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È Massimo Raffaeli il Premio Giorgio Orelli 2021, il cui riconoscimento gli è stato consegnato a Bellinzona il 12 novembre scorso. L’occasione per incontrare il noto filologo e critico letterario, tra le voci familiari di Alice, del quale è appena uscita la raccolta di interventi per il domenicale del manifesto con il titolo “Di senso comune. Scritti per Alias 2010-2020” (Affinità Elettive), séguito naturale di “Bande à part. Scritti per Alias 1998-2009” (Gaffi), uscito nel 2011 e vincitore del Premio Brancati.
Altro che formule astruse e pensieri cervellotici: la filosofia è un piacere, il piacere "di usare la propria intelligenza, la gioia di scoprire e capire”. Non per avere facili ricette o soluzioni pronte all’uso, ma per provare a dare senso alla nostra vita. E renderla, magari, persino una vita felice.
La filosofia ci riguarda da vicino. Parla di noi e delle grandi domande che tutti ci poniamo. Fornisce anche delle risposte, e molteplici. Di queste grandi domande e delle rispettive, molteplici, grandi risposte, ci parla Mauro Bonazzi, docente di Storia della filosofia antica presso l’Università di Utrecht e l’Università Statale di Milano, in un saggio appena uscito dall’editore Solferino e intitolato: "Dubito ergo sum. Brevi lezioni per vivere con filosofia".
Nella prima parte della nostra intervista, Mauro Bonazzi ci guiderà dentro questioni affascinanti come il concetto di “io”: io sono la stessa persona di vent’anni fa? Immutabile e non soggetta al “divenire”, al cambiamento che pervade tutta la realtà? E la mia coscienza è totalmente chiara e controllabile, o ci sono zone oscure, che non mi rendono “padrone in casa mia” come direbbe Freud? Ma Freud è stato il primo a parlare di inconscio? E ancora, cos’è la felicità? Dove trovarla?
I filosofi hanno provato ad offrirci spunti di riflessione, a volte convergenti, a volte divergenti, ma sempre illuminanti.
Tra le prime voci radiofoniche del fascismo, poi antifascista al servizio degli Alleati durante l’esilio negli Stati Uniti e infine accusata di simpatie comuniste negli anni del maccartismo, la giornalista fiorentina Lisa Sergio, brillante, bella, elegante, più popolare negli Stati Uniti (dove si era trasferita nel 1937) che in Italia, era molto stimata nel paese nel quale aveva scelto di vivere: alla sua morte il New York Times le dedicò un lungo articolo raccontando la sua vita avventurosa, le lotte politiche, il femminismo ante litteram e la sua splendida voce. La triplice, avventurosa vicenda di Lisa Sergio è stata ricostruita per la prima volta dallo storico e giornalista Sandro Gerbi, che su è avvalso di documenti inediti scovati in una trentennale ricerca negli archivi pubblici e privati, nel suo ultimo libro "La voce d’oro di Mussolini. Le tre vite di Lisa Sergio" pubblicato recentemente da Neri Pozza. Ne abbiamo parlato con l’autore.
Libri presenti nel catalogo del Sistema bibliotecario ticinese (Sbt)
Gerbi, Sandro. La voce d'oro di Mussolini : storia di Lisa Sergio, la donna che visse tre volte. Neri Pozza, 2021
Isola, Gianni. L'ha scritto la radio : storia e testi della radio durante il fascismo, 1924-1944. B. Mondadori, 1998
Papa, Antonio. Storia politica della radio in Italia (vol. 1: Dalle origini agli anni della crisi economica, 1924-1934; vol. 2: Dalla guerra d’Etiopia al crollo del fascismo, 1935-1943). Guida, 1978
Gerbi, Sandro. I Cosattini : una famiglia antifascista di Udine. Hoepli, 2016
Gerbi, Sandro. Ebrei riluttanti. Hoepli, 2019
Altri testi di Sandro Gerbi e di Mauro Canali in Sbt
Fonti esterne
Sergio, Lisa. Brains Have No Sex, aprile 1943. Ripubblicato da New York Public Radio (NYPR) Archives & Preservation, 16.09.2013 – con una nota dell’editore
Flint, Peter B. Lisa Sergio, radio commentator in Italy and New York, dies at 84. The New York Times, 26.06.1989, p. 28
Lisa Sergio papers / a cura di Lisette C. Matano (1992). Archivio presso il Georgetown University Library Booth Family Center for Special Collections, Washington, D.C.
Sergio, Lisa. I am my beloved : the life of Anita Garibaldi. Weybright and Talley, 1969 (disponibile in Sbt tramite prestito interbibliotecario)
Spaulding, Stacy. Off the blacklist, bit still a target. Journalism Studies, 10:6 (2009), 789-804, DOI: 10.1080/14616700902975053 (disponibile in Sbt tramite prestito interbibliotecario)
Altro che formule astruse e pensieri cervellotici: la filosofia è un piacere, il piacere "di usare la propria intelligenza, la gioia di scoprire e capire”. Non per avere facili ricette o soluzioni pronte all’uso, ma per provare a dare senso alla nostra vita. E renderla, magari, persino una vita felice.
La filosofia ci riguarda da vicino. Parla di noi e delle grandi domande che tutti ci poniamo. Fornisce anche delle risposte, e molteplici. Di queste grandi domande e delle rispettive, molteplici, grandi risposte, ci parla Mauro Bonazzi, docente di Storia della filosofia antica presso l’Università di Utrecht e l’Università Statale di Milano, in un saggio appena uscito dall’editore Solferino e intitolato: "Dubito ergo sum. Brevi lezioni per vivere con filosofia".
Nella prima parte della nostra intervista, Mauro Bonazzi ci guiderà dentro questioni affascinanti come il concetto di “io”: io sono la stessa persona di vent’anni fa? Immutabile e non soggetta al “divenire”, al cambiamento che pervade tutta la realtà? E la mia coscienza è totalmente chiara e controllabile, o ci sono zone oscure, che non mi rendono “padrone in casa mia” come direbbe Freud? Ma Freud è stato il primo a parlare di inconscio? E ancora, cos’è la felicità? Dove trovarla?
I filosofi hanno provato ad offrirci spunti di riflessione, a volte convergenti, a volte divergenti, ma sempre illuminanti.
Visitare il villaggio di pescatori di Capodistria, prendere un caffè in un locale storico di Trieste o attardarsi ad ammirare il tramonto sul Mare Adriatico in una qualsiasi località sul litorale croato. Ora nemmeno ci accorgiamo della storia che ha accompagnato l’ultimo secolo di quelle terre, contese tra più realtà nazionali dopo la fine della Prima guerra mondiale con la dissoluzione dell’impero Austro-Ungarico. E poi la divisione dell’Europa in due blocchi ben distinti, la cui frontiera attraversava proprio quelle terre ha segnato a lungo anche Trieste e le montagne carsiche circostanti.
Eppure quella realtà ha conosciuto nell’ultimo secolo e mezzo una lunga fase di una violenza inaudita. Quella parte di Europa ha dato vita ad un laboratorio di antagonismi nazionali sfociati in atti di una brutalità oggi difficile persino da immaginare. È sempre stato quasi impossibile scrivere una storia imparziale e corretta di quella realtà, complessa, frammentata, controversa e destinata ad essere compresa solo in modo parziale. Oggi si può dire che la pace sia stata raggiunta solo perché la mescolanza di lingue e culture che ha sempre contraddistinto quella regione è solo un lontano ricordo. E questo consente agli storici di studiare in modo coerente quella realtà e di aiutarci a comprendere le conseguenze che quel periodo drammatico ha avuto su quel territorio.
Con il Prof. Raoul Pupo, già docente di storia contemporanea all’università di Trieste e autore di “Adriatico amarissimo” una lunga storia di violenza, editori Laterza.
Libri presenti nel catalogo del Sistema bibliotecario ticinese (Sbt)
Pupo, Raoul. Adriatico amarissimo : una lunga storia di violenza. Laterza, 2021
Pupo, Raoul. Fiume, città di passione. Laterza, 2018
Pupo, Raoul. Il lungo esodo : Istria: le persecuzioni, le foibe, l'esilio. BUR Rizzoli, 2017
Spirito, Pietro. Gente di Trieste. Laterza, 2021
Jennings, Christian. Flashpoint Trieste : la prima battaglia della guerra fredda. Leg, 2020
Sofri, Adriano. Il martire fascista : una storia equivoca e terribile. Sellerio, 2019
Aristocratica, ribelle, spregiudicata, anaffettiva, seduttrice, capricciosa, intelligente ma soprattutto bella. Di una bellezza sfrontata da far girare la testa a re, principi e conti, nessuno escluso. Cultrice della sua immagine, seduttrice seriale, colei che Robert de Montesquiou consacrò per sempre come «la divine comtesse», Virginia Verasis di Castiglione frequentava Vittorio Emanuele II e Camillo Benso conte di Cavour che decisero di mettere le sue risorse al servizio del paese. Fu amante di Napoleone III, alleata dei banchieri Rotschild, protagonista dei più eleganti e modaioli salotti parigini. «Io non credo nell'amore, è una malattia che passa com'è venuta ... prendetemi oggi, non contate di avermi domani» scrive a uno dei suoi innumerevoli amanti, palesando la sua esigenza più radicata e insopprimibile: non avere padroni. Cosa tutt’altro che scontata nell’Europa dell’Ottocento. Di Virginia Verasis di Castiglione ci racconterà Benedetta Craveri, autrice della biografia uscita per Adelphi “La contessa”.
Libri presenti nel catalogo del Sistema bibliotecario ticinese (Sbt)
Craveri, Benedetta. La contessa : Virginia Verasis di Castiglione. Adelphi, 2021
Palumbo, Valeria. La donna che osò amare se stessa : indagine sulla contessa di Castiglione. Neri Pozza, 2021
Altri testi di Benedetta Craveri in Sbt
Vari saggi sulla Contessa Virginia Verasis di Castiglione in Sbt
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Geronimo è un programma che propone approfondimenti secondo questa declinazione: il lunedì la storia, il martedì la filosofia e il mercoledì la narrativa. È aperto alle novità (nuove pubblicazioni,…