I PODCAST DI APERTAMENTEWEB

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I PODCAST DI APERTAMENTEWEB episodes

  • A COTUGNO e F MANARESI Il trattamento dell’Anoressia Nervosa: l’integrazione tra FBTreatment e CoS

    Armando COTUGNO e Francesca MANARESI
    “Il trattamento dell’Anoressia Nervosa in Adolescenza: l’integrazione tra Family Based Treatment e Circle of Security-Parenting"

    Il Trattamento Basato sulla Famiglia (Family-Based Treatment – FBT) costituisce l’intervento psicoterapeutico di prima scelta nella cura dell’Anoressia Nervosa (AN) in età adolescenziale (APA, 2005, 2023; NICE, 2017; RANZCP, 2014; Quaderni del Ministero della Salute 17/22, 2013; Rapporto ISTISAN 13/6, 2012).

    Coerentemente con i principi della “Developmental Psychopathology”, l’approccio FBT individua nel sostegno alle funzioni genitoriali una priorità clinica imprescindibile per rimettere “in carreggiata” lo sviluppo adolescenziale rimasto “incagliato” nell’Anoressia Nervosa. Studi recenti hanno evidenziato come il protocollo FBT standard possa comportare un rilevante carico emotivo e pratico per le famiglie: una comunicazione più chiara sulle inevitabili difficoltà relazionali che verranno affrontate nel corso del trattamento e un maggiore sostegno emotivo rivolto ai genitori può rafforzare il senso di efficacia familiare e favorire una migliore esperienza del percorso di FBT.

    Sulla base di queste premesse clinico-teoriche viene proposta un’integrazione delle procedure del Circle of Security-Parenting (CoS-P) all’interno del protocollo FBT. Il sostegno ai genitori nel farsi carico del ripristino del peso dell’adolescente, tipico dell’approccio FBT, viene integrato con i principi operativi del CoS-P, finalizzato al sostegno delle capacità autoriflessive per una migliore comprensione e modulazione delle inevitabili difficoltà emotive e relazionali che interferiscono sulle capacità di cura genitoriali. Verrà illustrata la procedura d’intervento del FBT/CoS-P basata sull’analisi congiunta di sequenze video delle interazioni familiari raccolte durante la seduta il Pasto Familiare.

    Bibliografia
    Cotugno A, Manaresi F and Cardi V (2026): Taking care of the body to cure the mind: family-based therapies as attachment-based programs for adolescents with Anorexia Nervosa. Front. Psychol. 16:1710932. doi: 10.3389/fpsyg.2025.1710932.
    Lock J. & LeGrange D. (2018) Anoressia Nervosa: Manuale per il Trattamento Basato sulla Famiglia– Edizione Italiana a cura di Armando Cotugno. Giovanni Fioriti Editore.
    Ganci M. (2021) Affrontare l’Anoressia di tuo figlio. Manuale d’aiuto per i genitori impegnati nel Trattamento basato sulla famiglia – Edizione Italiana a cura di Armando Cotugno. LMD Publishing.
    Powell B, Cooper G, Hoffman K. (2016) Il Cicolo della Sicurezza. Sostenere l’attaccamento nelle prime relazioni genitore-bambino –  Raffaello Cortina Editore, Edizione Italiana a cura di Chiara Pazzagli & Francesca Manaresi.

    Armando Cotugno
    Psichiatra-Psicoterapeuta, Didatta SITCC, docente della PTS e di diverse Scuole di Specializzazione in Psicoterapia, già Direttore UOD Disturbi del Comportamento Alimentare ASL Roma. Terapeuta Team Leader DBT

    Francesca Manaresi
    Psicologa-Psicoterapeuta, Referente per l’Italia CoS-Parenting International, docente in diverse Scuole di Specializzazione in Psicoterapia.


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    1 hr 21 min
  • Federica MASTRONARDO: Importanza del microbiota intestinale come organo metabolicamente attivo

    Importanza del microbiota intestinale come organo metabolicamente attivo che modula umore, cognizione e risposta allo stress. Aggiornamenti clinici e diagnostici”

    ’alimentazione rappresenta uno dei principali determinanti dell’esposoma, l’insieme delle esposizioni ambientali, biologiche e comportamentali che modulano l’espressione genica e l’omeostasi lungo l’intero arco della vita. il cibo assume un significato che trascende la mera funzione nutritiva: esso costituisce un messaggio biologico capace di influenzare la comunicazione tra i sistemi psicologico, nervoso, endocrino e immunitario.

    Un ‘alimentazione sbilanciata povera di nutrienti porta alla disregolazione di questo delicato equilibrio.

    Questa infiammazione silente rappresenta oggi il terreno comune di patologie metaboliche, neurodegenerative e psichiche, segnalando un fallimento dell’omeostasi sistemica. La nutrizione diventa quindi un potente strumento di riequilibrio capace di “educare” l’organismo verso risposte adattative più coerenti e meno infiammatorie. Elemento fondamentale: il microbiota intestinale.

    Nell’intestino umano risiedono circa 100 trilioni di batteri appartenenti a oltre 1000 specie diverse, il cui genoma collettivo (3,3 milioni di geni) supera di oltre cento volte quello umano (Cryan et al., 2019).

    Il microbiota intestinale è un organo metabolicamente attivo che modula umore, cognizione e risposta allo stress.

    Nutrire il microbiota significa nutrire la mente, l’energia vitale e la capacità di adattamento. Un’alimentazione sana è una forma di ascolto biologico del corpo, del microbiota e delle emozioni. In questo senso, la dieta non è più un’imposizione esterna, ma una conversazione continua tra interno ed esterno, tra ciò che siamo e ciò che scegliamo di introdurre. E’ la capacità di ascoltare e rispondere ai segnali che l’organismo, nel suo insieme indivisibile, ci invia costantemente.

    Bibliografia e sitografia

    Calder, P. C. (2020). Nutrition, immunity and COVID-19. BMJ Nutrition, Prevention & Health.
    Cryan, J. F., O’Riordan, K. J., Cowan, C. S., et al. (2019). The microbiota-gut-brain axis. Physiological Reviews, 99(4), 1877-2013.
    Estruch, R., Ros, E., Salas-Salvadó, J., et al. (2018). Primary prevention of cardiovascular disease with a Mediterranean diet supplemented with extra-virgin olive oil or nuts. New England Journal of Medicine, 378(25), e34.
    Pezzana Andrea, 2025: “I MAC’s: Alimentazione e biodiversità del microbiota – Master PNE 2025
    Sonnenburg, E. D., & Sonnenburg, J. L. (2014). Starving our microbial self: The deleterious consequences of a diet deficient in microbiota-accessible carbohydrates. Cell Metabolism, 20(5), 779–786.

    FEDERICA MASTRONARDO è Biologa Molecolare presso l’Università La Sapienza di Roma, PhD in Scienze Infettivologiche e delle Terapie Immunologiche, Master in Dietoterapia e Nutrizione Clinica, Master in Nutrizione Sportiva. Ha ultimato da poco il Master in PNEI presso La Citta della Salute e della Scienza Università di Torino.
    Collabora con Il Centro Clinico de Sanctis di Roma e segue nello sport atleti professionisti.
    Scrive per Dimagrire edizioni Riza ed è Membro dell Advisor Board PTR Italia nel Tennis Pro.


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    1 hr 21 min
  • ADHD DELL'ADULTO E PSICOTERAPIA . SILVIA GAROZZO

    L’ADHD nell’adulto rappresenta una sfida complessa per i professionisti della salute mentale. Stiamo vivendo un cambiamento di paradigma rispetto alle visioni tradizionali. In questo webinar, esploreremo come il concetto di neurodivergenza ci offra una nuova prospettiva, paragonabile alla navigazione in un vasto oceano.
    Affronteremo la complessità del lavoro diagnostico e terapeutico, analizzando la sovrapposizione diagnostica con altre condizioni e il ruolo cruciale della traumatizzazione, un legame a doppia direzione con i sintomi dell’ADHD.
    Infine, immagineremo un modello organizzativo per l’intervento terapeutico, che parta da una diagnosi accurata, prosegua con la terapia integrata alla psicoeducazione, e consideri il coaching come strumento di supporto aggiuntivo o successivo.

    Silvia Garozzo, psicologa e psicoterapeuta, Analista Transazionale, Sistemico Familiare, Pratictioner EMDR, esperta in neurodivergenze adulti e bambini. Didatta e supervisore. Fa parte della rete RITADHD.

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    1 hr 35 min
  • M. AMABILI e A. DI DOMENICO: "La FLASH TECNIQUE

    La Flash Technique è una tecnica psicoterapeutica evidence based che è stata messa a punto negli ultimi 6 anni dal Dott. Phil Manfield, supervisore e docente EMDRIA, tecnica che è stata inizialmente pensata e proposta proprio come intervento integrativo nella fase di preparazione del protocollo standard EMDR.

    Nell’esperienza clinica, dopo anni di studio e applicazione, la Flash Technique si sta rivelando un intervento completo, in grado di favorire una piena risoluzione di PTSD semplici e complessi e una riparazione efficace delle conseguenze delle esperienze traumatiche sul funzionamento psichico e relazionale dei pazienti. Infatti, non è raro che alcuni pazienti con trauma complesso manifestino forti resistenze sia ad accedere sia a nominare l’evento traumatico poiché rischiano di esserne emotivamente travolti, compromettendo così la capacità di rielaborazione dello stesso. In queste situazioni delicate, è giusto che i terapeuti che hanno quotidianamente a che fare con il trauma inizino a utilizzare una serie di accorgimenti che rendano possibile anche a queste persone rielaborare in sicurezza le proprie esperienze traumatiche. L’efficacia del metodo consiste nel facilitare l’elaborazione di quei ricordi traumatici che per il paziente sono difficili da tollerare emotivamente. Infatti, dalle recenti ricerche scientifiche, si nota che il paziente trattato con la FT riesce a tollerare meglio emotivamente l’accesso al materiale traumatico, evitando abreazioni e sintomi dissociativi. Questo accade perché con la FT il paziente riesce a rielaborare un ricordo altamente disturbante ma senza accedervi in maniera vivida, evitando quindi il contatto estremo con la parte peggiore del ricordo e le emozioni a essa associate. Tale procedura risulta così breve e relativamente indolore anche per coloro che hanno ricordi target particolarmente disturbanti.

    La SBL, il FEP (Focus Emozionale Positivo) e l’Eye Blinking sono i pilastri che attivano il processo di rielaborazione che aiuta la persona a sviluppare in breve tempo una prospettiva più adattiva riguardo gli eventi traumatici, evitando di rivivere l’esperienza in maniera diretta e travolgente.

    La Flash Technique risulta dunque efficace in queste situazioni, permettendo così una piena elaborazione dei ricordi traumatici e ripristinando il naturale flusso vitale delle persone.

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    1 hr 26 min
  • I DISTURBI DELL’ATTENZIONE, tra dimensione psicopatologica transnosografica e categoria diagnostica (con S. Bramante)

    STEFANO BRAMANTE 
    Le difficoltà di attenzione sono un sintomo comune a numerosi disturbi psichiatrici, a diverse condizioni mediche generali e, in alcuni casi, a condizioni che non rappresentano dei veri e propri disturbi. Nell’ADHD sono un sintomo centrale, che può essere o meno associato a iperattività e impulsività, e che, per definizione, deve presentarsi a un livello significativo nell’infanzia ed essere persistente nel tempo. Altre condizioni che possono comportare difficoltà di attenzione sono la plusdotazione cognitiva, i disturbi dello spettro dell’autismo e il disturbo ossessivo-compulsivo. Nei disturbi depressivi, il calo del tono timico può anche determinare difficoltà di attenzione all’interno degli episodi depressivi maggiori, ma anche tra un episodio e l’altro come sintomo depressivo residuo interepisodico. Nei disturbi da uso di sostanze il consumo cronico delle stesse può deteriorare le capacità attentive. Solo un’attenta valutazione clinica del paziente, con un’analisi delle caratteristiche psicopatologiche attuali, unita a un’approfondita conoscenza della storia di vita della persona, possono aiutarci a comprendere davvero il significato dei sintomi da disattenzione e la loro natura.


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    1 hr 29 min
  • INTRODUZIONE ALLE TECNICHE BOTTOM UP. CECILIA LA ROSA

    Nell'ambito della terapia del trauma è necessario parlare di interventi sul corpo poiché è nel corpo che si bloccano le memorie dei traumi del passato ed è dal corpo che si riattivano quando si incontrano stimoli e trigger specifici. Questa lezione è l'introduzione al master bottom up edito da apertamenteweb .
    se vuoi iscriverti al master vai su www.apertamenteweb.com

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    2 hr 46 min
  • FABIO MONTICELLI : LE PAROLE TRA NOI . IL MONITORAGGIO DEI SITEMI MOTIVAZIONALI NEL DIALOGO CLINICO

    È stato sviluppato un metodo (AIMIT) da Giovanni Liotti e collaboratori che consente di identificare i sistemi motivazionali in tempo reale nello scambio clinico che, per sua stessa natura, è spontaneo e imprevedibile.
    Il monitoraggio dei sistemi motivazionali costituisce un elemento di estrema utilità perché consente di identificare in tempo reale le fasi critiche della sintonizzazione cooperativa col paziente, favorendo così il processo di riparazione e riducendo i rischi di drop out.
    Inoltre, il monitoraggio consente di individuare chi, tra paziente e terapeuta, abbia creato maggiormente i presupposti della crisi cooperativa in corso che può originare dai modelli mentali disfunzionali e inconsapevoli del paziente o, come accade di frequente, del terapeuta.
    Il monitoraggio permette, infine, di differenziare i diversi tipi di crisi cooperativa e di stimare gli effetti a breve termine dei propri interventi sulla base della valutazione delle risposte del paziente; grazie a questi preziosi feedback, il terapeuta di volta in volta sarà indirizzato nelle sue principali scelte strategiche e nel suo agire terapeutico.

    Fabio Monticelli, psichiatra e psicoterapeuta, presidente della Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva.
    Insegna nelle scuole di specializzazione in psicoterapia cognitiva SICC di Roma, SPC di Ancona, STPC di Torino, Milano. Ha pubblicato con Raffaello Cortina I sistemi motivazionali nel dialogo clinico. Il metodo AMIT (con Giovanni Liotti, 2008),  Teoria e clinica dell’alleanza terapeutica. Una prospettiva cognitivo- evoluzionista (con G. Liotti, 2014), L’evoluzione delle emozioni e dei sistemi motivazionali (con G. Liotti, Fassone, 2017),  Le parole tra noi. Il monitoraggio interpersonale nel dialogo terapeutico (2023).

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    1 hr 30 min
  • RINALDO PERRI : L'IPNOTERAPIA DELLA DIPENDENZA DA NICOTINA

    Per "I giovedì sera della PTS di Jesi", Febbraio 2019, Rinaldo PERRI "L'ipnoterapia cognitiva della dipendenza da nicotina"

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    2 hr 12 min
  • CARLA M. XELLA: IL TRATTAMENTO PSICOCRIMINOLOGICO DEGLI AUTORI DI REATI SESSUALI

    In Italia la risposta la risposta al problema della violenza sessuale, su minori e adulti, è stata fin qui prevalentemente securitaria, spaziando dai proclami forcaioli all’inasprimento delle pene, sempre però nella quasi totale assenza di programmi trattamentali, scarsamente, poco o niente affatto finanziati.
    Un intervento efficace con gli autori di reati sessuali tuttavia è possibile, come dimostra l’esperienza di altri Paesi.
    L’intervento deve innanzi tutto prevenire la recidiva del reato, quindi modificare il modello relazionale distorto e gli aspetti di personalità che hanno portato al reato stesso. Ciò può avvenire solo se si rispettano principi validati e linee guida attendibili.

    Carla Maria Xella,  Presidente del CIPM Lazio APS, è una psicoterapeuta esperta in diagnosi e trattamento dei disturbi post-traumatici, supervisore e facilitator EMDR Europe.  Da molti anni si occupa del trattamento di autori di violenza sessuale e di genere, nell’ambito di programmi intra- ed extramurari. È membro dell’ATSA  (Association for the Treatment  of Sexual Abusers) e membro del Comitato Organizzativo permanente del CIFAS (Congrès International Francophone sur l’Agression Sexuelle). Coordina le attività del CUAV del CIPM Lazio APS e i contatti con le Istituzioni e le Forze dell’Ordine per la prevenzione degli agiti violenti. Effettua attività di formazione nel campo del trattamento degli autori di violenza. È autrice di varie pubblicazioni e ha curato, con Paolo Giulini, il volume Buttare la chiave? – La sfida del trattamento per gli autori di reati sessuali, edito da Raffaello Cortina.

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    1 hr 36 min

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Podcast di psicologia, psicoterapia, mindfulness, EMDR, e approcci integrati tra psicoterapia cognitivo comportamentale e corpo. Gli autori sono psichiatri psicologi psicoterapeuti affermati .…