L’intelligenza artificiale incide profondamente sull’attività forense, automatizzando compiti standardizzati e migliorando l’efficienza degli studi legali, ma non è in grado di sostituire la funzione dell’avvocato. La professione mantiene infatti una dimensione interpretativa, relazionale e deontologica fondata su giudizio, responsabilità e rapporto fiduciario con il cliente. La Legge italiana n. 132/2025, in linea con l’AI Act europeo, conferma un approccio antropocentrico: l’AI è uno strumento di supporto, soggetto al controllo umano e alla responsabilità del professionista. Ne deriva un modello di integrazione regolata in cui l’avvocato evolve in “professionista aumentato”, mantenendo il presidio del giudizio, della responsabilità e della difesa.
Podcast a cura dell'avv. Maria Ilenia Alagna.