Il libro di Mauro Biglino, La Bibbia non parla di Dio, propone una rilettura rivoluzionaria dell'Antico Testamento basata sulla letteralità dei testi ebraici. L'autore adotta un metodo d'indagine laico, suggerendo di interpretare le scritture come una cronaca storica di fatti fisici piuttosto che come testi teologici o spirituali. Attraverso traduzioni dirette, Biglino sostiene che i termini originali non descrivano una divinità onnipotente, ma esseri chiamati Elohim, le cui azioni hanno influenzato l'origine dell'umanità. Lo studio confronta inoltre il testo biblico con i poemi omerici, evidenziando parallelismi sorprendenti tra le figure divine di diverse culture antiche. L'opera si propone quindi di riscrivere la storia umana, liberandola dalle sovrastrutture dogmatiche accumulate nei secoli dai traduttori e dai teologi.