Early Music Stories

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By Giornale della MusicaMusicMusic Interviews
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Early Music Stories episodes

  • Intervista a La Venexiana e Teatri 35
    Tra Monteverdi e Caravaggio con La Venexiana e Teatri 35 a Styriarte

     Associare il nome di Monteverdi a Caravaggio vuol dire mettere in relazione due figure di geni rivoluzionari che hanno lasciato un segno profondo nei rispettivi campi artistici in qualità di precursori di una nuova sensibilità a cavallo tra il XVI e il XVII secolo, ed evidenziare la teatralità insita sia nella “seconda pratica” musicale che nel “chiaroscuro” pittorico. 

    Questo è il punto di incontro tra l’ensemble La Venexiana e la compagnia Teatri 35, che nel quadro del Festival Styriarte hanno presentato nella Helmut List Halle un concerto spettacolo nel quale a fianco dei madrigali di Monteverdi ed altri autori, si andavano componendo e scomponendo tableaux-vivants tesi a ricreare composizioni visive tratte dai più celebri quadri di Caravaggio.  

    L’incontro tra polifonia madrigalistica e monodia accompagnata e il teatro muto con i cambi di panneggi a vista ha creato una particolare atmosfera nella quale risaltavano sia i singoli versi reiterati musicalmente dalle tre voci dei cantanti dell’ensemble La Venexiana, che la plasticità dei corpi e dei gesti dei tre attori di Teatri 35. Pur avendo entrambi alle spalle decenni di esperienza la collaborazione tra i due gruppi è ancora agli inizi e il concerto spettacolo sarà presentato con il titolo completo “Pur ti miro. Monteverdi e Caravaggio”, per sottolineare attraverso le parole iniziali della celebre aria dell’Incoronazione di Poppea che si tratta di un concerto da vedere e non soltanto da ascoltare.  

    L’intervista collettiva, nella quale gli artisti raccontano come è nata e si è sviluppata la loro collaborazione, con delle riflessioni sulle affinità tra i rispettivi linguaggi artistici, e gli esempi musicali del podcast sono stati registrati durante le prove.                                                                             
    Paolo Scarnecchia
    25 min
  • Intervista ad Alfredo Bernardini
    Il potere della musica ovvero l’arte dell’ascolto a Styriarte  

    Il festival di musica antica Styriarte di Graz è stato inaugurato il 21 giugno da un concerto dell’orchestra barocca Zefiro e del Coro Arnold Schoenberg diretti da Alfredo Bernardini che si è svolto nella Helmut List Halle. L’evento è stato molto  importante non solo per la scelta di eseguire l’oratorio Alexander’s Feast or The Power of Music di Handel, che ha ispirato tutta la programmazione del festival con il motto “Die Macht der Musik” (Il potere della musica), ma anche per il fatto che l’auditorium di questa ex-fabbrica riconvertita in centro polifunzionale è nato con l’intento di riportare a Graz il pioniere del cosiddetto movimento della Early Music, Nikolaus Harnoncourt, cresciuto nella città della Styria.  

    Come ha spiegato il direttore artistico del Festival, Mathis Huber, Harnoncourt che aveva avuto a sua disposizione i migliori teatri musicali europei, era alla ricerca di uno spazio diverso nel quale far risuonare la musica, e si innamorò dell’acustica di questa gigantesco “scatolone” versatile e privo di palcoscenico, iniziando a collaborare con il Festival, ed è proprio con l’Alexander’s Feast da lui diretto che ventuno anni fa venne inaugurata la Helmut List Halle che è uno dei luoghi principali dei numerosi concerti di Styriarte. 

    Alfredo Bernardini collabora con questo Festival da diversi anni e lo racconta in questa intervista, sottolineando come l’ode a Santa Cecilia di Dryden messa in musica da Handel sia stata importante nella carriera del musicista sassone, che dopo la sua lunga esperienza di operista con libretti in italiano, si dedicò alla creazione di oratori in lingua inglese, e l’Alexander’s Feast è un magnifico esempio di questa transizione.  

    Paolo Scarnecchia
    14 min
  • Intervista ai musicisti di Terra Barocca
    L’ensemble ucraino Terra Barocca a conclusione dello Stockholm Early Music Festival  
    Il Festival di Musica Antica di Stoccolma si è concluso con il concerto di Terra Barocca, l’ensemble ucraino creato e diretto da Anna Ivaniushenko nell’ambito dell’Orchestra Filarmonica di Leopoli e composto per questa occasione anche da Sofia Soloviy, Stepan Syvokhip, Olena Yeremenko, Serhii Havryliuk e Maksim Rymar.   Nel programma intitolato “Early Muses Are Not Silent”, risaltavano i nomi di due compositori del XVIII secolo, Dmytro Bortniansky e Maksim Berezovskyi, che frequentarono l’Accademia Filarmonica di Bologna ed ebbero molti legami con l’Italia, dove vennero eseguite una parte delle loro opere.  

    Per mettere in evidenza il legame con l’Europa passando anche per la Scandinavia, il gruppo ha scelto di includere una sonata del compositore svedese Olof Åhlström, vissuto a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, eseguita con la nickelharpa, che è lo strumento tradizionale più importante della Svezia, in sostituzione del violino come anche nel caso delle sonate di Fontana e di Corelli.   Il concerto si è concluso con l’intonazione di un inno devozionale mariano del XVII secolo di Dmytro Tuptalo, arrangiato dal compositore contemporaneo Bohdan Sehin, che ha lasciato nell’aria un sentimento di soave commozione, suscitato dalla presenza gioiosa dei giovani musicisti di Terra Barocca che nonostante la dolorosa situazione del loro paese, con la loro qualità musicale hanno mostrato una olimpica serenità degna delle muse evocate nel titolo del loro concerto.  

    Gli esempi musicali e l’intervista presenti in questo podcast sono stati registrati durante le prove nella Chiesa Germanica, il luogo in cui si sono svolti i principali  concerti del Festival.                                                                        Paolo Scarnecchia
    19 min
  • Intervista a Michele Pasotti e La Fonte Musica
    Zacara da Teramo a Stoccolma 

    La presenza nello Stockholm Early Music Festival di un concerto dedicato a Zacara da Teramo è stata una piacevole sorpresa per il pubblico di questa manifestazione arrivata alla sua 23° edizione. Il compositore che è stato uno dei più originali esponenti della tarda Ars Nova, spesso definita Ars Subtilior per la sua complessità, è ancora relativamente poco conosciuto ma per certi versi può essere considerato un precursore di procedimenti musicali che divennero comuni nella produzione musicale dei maestri franco-fiamminghi del Quattrocento.  

    Zacara, il cui vero nome era Antonio Berardi, è stato un genio multiforme perché oltre alla creazione di musica profana e sacra, svolse l’attività di cantore e miniatore, nonostante alcune menomazioni degli arti e le alterne vicende professionali, che non gli impedirono di manifestare anche la componente ironica e trasgressiva della sua personalità artistica.   L’intervista a Michele Pasotti, direttore dell’ensemble La Fonte Musica, e gli esempi musicali presenti in questo podcast sono stati realizzati durante le prove del concerto che si è svolto nella Chiesa Germanica riscuotendo un particolare successo.                                                      

    Paolo Scarnecchia
    24 min
  • Intervista a Marcin Świątkiewicz e Arte dei Suonatori
    L’arazzo sonoro polacco dell’Arte dei Suonatori  

    Nella quarta serata del Festival di musica antica di Stoccolma l’ensemble Arte dei Suonatori fondato trenta anni fa da Ewa e Arek Golinski, ha presentato un concerto, diretto dal clavicembalista Marcin Świątkiewicz, per ricordare i legami diretti e indiretti con la Polonia dei compositori Johann Gottlieb Goldberg, Telemann e Bach. Nel programma intitolato “Polish Baroque Tapestry” sono stati eseguiti il Concerto per il cembalo in re minore di Goldberg, uno dei più lunghi dell’epoca, e alla fine quello di Bach nella stessa tonalità con la sua articolata e complessa parte solistica.  

    Il concerto che si è svolto nella Chiesa Germanica, è stato trasmesso in diretta dal secondo canale della Radio Svedese, mentre gli altri due che sono stati registrati dall’emittente, quello precedente di Cappella Pratentis e quello seguente di La Fonte Musica, sono stati registrati per essere trasmessi in differita.  

    In questa intervista Marci Świątkiewicz parla della sua collaborazione con Arte dei Suonatori, e commenta l’idea generale del programma presentato con l’ensemble polacco. Gli esempi musicali presenti nel podcast sono stati registrati durante le prove e rappresentano nel modo più evidente la natura e lo spirito della serie Early Music Stories, che è nata con l’intento di documentare in presa diretta il lavoro di preparazione e messa a punto dei concerti che avviene nel retroscena “dietro le quinte”, quando si fa tesoro degli errori per non ripeterli e si cercano le soluzioni più addatte per rendere al meglio i passaggi più difficili di partiture note e meno note, a volte, anche se non è questo il caso, dimenticate e riscoperte.                                                                         

    Paolo Scarnecchia
    12 min
  • Intervista al Tenore San Gavino di Oniferi
    Il canto a tenore della Sardegna nel Festival di musica antica di Stoccolma  

    Nel corso del workshop intitolato Collaboration with the Nordic early music scene, inserito nel programma della conferenza del REMA / Early music in Europe, tra i vari temi affrontati nella discussione tra i partecipanti,  c’è stato anche quello della opportunità di includere musiche di tradizione orale nel contesto delle iniziative e manifestazioni dedicate alla musica antica.

    Ma la risposta era già presente nel programma musicale dello Stockholm Early Music Festival, che ha ospitato la conferenza, nel quale risaltava la presenza dei cantori del Tenore San Gavino di Oniferi rappresentanti del canto polivocale di tradizione orale che nel 2005 è stato proclamato “capolavoro” e che nel 2008 è entrato ufficialmente a far parte della Lista del Patrimonio Culturale Intangibile dell’Umanità. 

    Il concerto si è svolto nella Chiesa Finlandese del quartiere storico di Gamla Stan dove il Tenore di Oniferi, composto da tre fratelli Francesco, Carmine e Giovanni Pirisi, rispettivamente boche, mesu boche, e contra e da Giuseppe Brau bassu, ha intonato le diverse forme della tradizione del canto che pur non essendo databile è l’espressione arcaica e ancestrale di una originalissima arte poetico-vocale.

    Nell'intervista i tre fratelli descrivono le caratteristiche dei differenti ruoli armonici e timbrici del canto a tenore, e raccontano anche come hanno imparato a praticarlo fin da da ragazzi, secondo le modalità tradizionali di assimilazione e apprendimento delle generazioni precedenti.

    Paolo Scarnecchia
    30 min
  • Intervista a Peter Pontvik
    Il Barocco latinoamericano a Stoccolma

    Il Festival di musica antica di Stoccolma è stato preceduto dalla conferenza internazionale intitolata Nordic Early Music in a Global Context, all’interno della quale si è svolta anche la conferenza annuale del REMA / Early Music in Europe.

    Rappresentanti di diversi paesi europei si sono incontrati con numerosi colleghi scandinavi, che fanno parte della rete NORDEM (Nordic Early Music), ragionando su possibili strategie per dare un nuovo impulso agli scambi, alla collaborazione e alla diffusione nell’ambito della cosiddetta musica antica, che non è soltanto una definizione cronologica ma anche, e forse oggi soprattutto, una condivisione della prassi musicale storicamente informata. 

    In questa intervista Peter Pontvik, il direttore artistico dello Stockholm Early Music Festival, racconta l’importanza di queste intense giornate di incontri, parlando anche di progetti che per il momento sono sogni nei cassetti, e della sua esperienza di vita che lo ha spinto a formare l’Ensemble Villancico con il quale esegue musiche del XVII e XVIII secolo di diversi paesi latinoamericani.

    Gli esempi musicali presenti nel podcast sono stati registrati durante le prove del concerto del suo ensemble che si è svolto nella seconda giornata del Festival nella Chiesa germanica che si trova nel cuore dello storico quartiere di Gamla Stan.                                                       

      Paolo Scarnecchia
    18 min
  • Intervista a Carlo Ipata -Auser Musici
    L’Offerta musicale di Auser Musici aspettando il Festival Toscano di Musica Antica Risonanze    

    Per attirare l’attenzione nei confronti del Festival Toscano di Musica Antica – Risonanze diretto da Carlo Ipata, che si svolgerà a Pisa dal 27 giugno al 7 luglio 2024, il flautista con il suo ensemble Auser Musici ha organizzato un incontro con la stampa nella Villa di Corliano, durante il quale ha eseguito la prova generale di un concerto dedicato all’Offerta Musicale di Bach, presentato poi nella stagione musicale della Scuola Normale Superiore della città toscana.  

    A proposito di risonanze, la scelta della dimora storica rinascimentale di Corliano non poteva essere più appropriata, poiché la Villa è stata la sede di un accademia frequentata dai musicisti riuniti attorno alla figura di Giovanni Bardi, che alle soglie del Seicento concepirono il nuovo stile della monodia accompagnata in stile rappresentativo dalla quale nacque l’opera.

    Tale scelta simbolica rappresenta l’identità di Auser Musici che ha posto al centro della sua attività artistica la riscoperta e la valorizzazione di alcuni musicisti toscani come ad esempio Barsanti, Cesti e Gasparini. 

    Dopo oltre venti anni di attività l’ensemble si è misurato per la prima volta con l’enigmatico capolavoro bachiano eseguito, in accordo con l’Oratio della Institutio oratoria di Quintiliano, da Carlo Ipata (flauto), Giulia Nuti (clavicembalo), Mauro Lopes (violino), Beatrice Scaldini (violino) e Francesco Tomei (viola da gamba). All’inizio e alla fine del podcast nel quale Ipata parla della storia del suo gruppo e di quella del festival, si ascoltano due brevi passaggi di questa prova generale, mentre gli altri esempi musicali sono tratti dalle principali registrazioni discografiche di Auser Musici.                                                                                           
    Paolo Scarnecchia
    24 min
  • Intervista a Pisani e Granata (parte seconda)
    “Con le man vezzose e vaghe sì soave l'arpa tocchi”  

    Molti tra i più importanti compositori attivi a Roma nel Seicento erano noti anche per lo strumento di cui erano considerati suonatori virtuosi. Basta ricordare i nomi di Marco Marazzoli, Orazio Michi, e Giovan Carlo Rossi, chiamati semplicemente Marco, Orazio e Carlo “dell'Arpa”. Chiara Granata, fondatrice dell’ensemble arpistico La Smisuranza, e il tenore  Riccardo Pisani hanno indagato e ricercato le loro musiche inedite, custodite in diversi archivi e biblioteche, per mettere il risalto l’importanza dello strumento legato all’accompagnamento del canto.  

    Dopo aver eseguito in diversi luoghi il programma musicale Ritratti d’arpe, nel maggio del 2023 hanno presentato un concerto nella Galleria Borghese di Roma, intitolato La nascita dell’arpa doppia. Compositori e arpisti nella Roma del Seicento, nell’ambito del progetto “I Borghese e la Musica”, e a marzo del 2024 hanno delineato  i ritratti di questi musicisti nel corso di una visita guidata dedicata alla celebre Arpa Barberini conservata nel Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. Parallelamente hanno registrato una parte importante delle musiche di questi compositori per il disco Harpa Romana, che rivela la significativa presenza dello strumento sulla scena musicale della città nella quale la creazione artistica era stimolata e favorita dal mecenatismo e dalla protezione delle più importanti famiglie aristocratiche.

    In questo podcast diviso in due parti Chiara Granata e Riccardo Pisani raccontano il loro lavoro di ricerca e di interpretazione delle musiche di questi autori registrate per la prima volta, dalle quali emerge un interessante e originale quadro della cultura  tardorinascimentale e barocca coltivata a Roma insieme e alla pari con le altre arti. Tutti gli esempi musicali sono tratti dal loro disco, tranne quello iniziale che è stato registrato insieme all'intervista in una pausa della prova del concerto presentato nella Galleria Borghese.                                                                       

     Paolo Scarnecchia
    20 min
  • Intervista a Pisani e Granata (parte prima)
    “Con le man vezzose e vaghe sì soave l'arpa tocchi”  

    Molti tra i più importanti compositori attivi a Roma nel Seicento erano noti anche per lo strumento di cui erano considerati suonatori virtuosi. Basta ricordare i nomi di Marco Marazzoli, Orazio Michi, e Giovan Carlo Rossi, chiamati semplicemente Marco, Orazio e Carlo “dell'Arpa”. Chiara Granata, fondatrice dell’ensemble arpistico La Smisuranza, e il tenore  Riccardo Pisani hanno indagato e ricercato le loro musiche inedite, custodite in diversi archivi e biblioteche, per mettere il risalto l’importanza dello strumento legato all’accompagnamento del canto.  

    Dopo aver eseguito in diversi luoghi il programma musicale Ritratti d’arpe, nel maggio del 2023 hanno presentato un concerto nella Galleria Borghese di Roma, intitolato La nascita dell’arpa doppia. Compositori e arpisti nella Roma del Seicento, nell’ambito del progetto “I Borghese e la Musica”, e a marzo del 2024 hanno delineato  i ritratti di questi musicisti nel corso di una visita guidata dedicata alla celebre Arpa Barberini conservata nel Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. Parallelamente hanno registrato una parte importante delle musiche di questi compositori per il disco Harpa Romana, che rivela la significativa presenza dello strumento sulla scena musicale della città nella quale la creazione artistica era stimolata e favorita dal mecenatismo e dalla protezione delle più importanti famiglie aristocratiche.  

    In questo podcast diviso in due parti Chiara Granata e Riccardo Pisani raccontano il loro lavoro di ricerca e di interpretazione delle musiche di questi autori registrate per la prima volta, dalle quali emerge un interessante e originale quadro della cultura  tardorinascimentale e barocca coltivata a Roma insieme e alla pari con le altre arti. Tutti gli esempi musicali sono tratti dal loro disco, tranne quello iniziale che è stato registrato insieme all'intervista in una pausa della prova del concerto presentato nella Galleria Borghese.                                                                       

     Paolo Scarnecchia
    18 min

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