Early Music Stories

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By Giornale della MusicaMusicMusic Interviews
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Early Music Stories episodes

  • Intervista a Lionel Meunier & Vox Luminis
    Vox \ Voces e Palestrina  

    Il titolo del concerto presentato da Vox Luminis nel corso del festival Laus Polyphoniae di Anversa, che quest’anno ha messo a fuoco il rapporto tra monodia e polifonia con il titolo ‘Vox \ Voces’, è semplicemente quello dell’autore della Missa Papae Marcelli e del Canticum canticorum, che l’ensemble diretto da Lionel Meunier ha eseguito nella Chiesa di San Paolo, ossia “Giovanni Pierluigi da Palestrina”.  

    Nella conversazione contenuta nel podcast il direttore prima di parlare della scelta dei mottetti da accostare alle celebre messa, racconta sinteticamente il percorso artistico del suo gruppo musicale citando i nomi di alcuni compositori che hanno segnato la crescita artistica di Vox Luminis, e di come abbia interpretato la loro musica cercando di tenere in considerazione più la tradizione che era alle loro spalle, rispetto a quello  che è avvenuto dopo di loro.   

    Per tale motivo oltre agli esempi musicali palestriniani registrati durante la prova nel luogo del concerto, nel podcast sono state inserite anche delle citazioni provenienti da due incisioni discografiche dell’ensemble, una dedicata a Domenico Scarlatti e l’altra a Orlando di Lasso, oltre a un piccolo estratto della registrazione di una messa di Josquin realizzata dalla Fondazione Alamire.                                                                                                                         Paolo Scarnecchia
    19 min
  • Intervista a Jesse Rodin e Cut Circle
    L’imprescindibile arte polifonica di Josquin   

    Nell’edizione di Laus Polyphoniae dedicata al rapporto tra vox e voces, ossia alla genesi e alla rigogliosa lunga fioritura della polifonia, non poteva mancare almeno un concerto dedicato a Josquin, il compositore al quale il festival di musica antica di  Anversa ha dedicato nel 2021 una intera edizione per ricordare il quinto centenario della sua scomparsa.  

    Il compito di rappresentare la sua arte contrappuntistica è stato affidato a Cut Circle, l’ensemble diretto da Jesse Rodin che ha sede negli Stati Uniti, e il programma del concerto intitolato “Josquin – Playing with Plainsong” è stato concepito per mostrare le molteplici forme con le quali il compositore franco-fiammingo ha trattato il canto piano, a volte eluso o messo in secondo piano o smembrato e ricomposto, utilizzato come cantus firmus nelle proprie composizioni.  

    Sia l’intervista che gli esempi musicali del podcast sono stati registrati durante la prova pomeridiana del concerto monografico che si è svolto nella Chiesa di Sant’Agostino, l’auditorium di AMUZ, ed è stato trasmesso in diretta la sera del 27 agosto dalla rete radiofonica Klara della VRT.                                                                        Paolo Scarnecchia
    15 min
  • Intervista a Owain Park e The Gesualdo Singers
    La fine tessitura musicale di un antico arazzo musicale inglese  

    Per la sua prima partecipazione al festival Laus Polyphoniae, l’ensemble vocale The Gesualdo Six diretto da Owain Park ha scelto di offrire un panorama della polifonia inglese del XV e XVI secolo formato da musiche di diversi autori. Il programma del concerto intitolato “An Early English Tapestry” è stato suddiviso in cinque parti, iniziando dalle musiche legate al rito di Sarum. Nelle successive oltre alle composizioni contenute in due raccolte, il manoscritto della Old Hall che è la principale fonte della musica medievale inglese, e il codice della Biblioteca Estense Modena B che contiene composizioni di Dunstable e Power oltre che di Dufay, sono state proposte  canzoni profane in inglese e infine canoni presenti nelle opere di Tallis e Byrd.  

    Nella breve intervista contenuta nel podcast, registrata durante le prove insieme ad alcuni esempi musicali, il direttore ha spiegato in quali circostanze è nata l’idea del nome del gruppo e ha poi illustrato le caratteristiche del programma del concerto che ha messo in evidenza anche la “contenance angloise” che ha ispirato la cultura musicale della prima generazione di compositori franco-fiamminghi.                                                                                  

    Paolo Scarnecchia
    10 min
  • Intervista a Sabine Lutzenberger, Tim Scott Whiteley, Bernd Oliver Fröhlich e Per-Sonat
    Dalla monodia alla polifonia in onore di San Giacomo nel Codex Calixtinus

    Tra i concerti più aderenti al tema “Vox \ Voces” proposto quest’anno dal festival di musica antica Laus Polyphoniae di Anversa, c’è quello dell’ensemble Per-Sonat diretto da Sabine Lutzenberger che è stato dedicato ai canti contenuti nel codice di Santiago de Compostela.  

    Il Liber Sancti Jacobi è composto da cinque volumi provvisti di due appendici che abbracciano sia il culto del santo con la sua liturgia, che i miracoli a lui attributi, con la traslazione delle sue spoglie, e quella che rappresenta una guida spirituale e pratica per i pellegrini desiderosi di pregare sulla tomba del santo dopo aver percorso il cammino che porta il suo nome.  

    Oltre ai canti monodici nel codice sono presenti anche alcune semplici forme di contrappunto che rappresentano gli albori della polifonia, e che riflettono la prassi improvvisativa attraverso la quale si intonava una seconda voce partendo dalla monodia gregoriana, che verrà chiamata discantus supra librum.  

    Nella grande chiesa di Anversa dedicata a San Paolo l’ensemble Per-Sonat ha intonato una parte dei canti contenuti nel Codex Calixtinus risalendo indietro nel tempo all’epoca nella quale da una vox nascevano più voces per ornare la preghiera liturgica e moltiplicare le lodi divine, e nello specifico caso quelle che celebrano il santo apostolo maggiore.

    Nell’intervista presente nel podcast si possono ascoltare alcuni momenti della prova del concerto con una breve presentazione del suo programma fatta dalla cantante direttrice dell’ensemble insieme ad altre due voci del gruppo, quelle di Tim Scott Whiteley e Bernd Oliver Fröhlick.                                                                         

    Paolo Scarnecchia
    15 min
  • Intervista a Entrebescant
     La giovane Europa musicale protagonista della International Young Artist’s Presentation 2024  

    Nel programma del festival di musica antica di Anversa da diversi anni si svolge, in un’unica giornata, una rassegna dedicata alle nuove generazioni di musicisti che vogliono far conoscere il proprio lavoro e allo stesso tempo migliorare la loro capacità di comunicare con il pubblico. Si tratta della International Young Artist’s Presentation (IYAP) che pur facendo parte del festival, prescinde dal suo tema generale e spesso comprende programmi di concerto che possono arrivare a lambire il XX secolo, purché vengano rispettate le linee guida della prassi musicale storicamente informata.  
    La rassegna è organizzata da Musica Impulscentrum in collaborazione con AMUZ che è l’ente organizzatore del festival Laus Polyphoniae, e prevede un lavoro preparatorio durante il quale un comitato di selezione esamina le candidature delle numerose domande pervenute scegliendo fra queste le proposte di sei ensemble. Il comitato è composto da rappresentanti delle due istituzioni e da due istruttori che sono i musicisti esperti e qualificati che seguono poi i gruppi per tre giorni aiutandoli a mettere a punto le proprie perfomance presentate nella giornata dedicata alla IYAP. Una volta terminate le rispettive esecuzioni gli ensemble si confrontano con una serie di autorevoli professionisti del settore per ricevere un feedback fatto di eventuali  critiche, ma soprattutto di consigli e incoraggiamenti per la loro carriera.  

    La qualità dei gruppi sembra crescere di anno in anno, anche a detta dei due coaches Raquel Andueza e Peter Van Heyghen, e nei programmi presentati dai sei ensemble di questa edizione si trova una sintesi dell’Europa musicale, perché oltre al classicismo  proposto da Coloquio 6 e Olympe Ensemble, si sono ascoltate musiche del periodo barocco proposte da Concussio Chordis con il titolo Une soirée à Versailles e dal  Fluctus Ensemble che nel titolo del concerto ha citato il primo verso di una chanson di Boismortier En vous aimant, ma anche musiche tardo rinascimentali con i Broken colours di pseudonym e medievali con gli Entrebescant che nel concerto El Cantar del Destierro hanno declamato alcuni versi del poema epico El Cantar del mio Cid.  

    In questo podcast diviso in tre parti si possono ascoltare le interviste ai quattro gruppi di musica antica nelle quali sono inseriti anche alcuni esempi musicali registrati durante le prove generali, o nel caso del duo di viola da gamba e violoncello subito dopo il concerto. Nella seconda parte sono presenti anche alcune considerazioni dei due coaches che hanno fatto da specchio ai sei ensemble, per aiutarli a riflettere su come poter migliorare la presentazione delle proprie proposte musicali.                                                                       

    Paolo Scarnecchia
    16 min
  • Intervista a Concussio Chordis e Fluctus Ensemble
    La giovane Europa musicale protagonista della International Young Artist’s Presentation 2024  

    Nel programma del festival di musica antica di Anversa da diversi anni si svolge, in un’unica giornata, una rassegna dedicata alle nuove generazioni di musicisti che vogliono far conoscere il proprio lavoro e allo stesso tempo migliorare la loro capacità di comunicare con il pubblico. Si tratta della International Young Artist’s Presentation (IYAP) che pur facendo parte del festival, prescinde dal suo tema generale e spesso comprende programmi di concerto che possono arrivare a lambire il XX secolo, purché vengano rispettate le linee guida della prassi musicale storicamente informata.  
    La rassegna è organizzata da Musica Impulscentrum in collaborazione con AMUZ che è l’ente organizzatore del festival Laus Polyphoniae, e prevede un lavoro preparatorio durante il quale un comitato di selezione esamina le candidature delle numerose domande pervenute scegliendo fra queste le proposte di sei ensemble.

    Il comitato è composto da rappresentanti delle due istituzioni e da due istruttori che sono i musicisti esperti e qualificati che seguono poi i gruppi per tre giorni aiutandoli a mettere a punto le proprie perfomance presentate nella giornata dedicata alla IYAP. Una volta terminate le rispettive esecuzioni gli ensemble si confrontano con una serie di autorevoli professionisti del settore per ricevere un feedback fatto di eventuali  critiche, ma soprattutto di consigli e incoraggiamenti per la loro carriera.  

    La qualità dei gruppi sembra crescere di anno in anno, anche a detta dei due coaches Raquel Andueza e Peter Van Heyghen, e nei programmi presentati dai sei ensemble di questa edizione si trova una sintesi dell’Europa musicale, perché oltre al classicismo  proposto da Coloquio 6 e Olympe Ensemble, si sono ascoltate musiche del periodo barocco proposte da Concussio Chordis con il titolo Une soirée à Versailles e dal  Fluctus Ensemble che nel titolo del concerto ha citato il primo verso di una chanson di Boismortier En vous aimant, ma anche musiche tardo rinascimentali con i Broken colours di pseudonym e medievali con gli Entrebescant che nel concerto El Cantar del Destierro hanno declamato alcuni versi del poema epico El Cantar del mio Cid.

     In questo podcast diviso in tre parti si possono ascoltare le interviste ai quattro gruppi di musica antica nelle quali sono inseriti anche alcuni esempi musicali registrati durante le prove generali, o nel caso del duo di viola da gamba e violoncello subito dopo il concerto. Nella seconda parte sono presenti anche alcune considerazioni dei due coaches che hanno fatto da specchio ai sei ensemble, per aiutarli a riflettere su come poter migliorare la presentazione delle proprie proposte musicali.                                                                       

     Paolo Scarnecchia
    20 min
  • Intervista a Raquel Andueza, Peter Van Heyghen, e pseudonym
    La giovane Europa musicale protagonista della International Young Artist’s Presentation 2024  

    Nel programma del festival di musica antica di Anversa da diversi anni si svolge, in un’unica giornata, una rassegna dedicata alle nuove generazioni di musicisti che vogliono far conoscere il proprio lavoro e allo stesso tempo migliorare la loro capacità di comunicare con il pubblico. Si tratta della International Young Artist’s Presentation (IYAP) che pur facendo parte del festival, prescinde dal suo tema generale e spesso comprende programmi di concerto che possono arrivare a lambire il XX secolo, purché vengano rispettate le linee guida della prassi musicale storicamente informata.  
     La rassegna è organizzata da Musica Impulscentrum in collaborazione con AMUZ che è l’ente organizzatore del festival Laus Polyphoniae, e prevede un lavoro preparatorio durante il quale un comitato di selezione esamina le candidature delle numerose domande pervenute scegliendo fra queste le proposte di sei ensemble. Il comitato è composto da rappresentanti delle due istituzioni e da due istruttori che sono i musicisti esperti e qualificati che seguono poi i gruppi per tre giorni aiutandoli a mettere a punto le proprie perfomance presentate nella giornata dedicata alla IYAP. Una volta terminate le rispettive esecuzioni gli ensemble si confrontano con una serie di autorevoli professionisti del settore per ricevere un feedback fatto di eventuali  critiche, ma soprattutto di consigli e incoraggiamenti per la loro carriera. 

    La qualità dei gruppi sembra crescere di anno in anno, anche a detta dei due coaches Raquel Andueza e Peter Van Heyghen, e nei programmi presentati dai sei ensemble di questa edizione si trova una sintesi dell’Europa musicale, perché oltre al classicismo  proposto da Coloquio 6 e Olympe Ensemble, si sono ascoltate musiche del periodo barocco proposte da Concussio Chordis con il titolo Une soirée à Versailles e dal  Fluctus Ensemble che nel titolo del concerto ha citato il primo verso di una chanson di Boismortier En vous aimant, ma anche musiche tardo rinascimentali con i Broken colours di pseudonym e medievali con gli Entrebescant che nel concerto El Cantar del Destierro hanno declamato alcuni versi del poema epico El Cantar del mio Cid.  

    In questo podcast diviso in tre parti si possono ascoltare le interviste ai quattro gruppi di musica antica nelle quali sono inseriti anche alcuni esempi musicali registrati durante le prove generali, o nel caso del duo di viola da gamba e violoncello subito dopo il concerto. Nella seconda parte sono presenti anche alcune considerazioni dei due coaches che hanno fatto da specchio ai sei ensemble, per aiutarli a riflettere su come poter migliorare la presentazione delle proprie proposte musicali.                                                                       

    Paolo Scarnecchia
    14 min
  • Intervista ad Antonio Montefusco e a Patrizia Bovi
    Laudar vollio per amore  

    Nel prendere in esame i diversi aspetti del patrimonio poetico e musicale laudistico il festival DeMusicAssisi diretto da Massimiliano Dragoni e Luca Piccioni ha riunito nel suo programma diversi gruppi musicali e alcuni studiosi presentando una alternanza di concerti e di conferenze, e invitando anche alcuni liutai a mettere in mostra la propria produzione strumentale.  

    L’idea deriva dal fatto che i due coordinatori del festival di musica medievale oltre che essere musicisti e ricercatori, sono anche costruttori di strumenti musicali e dirigono l’Accademia d’arti antiche Resonars nella quale durante l’anno si tengono numerosi corsi musicali.  

    Assisi sembra il luogo ideale per fare e ascoltare musica medievale, non soltanto per il suo patrimonio artistico e architettonico, ma anche per la competenza e la passione diffusa fra gli abitanti di ogni età nei confronti della musica antica, favorita certamente dalla coinvolgente e celebre festa del Calendimaggio.  

    Lo ha dimostrato una originale e curiosa iniziativa serale che si è svolta nella Sala delle Volte, che si trova a ridosso della Piazza del Comune, intitolata Decantare. Dj set “medieval music”. Per oltre un’ora e mezza un pubblico composto anche da famiglie con bambini è rimasto seduto sulle panche ad ascoltare esempi musicali prevalentemente tratti da incisioni discografiche e appartenenti a periodi differenti, diffusi attraverso altoparlanti e gestiti alla consolle da DJ CAP e commentati dai docenti dell’Accademia Resonars che in modo informale e colloquiale hanno sottolineato, tra le altre cose, l’importanza e la bellezza per esempio della musica di Machaut e Josquin.  

    Questo curioso esperimento ha confermato la vocazione musicale di Assisi che riguardo l’arte sonora, e forse non solo, sembra vivere contemporaneamente nel presente e allo stesso tempo nel passato.  

    In questo podcast nel quale si è cercato di riassumere parte delle discussioni e delle attività di divulgazione storica, senza tacere le problematiche e le diversità dei punti di vista, si ascoltano le voci di una parte dei protagonisti della manifestazione che si è conclusa il 20 agosto con una conferenza con esempi musicali cantati di Patrizia Bovi, e un concerto nel quale i due fondatori dell’Ensemble Calixtinus hanno suonato insieme al duo di musicisti persiani Roots Revival, per evocare la dimensione mistica francescana e quella del sufismo di Attar.  

    Nella prima parte del podcast sono presenti interviste a Massimiliano Dragoni e Luca Piccioni, e a Francis Biggi e Enrico Correggia con esempi musicali dell’Ensemble Orientis Partibus, La Reverdie, Ensemble Calixtinus & Roots Revival.  

    La seconda parte contiene interviste ad Antonio Montefusco e Patrizia Bovi con esempi musicali di Calixtinus & Roots Revival e della cantante dell’ensemble Micrologus che quest’anno festeggia quaranta anni di attività artistica.                                                                                                                Paolo Scarnecchia
    21 min
  • Intervista a Francis Biggi e Enrico Correggia
    Laudar vollio per amore  

    Nel prendere in esame i diversi aspetti del patrimonio poetico e musicale laudistico il festival DeMusicAssisi diretto da Massimiliano Dragoni e Luca Piccioni ha riunito nel suo programma diversi gruppi musicali e alcuni studiosi presentando una alternanza di concerti e di conferenze, e invitando anche alcuni liutai a mettere in mostra la propria produzione strumentale.  

    L’idea deriva dal fatto che i due coordinatori del festival di musica medievale oltre che essere musicisti e ricercatori, sono anche costruttori di strumenti musicali e dirigono l’Accademia d’arti antiche Resonars nella quale durante l’anno si tengono numerosi corsi musicali. 

    Assisi sembra il luogo ideale per fare e ascoltare musica medievale, non soltanto per il suo patrimonio artistico e architettonico, ma anche per la competenza e la passione diffusa fra gli abitanti di ogni età nei confronti della musica antica, favorita certamente dalla coinvolgente e celebre festa del Calendimaggio.  

    Lo ha dimostrato una originale e curiosa iniziativa serale che si è svolta nella Sala delle Volte, che si trova a ridosso della Piazza del Comune, intitolata Decantare. Dj set “medieval music”. Per oltre un’ora e mezza un pubblico composto anche da famiglie con bambini è rimasto seduto sulle panche ad ascoltare esempi musicali prevalentemente tratti da incisioni discografiche e appartenenti a periodi differenti, diffusi attraverso altoparlanti e gestiti alla consolle da DJ CAP e commentati dai docenti dell’Accademia Resonars che in modo informale e colloquiale hanno sottolineato, tra le altre cose, l’importanza e la bellezza per esempio della musica di Machaut e Josquin.  

    Questo curioso esperimento ha confermato la vocazione musicale di Assisi che riguardo l’arte sonora, e forse non solo, sembra vivere contemporaneamente nel presente e allo stesso tempo nel passato.  

    In questo podcast nel quale si è cercato di riassumere parte delle discussioni e delle attività di divulgazione storica, senza tacere le problematiche e le diversità dei punti di vista, si ascoltano le voci di una parte dei protagonisti della manifestazione che si è conclusa il 20 agosto con una conferenza con esempi musicali cantati di Patrizia Bovi, e un concerto nel quale i due fondatori dell’Ensemble Calixtinus hanno suonato insieme al duo di musicisti persiani Roots Revival, per evocare la dimensione mistica francescana e quella del sufismo di Attar.  

    Nella prima parte del podcast sono presenti interviste a Massimiliano Dragoni e Luca Piccioni, e a Francis Biggi e Enrico Correggia con esempi musicali dell’Ensemble Orientis Partibus, La Reverdie, Ensemble Calixtinus & Roots Revival.  

    La seconda parte contiene interviste ad Antonio Montefusco e Patrizia Bovi con esempi musicali di Calixtinus & Roots Revival e della cantante dell’ensemble Micrologus che quest’anno festeggia quaranta anni di attività artistica.                                                                                                                Paolo Scarnecchia
    25 min
  • Intervista a Claudia e Livia Caffagni e La Reverdie
    Le laude “profumate” di Santa Caterina da Bologna  

    Nella serata centrale del festival DeMusicAssisi, l’ensemble La Reverdie ha presentato un concerto dedicato alle laude scritte da Santa Caterina da Bologna. L’affascinante figura della clarissa fondatrice del monastero del Corpus Domini di Bologna, è stata evocata anche attraverso la lettura di passaggi del suo trattato, costituito da due lettere, nel quale si descrive l’itinerario di ascesi spirituale in tre giornate attraverso dodici giardini, che sono le tappe di un cammino di acquisizione delle cui virtù associate a fiori e frutti che ne rappresentano i simboli profumati.  

    Le laude della mistica del XV secolo sono prive di notazione musicale, ma come il resto del copioso repertorio di componimenti poetici devozionali tardo medievali, erano concepite anche per essere intonate. Livia e Claudia Caffagni hanno compiuto una ricerca consultando numerosi manoscritti per avvicinarsi il più possibile alle fonti melodiche compatibili con i suoi versi, e forse in parte utilizzate come modello dalla santa che giovanissima era stata educata alla corte di Ferrara in qualità di damigella di compagnia di Margherita d’Este.  

    Livia Caffagni ha studiato a lungo i documenti che riguardano la vita di Caterina e in questa conversazione nella quale interviene anche sua sorella Claudia, racconta gli aspetti più interessanti della storia della santa e della ricerca delle fonti  musicali utilizzate per questo progetto artistico, la più importante delle quali è un codice appartenuto a un convento francescano conservato nella Biblioteca Marciana di Venezia.                                                                       

    Paolo Scarnecchia
    34 min

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