Diapason

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By Quinte ParalleleMusicMusic Commentary
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Diapason episodes

  • D26 - Il Festival di Sanremo come termometro dell'Italia
    Sanremo sembra sempre imprevedibile, eppure, dal post-pandemia in poi, quando arriva la proclamazione a tarda notte, il vincitore spesso appare “inevitabile”.
    In questa puntata di Diapason, Sanremo viene raccontato come un termometro per misurare l’Italia. Cinque serate che sincronizzano l’Italia su uno stesso schermo, e cinque canzoni (2021–2025) che, a posteriori, raccontano meglio di molte analisi l’umore dominante di quegli anni.
    Tra gusto critico, consumo algoritmico e identificazione popolare, il Festival produce spesso un consenso simbolico, una legittimazione che non coincide sempre con i numeri, ma si può vedere come gesto collettivo.
    11 min
  • D25 - Riformare il Conservatorio
    Nel 1926 una commissione ridisegnava definitivamente la formazione musicale italiana. Cento anni dopo, la domanda è semplice e scomoda: abbiamo cambiato l’architettura del sistema o abbiamo cambiato davvero il modo di insegnare?
    In questa puntata di Diapason rifletteremo sulla riforma del cosiddetto nuovo ordinamenti, sui suoi risultati e sui suoi limiti, sulla distanza crescente che molti giovani musicisti percepiscono tra ciò che studiano e il mondo del lavoro che li attende. Una discussione franca su didattica, governance, ricerca artistica, valutazione, confronto con l’Europa e un invito a rimettere al centro la domanda fondamentale: che tipo di musicista vogliamo formare nei prossimi trent’anni?
    9 min
  • D24 - Perchè continuiamo a fare musica
    Fare musica oggi è un gesto che tiene insieme lavoro, identità e aspettative in un contesto sempre più fragile, dove la passione viene spesso usata per coprire ciò che il sistema non riesce più a sostenere.
    In questa puntata di Diapason partiamo da una domanda che molti evitano di porsi per osservare cosa succede quando il fare musica smette di essere raccontato come vocazione e torna a mostrarsi per ciò che è: un mestiere che vive di relazioni, di pubblico e di condizioni materiali. Un episodio che mette in discussione il mito del musicista romantico e interroga il modo in cui continuiamo ad abitare questo lavoro, anche quando diventa faticoso, incerto, solitario.
    12 min
  • D23 - Minaj dice sì a Trump
    Quando un’artista dice sì, il gesto smette di essere privato e diventa politico.
    In questa puntata di Diapason partiamo dal posizionamento pubblico di Nicki Minaj a favore di Donald Trump per analizzare un fenomeno più ampio: il momento in cui la cultura smette di opporre resistenza e si adatta a un potere che torna a presentarsi come legittimo.

    Un episodio su musica, consenso simbolico e responsabilità culturale, perché quando dire sì non costa più nulla, qualcosa nel rapporto tra arte e potere è già cambiato.
    9 min
  • D22 - Mehta dice no a Netanyahu
    Quando un grande artista decide di dire no, il gesto smette di essere privato e diventa pubblico. In questa puntata di Diapason partiamo dalla scelta di Zubin Mehta di annullare i suoi impegni in Israele, legandola apertamente al dissenso verso le politiche del governo di Benjamin Netanyahu.

    Quando la musica prende posizione, cosa cambia davvero?Qual è la differenza tra un no simbolico e uno trasformativo?E che ruolo giocano il tempo, le istituzioni, il capitale simbolico degli artisti?

    Un episodio su arte, responsabilità e potere simbolico.Perché, quando la musica entra nel mondo, il mondo entra in sala con lei.
    11 min
  • D21 - Aggiungere fuoco alle fiamme
    Viviamo in un tempo saturo di conflitti, tragedie e polarizzazioni, in cui commentare subito e dividere viene spesso scambiato per lucidità critica.In questa puntata di Diapason non parliamo di un singolo caso, ma di un gesto sempre più diffuso: soffiare sul fuoco della polemica e alimentare il rumore in nome della verità, della trasparenza o dell’engagement.
    Un episodio scomodo, che attraversa comunicazione politica, conflitto generazionale e responsabilità culturale, per interrogarsi su quando la parola pubblica smette di costruire senso e diventa un accelerante.
    10 min
  • D20 - Ignorante nel senso che ignora
    Partendo da una presa di coscienza dell'ignoranza come prodotto del nostro tempo, ci concentriamo sulle difficoltà degli operatori culturali in Italia e sul perché, nel nostro Paese, abbiamo bisogno di fare ancora passi avanti e che qualcuno scenda dalla propria torre d'avorio.
    Oggi Lorenzo Ottaviani ci indica tre riflessioni dalle quali partire per affrontare il presente cercando di cambiare il punto di vista sulla cultura e sulla musica.
    Diapason racconta temi di attualità culturale e musicale con taglio giornalistico, divulgativo e critico per ascoltare, capire e sentirvi parte del discorso culturale collettivo.
    7 min
  • D19 - 10 possibilità per il 2026
    Il futuro rende normali situazioni che fino a poco prima sembravano marginali o impensabili. In questa puntata proviamo a fare un passo avanti, non per prevedere cosa accadrà, ma per osservare ciò che sta diventando plausibile.
    Dieci possibilità. Dieci direzioni per il 2026 che iniziano a emergere come risposta a una stanchezza diffusa, a una saturazione condivisa o a un bisogno di riorientamento che attraversa ambiti diversi.
    Diapason racconta temi di attualità culturale e musicale con taglio giornalistico, divulgativo e critico per ascoltare, capire e sentirvi parte del discorso culturale collettivo.
    9 min
  • D18 - 10 cose che il 2025 ci ha lasciato
    Ci sono anni che non lasciano macerie evidenti, ma abitudini e ti insegnano a convivere.Il 2025 è stato uno di quegli anni.
    Un anno in cui molte situazioni che avremmo definito inaccettabili sono diventate “normali”. Un anno in cui l’emergenza si è fatta metodo, la comunicazione ha preso il posto del progetto, la visibilità è diventata una prova di valore, la professionalità una colpa da giustificare.In questa puntata proviamo a mettere in fila dieci stati mentali, dieci posture, dieci frasi che abbiamo sentito troppe volte e che raccontano molto più di quanto sembri.
    E quando qualcosa smette di darci fastidio, non è detto che sia perché le cose vanno meglio. Diapason racconta temi di attualità culturale e musicale con taglio giornalistico, divulgativo e critico per ascoltare, capire e sentirvi parte del discorso culturale collettivo.
    10 min
  • D17 - O Contemporanea o morte
    Nelle ultime settimane alcuni segnali, apparentemente scollegati, hanno iniziato a raccontare una direzione precisa: la musica contemporanea sta lentamente uscendo dallo spazio pubblico.
    Non per censura,non per divieti espliciti, ma per una progressiva perdita di priorità.In questa puntata di Diapason parleremo della riduzione della sperimentazione a voce accessoria, dei criteri di engagement che diventano parametro essenziale, delle difficoltà strutturali della contemporanea nel dialogo con il pubblico, del nodo dei diritti d’autore e di una gestione del rischio sempre più prudente, quando non immobilizzata. È una riflessione sul tempo: su come una società sceglie cosa tenere acceso e cosa sacrificare quando entra in crisi.
    Diapason racconta temi di attualità culturale e musicale con taglio giornalistico, divulgativo e critico per ascoltare, capire e sentirvi parte del discorso culturale collettivo.
    10 min

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La cultura e la musica non sono mondi separati, sono parte della nostra vita quotidiana.
Per questo nasce Diapason, una nuova rubrica editoriale che debutta contemporaneamente in due forme: scritta…