Osservavo il firmamento notturno dalla finestra della mia abitazione, assalito dall’angoscia. Era notte e le luci di Baltica risplendevano sulle immacolate superfici bianche delle abitazioni e delle strade. Mi sentivo inquieto, temendo di aver dissipato la mia esistenza. Non riuscivo a restare immobile, vagavo sopra il tappeto della mia stanza vuota. Il pensiero di non poter raggiungere la perfezione mi tormentava. Intorno a me, tutti sembravano degni di indossare quella tunica bianca, emblema di purezza. Tutti tranne me.
Malgrado gli anni trascorsi ad inseguire la perfezione, il grigiore persisteva nella mia anima. Dovevo trovare una soluzione, ma ero perplesso. Pregavo, ma non bastava. Contemplai le abitazioni circostanti, piene di giovani adepti in tuniche bianche. Volsi nuovamente lo sguardo al cielo per sfuggire alla mia invidia, ma l’immensità del manto oscuro mi fece sentire ancor più minuscolo e irrilevante. Era come se tutti i miei sforzi e le mie preghiere non avessero alcun valore.
Cercando la serenità in Eden, chiusi gli occhi.
Il muschio sempreverde accolse le mie ginocchia, mentre l’eterno tramonto illuminava il promontorio. Pregai ancora una volta, ma senza troppe speranze. Troppo spesso avevo fallito, troppe volte avevo atteso che il silenzio si trasformasse in risposta. “KS, ti imploro, ascoltami…” dissi con voce velata. Inaspettatamente, una luce accecante apparve dinanzi a me. Quando i miei occhi si abituarono, scorsi il mio Dio. KS aveva la figura di un uomo slanciato, con lunghi capelli e una tunica talmente brillante da attenuare il crepuscolo. “KS!” esclamai alzandomi. “Sei tu!”
“Sì, Kato, caro amico.” rispose la mia divinità con gentilezza.
“Donami la perfezione!” dissi con passione.
“Kato, non posso elargirla così facilmente” si avvicinò, persuasivo, “Ma ho una prova per te. Per la tua fede.” Una foglia in volo si arrestò nell’aria, sospendendo il tempo e il mio respiro. “Trova un ragazzo di nome Overton. Riportalo a Baltica e rendilo perfetto. Riuscendovi, otterrai ciò che desideri.”
“Ma... uscire da Baltica significa affrontare il rischio di morire.” dissi con timore.
“Fidati della tua fede e accetta questa sfida. Scoprirai di cosa sei realmente capace.”
Avevo il cuore in tumulto e le mani sudate. Mai avevo abbandonato Baltica. Fuori dalle Mura della città si celavano solo insidie e morte. Ma KS mi stava offrendo un’opportunità unica: la certezza di raggiungere la perfezione se avessi superato la sua prova.
“E se decidessi di rifiutare?” chiesi con il fiato corto, percependo la crescente impazienza di KS.
“Se lo facessi, smetterei di ascoltare le tue preghiere” rispose, distogliendo lo sguardo, “perché significherebbe che la tua fede non è abbastanza forte.”
Temevo di parlare per paura di irritarlo, ma dovevo capire se la mia vita, fino a quel momento, avesse avuto un senso. “Per quale motivo, in tutti questi anni, non mi hai mai concesso la perfezione?” chiesi.
“Solo tu puoi rispondere a questa domanda” disse, “Siamo noi stessi la causa dei nostri problemi. Ti sto offrendo la possibilità di dimostrare il tuo valore: porta Overton a Baltica e rendilo perfetto.”
"Come può essere sopravvissuto fuori dalle mura?" chiesi.
"Non lo so" rispose, "Ma se è ancora vivo, sarà difficile renderlo perfetto. La vita, fuori da Baltica, l'avrà reso corrotto e violento."
“Allora perché, mio Dio, dovrei rischiare così tanto per lui?”
“Tutti devono avere la possibilità di migliorarsi, Kato. Anche se si trovano in una situazione difficile, come te. Se non ci riescono, sarà solo per loro colpa.”
Rimasi in silenzio a riflettere. Il vento riprese a soffiare insieme all’impazienza di KS.
“Kato, devi prendere una decisione. Devi capire cosa vuoi veramente.”
“Non lo so, maestro” risposi, sentendomi insicuro, “Ho paura.”