Confederation Music

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By RSI - Radiotelevisione svizzeraMusic
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Confederation Music episodes

  • Milla Pluton - Cupidonx

    Alice Oechslin é una musicista ginevrina, artista teatrale, amante degli animali, della natura e dei bambini. Il suo alter-ego musicale è Milla Pluton, come il pianeta, dal quale arriva una colonna sonora astrale, dall’estetica vintage, psichedelica e queer.

    Milla Pluton si auto-definisce una “lesbica dei campi”, di quella campagna alla quale è così legata sin dalla nascita; una “gouine des champs” che da voce e rappresentanza a quella parte di popolazione ancora sconosciuta. 

    Alice ha una formazione in arte visiva ma lavora con le capre e con i bambini (in un programma educativo nei centri comunitari a Ginevra) per guadagnare un po’ di soldi.

    La musica di Milla Pluton è pubblicata da Cheptel Records, l’etichetta di Robin Girod, che la produce. Dopo il primo EP omonimo, su cui suona anche la batterista Sarah Palin (One Sentence.Supervisor) e il saxofonista Leon Phal, all’inizio di settembre è uscito “Cupidonx”, primo singolo di un secondo EP che vedrà la luce all’inizio della prossima primavera.

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    31 min
  • Milla Pluton - Cupidonx

    Alice Oechslin e una musicista ginevrina, artista teatrale, amante degli animali, della natura e dei bambini. Il suo alter-ego musicale è Milla Pluton, come il pianeta, dal quale arriva una colonna sonora astrale, dall’estetica vintage, psichedelica e queer.

    Milla Pluton si auto-definisce una “lesbica dei campi”, di quella campagna alla quale è così legata sin dalla nascita; una “gouine des champs” che da voce e rappresentanza a quella parte di popolazione ancora sconosciuta.

    Alice ha una formazione in arte visiva ma lavora con le capre e con i bambini (in un programma educativo in alcuni centri comunitari a Ginevra) per guadagnare un po’ di soldi.

    La musica di Milla Pluton è pubblicata da Cheptel Records, l’etichetta di Robin Girod, che la produce. Dopo il primo EP omonimo, su cui suona anche la batterista Sarah Palin (One Sentence.Supervisor) e il saxofonista Leon Phal, all’inizio di settembre è uscito “Cupidonx”, primo singolo di un secondo EP che vedrà la luce all’inizio della prossima primavera.

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    31 min
  • Terry Blue - Chronicles of a decline

    Ci sono dischi che, per capirli, devi (ovviamente) ascoltarli, ma devi anche conoscere la storia di chi li ha creati. Con Terry Blue è così.

    Leo Pusterla è stato segnato profondamente dai tanti anni vissuti a Losanna, dalle storie e dai drammi umani delle persone incontrate dentro e fuori il suo lavoro infermieristico.

    È come se una fiammella si fosse accesa nel petto e alimentasse ancora oggi la sua ispirazione.

    L’ultimo album “Chronicles of a decline”, uscito lo scorso maggio con la label parigina Another Music Records, è (di nuovo) un’opera introspettiva potente e toccante. 

    Terry Blue è tornato all’essenza, al folk più puro che racconta storie con la voce e la chitarra, arricchite dalle idee e dal tocco di Eleonora Gioveni, compagna e moglie che completa questa nuova ed efficace formazione a due già reduce da un tour in Inghilterra ed esibizioni in Francia e in Italia.

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    32 min
  • Van Couver

    Gli ascolti di gioventù ti restano attaccati all’anima e prima o poi tornano su, metabolizzati e carichi della tua personalità. Non devi fare troppi giri per capire che Van Couver hanno fatto indigestione di brit-rock e pop, indie-rock e shoegaze.

    Il quintetto ticinese ha auto-prodotto il primo album «How’s the weather?» seguendo la filosofia DIY, con ottimi risultati. È un disco pieno di energia, dolcezza e insicurezza, che ti spinge avanti e ti proietta indietro. Ti porta in giro.

    Chitarre dilatate e stratificate, basso e batteria che martellano senza darti tregua, tappeti di synth e quelle voci così dentro nel mix che devi quasi andare a cercarle e capirle e che fanno subito britannia 90.

    “How’s the weather?” di Van Couver é album di buone canzoni, solido e maturo. È la fotografia attuale di un passato musicale spavaldo e glorioso. Ce lo raccontano il cantante-chitarrista Luca Mescoli e il chitarrista Aslan “Ash” Bayat.

    31 min
  • Boodaman

    Quello che viviamo e sperimentiamo sul nostro cammino ci forgia. Due anni dopo “Subsequent”, Boodaman é tornato trasformato, e con lui anche la sua musica.

    Il musicista ginevrino Stéphane Caviglioli, maestro svizzero dei synth modulari ha pubblicato lo scorso maggio “The Ninth Planet”, la sua quinta opera elettronica.

    Boodaman parte dal concetto del pianeta che, secondo i calcoli degli scienziati, esiste ma che non siamo in grado di vedere. È una metafora che “richiama la religione e le credenze, concetti umani come felicità, benessere, realizzazione, condivisione, apertura … cose alle quali aspiriamo ma che solo occasionalmente raggiungiamo. Tutto ciò che tocchiamo con la punta delle dita senza sentirlo in modo duraturo”.

    Il principio è sempre lo stesso: elettricità che scorre nelle vene degli oscillatori, generando onde che diventano suono, in un rapporto causa-effetto e uomo-macchina irripetibile e che non si esaurisce mai. E come sempre, c’è eccitazione e malinconia, c’è spazio e movimento, riflessione e viaggio.

    31 min
  • Annie Taylor

    A Zurigo c’è un’etichetta cool che si chiama Taxi Gauche Records che sforna solo artisti cool. Tra i più cool di tutti ci sono Annie Taylor, animali da palcoscenico, quartetto grunge-rock alla cui testa c’è la cantante e chitarrista Gini Jungi.

    Il 7 luglio 2023 Annie Taylor hanno pubblicato “Inner smile”, album numero due che segue il primo “Sweet mortality” del 2020. In mezzo c’è stato il covid, il confinamento e lo scorno generale per tutte le premesse concertistiche disattese; é immaginabile quindi che un disco nuovo e la prospettiva di suonarlo dal vivo (adesso anche in Europa) siano un cocktail psicologico potente, un booster d’entusiasmo.

    Annie Taylor sono tornati con un batterista nuovo, Dani Bachmann (solitamente in forza Klaus Johann Grobe) e con il loro delizioso blend rock-grunge a tinte pop pieno di girl-power anni 90, e un suono inglese, perché questa volta il produttore è britannico e il disco è nato a Bristol.

    Sandra Romano ha incontrato Gini Jungi e Dani Bachmann a Zurigo.

    30 min
  • Etienne Machine

    Sul lago Lemano vive e si riproduce da qualche anno Etienne Machine, un progetto rock alternativo vodese nato dalla visione comune del batterista Thibault Besuchet e del chitarrista e tastierista Arno Cuendet, ai quali si aggiungono Sacha Dumais, Asher Varadi, Lea Martinez e Julien Palluel Kochnitzky.

    Definire Etienne Machine un gruppo “rock alternativo” non rende bene l’idea. La base di partenza è sempre l’elettronica e la produzione digitale, sulla quale la band però costruisce in seguito un’impalcatura stratificata, densa e profonda, aggiungendo strumentazione vera, pesante e massiccia. È un bel ibrido eclettico, un crocevia di rock, trip-hop e musica elettronica.

    Etienne Machine stanno lavorando al primo album che vedrà la luce alla fine dell’anno, nel frattempo Arno Cuendet e Thibault Besuchet raccontano la storia e le ambizioni di un sodalizio losannese che ha già partorito tre EP e un disco di remix.

    31 min
  • Ingrid Lukas

    Affrontare Ingrid Lukas significa entrare in un mondo fiabesco, pieno di magia ed energia nordica dove ad accoglierti c’è una fata musicale che t’abbraccia prima di tutto, poi ti prende per mano e t’invita a vivere la tua melodia interiore e a trovare la tua voce e la tua identità.

    L’album “Elumeloodia” di Ingrid Lukas è una deliziosa sorpresa, un disco suggestivo, etereo, spirituale e profondo dove il folklore, le radici estoni di Ingrid e l’elettronica si fondono in un ibrido moderno che ti fa viaggiare lontano.

    Sono la visione, la creatività e l’audacia di una donna che è tante cose simultaneamente. Ingrid Lukas é una musicista, una musicoterapeuta e una vocal-coach. Un’artista profonda.

    31 min
  • Yet No Yokai

    “Wir sind da” è l’ultima pubblicazione di Yet No Yokai, terzetto rock alternativo lucernese entrato recentemente nella scuderia di Hummus Records.

    È un ibrido. È un disco rock ma è anche elettronico, è teso ma ipnotico, è in tedesco e in inglese. “Wir sind da” é un vinile che si consuma sul piatto, continui a girarlo e ad ascoltare le sue 8 canzoni che sono lunghe e corte, piene di musica strumentale e fuori da ogni schema commerciale. Yet No Yokai hanno un suono distintivo.

    Abbiamo avuto il piacere di incontrare la band al completo: il batterista Samuel Birrer, il bassista Simon Pfister e Thomas Seidmann, voce e chitarra ma anche fondatore di Fuzztronaut Records, con cui pubblica altre sue entità musicali come il progetto acustico Tom Silkmann o quello psy-rock Shoot The Satellite.

    31 min

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