Buongiorno amici di Kristall Radio, siamo a giovedì!
La sveglia colpisce puntuale anche oggi: ci si alza, si fa colazione, ci si prepara e… via di corsa in studio.
E proprio di colazione vogliamo parlare, perché per molti è un momento sacro. Per me lo è di sicuro.
Apriamo quindi il dibattito: colazione dolce o salata?
Io non ho dubbi: assolutamente dolce. Crepes, pancake, marmellata, cereali, un caffè caldo, oppure ginseng o cappuccino… insomma, qualsiasi cosa, ma rigorosamente dolce. E tu? Team dolce o team salato?
Cambiando argomento: ieri io, Francesca (Saka) e Aurora, la producer di Ma Che Razza di Umani, siamo state a un evento firmato Lush.
Un viaggio sensoriale e divertente alla scoperta delle inebrianti novità in edizione limitata della collezione San Valentino di Lush.
L’evento è una presentazione della nuova collezione e si è articolato in un percorso attraverso cinque aree, ognuna ispirata a uno dei cinque linguaggi dell’amore.
E le recensioni? Contrastanti, ma sincere.
Io e Aurora siamo state felicissime e ci siamo immerse con entusiasmo in questo mondo profumato e glitterato… Saka un po’ meno. Diciamo che non era proprio la sua dimensione.
Successivamente, Qualche sera fa, dopo un'uscita, mi capita di ripensare alle amicizie. Non a quelle da "lista contatti". A quelle vere. Quelle con la A maiuscola. E mi viene in mente una cosa un po’ scomoda da dire: io amici ne ho sempre avuti. Ma AMICI, pochi. E non perché fossi sola, anzi, ero sempre in mezzo alla gente. Però essere circondata da persone non vuol dire stare bene, non in modo profondo. E io, quella differenza la sentivo addosso.
Mi sono accorta che tante persone mi volevano quando ero nella mia versione migliore: simpatica, brillante, disponibile, carica. Ma nei giorni storti no, nei giorni silenziosi no, nei giorni in cui non avevo voglia di fare spettacolo no.
E allora ho iniziato a pensare, forse senza nemmeno dirmelo chiaramente, che per essere scelta dovevo essere “al top” sempre. E questa cosa, col tempo, un po' ti scava. Ti fa pensare: se non brillo, resto sola.
Non erano quelle che avrei immaginato. Alcune, lo ammetto, all’inizio le avevo perfino etichettate come “diverse”, “strane”, “non affini”. Non esteticamente, non caratterialmente, non per stile, simili a me. E invece...
Invece ho scoperto che l’affinità non è somiglianza. È poter essere con loro, anche nella giornata no, senza sentirti fuori posto. Anzi, più una persona è diversa da me, più mi viene voglia di scoprirla.
Anni fa guardavo "Stand by- Me" e pensavo: io voglio un’amicizia così. Quella lealtà semplice, quella presenza incrollabile. Quel “ci sono” che non ha bisogno di prove, di performare e di essere interessante per forza.
È sapere che se oggi non brillo, non perdo il posto.
Infine, oggi abbiamo ospitato Fabio Bortolotti, in arte Kenobit, hacktivista e musicista a 8 bit, che suona il Game Boy e si occupa di libertà digitale.
Kenobit nasce come musicista chiptune: realizza musica elettronica usando hardware vintage, soprattutto il Game Boy, portando questo linguaggio sia dal vivo sia nei suoi dischi. Fin dall’inizio, però, alla musica affianca un forte interesse per la cultura digitale, i media e il rapporto tra tecnologia e società.
Dalla fine degli anni 2000 entra anche nel mondo dello streaming e dei contenuti online. Negli ultimi anni Kenobit ha scelto di allontanarsi dai grandi social commerciali, dando vita a progetti di comunicazione autogestiti. Oggi lavora con software libero, sistemi di autohosting e reti decentralizzate, sperimentando nuovi modi di stare online.
Durante la puntata Kenobit ci ha fatto ascoltare anche alcuni dei suoi brani in 8 bit, riportando in diretta il suono grezzo e potente delle origini della musica videoludica. Dal 2009 gira il mondo suonando un Game Boy. C’è chi la chiama chiptune, musica a 8 bit, micromusic… «Il succo è che uso un Game Boy del 1989 per fare ballare la gente».