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Nessun maleficio, nessuna stregoneria può fermare lo scorrere dell’acqua, che andrà sempre nella stessa direzione. Basta muoversi, per rimanere liberi.
“No spell for moving water” è il quarto album delle Velvet Two Stripes, trio blues-garage-rock sangallese che tira dritto per la sua strada, senza perdere un solo grammo di quell’energia rock indomabile e grezza su cui costruisce la propria storia da 15 anni ormai.
La novità, in questa continuità, è qualche accennata incursione nel pop, una cosa che le sorelle Sarah e Sophie Diggelman e la bassista Franca Mock solo qualche anno fa non avrebbero mai immaginato di sperimentare perché, come spiegano loro, oggi sono più adulte e coraggiose.
“No spell for moving water” é stato registrato in 2 settimane e mezzo a Portland. Dentro ci sono le Velvet Two Stripes all’ennesima potenza.
undefined“Oasis” (Mouthwatering Records) é l’album di debutto del duo zurighese Ikan Hyu.
L’oasi del titolo é il santuario interiore delle musiciste Anisa Djojoatmodjo e Hannah Bissegger, è la piscina rappresentata nel videoclip di “Fringy fringy” e che si estende nel tempo e nel deserto. È la “manta rosa” dell’Oceano Pacifico, quella di due amiche che amano la natura e il mare.
Ikan Hyu sono la perfetta espressione della potenza del duo, anche sul palco, dove portano tutto quello che riescono a suonare senza tracce pre-registrate. È una festa di sintetizzatori, chitarre elettriche, batterie, Moog bass e drum pads.
Le belle melodie vocali di Hanna e Anisa danno un tono pop a un disco dal suono grezzo e ruvido che trasuda libertà, passione e gioco.
undefinedBarbara Lehnhoff e Aris Bassetti raccontano “Drum to death” (On The Camper Records), il nuovo album dei Peter Kernel costruito partendo dai batterismi commissionati ai loro batteristi preferiti
È un concetto semplice che é diventato una produzione complessa, sfociata in un disco fluido e accessibile. “Drum to death”, il nuovo album di Peter Kernel mantiene i registri chitarristici orientaleggianti proponendo casse più dritte. È una tribù che balla, un’orgia musicale. È l’album più accessibile concepito finora da questo fantastico sodalizio indie art pop che compie 18 anni.
La musica é un parco giochi infinito. I Peter Kernel di oggi sono sempre diversi da quelli di ieri. E da quelli di domani. Ascoltare per credere.
undefinedQuattro puntate non bastano per raccontare Roberto Raineri-Seith e tutto ciò che fa e che ha fatto.
Roberto Raineri-Seith è un creativo multi e interdisciplinare. È un fotografo, uno scrittore, un autore e divulgatore che si definisce “viveur edonistico” e “fiero non vaccinato”.
Seith ha una passione sconfinata per la musica elettronica e i synth modulari analogici vintage, di fronte ai quali si siede, su comodi cuscini, per affrontare l’ignoto di questi strumenti che trasformano l’elettricità in onde sonore, in un rapporto d’azione-reazione/uomo-macchina e viceversa.
Roberto Raineri-Seith, creativo dell’approccio transmediale, è stato il primo artista nella Svizzera italiana a sperimentare questo mondo sonico.
La musica che accompagna questa intensa chiacchierata viene dalla lunga scia di produzioni che inizia nella prima metà degli anni 80 (quando Roberto mette le mani sui suoi primi synth) dapprima come W.U.R e in seguito come Controlvoltage.org.
Che cosa tiene in equilibrio il gruppo ?
Sono le connessioni, impercettibili, chimiche, é il rispetto di regole non scritte, la passione e gli obbiettivi condivisi.
La discografia dei Dreamshade è importante ma a colpire è l’armonia, la professionalità, l’essenza di questo quintetto metal melodico ticinese che gira il mondo affrontando la musica come un lavoro e con estrema lucidità.
Per comprendere i Dreamshade e i segreti della longeva fertilità di questo combo fraterno che ha migliaia di fan e followers sparsi su tutto il pianeta, abbiamo incontrato il cantante Kevin Calì e il chitarrista Fernando “Fella” di Cicco.
Sullo sfondo c’è la musica metal e sempre piena di melodia dell’album del 2021 “A pale blue dot” e dell’EP “Grey days” del 2022.
Siamo stati nel Black Bunker, in Place des Grottes a Ginevra. È un luogo oscuro e fumoso, pieno di storia, apparecchiature elettroniche e giocattoli musicali. È la tana, il laboratorio creativo di POL, scienziato pazzo del suono ed esploratore di ogni sotto-genere immaginabile della musica elettronica.
POL è il fondatore della label Helvet Underground che (quest’anno) ha raggiunto la maggiore età. È un’etichetta di genere nata inizialmente come piattaforma discografica per le sperimentazioni di POL, ma che oggi rappresenta un sottobosco di artisti svizzeri e internazionali che navigano nel vasto oceano della musica elettronica e sperimentale. Il diciottesimo compleanno di HU (Helvet Underground) è stato celebrato con la pubblicazione di una quindicina di dischi e una mini-tournée di 6 date.
In questa ricca intervista, POL racconta della Ginevra “laboratorio” di fine anni 80 e di quella odierna, della storia e delle ambizioni della sua label, dei suoi diversi volti musicali e della sua comunità, e di una passione sconfinata per il loop e il suono elettronico.
undefinedRexplo è il volto elettronico del musicista e produttore luganese Emiliano Mangino
Prima della musica di Rexplo, colpisce la quantità di pubblicazioni di questo ragazzone diciannovenne che vive a Massagno e che ha radici italiane e uruguaiane.
Emiliano ha un fuoco dentro, quella sensazione che “una cosa la devi fare perché è vitale, perché ti sale da chissà dove” ed è come ossigeno per un’anima che diventa irrequieta se non vede il risultato del proprio lavoro creativo.
Abbiamo approfittato di un periodo di “stallo creativo”, di “blocco dello scrittore” di Emiliano Mangino, per entrare nel suo vasto universo elettronico variopinto e nella sua esuberante produzione di house, garage, drum’n’bass e jungle che flirta con il club.
undefinedLouis Jucker, musicista e discografico co-fondatore di Humus-Records, è una fonte inesauribile di cose belle. Jucker è un artigiano, un cantautore, un anarchico e un esploratore del suono spinto da una curiosità infinita che vive tra La Chaux-de-Fonds e Losanna.
C’è il suo folk più intimista, c’è l’hard-core dei Coilguns, c’è il rock della sua Band e adesso c’è anche “Suitcase Suite”, un progetto suggestivo fuori da ogni schema.
L’album omonimo é nato dal feticcio per le valige (che Louis Jucker compra nei suoi amati mercatini delle pulci e trasforma in strumenti musicali) e dall’incontro con il Nouvel Ensemble Contemporain, un’orchestra fondata circa trent’anni fa a La Chaux-de-Fonds, composta da musicisti di conservatorio con una formazione classica ma che si concentra sulla musica contemporanea.
“Suitcase suite” (Hummus Records) oggi viene portato in tournée e suonato sul palco con le valige musicali. È l’ennesima perla di uno degli artisti più liberi,eclettici e originali del nostro paese, premiato nel 2021 dall’Ufficio federale della cultura con il Premio svizzero della musica.
undefinedL’universo di Elvett ruota attorno alla voce.
Avevamo conosciuto la voce di Lyn M in questo millennio con il progetto Aloan e adesso esplode in tutta la sua grandezza soul, l’r&B e il gospel con Elvett.
Lyn M e Alain Frey, coppia nella vita e della musica sono tornati alla radice della loro passione, quella per la musica afroamericana . Di nuovo, l’unione fa la forza tra la potenza vocale di Lyn M e la produzione di Alain Frey.
L’ultimo album “The hill”, uscito il 15 settembre 2023 con Mouthwatering Records, é un disco di belle “canzoni” (nove per l’esattezza) mature, composte attorno a un pianoforte a coda e con 4 voci femminili. È un album che ci eleva (su quella collina del titolo) per ammirare la bellezza del mondo e la forza che abbiamo se siamo uniti.
Sandra Romano ha incontrato Lyn M e questa è la storia dell’evoluzione di Elvett e della loro musica.
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Ah... è svizzero? Quante volte vi siete stupiti scoprendo che quella particolare canzone che tanto vi piace è svizzera?
All'ombra del grande mercato e del circo mass-mediatico internazionale,…
Confederation Music è una finestra aperta sulla variegata e frizzante scena musicale elvetica.
Potrete ascoltare parole e suoni di chi ha scelto di fare il musicista nel nostro paese, o di quegli Svizzeri che fanno musica all'estero, ma anche di chi, arrivando da fuori, ha fatto della Confederazione il proprio campo base musicale!