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Quando una donna inizia a considerare il proprio uomo in modo marginale o se ne disinnamora, pur non essendoci apparentemente attriti o problemi significativi nella relazione, spesso ciò accade a causa della sua bassa autostima, che le impedisce di concepire e vivere appieno un rapporto sano, equilibrato e paritario.
Per intenderci, nel momento in cui il suo uomo le dimostra apprezzamento e considerazione, attribuendole un certo valore, la donna con bassa autostima, non ritenendosi meritevole di tale affetto e stima, tende a svalutare il partner. A livello inconscio, è come se la donna dicesse a se stessa:
“Se io non mi considero abbastanza e tu mi apprezzi, allora tu devi valere ancora meno di me”.
È una sorta di meccanismo psicologico di difesa volto a proteggere la sua fragile percezione di sé. Inconsciamente, infatti, la donna può interpretare l’affetto e la stima del suo uomo come una minaccia alla propria (bassa) autostima, poiché entra in conflitto con l’immagine negativa che ha di se stessa. Dunque, la svalutazione dell’uomo serve per ridurre la dissonanza cognitiva e preservare una certa coerenza interna.
Prendiamo una situazione del genere: conosci una ragazza, ti piace particolarmente, vi trovate bene insieme e avete molte cose in comune. La tua componente emotiva è sconvolta da questo mix inebriante di sensazioni positive. Tutto molto bello, purtroppo, però, qualcosa va storto. In questo luminoso scenario si affaccia un’ombra: la presenza del suo ex, una sorta di fantasma che aleggia sull’idillio ipotetico che può avere inizio in questa relazione. Hai l’impressione che lei stia ancora pensando al suo ex, o è lei stessa a fare frequenti riferimenti alla sua storia passata. “Lascia perdere”, ti potrebbero dire in molti, “è inutile provarci con una che ha ancora l’ex in testa.” In effetti, potrei dare loro ragione e ti consiglierei di fare proprio così, se non hai i giusti strumenti e tempo da perdere. Tuttavia, se proprio ci tieni e sei determinato, c’è qualcosa che puoi fare e sono qui per questo.
Non rischiare la vita per le cazzate! Se vuoi prenderti dei rischi, fallo quando la posta in gioco è alta e vale la pena la ricompensa. Se sei un pilota di Le Mans che lotta al cardiopalma per il primo posto, ci sta che corri come un dannato per superare il tuo avversario; se, invece, corri tra le strade della tua città per dimostrare a te stesso o agli altri di valere qualcosa, mettendo a rischio te stesso e gli altri, stai facendo una stronzata. Purtroppo, viviamo in una società dove gli uomini devono sempre più trovare valvole di sfogo alla loro noia e al loro scarso impiego sociale: una società che svilisce l'uomo, che spesso, nell'alienazione giovanile, verte verso attività compensatorie e autodistruttive per provare quel brivido altrimenti negato. Ma si tratta di una trappola; in realtà, non dobbiamo lasciarci travolgere da questa sensazione. In questa società malata, noi possiamo essere quei nuclei di resistenza che tengono al proprio essere uomo e combattono per sé e per il proprio collettivo, dirigendo le proprie forze verso qualcosa di importante.
Il “tampone emotivo” è un termine utilizzato per descrivere un individuo che, all’interno di una relazione di coppia, svolge il ruolo di compensatore di bisogni affettivi per l’altro partner, senza che quest’ultimo dimostri un autentico coinvolgimento sentimentale.
È un rapporto di circostanza, funzionale appunto a “tamponare” il vuoto emotivo dell’individuo che se ne avvale. Non c’è un reale trasporto sentimentale verso il partner e non ci sono prospettive di evoluzione per il futuro.
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