La sapiosessualità è subordinata a un rigido filtro di pre‑selezione estetica e di status. L'intelligenza opera esclusivamente come surplus di valore su una base di attrazione fisica e simbolica già consolidata.
Per intenderci: il valore di mercato relazionale non è il risultato di una combinazione paritaria di fattori, ma di una gerarchia asimmetrica. L'intelligenza non opera mai come variabile autonoma: entra in gioco solo a valle di una pre‑validazione fisica e simbolica.
In questo assetto, i prerequisiti di base — estetica, status, presenza, frame dominante — costituiscono la condizione di accesso.
Solo una volta superata questa soglia l'intelligenza diventa leggibile come qualità desiderabile, agendo da amplificatore di valore e non da generatore primario.
Quando tali prerequisiti mancano o risultano deboli, l'intelligenza perde attrattività e può addirittura rovesciarsi nel suo opposto: viene interpretata come disallineamento sociale, iper‑razionalizzazione difensiva o tratto invasivo.