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By Radio PopolareNews
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  • Il video di Ben Gvir per l'opinione pubblica israeliana è soprattutto un danno d'immagine
    Circa una cinquanta di attivisti della Global Sumud Flotilla sono stati ricoverati a Istanbul per lesioni riportate durante il periodo di detenzione in Israele. Tra di loro ci sarebbe anche un italiano. Gli altri attivisti stanno tornando in queste ore nei Paesi di origine, dopo essere stati arrestati in acque internazionali e essere stati sottoposti a quelle che gli avvocati del movimento hanno denunciato essere state torture sia fisiche che psicologiche. Nel mondo occidentale le condanne si sono concentrate soprattutto sulla condotta del ministro israeliano Ben Gvir, che si è fatto riprendere in video mentre umiliava e molestava gli attivisti. Anche in Israele il video di Ben Gvir è stato criticato, cosa che ha portato anche l'opinione pubblica israeliana a parlare della vicenda. Ma come è stata vista e raccontata la missione della Flotilla in Israele? Martina Stefanoni l'ha chiesto a Meron Rapoport, giornalista israeliano tra i fondatori del magazine israelo-palestinese +972.
    6 min
  • I Filospada tra ironia surreale e vulnerabilità nel nuovo disco “Il linguaggio dei serpenti”
    “Tutti i pezzi hanno qualcosa di strisciante e di un po’ viscido da scoprire all’interno”. Sarà per questo che il nuovo album dei Filospada, progetto cantautorale nato solista ora diventato una band, si intitola “Il linguaggio dei serpenti”.
    Un album dal sapore indie rock, caratterizzato da quell’attitudine “cazzona e scanzonata” adottata dal progetto fin dagli inizi, ma anche una sottile e strisciante ironia nel descrivere i disagi del quotidiano con immagini surreali e spiazzanti.
    “Da un punto di vista estetico abbiamo gusti molto diversi” - spiega il trio - "il nuovo disco dà una bella immagine di chi siamo sia singolarmente che come band”, tra cantautorato italiano, brit rock più recente e pellicole di Lars Von Trier.
    Ascolta l’intervista e MiniLive di Filospada.
    21 min
  • In un libro-testimonianza la doppia condanna che subiscono le donne in carcere
    “La pena oltre la pena - La doppia condanna delle donne in carcere” (Libraccio ed.) di Susanna Ripamonti e Roberta Ghidelli è una raccolta di testimonianze di detenute, a partire dalle pagine del giornale “Carte bollate” che viene scritto ed edito nel carcere di Bollate. Attraverso le loro voci, il libro parla della discriminazione che le donne subiscono in un sistema detentivo fatto e pensato per i maschi e dai maschi, e che non è in grado di capire la specifica sofferenza femminile. Gli uomini detenuti normalmente dicono: «Il carcere puoi viverlo o subirlo» e loro scelgono di viverlo. Le donne invece lo rifiutano e questo è visto come un segno di disadattamento, di elusione delle regole, che porta a considerarle come persone ingestibili. L'intervista di Ira Rubini a Susanna Ripamonti.
    18 min
  • Flotilla, tutti rilasciati. "Picchiati a calci e pugni": il racconto degli attivisti
    Tra questa sera e domani tutti gli attivisti della Global Sumud Flotilla saranno espulsi da Israele e torneranno nei rispettivi Paesi. I racconti raccolti in queste ore sono drammatici: parlano di violenze, abusi e, in alcuni casi, di veri e propri pestaggi. Dopo lo sdegno per le immagini di una detenzione lesiva della dignità, con le importanti prese di posizione politiche, ora "aspettiamo azioni concrete", dice a Radio Popolare la portavoce italiana della Flotilla, Maria Elena D'Elia. L'intervista di Alessandro Principe.
    6 min
  • Flotilla: dopo lo sdegno, i timori per gli attivisti
    L’indignazione e, ora, la preoccupazione per il destino degli attivisti della Global Sumud Flotilla, umiliati da Israele con condizioni di detenzione lesive della dignità e insultati dal ministro Ben Gvir. Intanto, il team legale della ong Adalah riferisce di aver raccolto dagli attivisti denunce di violenze, abusi e umiliazioni. Gli italiani tra i sequestrati sono 29. Due di loro, il giornalista Alessandro Mantovani e il deputato Dario Carotenuto, sono i primi a essere stati rilasciati ed espulsi. Le preoccupazioni per gli altri 27 riguardano, in queste ore, soprattutto le sei persone che erano già finiti in un carcere israeliano lo scorso autunno.
    Il presidente della Repubblica Mattarella ha parlato di azione “infima e incivile” e sottolineato che gli attivisti sono detenuti illegalmente dal governo di Tel Aviv. Il Governo ha preso posizione con parole nette e ha convocato l’ambasciatore israeliano. Dalle persone che hanno protestato davanti a Montecitorio e dalle forze di opposizione arriva, però, la richiesta che alle parole seguano i fatti, come la sospensione degli accordi commerciali con Israele e le sanzioni contro Ben Gvir. Questioni da portare anche in sede europea.
    Sentiamo le interviste a Tatiana Montella, avvocata del team legale che segue la Global Sumud Flotilla, e a Arturo Scotto, deputato del partito democratico, che era a bordo della Flotilla lo scorso autunno. Le interviste di Luigi Ambrosio.
    6 min
  • Quel passato che fa male ma fa diventare grandi: Ciliari suona il nuovo album “Ex”
    Da 18 anni a Milano, Ciliari è un cantautore pugliese da poco giunto al suo secondo album intitolato “Ex”. Il disco racconta la vita, l’amore e le ansie contemporanee attraverso una lente molto generazionale, romantica e malinconica, prendendo tanto dall’indie pop più recente quanto dalla scuola dei grandi cantautori italiani. “Mi hanno trasmesso la capacità di sognare. Avevano una magia: riuscivano a comunicare in maniera molto semplice cose incredibili”. Un album dalle melodie forti e dal fascino retrò di chi non smette mai di sognare ad occhi aperti e di perdere la speranza: “C’è un bel casino in giro, tanto odio, è inutile nasconderlo… penso che se siamo capaci di amare allora possiamo annullare tutto l'odio che c’è nel mondo”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande e il MiniLive di Ciliari.
    26 min
  • Lorenzo Piccolo racconta l'adolescenza avventurosa dei giovanissimi che si sentono alieni
    Se nella vita di Fiore qualcosa può andare storto, lo fa. Ha i bulli della scuola che gli danno il tormento, un fratellino pestifero con cui divide forzatamente la stanza e una ragazza dei sogni destinata a rimanere tale. La sola ancora di salvezza è la sua amica Mati, aliena come lui ma fiera di esserlo. Tante volte Fiore avrebbe voluto fuggire, tante volte si è augurato di sparire, finché un giorno non incontra il suo doppio. Attraverso lo schermo del suo vecchio pc, trova la strada per un mondo parallelo, abitato da un’altra versione di sé stesso, Fior. A prima vista le due realtà sono identiche, ma presto Fiore e Fior si rendono conto che le loro vite scorrono in direzioni opposte. D’impulso, decidono di scambiarsi di posto… senza pensare che bisogna stare molto attenti a ciò che si desidera. Un terribile imprevisto costringerà Fiore e Fior a stringere un’alleanza capace di superare non solo le differenze, ma i confini stessi della loro realtà. L'intervista di Ira Rubini a Lorenzo Piccolo a Cult.
    16 min
  • Flotilla: sono 425 le persone catturate da Israele, 29 italiane. In sciopero della fame 87 attivisti
    Sono 425 gli attivisti catturati da Tel Aviv; durante uno degli assalti è stato anche aperto il fuoco contro un’imbarcazione. Tra questi 29 sono italiani. “Israele ha ricevuto il permesso di minacciare, rapire e sparare ai civili anche in acque internazionali”, è stata la condanna dura della relatrice speciale dell’Onu per la Palestina, Francesca Albanese, che ha detto “vergogna all’Unione europea” che consente tutto ciò. Al momento gli attivisti si trovano a bordo di una nave-prigione diretta al porto di Ashdod. Almeno 87 attivisti della Global Sumud Flotilla sono in sciopero della fame dopo l’abbordaggio e l’arresto in alto mare di ieri da parte della marina israeliana. Lo ha fatto sapere la Flotilla, che ha spiegato che lo sciopero è “per protestare contro il loro rapimento illegale, e in segno di solidarietà con gli oltre 9.500 palestinesi detenuti nelle prigioni israeliane”.
    Cosa attende gli attivisti una volta che saranno arrivati in Israele? Ascoltiamo Maria Elena Delia, portavoce della Flotilla.
    3 min
  • “15 anni in viaggio, una chitarra e un disco chiamato ‘You’ll Be Fine’”: Sean Albain a Volume
    ‘You’ll Be Fine’. Una rassicurazione, ma anche una promessa che a volte proviamo a fare a noi stessi. È questo il titolo del primo album di Sean Albain, cantautore scozzese classe 1988 protagonista di un viaggio in solitaria attraverso i continenti durato oltre quindici anni, con addosso una chitarra e poco altro. “Quando avevo diciott’anni mio padre è morto in moto. Aveva appena comprato questa chitarra per imparare a suonarla… allora l’ho presa io. Diciannove anni fa ho scritto uno dei brani presenti nel disco”. Così Sean Albain racconta l’inizio della sua avventura musicale: una storia fatta di viaggi, strada, lavori precari e continui spostamenti, fino ad arrivare vicino Milano, dove ha registrato il suo primo album. Un disco indie folk dal respiro internazionale, che funziona quasi come un diario: ogni brano è un frammento diverso del suo viaggio intorno al mondo.
    Tra le tracce anche ‘August (Not In My Name)’: “È una canzone dedicata ad August Landmesser, il tedesco che in una celebre foto resta a braccia conserte mentre tutti fanno il saluto a Hitler. È un’immagine potentissima. Mi fa pensare a quanto sia importante non seguire la folla: anche quando hai paura, devi trovare il coraggio di seguire il tuo cuore”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande e il il MiniLive di Sean Albain.
    24 min
  • Somaini grande scultore, usa la fotografia per le sue premonizioni
    In questo periodo la sala Maria Teresa della Biblioteca Nazionale Braidense a Milano ospita un'interessante esposizione: i progetti a cui Francesco Somaini lavorò tra il 1970 e il 1979, una serie di fotomontaggi dedicati a New York, Mantova, Venezia e Duisburg. Somaini con grande lungimiranza e con le sue doti di interpretazione creativa indicò i rischi che le città correvano sotto la pressione di un'industrializzazione selvaggia e di una gentrificazione dei borghi storici. Gli sembrò che il fotomontaggio fosse un'idea forte, uno strumento efficace per la sua battaglia. La mostra presenta un centinaio di lavori provenienti dall'archivio dell'artista: disegni, documenti, fotografie, anche di grande formato. In mostra abbiamo incontrato il curatore Fulvio Irace, docente di storia dell'architettura e grande conoscitore dell'opera di Somaini. Testo ed intervista di Tiziana Ricci.
    7 min

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