Protezione speciale e conversione dopo il Decreto Cutro: il TAR Toscana riapre la strada Benvenuti a un nuovo episodio del podcast Diritto dell’Immigrazione.
Io sono l’avvocato Fabio Loscerbo. Oggi analizziamo una decisione molto interessante del Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana, sentenza numero 702 del 2026, relativa al ricorso numero ruolo generale 556 del 2026, che interviene su una delle questioni più controverse dopo il Decreto Cutro: la convertibilità del permesso di soggiorno per protezione speciale. Il caso è piuttosto chiaro.
Un cittadino straniero aveva presentato domanda di protezione internazionale nel luglio 2021 e aveva ottenuto la protezione speciale nel 2024. Successivamente, nel settembre 2024, aveva chiesto la conversione del proprio titolo in permesso di soggiorno per lavoro. La Questura aveva dichiarato l’improcedibilità dell’istanza, ritenendo applicabile la nuova disciplina introdotta dal Decreto Legge numero 20 del 2023, che ha eliminato la convertibilità. Il TAR, però, ribalta completamente questa impostazione. Il punto centrale della decisione riguarda la disciplina transitoria prevista dall’articolo 7 del Decreto Cutro. Il Collegio richiama un orientamento già espresso dal Consiglio di Stato, secondo cui ciò che rileva non è la data della domanda di conversione, ma la data della domanda originaria di protezione. E qui sta il passaggio decisivo:
poiché la domanda di protezione era stata presentata nel 2021, quindi prima dell’entrata in vigore del Decreto Cutro, continua ad applicarsi la disciplina previgente, che consentiva la conversione. In altri termini, la normativa sopravvenuta non può incidere retroattivamente su situazioni già avviate. Il TAR afferma quindi che l’Amministrazione avrebbe dovuto consentire la conversione e, per questo motivo, annulla il provvedimento della Questura. Questa decisione ha un impatto molto concreto:
conferma che la convertibilità della protezione speciale non è del tutto scomparsa, ma sopravvive nei casi in cui la procedura originaria sia stata avviata prima del Decreto Cutro. È una lettura che rafforza la tutela dell’affidamento e limita gli effetti retroattivi delle riforme. E, soprattutto, è una pronuncia che offre uno spazio operativo molto rilevante nella difesa dei diritti degli stranieri. Grazie per l’ascolto.
Alla prossima puntata.
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