Sempre più frequentemente nel processo civile irrompe la prova digitale: e-mail, messaggi SMS, conversazioni tratte da applicazioni di messaggistica (ad esempio il celebre WhatsApp), file video e audio, pagine web e screenshot, sono oramai mezzi di prova abitualmente presenti nei contenziosi civili. È evidente, pertanto, che questa categoria di mezzi di prova impone operazioni tecnicamente complesse di estrazione, acquisizione, conservazione e successiva produzione in giudizio. La complessità di tali attività è strettamente connessa alla natura volatile e modificabile del dato digitale, suscettibile di alterazioni sia volontarie che involontarie. Questa nuova “trilogia” di podcast analizza la prova digitale nel processo civile in tre aree specifiche: il diritto di famiglia, il diritto dei contratti e la responsabilità in ambito lavorativo e disciplinare. Nel primo episodio, l’attenzione si focalizza sui social network, l’applicativo WhatsApp e le relative ricadute rispetto al dovere di fedeltà coniugale; in altre parole, si può produrre un messaggio WhatsApp per dimostrare l’infedeltà coniugale? Se mi dichiaro “single” su Facebook, posso vedermi addebitata la separazione?
Podcast a cura dell'Avv. Filippo Bisanti.