e crittografo, Alan Turing è stato uno dei padri fondatori dell’informatica: decifrando il codice Enigma, ha aiutato il governo britannico a sconfiggere la Germania nazista durante la Seconda guerra mondiale, salvando così milioni di vite umane. Tuttavia, quando qualche anno più tardi fu resa nota la sua omosessualità, quello stesso governo lo condannò alla castrazione chimica. Łukasz Twarkowski, che torna al Piccolo dopo il sensazionale Rohtko presentato nell’edizione 2024 di 'Presente Indicativo', crea una narrazione complessa e monumentale che intreccia la biografia del geniale matematico e il contesto storico del secondo dopoguerra a un mondo digitale futuristico, quasi fuori dal tempo. Attraverso paesaggi sonori immersivi e proiezioni cinematografiche, lo spettacolo sfuma i confini tra realtà e illusione, interrogandosi su quanto la tecnologia avanzata possa diventare indistinguibile dalla magia. Visivamente sorprendente e provocatorio, "ORACLE" riflette sui segreti di Turing, sulle sue intuizioni profetiche e sul futuro plasmato da quell’intelligenza artificiale che egli stesso ha contribuito a immaginare. Ascolta l'intervista a Łukasz Twarkowski.
    13 min

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