In questa puntata di Facilitabile incontriamo Antonella Romanini, conosciuta come The Marketing Mom: professionista del marketing, facilitatrice per vocazione, madre e una moltitudine di altre cose.
Con Antonella parliamo di come tenere insieme ruoli, colori e sfumature senza trasformarli in gabbie. Partiamo dal suo colore di capelli – il fucsia – e arriviamo al cuore della facilitazione: le relazioni. Quelle professionali, quelle aziendali, ma anche quelle familiari e personali.
Raccontiamo cosa significa portare la facilitazione nel business, anche quando sembra di aprire un vero e proprio vaso di Pandora: spazi di ascolto che fanno emergere bisogni nascosti, vissuti non detti, e che – proprio per questo – rendono il lavoro più sano ed efficace.
Parliamo di marketing, di personal branding e di quanto sia complesso “vendere” la facilitazione senza raccontarne il valore concreto. Antonella condivide l’esperienza del libro Ciao ciao impostora, nato da un percorso collettivo di facilitatrici che hanno deciso di affrontare, insieme, la sindrome dell’impostore.
C’è spazio anche per la facilitazione come cura: esercizi quotidiani per allenare lo sguardo sul positivo, pratiche semplici per ricreare connessioni in famiglia, strumenti per aiutare le figlie a gestire l’ansia da prestazione e a trasformare obiettivi troppo grandi in piccoli passi possibili.
Affrontiamo il tema della leadership al femminile, della maternità come valore (non come limite) e del networking autentico, quello che va oltre i numeri e si sposta dall’online all’offline, dove succede la “magia pura”.
Chiudiamo con un esercizio potente: la lettera al proprio io futuro, un modo per partire dalla fine, visualizzare ciò che desideriamo diventare e tornare al presente con più chiarezza e fiducia.
Perché ascoltarla?
Perché la facilitazione, come dice Antonella, è un paio di occhiali fucsia: non elimina la salita, ma ci aiuta a vedere meglio i passi da fare. E a scoprire che il muro, forse, è solo un sentiero che aspetta di essere percorso.