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Dopo esserci occupati di Christa Wolf e della "altra Germania", questa volta restiamo nel Novecento, ma ci spostiamo da un continente all’altro e, per così dire accompagnati da Jorge Mario Bergoglio, approdiamo in Sudamerica. La dodicesima video-lezione di "Donne e pensiero Politico" è infatti dedicata ad Amelia Podetti (1928- 1979), filosofa cattolica cresciuta nell’Argentina peronista degli anni Quaranta e Cinquanta cui si deve l’elaborazione del concetto di "periferia" più recentemente ripreso da papa Francesco. Sintonizzata politicamente su frequenze assimilabili alla cosiddetta "terzera position", è autrice di un importante volume pubblicato postumo, "L’irruzione dell’America nella storia" (1981), nel quale sviluppò l’idea secondo cui la missione dell’America latina consisterebbe nel proporre una via peculiare all’universalizzazione, secondo una prospettiva che parte dalle periferie anziché dal centro. A presentarne il profilo intellettuale è Alberto Guasco, docente di storia contemporanea estorico della Chiesa, attualmente ricercatore del Cnr, presso l'Istituto di Storia dell’Europa mediterranea di Milano.
Dopo Rahel Varnhagen, restiamo in Germania, ma facciamo un salto di oltre un secolo. Al tempo stesso ci permettiamo per così dire una piccola libertà e ci occupiamo di una donna che, ancorché difficilmente definibile nei termini di una "pensatrice politica", si è misurata costantemente, e talora perfino drammaticamente, con il mondo della politica. L’undicesima video-lezione di "Donne e Pensiero Politico" è infatti dedicata alla figura per molti aspetti controversa di Christa Wolf (1929-2011), scrittrice e intellettuale di primo piano della ex Repubblica democratica tedesca, cioè di quella che a lungo è stata definita la "altra Germania". Che non si tratti di una "pensatrice politica" in senso stretto non deve stupire oltre una certa misura, tanto più se si pensa che i recenti orientamenti storiografici tendono sempre più a "riscoprire" il pensiero politico di autori come Giacomo Leopardi, Vittorio Alfieri e Honoré de Balzac. Nel caso specifico di Christa Wolf ci è sembrato che meritasse particolare attenzione non solo quella sorta di mimetismo con cui è tenuto a fare i conti ogni intellettuale costretto a vivere sotto l’occhio vigile della censura di Stato, ma anche la sua riflessione sul processo di riunificazione tedesca e sul venir meno di quello che, con le parole di Stefan Zweig, potrebbe definirsi ormai "il mondo di ieri". A presentarne il complesso profilo è Anna Chiarloni, docente di letteratura tedesca e professore emerito dell’Università di Torino.
Dopo Voltairine de Cleyre e Angelica Balabanoff, ci spostiamo nella Germania della prima metà dell’Ottocento, concentrandoci su quella che potrebbe definirsi la "Mme de Staël tedesca". La decima video-lezione di "Donne e Pensiero Politico" è infatti dedicata a Rahel Levin Varnhagen von Ense (1771-1833), intellettuale tedesca di origini ebraiche cui, non del tutto a caso, Hannah Arendt dedicò uno dei primi e più approfonditi studi. Si tratta di una figura la cui importanza, lungi dal ridursi a quella di semplice organizzatrice di influenti circoli salottieri, investe direttamente il rapporto problematico tra integrazione ed emancipazione, rimandando, più in generale, all’insieme di questioni che lo storico George Mosse ha affrontato in un celebre saggio intitolato "Il dialogo ebraico-tedesco. Da Goethe a Hitler" (1985). A presentarne il profilo è Marzia Ponso, docente di storia contemporanea a Torino.
La nona video-lezione di "Donne e Pensiero Politico" è dedicata ad Angelica Balabanoff (1878-1965), socialista di origine russa, ma naturalizzata italiana, che conobbe personalmente i grandi protagonisti della sua epoca, da Mussolini a Lenin, prendendo tuttavia da entrambi le distanze in nome di un "socialismo morale". A presentarne il profilo di controversa pensatrice politica è Francesco Ingravalle, storico delle istituzioni politiche e docente presso l’Università del Piemonte Orientale.
L’ottava video-lezione di "Donne e Pensiero Politico" è dedicata a Voltairine de Cleyre (1866-1912), straordinaria figura di anarchica e attivista statunitense, impegnata nella lotta contro la "sexual slavery" delle donne. Accostabile a figure come quelle di Henry David Thoreau e di Emma Goldman, Voltairine de Cleyre fu esponente del cosiddetto "anarchismo senza aggettivi". A presentarne il profilo di pensatrice politica è Valeria Palumbo, giornalista RCS Media Group e storica delle donne.
La settima video-lezione di "Donne e Pensiero Politico" è dedicata a Olympe de Gouges (1748-1793), autrice nel 1791 della "Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina", testo in cui fu proclamata per la prima volta l’uguaglianza giuridica, politica e sociale tra uomo e donna. A presentarne il profilo di attivista e di pensatrice politica è Vinzia Fiorino, docente di storia contemporanea presso l’Università di Pisa.
La sesta video-lezione di "Donne e Pensiero Politico" è dedicata a Kimberlé Crenshaw, la giurista e attivista statunitense cui si deve l’introduzione del concetto di intersezionalità. A incaricarsi della ricostruzione del suo profilo intellettuale, concentrandosi soprattutto su una prima messa a fuoco del concetto di intersezionalità, è Monica Quirico, studiosa di storia del pensiero politico e collaboratrice della Södertörn University di Stoccolma.
La quinta video-lezione di "Donne e Pensiero Politico" è dedicata ad Anna Maria Mozzoni (1837-1920), scrittrice, giornalista, conferenziera e traduttrice in italiano di "The Subjection of Women" di John Stuart Mill (1870), ma soprattutto pioniera del movimento di emancipazione femminile in Italia, la cui fama di attivista ha tuttavia largamente oscurato il contributo sul piano teorico. A incaricarsi della ricostruzione del suo itinerario biografico-intellettuale, che incontra prima il repubblicanesimo mazziniano poi il socialismo riformista, è Fiorenza Taricone, allieva di Ginevra Conti Odorisio e attualmente docente di storia del pensiero politico presso l’Università di Cassino.
La quarta video-lezione di "Donne e Pensiero Politico" è dedicata a allo "strano caso" di Deirdre McCloskey (1942-), autrice di importanti studi sulla storia del capitalismo. Ne tratteggia il profilo intellettuale di studiosa "liberale", "cristiana" e "femminista" Alessandra Maglie: nella ricostruzione della vicenda plurisecolare del fenomeno capitalistico, adottando la prospettiva tipica di una "postmodern freemarket feminist", la studiosa nordamericana propone un paradigma alternativo a quello androcentrico del pensiero economico "mainstream".
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