Derive Urbane

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Derive Urbane episodes

  • Casa Papanice
    Bello non si può dire..particolare, ecco, particolare..vivace, colorato, con quel certo che di movimento mosso, ecco, mosso. Tipo una foto venuta male, tipo una cascata verticala di ceramiche, come quando ti avanzano le mattonelle di bagno e cucina e pensi che possa essere spiritoso ricoprirci un pezzo di terrazzo. Un pezzo, non la facciata di una casa, insomma, è brutto. Questo palazzo è brutto. E’ casa Papanice costruita su progetto di Portoghesi e Gregotti, una perfetta commistione, mi dicono, tra lo stile secessionista e il barocco romano, visibile soprattutto nelle forme concave e convesse dei muri esterni, che richiamano gli elementi naturali nelle fasce verticali di maiolica. In casa Papanice il muro inflesso costituisce l'elemento chiave per un'armonica passaggio dallo spazio interno allo spazio esterno, la cosiddetta finestra dialettica. E sulla finestra dialettica, scusate tutti, ma io, mi arrendo.
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  • Il Sexy Shop
    Posso spiegarvi tutto, non è come pensate. E’ per una mia amica. Vabeh, lo avete capito, quello davanti a voi è un sexy shop. Ah, pensavate fosse una lavanderia cinese? Cercavate un noleggio auto? Ah, anche voi qui per caso? Certo, come no. Nascondete la coda di coniglio azzurro che vi esce dalla borsetta e tirate dritto. Ma spiegatemi almeno come faccia vostro marito a rimanere serio. L'esercizio commerciale in questione si presenta spartano all’esterno coperto da un provvidenziale porticato che non lo espone agli occhi di chiunque, ma con un insegna chiara e tonda che non lascia spazio ad equivoci. Per tanto, volete smetterla di fischiettare facendo i vaghi il noto motivetto? E’ solo un gioco, no non era un fuoco...
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  • Tempio dei Mormoni
    Pensavamo fosse solo il palazzo più brutto del mondo e invece no. La costruzione che fa a gara di dimensioni, attività di per se poco elegante col dirimpettaio centro commerciale è il primo tempio italiano della chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni. Per gli amici, i mormoni. Subito a rubare l'occhio sulla sommità della facciata est svetta chic ma senza impegno, pacchiano e altisonante, aureo e con altrettanta aurea trombetta, lui, l’angelo Moroni. Unica entità trascendente con nome e cognome. Circense, in piedi su una palla, alto 4 metri pesa 200 kg, ma probabilmente ha le ossa grosse, perché alla fine sembra portarseli bene. I lavori di costruzione dell’edificio, che si sviluppa su tre piani su una superficie di 3700 metri quadrati, sono iniziati nell’ottobre 2010, con la suggestiva cerimonia del primo colpo di piccone. Ora ultimato è in grado di ospitare ben 25000 temerari.
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  • Bingo Palace
    Settanta, Palazzo è settanta. Moderno tempio dell'antica arte mistica e divinatoria nota come numerologia, il Bingo Palace, sede di oscuri e profondi riti ancestrali in cui l'uomo cambia se stesso: si entra giovani, alle 9 di mattina, e si esce vecchi, alle 4 di notte. Si entra ricchi, beati voi, e si esce poveri, benvenuti tra noi! Si entra sobri, pare vero, e si esce 14: l’ubriaco. Si entra educati, e si esce 8: la madonna. Si entra sulle proprie gambe, si esce 24: le guardie. Una domanda: ma perché 63 è la sposa e 62 è il morto ucciso?
    Mi si fa notare che il bingo è più una tombola, e non certo l’estrazione del lotto. Con fare circospetto allora, fischiettando...35! L’uccellino: andate via.
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  • Porta Pia
    “Alla Breccia Pia hanno vinto i bersaglieri” recitava il testo del noto motivetto. Pochi sanno però che proseguisse con un sobrio “gli zuavi prigionieri li vogliamo fucilar”.
    Non so voi, ma ora guardo la porta con un pizzico di circospezione in più. Imponente ma insieme leggera, forse per l'alternarsi dei cromatismi complementari, la struttura apre non pochi interrogativi. A cosa serve visto che non la si attraversa ma le si gira intorno? Che razza di porta è visto che si estende più in profondità che in larghezza. Cosa diamine significano le parole e i simboli scaraventati a casaccio su entrambe le facce? In particolare, sul lato che osserva il traffico di via Nomentana si intravede una scritta latina dal sapore premonitore traducibile con “registrati e twitta”, che Porta Pia sia dunque una porta verso il futuro?
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  • INPS
    Senza giri di parole, si presenta come una struttura fatiscente che potremmo definire un casermone in disarmo. Straordinaria metafora visiva del nostro sistema pensionistico. Alle prime luci dell’alba i fortunati che si troveranno a passare da queste parti potranno assistere ad un rito ancestrale La distribuzione dei pre numeri. Entita che gli stessi matematici stentano a definire se non all’interno di un sistema non euclideo. Dalla mattina presto in poi quindi, saranno visibili assembramenti di bella gioventù, attempati serpentoni e file chilometriche che culminano in allegre risse. Imperdibile il fenomeno della caduta delle penne, riservata al pubblico alle ore 12 in punto, davanti alla quale, consigliamo di esprimere un desiderio.
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  • Il Catasto
    Vetri a specchio, struttura moderna, quasi avveniristica... fantastico. direte voi, ma in realtà avete davanti solo l’agenzia delle entrate. Paura eh? Fate bene perché c’e di piu, siete di fronte all'ufficio del catasto. Si, il catasto esiste davvero. E’ un luogo fisico oltre che mitico, abitato all’interno da una figura epica, l’impiegato del catasto. Terrore di ogni genitore ..”studia o finisci a lavorare al catasto!”. L’impiegato del catasto si dice possa essere di sesso maschile o femminile. Dalle fattezze cangianti, esso è in gradi di assumere molteplici forme, fino ad arrivare a sembrare addirittura come tutti noi.
    L’ampia cancellata che circonda l'edificio ne denuncia la pericolosità e il brulicare di vita all'interno tradisce un esercito in fermento. Forse preparano l'invasione, o peggio, forse sotto le mentite spoglie gli impiegati dello stato, padroni delle piante e della logistica e di ogni nostro edificio, hanno già preso possesso della città?
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  • Francesco Totti
    Davanti, dietro, di lato a voi... non è colpa vostra, è lui che non da riferimenti precisi all’avversario, potete notare una riproduzione a dimensioni pressoché naturali dell’unico immenso capitano. Realizzata dallo street artist Lucamaleonte e visibile solo nella parte superiore del corpo, come nelle omologhe statue dell’isola di Pasqua, la divinità lancia lo sguarda oltre l'orizzonte, sorvolando quartieri, città, nomi, cose, animali e marche di automobili. Alla sinistra del più grande di tutti, la scritta “vecchio a chi?” senz'altro premonitrice. Da quando è apparso fino al 28 maggio 2017, data in cui è finito il mondo, spezzando l’incantesimo, sembra sia stato questo murale a invecchiare al posto dell’eterno capitano. E’ storia invece il fatto che il sindaco del tempo, Ignazio Marino, abbia fatto cancellare il murale che omaggiava papa Bergoglio vestendolo da superman, non osando invece separare ciò che Dio aveva unito, questo Francesco Totti e la sua gente.
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  • Il MInistero del Turismo ?
    Se chiedete a un tassista cosa ci sia all’interno di questo palazzo con le bandiere istituzionali, vi risponderà “Il turismo”. Se vi inoltrerete poi nell androne interno, una targa in plexiglass confermerà “Ministero per il Turismo”.
    Peccato però che la struttura nono ospiti affatto tale ufficio per il turismo sito da anni da tutt'altra parte. Quando i gendarmi all'ingresso vi fermeranno chiedendo cosa state cercando, dite dunque loro che siete qui per semplice turismo. A rigor di logica dovrebbero lasciarvi entrare.
    Ulteriori note di colore, che valgono la visita: una vetrata su cui troneggia la scritta “Centrale telefonica” con all'interno un bar, e una targa che recita:”Struttura per il rilancio dell’immagine dell’Italia”.
    Bravi, lo state facendo bene!
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  • Via di Val Cannuta
    Conosciuta e non autoctoni soltanto grazie ai fasti a lei riservati dai moderni navigatori, via di val Cannuta potrebbe apparire come uno spoglio canale di passaggio tra due arterie: Boccea e Aurelia. Ma pochi ne conoscono l’oscuro segreto, e nessuno è sopravvissuto per raccontarlo.
    La val Cannuta è infatti è assimilabile al più noto triangolo delle Bermude. Seguendo le ampie curve della strada, cullati dalla voce ipnotica del navigatore è fatale incorrere in un drammatico errore. Decidere inconsciamente che la via sia a senso unico.
    Grazie per aver seguito questo canale, addio!
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Un canale non convenzionale frutto delle derive urbane laterali e ironiche di Valeria Biotti, romana, scrittrice, giornalista, autrice comica, speaker radiofonica.