Anche se quello su cui scrive sono soltanto dubbi che nascono nella sua mente e nel suo cuore, Asaf afferma nel v2 che per poco “non inciamparono” i suoi piedi. Che potere enorme che hanno i dubbi! Asaf rifletteva e rimuginava e intanto il suo cammino, che figurativamente possiamo considerare come la sua condotta, la sua vita, stava per essere bruscamente fermato da una caduta! I dubbi possono portare il credente a una caduta spirituale … cioè ad un allontanamento da Dio, alla perdita della piccola fede presente nei nostri cuori. Facciamo intenzione ai nostri dubbi e continuiamo a confidare nel nostro Dio: il nostro punto fermo, la nostra rocca, il nostro rifugio.
Nel vangelo di matteo 14:30,31 leggiamo: Ma, vedendo il vento, ebbe paura e, cominciando ad affondare, Pietro gridò: «Signore, salvami!» Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?»
I dubbi di Asaf, come anche i dubbi di Pietro nel passo che abbiamo appena letto, hanno la stessa origine: un’occhiata a quello che ci sta intorno. Pietro, per esempio, intorno a sé vide che c’era molto vento e la sua fede vacillò: in quel momento nel suo cuore ha dato più importanza ai problemi, alle circostanze piuttosto che all’onnipotenza di Dio. Anche noi spesso, pur sapendo bene che Dio è onnipotente ed ha ogni cosa sotto controllo, continuiamo a dare più importanza ai problemi che ci circondano. Nel nostro cuore l’onnipotenza di Dio rimane una nozione teologica, mentre dovrebbe essere il punto fermo della nostra fede. DIO HA IL CONTROLLO. Non è solo il Signore della nostra vita, ma di TUTTO IL CREATO.
Tutto questo riflettere stava per far peccare il povero Asaf, tuttavia egli reagì bene ai dubbi e, come lui, anche noi vogliamo reagire bene ai nostri.
Egli decide di distogliere lo sguardo alle persone intorno a lui e di concentrarsi su Dio. Egli era un sacerdote e poteva accedere personalmente a una parte del tabernacolo e del tempio dove solitamente la gente comune non poteva entrare. Questo luogo fisico, che per noi è spirituale nei nostri cuori, lo riporta a guardare a Dio … egli va a Dio, ritorna a stare a vicino a Dio e la prospettiva cambia completamente!
A volte i dubbi e le situazioni intorno a noi ci amareggiano e ci feriscono profondamente (v.21) ma noi dobbiamo stare uniti a Dio! A volte siamo talmente deboli e incapaci da non capire veramente quello che ci succede(v.22) … ma noi dobbiamo stare uniti a Dio!
A volte ci sembra che il benessere materiale e l’assenza di problemi siano desiderabili sopra ogni cosa, ma come ASAF noi vogliamo restare uniti a Dio e dire “cosa c’è sulla terra e nel cielo di più preziosi di te, Signore?”! A volte, la nostra forza, le nostre capacità verranno meno … ma noi vogliamo restare uniti a Dio in modo che LUI sia la nostra forza e colui che si prende cura di noi (2 Corinzi 12:10) … per continuare a testimoniare della sue meravigliose opere a tutti coloro che non l’hanno ancora conosciuto.