
Sign up to save your podcasts
Or


Adattamento di Gaetano Marino – Messa in voce di Francesco Nonnis
La moglie era a letto da un pezzo, e se ne stava rannicchiata dalla sua parte, tremante e felice anche lei, ma con un senso di paura in fondo all’anima. Pregava, e solo quando il marito, mezzo nudo, con le coscie e le gambe rossastre chiazzate di ricciolini neri, i grandi piedi gelati, fece scricchiolare col suo corpo pesante la stoppia del saccone, aprì gli occhi e le parve, per il riflesso della finestra illuminata dai lampi, che fiammeggiassero anch’essi. Poi si ricoprì, e la voce del marito le arrivò di lontano, sotto le coltri di piuma. Era una voce cattiva, anzi beatamente crudele.
Adattamento di Gaetano Marino. Messa in voce di Francesco Nonnis
[…] Son passati vent’anni. Allora tutta la nostra famiglia, la nobile famiglia dei Maxu, la più ricca del villaggio, era composta da me, elegante studente di giurisprudenza, da mio padre più elegante ancora di me benché contasse quarant’anni suonati, aristocratico cavaliere di montagna che viveva cacciando aquile e cinghiali nei nostri immensi boschi d’elci e di roveri, e da una cugina orfana di cui egli era tutore, ed io naturalmente innamorato. Però non l’avevo sempre amata: mi ricordo anzi che fin da bambino provavo una sorda antipatia per essa, forse perché ogni volta che venivamo a lite, lei grande e forte – eravamo quasi della stessa età – mi picchiava come l’ultima delle monelle. […]
Adattamento di Gaetano Marino. Messa in voce di Francesco Nonnis.
[…] Il servo spalancò gli occhi, e la stizza gli accese il sangue. Ma era troppo vecchio per arrossire, e troppo furbo per non tradirsi. – Ecco, – pensò, – io non ho più denti, ma sono ancora un peccatore; ogni sera, allorché rientro in paese col prodotto del gregge, prima di giungere alla casa del mio padrone faccio tappa davanti alla casa della mia “amica” alla quale regalo un po’ di latte e un po’ di formaggio. Poca roba, che a lei però, poveretta, sembra molta. Ogni anno, per Pasqua, io vado a confessarmi, e prometto di emendarmi, ma finora non ho potuto. Ecco che ora mi toccherà di emendarmi per forza. – Che dici, vecchia volpe? – gridò il padrone. – Basile è troppo piccolo, lo deruberanno. […]
From the publisher's feed