Fattore Campo

Fattore Campo

By Vito RomanielloSportsSoccer
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Fattore Campo episodes

  • Ep 23 – Lo stadio Euganeo di Padova ritrova la B dopo 6 anni
    Oggi andiamo a Padova, città dove si trovano due siti patrimoni dell’UNESCO (l'antico orto botanico e i cicli di affreschi del XIV secolo), gli spaghetti grossi e freschi si chiamano “bigoli”. La squadra di calcio nata nel 1910 indossa maglie biancorosse e gioca allo stadio Euganeo, inaugurato nel 1994.
    (con Vito Romaniello l’attaccante del Padova 1989-95 Giuseppe “Nanu” Galderisi e Romolo Sossella della Pro Loco di Lozzo Atestino per la “festa dei Bigoli”)
    5 min
  • Ep 22 – Nei paesaggi vitivinicoli protetti dall’UNESCO si trova lo stadio Palli di Casale
    Oggi andiamo a Casale Monferrato, tra Alessandria e Vercelli, dove il paesaggio vitivinicolo è un bene protetto dall’UNESCO, la squadra di calcio ha vinto lo scudetto nel 1914 e gioca allo stadio Natale Palli, dedicato al pilota della Aeronautica Militare ai tempi del Regno d’Italia che volò su Vienna con Gabriele D'Annunzio.

    (con Vito Romaniello il portiere del Casale 1987-91 Maurizio Brancaccio e la cuoca Elisa Amarotto)
    5 min
  • Ep 21 - Stadio Capozza di Casarano, la “bombonera” del Salento
    Oggi andiamo a Casarano, dove si festeggia la serie C ritrovata dopo 26 anni. Entriamo in uno stadio che tra pochi mesi compirà 70 anni, una vera e propria bomboniera. Anzi una esplosiva “bombonera”, come ricorda chi ci ha giocato: l’attaccante brasiliano Jeda. Inaugurato nel 1956, porta il nome del primo presidente Giuseppe Capozza.

    (con Vito Romaniello l’attaccante del Casarano 2015-16 Jedaias Capucho Neves, noto come Jeda)
    5 min
  • Ep 20 - Quelli della Juve Stabia, i professionisti più antichi della Campania
    Oggi andiamo a Castellammare di Stabia, nella città metropolitana di Napoli, vicino a Gragnano, la Città della Pasta, dove la squadra di calcio si chiama Juve Stabia, è nata nel 1907 ed è la società professionistica più antica della Campania, gioca nello stadio Romeo Menti. (con Vito Romaniello l’allenatore Guido Pagliuca e il pizzaiolo Fiorenzo Mascolo)
    5 min
  • Ep 19 - Lo stadio di Varese è dedicato a Franco Ossola
    Non me ne vogliate, il nostro viaggio negli stadi che hanno conosciuto le serie A e B parte da Varese, la mia città. Si trova a nord della Lombardia, il piatto tipico è il risotto con il pesce persico ed anche quello preferito da Luca Sean Sogliano. Ex calciatore e dirigente della squadra di calcio nata il 22 marzo 1910 e che gioca allo Stadio Franco Ossola. L’impianto è inaugurato l’8 dicembre 1935 e porta il nome del campione del Grande Torino scomparso nella sciagura aerea di Superga.
    10 min
  • Ep 18 - Fattore Campo: in giro per gli stadi d’Italia
    Il viaggio di Vito Romaniello negli stadi italiani, parte dall’Arena di Milano, inaugurata da Napoleone nel 1807, dove si è giocata la prima partita della nostra nazionale (15 maggio 1910, Italia-Francia 6-2). Insieme ai tifosi, in giro per il Paese più bello del mondo, dove ogni trasferta rappresenta l’occasione per gustare prodotti tipici e visitare luoghi ricchi di tradizione.
    4 min
  • Ep 17 - Tanti stadi sono dedicati agli Immortali del Grande Torino scomparso a Superga
    Sono passati 75 anni dal 4 maggio 1949, giorno della Tragedia di Superga, quando una fortissima squadra di calcio sparì in un incidente aereo. Da Invincibile divenne Immortale, simbolo di rinascita per un’Italia che cercava la forza di ripartire tra le macerie della guerra. “Il Grande Torino ha lasciato un’eredità di affetti che continuerà anche oltre questi anni che stiamo vivendo noi” disse Franco Ossola, lo scrittore che porta il nome del papà, primo tesserato di quella squadra. Vito Romaniello rispolvera ricordi e aneddoti, portandoci nelle città dove gli stadi hanno il nome dei campioni granata, in un viaggio che attraversa tutto lo Stivale, nello stile leggero e coinvolgente di Italia Foodball Club.
    11 min
  • Ep 16 – La Novese, campione d’Italia nel 1922, gioca nello stadio Costante Girardengo
    Numero 9, come i castelli che si sarebbero uniti per fondare la città, oppure Novae, come in latino chiamano le “nuove” terre bonificate per originare il villaggio di cui stiamo parlando. Se diverse sono le teorie sull’origine del nome Novi, certa è la motivazione del suffisso Ligure, aggiunto dopo il passaggio al Piemonte con decreto regio del 1863. Un luogo crocevia di gusti delle due regioni, dove gli agnolotti sono conditi con burro e salvia o sugo di arrosto, la cui squadra di calcio si laurea campione d’Italia negli anni che precedono il girone unico, nella Prima Categoria 1921-1922 organizzata dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio. Lo stadio inaugurato l’11 settembre 1966, è intitolato al ciclista Costante Girardengo nel 1978.
    5 min
  • Ep 15 – La Marina Militare concede allo Spezia il terreno dove sorge lo stadio Picco
    Fra le diverse teorie sull’origine del nome Spezia, c’è quella che parla di Ospizia (luogo ospitale per viandanti e pescatori). Città che esige l’articolo determinativo “la”, vicina al confine fra Liguria e Toscana, al centro di un golfo talmente bello da essere definito “dei Poeti”, dove gli sgabei (strisce di impasto per il pane fritte e farcite con formaggi e salumi) sono tipici anche se originari della Lunigiana. Lo stadio sorge su un’area concessa dalla Marina Militare è costruito lo stadio aperto al pubblico il 7 dicembre 1919, intitolato ad Alberto Picco, tra i fondatori dello Spezia Football Club, capitano e autore del primo gol della storia spezzina. I Vigili del Fuoco di La Spezia vincono il campionato di guerra del 1944.
    5 min

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