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La libertà, che ha interessato molto il pensiero filosofico da sempre, è l’idea che ha ispirato anche l’ultima edizione dell’ormai storico Festival Filosofia a Modena, Carpi e Sassuolo, nel settembre scorso (17-18-19). Un’occasione per riflettere sui modelli della libertà personale e collettiva, nel quadro del sociale e del politico, nelle sue trasformazioni, tra sicurezza e individualità. Una riflessione plurale quella proposta in 45 lezioni magistrali, per articolare uno dei temi più antichi del pensiero nella sua dimensione problematica e creativa. Su quali siano i margini della libertà nell’ambito dei processi biologici che costituiscono la mente, abbiamo parlato con la fenomenologa Roberta De Monticelli, che da anni dedica la sua ricerca alla libertà e al libero arbitrio, oggi messo in discussione dal riduzionismo radicale di molti scienziati. Mentre il filosofo Umberto Galimberti ha parlato dell’inesistenza della libertà se non come “idea” che ha fatto storia.
Nella tarda antichità, tra il declino dell'Impero Romano e l’ascesa della nuova potenza musulmana, l’insicurezza diffusa spinse molti a nascondere le proprie ricchezze, in attesa di tempi migliori. Spesso però il legittimo proprietario non riusciva a recuperare i suoi beni. Nasce così un tesoro, nascosto sottoterra in attesa dei suoi scopritori. E presto tesori sono considerate anche le reliquie dei santi o, nel nuovo clima dell’Umanesimo, le testimonianze del mondo antico.
Lungo tutto il Medioevo e la prima età moderna la ricerca di queste ricchezze perdute è per molti un’ossessione, con numerosi riflessi letterari: il tesoro errante di Salomone, la magica grotta di Alì Babà, l’oro del Reno, il Sacro Graal…
Allegra Iafrate ha raccontato la storia dei cercatori di tesori, dei nascondigli e dei loro custodi, demoni e draghi, spaziando dalle sabbie dell'Egitto sino all'Europa settentrionale. Il lieto fine è raro. Spesso il tesoro tanto desiderato svanisce proprio quando ci s’illude d’averlo conquistato, come un miraggio, lasciando dietro di sé disillusione e un tacito rimprovero per l’avidità dei cercatori.
Libri presenti nel catalogo del Sistema bibliotecario ticinese (Sbt)
Iafrate, Allegra. Cercar tesori : tra Medioevo ed Età Moderna. Laterza, 2021
Canfora, Luciano. Il tesoro degli ebrei : Roma e Gerusalemme. Laterza, 2021
Le mille e una notte / prima versione integrale dall'arabo dir. da Francesco Gabrieli. Einaudi, 1976 – e varie altre edizioni
Tolkien, J.R.R. Il signore degli anelli. Bompiani, 2016 (comprende: La compagnia dell’anello; Le due torri; Il ritorno del re) – e varie altre edizioni
L'oro del Reno : Richard Wagner (1813-1883). Ed. del Prado, 2003
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Nella notte fra il 13 e il 14 settembre del 1321, a Ravenna, moriva Dante Alighieri. Per celebrare il Poeta a settecento anni da quella estate, gli rendiamo omaggio ospitando un poeta della Svizzera italiana che in questo 2021 all’Alighieri si è dedicato: Fabio Pusterla. Che lo ha fatto curando, forse un po' a sorpresa, il Purgatorio di un’edizione della “Divina Commedia” edita da Giunti-Barbèra e realizzata con la complicità di Stefano Carrai (Introduzione e Inferno) e di Giuseppe Conte (Paradiso).
Prima emissione mercoledì 29 settembre 2021
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È possibile avere una vita felice? Seguire le leggi del cosmo o le leggi dell’io? Scegliere la politica o l’antipolitica? Credere o capire di fronte a Dio e alla morte? Un intenso e illuminante confronto fra due grandi classici, ci guida alla ricerca delle risposte alle domande ultime. Basta volgere lo sguardo al mondo classico di Atene e Roma per trovare i nostri più naturali interlocutori, chi ci ha preceduto nelle nostre stesse domande. Lucrezio e Seneca hanno fatto il controcanto al presente ponendosi le domande ultime. A dar nuova vita al loro dialogo, le appassionanti pagine del latinista Ivano Dionigi "Quando la vita ti viene a trovare. Lucrezio, Seneca e noi" (Laterza), divenuto anche un fortunato spettacolo teatrale. Non importa quali risposte abbiano dato, importa la loro allergia al pensiero unico. Importa il coraggio di sperimentare, in solitudine e in autonomia, cosa significa sopportare la verità quando la vita ti viene a trovare. Seneca rappresenta la grande etica storica, l’antropocentrismo, la tradizione. Lucrezio invece è l’uomo nuovo, che vuole abbattere la politica e la religione, immaginando infiniti mondi possibili. A loro Dionigi ci invita a rivolgerci per ricordarci come eravamo e come potremmo essere. Lo incontriamo in queste due puntate di Geronimo Filosofia.
Ivano Dionigi è professore di Lingua e Letteratura latina all’Università di Bologna e direttore del Centro studi “La permanenza del classico”. Attualmente Presidente del Consorzio Almalaurea, è stato Magnifico Rettore dell’Università di Bologna dal 2009 al 2015. La sua ricerca si è orientata su molteplici versanti; recentemente ha lavorato sulla fortuna dei classici nella letteratura e nella cultura italiana moderna e contemporanea, fornendo anche traduzioni d’autore, in particolare di Lucrezio e Seneca. Tra le sue pubblicazioni: Lucrezio, De rerum natura (Milano 1990); Poeti tradotti e traduttori poeti (Bologna 2004); Lucrezio. Le parole e le cose (Bologna 2005); Il presente non basta. La lezione del latino (Milano 2016) e Quando la vita ti viene a trovare. Lucrezio, Seneca e noi.
Libri presenti nel catalogo del Sistema bibliotecario ticinese (Sbt)
Dionigi, Ivano. Quando la vita ti viene a trovare : Lucrezio, Seneca e noi. Bari : Laterza, 2018
Dionigi, Ivano. Il presente non basta : la lezione del latino. Milano : Mondadori, 2016
Lucretius Carus, Titus. De rerum natura / La natura delle cose. Testo latino e commento a cura di Ivano Dionigi. Milano : Rizzoli, 1990
Altri testi di / a cura di Ivano Dionigi in Sbt.
Prima emissione martedì 14 aprile 2020
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L'antigiudaismo risale alle origini del Cristianesimo, si consolida nel Medioevo ma è il Cinquecento il secolo in cui si configura nella sua forma classica, ad esempio con l'instaurazione dei ghetti. In particolare, per quanto riguarda il mondo cattolico nel 1542 fu creata l’Inquisizione romana per lottare contro la Riforma protestante, che suscitava grandi timori presso le alte autorità ecclesiastiche, e per estirpare l’eresia. Ebbe due organismi centrali: la Congregazione del Sant'Uffizio, presieduta direttamente dal papa, e la Congregazione dell'Indice, fondata nel 1571, volta alla censura dei libri pericolosi. I due organismi centrali dell'Inquisizione furono molto attivi anche nella persecuzione degli ebrei. Ne parliamo con la storica Marina Caffiero che, con Giuseppina Minchella, ha curato il volume "L'inquisizione e gli ebrei. Nuove ricerche", pubblicato recentemente dalla casa editrice Storia e Letteratura.
Libri presenti nel catalogo del Sistema bibliotecario ticinese (Sbt)
L'inquisizione e gli ebrei : nuove ricerche / a cura di Marina Caffiero. Edizioni di storia e letteratura, 2021
Dall'antigiudaismo all'antisemitismo : atti della XXVIII giornata di studio, Centro di Studi Ebraici, Comunità Ebraica di Venezia, Venezia 30 novembre 2003 / a cura di Umberto Fortis. Silvio Zamorani, 2004
Stefani, Piero. L'antigiudaismo : storia di un'idea. Laterza, 2004
Liebman, Seymour B. Fede, fiamme e inquisizione : gli ebrei nella Nuova Spagna. Ed. Cultura della Pace, 1993
Biondi, Albano. L'Inquisizione e gli ebrei in Italia; a cura di Michele Luzzati. Laterza, 1994
Del Col, Andrea. L'inquisizione in Italia : dal XII al XXI secolo. Mondadori, 2012
Bozzini, Romina. Ipotesi di una presenza ebraica tra le vittime dell'Inquisizione in Valle di Blenio. 2001
Monterisi, Mario. Un tentativo giudeo contro l'italianità di Cristoforo Colombo. In: Rivista marittima, A. 75, n. 1-2 (1942), p. 51-61
Altri testi di Marina Caffiero in Sbt
Vari saggi su inquisizione, indice dei libri, antigiudaismo e antisemitismo in Sbt
Prima emissione 03 maggio 2021
Camilla Cederna, classe 1911, è stata una giornalista e scrittrice italiana. L’antologia dei suoi articoli, in particolare dei suoi ritratti femminili pubblicati tra il 1940 e il 1990, curata dalla giornalista del "Corriere della Sera" Irene Soave e uscita ora per Bompiani è un’occasione per riscoprirla. Giornalista dalla penna brillante con disinvoltura, acume e carattere sapeva scrivere tanto di costume quanto di inchieste e questo in tempi in cui nelle redazioni italiane le donne erano una chimera. Accanto ai suoi magnifici e frivoli ritratti di Maria Callas e Marilyn Monroe, Camilla Cederna sull’"Europeo," sull’"Espresso" sul "Corriere della Sera" e in molti suoi libri affrontò alcune delle questioni politiche italiane più controverse, dalla morte dell’anarchico Pinelli alle dimissioni del presidente della Repubblica Giovanni Leoni. Per darvi un’idea dello spirito che animava la sua penna e la sua visione del mondo basta forse questa citazione tratta da un suo articolo del 1989: "Bisogna vivere sempre indignati, diceva Zola, e nel mio piccolo, con tutti i guai annessi, l’indignazione è stata la mia molla costante; guai a chi perde la capacità di indignarsi, ho sempre pensato, quindi non ho mai rinunciato a quella che considero una forma di giovinezza (interna, s’intende). E così ho scandalizzato i benpensanti, cioè quelli che vivono nel chiuso di poche idee sbagliate.”
Libri presenti nel catalogo del Sistema bibliotecario ticinese (Sbt)
Cederna, Camilla. Camilla, la Cederna e le altre / a cura di Irene Soave. Bompiani, 2021
Cederna, Camilla. Il mondo di Camilla. Feltrinelli, 1980
Cederna, Camilla. Sparare a vista : come la polizia del regime DC mantiene l'ordine pubblico. Feltrinelli, 1975
Cederna, Camilla. Pinelli : una finestra sulla strage. Feltrinelli, 1971
Cederna, Camilla. Giovanni Leone : la carriera di un presidente. Feltrinelli, 1978
Cederna, Camilla. Vicino e distante : gente, ambienti, salotti, usi, costumi : impressioni sull'Italia di ieri e di oggi. Mondadori, 1984
Donne e giornalismo : percorsi e presenze di una storia di genere / a cura di Silvia Franchini e Simonetta Soldani. F. Angeli, 2004
Vari testi di Camilla Cederna in Sbt
Un tema discusso quello della libertà, a cui è dedicata anche l'edizione 2021 delle Eranos-Jung Lectures al Monte Verità di Ascona. Una libertà da gestire con cura, per evitare che si trasformi in strumento di sopraffazione. E l’unico modo per farlo è ripensarla dentro alle relazioni sociali. In questa puntata incontriamo il celebre politologo Gianfranco Pasquino, allievo di Norberto Bobbio e di Giovanni Sartòri e professore emerito di Scienza politica all’Università di Bologna, che ha ricordato come la libertà dallo Stato e dalle sue interferenze sia necessaria, ma possa, a determinate condizioni e secondo precise modalità, essere limitata. Lo studioso si è concentrato sul pensiero di alcune figure significative del passato, tra poeti, filosofi, sociologi e scrittori, sottolineando l’importanza di solide relazioni sociali e di quanto queste ci possano rendere forti e strutturati. Perché, come ci ricorda il poeta inglese John Donne, nessun uomo è un’isola, no man is an island, e saremo tutti più responsabili solo quando riconosceremo le libertà degli altri. Interviene in questa puntata anche il filosofo Fabio Merlini, Presidente della Fondazione Eranos, protagonista dell’ultima conferenza in programma per questo ciclo, conferenza dal titolo "Il futuro che non vogliamo".
Tra poche settimane ricorre il trentesimo anniversario della dissoluzione dell’URSS. Ma la storia di quella unione di nazioni e le conseguenze di quel progetto ideologico sono ancora oggi ben presenti nella realtà russa, europea e mondiale. Come ben presenti sono ovunque i semi della rivoluzione bolscevica, a quasi cento anni dalla nascita dell’URSS (la ricorrenza è nel dicembre 2022). Con l’ambasciatore e saggista Sergio Romano, autore de "Il suicidio dell’URSS", Sandro Teti editore, "Geronimo" ripercorre quella fase storica, le illusioni, le conseguenze e come sia necessario comprendere quel periodo per capire come mai anche i leader russi di oggi abbiano bisogno di riferirsi alla storia dell’URSS.
Libri presenti nel catalogo del Sistema bibliotecario ticinese (Sbt)
Romano, Sergio. Il suicidio dell'URSS / pref. di Luciano Canfora ; introd. di Ezio Mauro. Teti, 2021
Romano, Sergio. Processo alla Russia : un racconto. Longanesi, 2020
Romano, Sergio. Putin e la ricostruzione della grande Russia. Longanesi, 2016
La Russia post-sovietica : dalla caduta del comunismo a Putin: storia della grande transizione / a cura di Giancarlo Aragona. Mondadori, 2018
Bartlett, Roger. Storia della Russia : dalle origini agli anni di Putin. Mondadori, 2017
Pons, Silvio. La rivoluzione globale : storia del comunismo internazionale 1917-1991. Einaudi, 2012
Gorbačev, Michail Sergeevič. Ogni cosa a suo tempo : storia della mia vita. Marsilio, 2013
Vari saggi su Unione Sovietica, Russia e comunismo in Sbt
Altri testi di Sergio Romano in Sbt
Andrea Zanzotto nacque il 10 ottobre del 1921, un secolo fa, e morì il 18 ottobre del 2011, all’età di novant’anni appena compiuti. Una figura centrale del secondo Novecento, non solo nel campo della poesia, del quale fu un impareggiabile innovatore di forma e di pensiero. In occasione della doppia ricorrenza, uno fra i critici letterari oggi di maggiore rilievo, Andrea Cortellessa, ha dedicato al poeta, al letterato, all'uomo di impegno civile il saggio-omaggio " Zanzotto. Il canto nella terra” (Laterza). Sarà lui l’ospite della puntata di "Geronimo".
Libri presenti nel catalogo del Sistema bibliotecario ticinese (Sbt)
Cortellessa, Andrea. Andrea Zanzotto : il canto nella terra. Laterza, 2021
Testi di Andrea Zanzotto in Sbt
Testi su Andrea Zanzotto in Sbt
Altri testi di o curati da Andrea Cortellessa in Sbt
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Che ne è della nostra identità digitale, dopo la morte? Moriamo, ma continuiamo a esistere nella presenza ineliminabile della nostra passata vita online. Dati e profili ricchi di informazioni su di noi, che rimangono anche quando noi ce ne siamo andati. Facebook, Instagram, WhatsApp sono il più grande cimitero del mondo. Secondo il filosofo e tanatologo Davide Sisto, autore del saggio “La morte si fa social” (Bollati Boringhieri) è tempo di ripensare filosoficamente la morte nell'epoca dell'intelligenza artificiale, della serie televisiva Black Mirror e della realtà virtuale. La morte non esiste più, dice. Allo stesso tempo però, viviamo costantemente circondati dai morti. Relegata lontano dalla nostra quotidianità - spiega - medicalizzata, espunta dalle nostre vite, l'esperienza del morire vive oggi una situazione paradossale, quando le immagini e le parole dei cari estinti tornano e irrompono all'improvviso dagli schermi dei nostri telefoni.
Ne parliamo con l'autore, Davide Sisto, docente di filosofia teoretica all'Università di Torino, specializzato nel campo della tanatologia, studia la morte dal punto di vista filosofico, medico, in relazione alla cultura digitale e al postumano. È docente al master "Death Studies & the End of Life" dell'Università di Padova. È stato curatore, insieme a Marina Sozzi, del blog "Si può dire morte”. Oltre al già citato “La morte si fa social. Immortalità, memoria e lutto nell'epoca della cultura digitale” (Bollati Boringhieri) hanno pubblicato “Lo specchio e il talismano. Schelling e la malinconia della natura” (Albo Versorio, 2009), “Narrare la morte. Dal romanticismo al postumano” (ETS, 2013), “Schelling. Tra natura e malinconia” (2016).
Libri presenti nel catalogo del Sistema bibliotecario ticinese (Sbt)
Sisto, Davide. "La morte si fa social: immortalità, memoria e lutto nell'epoca della cultura digitale". Torino : Bollati Boringhieri, 2018
Prima emissione martedì 30 giugno 2020
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Geronimo è un programma che propone approfondimenti secondo questa declinazione: il lunedì la storia, il martedì la filosofia e il mercoledì la narrativa. È aperto alle novità (nuove pubblicazioni,…