Chi tra di noi fisioterapisti non si è sentito almeno in un’occasione considerato un mero esecutore, sfruttato e sottopagato nonostante le proprie competenze? Oppure pedina di una macchina da soldi, soldi che poi finiscono nelle tasche di un "potente", spesso incapace, che ci tiene ad aggiungere che alla fin fine è già magnanimo a concederti questo lavoro?
E' l’università che ci programma ad eseguire in maniera acritica trattamenti non evidence based ma portafoglio based? Sono i percorsi di formazione che non sono in grado di fornirci strumenti per sentirci sicuri di lavorare autonomamente con i pazienti? O e il mondo del lavoro che non valorizza la nostra identità professionale?