Clip

Clip

By Radio PopolareNews
Download on the App Store

Clip episodes

  • Aidan Moffat e 30 anni di Arab Strap: "Non celebriamo il passato, meglio parlare del mondo di oggi"
    "Sono passati 30 anni dal nostro primo singolo, ma non volevamo festeggiare il compleanno guardando al passato: così è nata l'idea di un nuovo album", racconta Aidan Moffat, voce del duo scozzese degli Arab Strap, parlando con Niccolò Vecchia di "Half-told tales", il loro ultimo disco. Un lavoro che parla di storie raccontate a metà: "Ho 53 anni, un’età in cui credo che tutti diventino più consapevoli della propria mortalità: l'idea mi è venuta durante il funerale di un amico, morto all’improvviso. Ho avuto proprio la sensazione che la sua vita fosse un racconto narrato a metà". Ma è anche un disco molto politico: "Ci sono echi del passato molto pericolosi, l’ascesa del fascismo e dell'estrema destra in Europa è estremamente preoccupante. Ma è facile pensare che oggi il mondo sia un posto orribile e non sono sicuro che sia la verità. Credo che sia nell’interesse dei media, soprattutto dei social, farci sentire così".
    26 min
  • Nonostante tutto, i ragazzi di nuovo in piazza. Le voci dei manifestanti
    Prima, la grande incertezza, la sospensione per le fantomatiche convocazioni di nuove piazze a sorpresa. Poi le notizie sul fermo del presunto ideatore della pagina Instagram Movimento 17 Ottobre. Milano blindata e presidiata. Nulla accade fino al primo pomeriggio. Poi i ritrovi, i presidi, alcuni più tradizionali e organizzati, altri del tutto improvvisati. Nel capoluogo lombardo non ci sono stati scontri, ma molte persone, giovani soprattutto, in diversi punti della città. Il filo conduttore negli slogan e nelle parole delle piazze quello del carovita, la contestazione al governo Meloni, spesso si sono sentiti cori antifascisti. Le voci dei manifestanti raccolte dai nostri inviati.
    2 min
  • A Nice Noise: dall'incontro tra Any Other e She's Analog nasce 'the cut of your jib'
    Doveva essere soltanto una piccola collaborazione durante una residenza artistica a Modena. È diventato un progetto condiviso, nato dall'incontro tra Adele Altro (Any Other) e She's Analog, trio avant-jazz formato da Stefano Calderano, Giovanni Iacovella e Luca Sguera. Oggi gli A Nice Noise sono stati ospiti di Volume per presentarci 'the cut of your jib', il loro album d'esordio, uscito il 16 ottobre: un disco che attraversa chamber pop, jazz contemporaneo, elettronica e post-rock, tra scrittura e improvvisazione. Un lavoro maturato in quasi tre anni di amicizie, confronti e sperimentazioni, in cui le canzoni di Adele si intrecciano alla ricerca sonora del trio. E soprattutto un modo nuovo di lavorare insieme, "imparando ad affrontare in modo orizzontale tutta la composizione e la scrittura dei brani". Il titolo riprende un'antica espressione marinaresca che racconta la fiducia istintiva verso uno sconosciuto. Proprio quella che ha dato inizio a questa storia. Ascolta l'intervista di Dario Grande agli A Nice Noise.
    29 min
  • In Valsolda la Resistenza di una ragazza svizzera
    Mattia Bertoldi firma il romanzo “La resistente” (Gabriele Capelli) basato sulla vera storia di Lucia Buonvicini, svizzera di nascita, ma trasferitasi dopo il matrimonio nel paesino italiano di Oria, in Valsolda, durante la Seconda Guerra Mondiale. L’armistizio dell’8 settembre sconvolge ogni piano e porta Lucia a unirsi alla Resistenza con il nome in codice di Nichi, dando inizio a una doppia vita. “La resistente” è un romanzo che esplora fino a dove una donna può spingersi in nome della libertà.
    Mattia Bertoldi ne ha parlato a Cult con Ira Rubini.
    11 min
  • Serbia: il movimento degli studenti alla prova delle elezioni (e della repressione)
    Si vota in Serbia dove il presidente Vučić vuole diventare premier con una grande coalizione nazionalista e stroncare il movimento degli studenti che da due anni cerca di rovesciare il suo potere (definito corrotto e antidemocratico). Luka Zanoni, direttore di Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa, ci racconta le tensioni, i rischi di brogli, le speranze dei cittadini per un cambiamento e la paura della violenza della polizia. Intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.
    10 min
  • Don Burgio: "Sono soli, accomunati dalla rabbia e dal vuoto, ci vogliono gli adulti"
    Chi sono i ragazzi, anche giovanissimi, degli assalti ai negozi di domenica? Don Claudio Burgio, Cappellano del Beccaria e fondatore di Kayros, la comunità nata per supporto e alloggio per i minori in difficoltà segnalati dal Tribunale per i Minorenni, dai Servizi Sociali o dalle forze dell’Ordine, li sta conoscendo in questi giorni e prova a spiegarci la pluralità di identità, percorsi, accomunati da un senso di abbandono e violenza, della mancanza di idee politiche di sapersi raccontare e soprattutto di “adulti” nelle loro vite, dove invece dominano le merci e il senso di appartenere a un gruppo contro l’autorità. L'intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.
    8 min
  • Urbinati: "Governo reazionario, decreti ad hoc e repressione sistemica"
    “Il governo, attraverso i giovani, sta facendo passare una delle politiche più reazionarie del dopoguerra”. Nadia Urbinati, politologa della Columbia University, in onda a Radio Popolare, dopo l’ultimo decreto “sicurezza” del governo mette in fila ciò che in Italia sta accadendo e non dagli ultimi giorni. “L’uso di interventi ad hoc dopo che succedono le cose – spiega Urbinati – segue una logica altamente repressiva e invasiva, con lo scopo di togliere terreno, volta per volta, a chiunque sollevi un’istanza, indipendentemente dai modi. E i giovani son questo”. “Questo Governo usa la legge contro specifici gruppi di persone, come i giovani, a meno che non stiano buone e zitte o se ne vadano via. È in corso uno stillicidio di limitazioni di libertà”. “Questa china ci porta in un inferno di repressione sistemica e quotidiana. L’opposizione deve capirlo, e ricordarsi che la libertà non va dichiarata, ma vissuta. Certamente la violenza va criticata sempre, perché distrugge la politica, ma esprime anche sempre qualcosa e di questo bisogna discutere. Per affrontarla, senza paternalismo”. “La violenza va isolata ma la libertà vive di dissenso, l’opposizione deve ricordarlo”. L'intervista di Massimo Bacchetta, nel corso di 'Tutto Scorre'.
    12 min
  • Nico Arezzo tra radici siciliane e bisogno di rallentare nel nuovo disco “Non c’è fretta”
    Dieci giorni in una foresta sulla Sila, in Calabria, per scrivere un disco e provare a rallentare: “Si intitola ‘Non c’è fretta’ perché io in quel momento avevo una fretta infinita, ma preferivo immaginare di non averla, di avere tempo’. Oggi a Volume abbiamo ospitato Nico Arezzo per un'intervista e un MiniLive. Ci ha raccontato il suo rapporto con la Sicilia da cui proviene e con i testi in dialetto: “Il siciliano è un gioco per me, lo uso perché mi diverte, e credo che per chi ascolta arrivi qualcosa di più potente, di primordiale”. E poi le collaborazioni con Lauryyn, Anna Castiglia, Bologna Bridge Band e Ugo Crepa: “Scrivere con qualcuno è quasi un rito per me, mi viene naturale raccontare storie attraverso punti di vista diversi dal mio”. Ascolta l’intervista di Dario Grande e il MiniLive di Nico Arezzo.
    31 min
  • Elio De Capitani porta in scena Arthur Miller sulla crisi del 1929
    Dopo Morte di un commesso viaggiatore ed erano tutti miei figli, Elio De Capitani torna ad Arthur Miller con "L'orologio americano", grande affresco della Grande Depressione e della crisi economica ed esistenziale che travolge l’America nel 1929: un circo-cabaret brechtiano e felliniano popolato da moltissimi personaggi e storie. Lee Baum narra la rovina della sua famiglia, specchio di quella dell’autore, un tempo molto ricca e rapidamente finita in miseria. Intorno, prende vita un vaudeville americano ricreato per scene, costumi e maschere da Carlo Sala (in collaborazione con Accademia di Brera), mentre il musicista Mario Arcari esegue dal vivo una partitura originale. Sul palco un ensemble di 18 giovani attrici e attori della Compagnia dell’Accademia che interpretano oltre 50 personaggi. Elio De Capitani ne ha parlato con Ira Rubini a Cult.
    19 min
  • "Gli stipendi fanno schifo, siamo abbandonati e usati come capro espiatorio". Nicolò, 17 anni, sabato in corteo
    Durante uno dei microfoni aperti che abbiamo fatto in questi giorni sui fatti di Milano di sabato e domenica scorsi, ci ha chiamati uno studente di 17 anni, Nicolò. Lui era in piazza sabato e ha partecipato alla manifestazione partita da piazza Duomo poco dopo le 15 e bloccata dalla polizia in via Broletto. Da quello stop sono partiti gli scontri culminati nuovamente in piazza Duomo.
    2 min

About Clip

From the publisher's feed

Spezzoni, ritagli, momenti salienti dalle trasmissioni di Radio Popolare