In concorso all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2026, Succederà questa notte segna il ritorno alla regia di Nanni Moretti, che nelle note di regia racconta di essere partito dai racconti di Eshkol Nevo, dalla precisione con cui descrivono le relazioni e dalla profondità dei sentimenti, per costruire insieme alle sceneggiatrici Federica Pontremoli e Valia Santella una storia d’amore in cui un uomo e una donna si incontrano sempre nel momento sbagliato, sorretti dal desiderio che prima o poi arrivi la loro occasione. Jasmine Trinca e Louis Garrel, protagonisti del film, raccontano l’emozione di ritrovare Moretti al Festival, la sua fama sul set messa alla prova dai fatti, e il modo in cui il film li ha portati a interrogarsi sul tempo, sulle seconde occasioni e sull’esistenza delle anime gemelle.
Un momento che si vive con ansia e si ricorderà come un dono
Alla domanda se quella fosse per loro una “giornata clou”, citando il film, Garrel lega subito la risposta al tema centrale del film di Moretti, il tempo: “C’è tutto un discorso sul tempo nel film di Moretti, quindi giornata… è un momento. È un momento difficile perché io so adesso che ho 43 anni, io so che questo tipo di momenti nel presente li vivo con un po’ di ansia e lo so già che tra 23 anni mi ricorderò di questo momento come un bel momento, un souvenir straordinario nel vedere Nanni tornare al Festival di Venezia e tutta la gente che si vede che è così contenta di vederlo”. Trinca racconta di aver vissuto la giornata con la stessa intensità, pur restando rigorosa: “C’è qualcosa, secondo me, di vitale che si muove intorno a questo film e non ve lo racconto, non ha bisogno il film delle mie parole”. Un affetto, racconta, che ha ritrovato tutta la vitalità del regista: “Ho sentito un grande affetto, ma una grande vitalità ed era molto presente, era molto Nanni Moretti. È tornato”.
Nanni Moretti tra rigore e leggerezza
Alla domanda su cosa sapessero delle leggende sul carattere di Moretti sul set, Garrel dice di non averle mai davvero conosciute, e descrive invece quello che ha trovato: “Devo dire che appena tu lo incontri capisci che per lui il cinema è come un tipo di religione. Dunque, però la cosa incredibile con Nanni è che ci sono dei giorni dove lui è molto rigoroso, molto serioso e poi per 10 minuti esplode con un senso dell’umorismo, l’ironia, fa il buffo e poi ritorna al rigore. Questa cosa mi piace molto di lui”. Aggiungiamo: “E si balla”. Un elemento che, spiega, sapeva già di dover affrontare: “In tutti i film vuole mettere questa cosa. Quindi io sentivo da lontano il pericolo che stava arrivando, quando poi sono entrata nel film ho detto sicuramente ci sarà qualcosa, sarà il momento di ballare”. Racconta poi il lavoro fisico dietro una scena molto più breve sullo schermo di quanto non sia stata sul set: “È stato molto interessante vederlo mentre noi facevamo questa partita di tennis che nel film dura 5 minuti, nella nostra vita è durata… una settimana di partita di tennis abbiamo giocato, salvo alla fine essere umiliati”, con la sostituzione digitale della pallina “come fossimo in Challengers”. Garrel replica scherzando: “io non mi sento umiliato perché sono l’unico che ha la palla vera nel film”.
Anime gemelle e seconde occasioni
Esistono le anime gemelle e il destino?. Trinca risponde partendo dagli incontri: “Io ci credo negli incontri, poi credo anche molto nella incapacità umana di curare le relazioni eccetera, però io credo che siamo come dotati di uno strano fiuto che ci porta ogni tanto dalla parte anche giusta o comunque dalla parte dove tu riconosci un’anima, e poi il grande lavoro è conservare quella cosa, averne cura”. Garrel si mostra più scettico sull’idea stessa di anima gemella, riflettendo invece su quanto le persone cambino nel corso di una vita: “Questo non lo so… un’anima, questo non lo so. La cosa che so adesso è che si cambia talmente in una vita che tutte le vecchie persone che sono state insieme per 60 anni dicono: Io mi sono innamorato sei o sette volte della stessa persona perché lei è cambiata… e dunque forse no, credo questa cosa”.
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