Questa lezione racconta la storia di due regine, Elisabetta I d'Inghilterra e Maria Tudor di Scozia. Il nuovo assetto dell'Europa plasmato dal trattato di Cateau-Cambresis (1559) diede inizio all'egemonia spagnola che aveva come sua fondamentale corollario la fede cattolica della controriforma. Gli avversari erano la Francia, sul continente, e l'asse protestante, che vedeva nelle isole britanniche un centro in espansione. E proprio qui, dopo il lungo regno di Enrico VIII, che aveva staccato la chiesa inglese da Roma, la corona aveva vissuto un nuovo periodo turbolento, per problemi di successione che videro avvicendarsi Edoardo VI, protestante convinto, e Maria la sanguinaria, primogenita di Enrico VIII e di Caterina d'Aragona, ferocemente cattolica, prima dell'avvento di Elisabetta I, la regina vergine, che non avrebbe avuto eredi. Accanto era il regno di Scozia, saldamente legato alla Francia, ma dove l'opposizione alla sottomissione francese guidata dalla reggente, Maria di Guisa, creò un terreno fertile per la diffusione del calvinismo, così come venne adattato dal predicatore scozzese John Knox. Maria Stuart, cattolica e giovane regina di Scozia, nutriva delle speranze, per antica parentela, al trono di Inghilterra, e per tentare di raggiungere questo obiettivo regnò sulla Scozia in una iniziale alleanza con i lord protestanti. Ma alla lunga, il difficile rapporto politico con Elisabetta, e la permanenza della fede cattolica provocarono la rottura con i lord, l'abdicazione forzata e la fuga, in prigionia, proprio presso la corte inglese. Tutte queste vicende, nella quale Elisabetta mostrò la sua abilità politica, segnarono l'avvento di un Inghilterra più forte e indipendente sullo scacchiere europeo.