Alla morte di Carlo IV di Boemia, del casato dei Lussemburgo, nel 1378, per la prima volta in quasi due secoli, in Germania, il titolo di re dei romani si trasmise di padre in figlio. Venceslao di Lussemburgo aveva però di fronte una situazione estremamente complessa. Il potere regio era debole, l'autorità che poteva esercitare sui potenti principi elettori dipendeva dalla quantità di concessioni che il re sarebbe stato in grado di fare. Inoltre la Germania era ormai in uno stato di anarchia perenne, con le varie parti della società, dai ceti alla città, il costante lotta nel tentativo di aumentare potere e autonomia dalla corona. A questa situazione, nello stesso 1378, andava ad aggiungersi il grande scisma d'occidente, che si fuse, come elemento di contrasto, con la lotta politica tedesca. Polonia, Ungheria e Boemia stavano vivendo un periodo nel quale l'elemento nazionalista portava alla volontà di affrancamento dalla sfera di dominio imperiale. Proprio in Boemia, l'eresia iniziata con la predicazione di Ian Hus, trasformò l'inizio del XV secolo in una lotta tra germanesimo e elemento nazionalista boemo. Le diverse guerre che i principi tedeschi e gli imperatori portarono avanti non riuscirono a imporre l'autorità tedesca su una Boemia che si considerava sempre più ceca. Deposto Venceslao, e morto prematuramente il debole Roberto III del Palatinato (1411) la corona tornò alla casa di Lussemburgo con il fratello minore di Venceslao, Sigismondo, re d'Ungheria. Anch'egli, nonostante i suoi sforzi e nonostante il tentativo di riformare nel senso di uno stato moderno l'impero, dovette arrendersi all'impotenze. Quando Sigismondo morì senza eredi maschi, nel 1437, si attivò il trattato di Bruna, siglato dai Lussemburgo e dagli Asburgo settant'anni prima. Il trattato prevedeva che, in cambio dell'esclusione degli Asburgo dal novero dei grandi elettori, se i Lussemburgo si fossero estinti, tutti i loro domini sarebbero passati agli Asburgo. Nel 1437 a beneficiare di questo straordinario salto avanti nel potere fu Alberto d'Asburgo, che inaugurò un periodo di tre secoli nei quali la corona imperiale spettò alla discendenza maschile asburgica